VIAGGIO SPIRITUALE di Tommaso Nuovo

Vangelo del giorno: ottobre 2018

Venerdì 19 ottobre 2018

XXVIII settimana del tempo ordinario

Lc 12, 1-7

 

1 Intanto si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l'ipocrisia.2 Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. 3 Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all'orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze.
4 Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. 5 Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui. 6 Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. 7 Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!

 

Commento di Tommaso Nuovo

Perseguitati

Gesù non costringe nessuno a diventare suo discepolo. Ma se uno vuole esserlo deve mostrarlo con la vita. Infatti nel discepolo di Gesù apparire Gesù stesso. Quanto danno fa a Gesù l'ipocrisia dell'apparire cristiani e non esserlo. Quello che uno non è, anche solo nei pensieri, si svela facilmente, con delle cadute nel peccato. Lo stesso demonio si preoccuperà di rivelare alla luce del giorno ciò che si fa nelle tenebre.

C'è un'altra dimensione della vita cristiana da ben considerare: il martirio, quello di sangue. Ogni cristiano deve metterlo in conto come un reale possibilità, anche se non deve cercarselo. I martiri canadesi di cui oggi si fa memoria sono un drammatico e meraviglioso esempio. Se si offre noi stessi a Gesù tutto il dolore e la sofferenza che ci viene data diventa un segno straordinario del suo amore. Ma bisogna entrare nell'ordine di pensiero, che il martirio è sempre una possibilità reale per il cristiano.

Perchè i cristiani sono sempre colpiti con tanta violenza ha una sola spiegazione: perchè è Gesù Cristo è la verità, la rivelazione del Padre. Oggi basta poco per essere perseguitati, basta non essere allineati con i messaggi del mondo o criticare chi ti comanda che sei subito colpito ed emarginato anche dentro la Chiesa. Oggi non solo la violenza è esercitata contro i cristiani, ma anche la calunnia e la volgarità delle parole sono lanciate come sassi per colpire e infangare. Purtroppo i cristiani di oggi, clero compreso se non riscoprono la santità che deve caratterizzarli non sono perseguitati perchè sono cristiani, ma perchè non lo sono.Dobbiamo molto riflettere se siamo veramente discepoli di Gesù. Buona giornata

tommasonuovo@yahoo.it

Mercoledì 3 ottobre 2018

XXVI settimana del tempo ordinario

Lc 9, 57-62

 

57 Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». 58 E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo». 59 A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». 60 Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va' e annuncia il regno di Dio». 61 Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». 62 Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all'aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

 

Commento di Tommaso Nuovo

Seguire Gesù

Gesù ha affascinato le folle e molti volevano seguirlo per i più svariati motivi. Ma Gesù non inganna nessuno e mostra a quali condizioni si può seguirlo: non ha dove posare il capo, non ha una famiglia che lo sostenga e lo approvi. Gesù conosce bene la fragilità di chi vorrebbe seguirlo, ma non è libero di farlo per i legami che lo trattengono a cose o a persone.

 

Per seguire Gesù bisogna essere chiamati da Lui, personalmente, attraverso la sua persona, la sua parola un suo gesto: seguire Cristo per attrazione. Questa è la spinta iniziale, ma dopo occorre impegnarsi a confermare la scelta che Cristo ha fatto di noi. Gesù non rinnega nessuno di coloro che ha scelto, non ha nemmeno rinnegato Giuda, anzi è stato Giuda a rinnegarlo. Ma anche noi dobbiamo fare la nostra parte. Tutti i cristiani sono in uno stato di sequela: tutti sono stati chiamati, ma poi ognuno deve confermare la scelta che Gesù a fatto, come un elezione, facendo altrettanto scegliendo Gesù come maestro, come guida, come padre, madre e fratello, come confidente, come amico, come sposo dell'anima. Questa scelta che ha fatto Gesù di noi è sia esclusiva e sia aperta a tutti. Ma la nostra scelta di Gesù deve essere esclusiva: non avrai altro Dio all'infuori di me, non avrai altro maestro. Nemmeno noi stessi possiamo essere maestri di noi stessi o degli altri. E se siamo collocati in un contesto di testimonianza , quello che deve emergere da noi è la sola persona di Gesù.

 

Ma come sono ingombranti oggi i discepoli di Gesù, tanto da oscurare la presenza della Sua persona sia in loro come nella storia.

Come si fa fatica oggi a riconoscere Gesù in qualche vescovo, cardinale, o in religiosi o religiose. Se non vede Gesù in noi la gente non può credere. Se non portiamo con noi Gesù rischiamo di portare il suo eterno nemico, quando in noi prevale l'uomo e non Dio. Dobbiamo dimostrare al mondo con la nostra persona che seguiamo Gesù. Solo così aiuteremo il mondo a credere e a seguirlo.Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

Martedì 2 ottobre 2018

XXVI settimana del tempo ordinario

Mt 18,1-5.10

 

1  In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». 2 Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro 3 e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. 4 Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. 5 E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
10 Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.

 

Commento di Tommaso Nuovo

Angelo di Dio che sei il mio custode

 

Non dimentichiamoci che oggi è la festa degli angeli custodi. Che facilmente lasciamo da parte, perchè li possiamo ascoltare, se non vedere se viviamo anche noi una vita angelica o divina.

Non significa che bisogna credere alle favole, ma alla Sacra Scrittura che parla frequentemente degli Angeli e dei loro interventi. Oggi ci sono ancora e sono tanti gli interventi degli angeli, ma a differenza del passato gruppi e associazioni di volontariato soppiantano spesso la loro presenza. Ad esempio molti volontari che intervengono in soccorso alle popolazioni dopo gravi calamità sono chiamati angeli del fango, oppure persone che si occupano della sicurezza di interi quartieri sono chiamati anche essi City angels, oppure tanti volontari che assistono i poveri, i senza fissa dimora sono chiamati angeli della notte.

 

Ma gli angeli non sono mai disoccupati. Dio li manda nonostante li preghiamo poco e gli diamo poca considerazione e rispetto, soprattutto non custodendo la purezza dei cuore e dei costumi. Purtroppo abbiamo riempito il mondo di sporcizia morale e abbiamo fatto scappar via gli angeli da noi. Ecco che il mondo di è pieno di diavoli, i quali anch'essi sono molto vicini a noi e ci suggeriscono le cose più cattive da fare contro Dio e contro noi stessi.

 

Chiediamo perdono a Dio per tante offese che diamo anche agli angeli e preghiamo che abbia misericordia e non li ritiri da noi.

Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

Lunedì 1 ottobre 2018

XXVI settimana del tempo ordinario

Lc 9, 46-50

 

46 Nacque poi una discussione tra loro, chi di loro fosse più grande. 47 Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino 48 e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande».

49 Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». 50 Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».

 

Commento di Tommaso Nuovo

Gli ultimi saranno i primi

 

La tentazione della vanagloria attraversa la Chiesa in tutti i tempi e in tutti luoghi.Anche gli apostoli non sono stati esenti dal pensare chi di loro fosse il più grande, come se non avessero davanti ai loro occhi la persona di Gesù. Per essere veramente grandi secondo Dio occorre imparare da Gesù e dai santi. Oggi in modo particolare ci viene mostrato l'esempio di Santa Teresa di Gesù bambino e del volto santo, Santa Teresa di Lisieux.

Prima di tutto occorre un sano realismo. Ti credi grande? C'è sempre qualcuno che ti supera. Non dobbiamo fare la gara ad essere primi o i più grandi, ci mettiamo in concorrenza con Dio e diventiamo ridicoli.

 

La strada giusta invece è quella dell’ultimo posto, dell’essere come bambini , anche quando si è adulti, che attendono tutto dal loro Padre celeste e gareggiano semmai ad amarlo più degli altri.

 

Questa è in sintesi la strada percorsa da tutti santi a partire dalla Madre di Dio: “eccomi sono la serva del Signore”.

 

Perché non riusciamo a percorrere questa strada così facile e ampiamente battuta dal molti prima di noi? Prima di tutto è una questione di fede: credo o no che è questa la via indicata da Gesù e percorsa da Lui stesso? .Poi il fatto che abbiamo un io molto ingombrante, che tende sempre più a crescere gonfiarsi, se non viene sgonfiato con l’umiltà, con la mortificazione e la penitenza. Non da ultimo c’è sempre una tendenza a giudicare gli altri, che impedisce di noi stessi e considerare che quello che siamo è dono di Dio.

 

Sono molti quelli che vogliono salire sul carro del più famoso del più vincente. Invece quelli che si incamminano con il corteo trionfale della croce sono pochi, ma alla fine sono proprio questi che rimarranno sul carro dell’unico vincente vero della storia, Gesù Cristo che ha il primato che nessuno mai gli potrà togliere quello dell’amore: Egli ci ha amati per primo.

 

Dobbiamo prendere sul serio le parole del Signore e l’esempio dei santi. Gesù lo ha detto con chiarezza: gli ultimi saranno i primi.

 

tommasonuovo@yahoo.it