VIAGGIO SPIRITUALE di Tommaso Nuovo

Vangelo del giorno: febbraio 2018

Lunedì 19 febbraio 2018

Prima settimana di quaresima

Mt 25,31-46

 

31 Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. 32 Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, 33 e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. 34 Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, 35 perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, 36 nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. 37 Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? 39 Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. 40 E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. 41 Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, 42 perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, 43 ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. 44 Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. 45 Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. 46 E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

 

COMMENTO DI TOMMASO

Pensiamo al “fine vita”

 

All'inizio della Quaresima si guarda alla fine. Si guarda non tanto alla fine della Quaresima, ma "al fine vita": il giudizio che attende tutti, anche chi non crede, alla fine dei giorni, quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria.

 

Questa scena ci viene offerta perché mettiamo in conto, nella raccolta della grazia che possiamo fare in Quaresima, le opere di misericordia con qui verremo giudicati nel " fine vita", anticipando il giudizio su di noi, arricchendo davanti a Dio. Ben inteso non siamo noi a giudicarci, ma almeno sappiamo dove deve condurci il nostro agire: riconoscere Cristo e soccorrerlo nei poveri.

 

Per far sì che il risultato del "fine vita" non sia negativo, infernale, approfittiamo di questo tempo, facendo opere di misericordia e di carità. Certamente è facile dirlo, ma occorre anche vedere come ogni giorno abbiamo la possibilità di incontrare persone bisognose, Dio ci da tante occasioni per esercitare la carità.

 

La nostra elemosina certamente non risolve il problema della povertà. Molte volte si unisce alla povertà economica quella umana e l'incapacità della società civile a dare delle risposte ai bisogni che una persona presenta, verso tante categorie di persone: famiglie, giovani anziani, disoccupati, compresi i migranti: profughi, economici o clandestini in genere. Senza contare la questione della presenza pervasiva, quasi a mo di conquista del Islam, che approfitta del vuoto religioso creato dalle ideologie atee del XIX e XX secolo, per sostituirsi e prendere possesso culturale e religioso e civile di paesi e città.

 

In questo Vangelo ci sono delle precise indicazioni di Gesù Cristo, giudice universale, da applicare a livello personale e sociale. Ma il criterio ultimo è la presenza di Cristo, reale in persone di fede cristiana e battezzate e misteriosa in chi presenta bisogni umani essenziali di qualsiasi razza popolo, lingua o religione appartenga . Comportiamoci di conseguenza pensando più al giudizio che ci attende che ai problemi che ci assillano, frutto quasi sempre di scriteriate azioni politiche e di guerre di potere.

Affrontiamo con l'aiuto dello Spirito questo primo problema del giudizio del "fine vita" e preghiamo il Signore che ispiri scelte giuste a difesa della fede e della civiltà cristiana, che i nostri popoli europei hanno perso.Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

 

Domenica 18 febbraio 2018

Prima domenica di quaresima

Mc 1,12-15

 

12 E subito lo Spirito lo sospinse nel deserto 13 e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.

14 Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, 15 e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

 

Commento di Tommaso Nuovo

Quaresima tempo di tentazione e di grazia

 

 

Siamo entrati nel tempo quaresimale accompagnati da Gesù è sempre in compagnia di Satana. Ma il mondo in cui siamo immersi è refrattario ad accogliere la quaresima nei suoi ritmi e nei suoi tempi che non sono quelli dettati da Dio. Perciò la cosa migliore è far entrare in noi il tempo di quaresima, come un tempo interiore, un tempo dello spirito.

 

La quaresima, pur collocata in un tempo be preciso tra il mercoledì delle ceneri e il giovedì santo è immagine di tutta la vita del cristiano e di ogni uomo, che si vive nella tentazione e nella prova. Questa è una legge alla quale siamo tutti sottoposti. se vogliamo progredire nel bene, dobbiamo passare attraverso la tentazione, come dice San Agostino: Infatti la nostra vita in questo pellegrinaggio non può essere esente da prove e il nostro progresso si compie attraverso la tentazione. Nessuno può conoscere se stesso, se non è tentato, né può essere coronato senza aver vinto, né può vincere senza combattere; ma il combattimento suppone un nemico, una prova. ( San Agostino Cammento ai Salmi, salmo 60)

 

La Quaresima non è solo il tempo in cui sperimentiamo la prova e la tentazione, è un tempo di grazia, in cui possiamo raccogliere i frutti della vita di fede, passati nella lotta per far prevalere la virtù e la grazia sul vizio e sul peccato. Non dobbiamo permettere che sia Satana a raccogliere in questo tempo. Infatti c'è la possibilità che la Quaresima sia il tempo della vendemmia di Satana, dove raccoglie i nostri peccati e i nostri cedimenti, perchè non abbiamo lavorato su noi stessi.

 

La tentazione che sperimentiamo più forte in quaresima, deve trovare in noi le risposte delle fede, quelle che Satana ha trovato sulla bocca di Gesù. Con una differenza : quello che Gesù diceva anche viveva.

Per raccogliere tanta grazia occorre aver lavorato con la grazia. Ma per evitare che la quaresima diventi la vendemmia di Satana impariamo a conoscere noi stessi, confessando i nostri peccati e la nostra debolezza,; preghiamo con forza il Signore, perché ci dia la grazia e la fede necessari per rispondere a Satana . Facciamo opere di penitenza e di misericordia, che ci procurano tanta grazia segno che la nostra vita è incamminata verso conversione. Raccogliamo da Cristo la nostra vittoria, non da Satana la nostra sconfitta. Non stanchiamoci di lottare, perchè il premio è assicurato e splende sulla croce di Cristo. Buona domenica.

tommasonuovo@yahoo.it

Sabato 17 febbraio 2018

dopo le ceneri

Lc 5,27-32

 

 

27 Dopo questo egli uscì e vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». 28 Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.
29 Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C'era una folla numerosa di pubblicani e di altra gente, che erano con loro a tavola. 30 I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». 31 Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; 32 io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».

 

Commento di Tommaso Nuovo

... vide un pubblicano di nome Levi

Cosa centra la chiamata di Levi con la Quaresima? L'intento della liturgia è di collocarci dentro l'esperienza della chiamata dell'evangelista Matteo, per far si che la Quaresima sia anche una chiamata personale alla salvezza, a seguire Gesù e il risultato sia un cambiamento di vita, come quello di Levi che diventa Matteo.

 

Anche in Quaresima come allora l'iniziativa è di Gesù. Noi diciamo di fare Quaresima , ma poi andiamo avanti con la nostra solita vita. Ecco perchè chi si muove è Gesù stesso.

Gesù vede un pubblicano, Gesù vede me . Se io penso di essere meglio di altri mi sbaglio. Gesù mi guarda con gli stessi occhi con cui ha guardato Levi. Prova ad immaginare come ti sta guardando Dio , prova a sentire i suoi occhi su di te. Anche se il Vangelo non lo dice gli occhi di Levi si sono incontrati con lo sguardo di Gesù. Levi si sarà domandato chi è questo che mi guarda, cosa vuole?.

 

Forse Levi conosceva Gesù per sentito dire o per averlo visto passare. Mentre Gesù conosceva bene Levi e tutta la sua vita, come conosce bene me e tutta la mia vita: passato, presente e futuro. In un attimo Levi, dopo che Gesù lo ha guardato, ha rivisto tutta la sua storia,  fino al quel momento, al servizio del denaro e del potere, affezionata ad esso, vissuta nell'egoismo e nella sfrenatezza dei sensi. Levi ha visto la sua storia e ha sentito dentro di se che non era buona.

Bisognava dare una svolta. La svolta, il cambiamento, non viene da noi, ma da Dio. Ecco allora Gesù, che non ha bisogno di molte parole per cambiare la storia di Levi: "e gli disse  seguimi". E quale è la risposta di Levi:"Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì". Io invece nonostante le tante parole su Dio, che ho ascoltato, sono ancora fermo: forse seduto, incapace di muovere un passo verso di Dio. In un attimo la vita di Levi è cambiata. Non solo è cambiata la sua vita, ma Levi ha cambiato anche nome, ha una nuova identità.Infatti Levi, che vuol dire "colui che è affezionato", affezionato al denaro, diventa Matteo, che vuol dire "uomo di Dio". Ecco il cambiamento , ecco la svolta e  tutto questo avviene in un attimo.

 

Forse per te e per me ci vuole più tempo. Non so quanto Gesù ancora aspetterà il nostro cambiamento. Il tempo non ci aspetta, il tempo si è fatto breve. Forse non è necessario cambiare nome, ma cambiare vita è proprio necessario. Approfittiamo subito di questa quaresima. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

Venerdì 16 febbraio 2018

Dopo le ceneri

Mt 9, 14-15

 

14 Allora gli si avvicinarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». 15 E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno.

 

Commento di Tommaso Nuovo

Digiuno, ma quanto?

 

Il digiuno fa più bene allo spirito che al corpo. Anche se la Vergine Maria in tante sue apparizioni lo ha raccomandato, è una pratica penitenziale che non trova grande accoglienza. La verità è che oggi siamo tutti cibo-dipendenti e perciò anche se ci impegniamo a praticare il digiuno dal cibo siamo subito tentati di cedere ,acnhe per una sola caramella, un solo panino.

 

La Chiesa Cattolica prescrive il digiuno solo il mercoledì delle ceneri e il venerdì santo, alle persone dai diciotto ai sessanta anni. Per digiuno si intende la rinuncia ad un pasto. La Chiesa offre la possibilità di cambiare il digiuno in opere di carità e di misericordia. Questo non è il massimo prescritto, ma il minimo. Poi il digiuno va praticato durante tutto l'anno come esercizio penitenziale sempre presente . Che senso ha digiunare e poi ritornare a mangiare come prima o più di prima? Non dobbiamo prendere in giro Dio, ma essere seri se vogliamo fare qualcosa che ci aiuti a crescere nello spirito.

 

Il Vangelo di oggi ci da delle indicazioni preziose. I discepoli di Giovanni vanno da Gesù per interrogarlo sul fatto che i suoi discepoli non digiunano. In questo caso anche se i discepoli di Giovanni digiunano non assomigliano al loro maestro. Giovanni  non si è messo a discutere con Gesù, ma lo ha indicato come l'agnello di Dio che toglie di peccati del mondo. Poi i discepoli di Giovanni certamente non imitavano il loro maestro con pasti a base di locuste e miele selvatico.

I discepoli di Gesù invece, pur non digiunando, vivendo con il maestro, avevano lo stesso tenore di vita. Gesù non si preoccupava tanto di sfamare il loro corpo, ma di dare se stesso come cibo per l'anima. Stare con Gesù significava avere spesso la pancia vuota, ma il cuore pieno. La comunione di vita con Gesù è da Lui stesso definito un "banchetto di nozze". I discepoli digiuneranno quando lo sposo verrà tolto. I giorni della passione e della morte di Gesù si abbatteranno su di loro come un pugno nello stomaco.

 

L'invito a digiunare diventa per noi oggi tanto più attuale tanto più è il tentativo di allontanare Gesù dalla vita di un popolo o di una nazione. Il digiuno diventa un'azione penitenziale di espiazione dei peccati del popolo ed è necessario per spegnere la fame di mondo , che sempre ci tiene in ostaggio con i suoi appetiti. Pratichiamolo anche con un pò di sofferenza, ci aiuterà a vedere di quanti appetiti siamo un pò tutti dipendenti. Non limitiamo il digiuno alla sola quaresima e all'avvento, tramite esso espieremo molti peccati e disordini. Buona quaresima.

tommasonuovo@yahoo.it

Mercoledì 14 febbraio 2018

"delle ceneri", inizio di quaresima

Mt 6,1-6


1 State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. 2 Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 3 Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, 4 perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

5 E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.6 Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

16 E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.17 Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto,18 perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

 

COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Mettiamo la quaresima dentro di noi.

 

Oggi inizia la Santa Quaresima. Il mondo cosi detto "civile", con i suoi vari presidenti, che si fa in quattro ad augurare un buon ramadam ai mussulmani non dice nulla ai cristiani cattolici.

 

Ma si sà che c'è un abisso tra il ramadam che vale solo per i mussulmani e la quaresima che non solo vale per i cristiani, ma è un tempo di salvezza e di conversione al Dio di Gesù Cristo, che viene offerto a tutti gli uomini, mussulmani compresi, perchè Gesù Cristo per primo ha vissuto questo tempo per noi, con un ritiro di quaranta giorni nel deserto. In quei quaranta giorni Gesù ha fatto propria l'esperienza di tentazione del Diavolo al male a cui ogni essere umano è soggetto, insegnandoci a vincere con le armi della penitenza ( la preghiera, l'elemosina e il digiuno) e con la Parola di Dio.

 

Altro che san Valentino, che ricorre proprio oggi. Chi festeggia San Valentino è il diavolo che trova il modo di far dimenticare alla coppie, specialmente cristiane, che oggi inizia la quaresima con un digiuno.

 

Ogni quaresima è una offerta di salvezza da parte di Dio, un tendere la mano, un sostenerci perchè non sprofondiamo nel nostro male, nel peccato.

 

La quaresima è in verità l'immagine stessa del comportamento di Dio in ogni tempo: " io non godo della morte del malvagio, ma che il malvagio si converta dalla sua malvagità e viva ( cfr. Ez 33,11), che invita alla conversione attraverso il pentimento e la penitenza.

La quaresima è rivolta ai credenti prima di tutto e la loro conversione annuncia a tutti gli uomini la possibilità di cambiare, di rinnovare.

 

Non dobbiamo abituarci al male, a respirare la cronaca nera come se fosse aria pulita. Il male richiede si essere respinto prima in noi e poi fuori di noi, prendendo coscienza che lo spazio che per primo occupa è il nostro cuore. Satana, cerca me, ciascuno di noi per farci suoi figli ed eredi, per ereditare tutto il male di cui siamo capaci.

 

Solo la conversione a Gesù Cristo e al Vangelo interrompe questo travaso di male in me. La ragione non è sufficiente ad arginare e controllare il male, perchè come giustifica il bene , così è capace di giustificare il male, mettendolo sullo stesso piano e offrendolo alla volontà: posso volere il bene, posso volere il male. Solo l'incontro con Gesù Cristo mi orienta, ma non per sempre al bene. Il legame con Gesù deve diventare stabile, sottoposto alla sua volontà in obbedienza alle sue leggi, ciò chiede mortificazione e penitenza. Penitenza e sofferenza vanno a braccetto in questo tempo. Se pensi di fare penitenza e non soffri non stai facendo nulla, ma solo fingi ingannando te stesso.

 

Entriamo nella quaresima, ma sopratutto facciamo si che la quaresima entri in noi e produca il nostro rinnovamento.

Quante quaresime abbiamo ancora a disposizione per convertirci? E se questa fosse l'ultima mia quaresima? Pensiamoci.

Buona quaresima. tommasonuovo@yahoo.it

 

Sabato 10 febbraio 2018

Quinta settimana del tempo ordinario

Mc 8,1-10

 

1 In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, chiamò a sé i discepoli e disse loro: 2 «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. 3 Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano». 4 Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». 5 Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette». 6 Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. 7 Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli. 8 Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. 9 Erano circa quattromila. E li congedò. 10 Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.

 

Commento di Tommaso Nuovo

Gesù e la fame...di Dio

 

Gesù ha fatto tanti miracoli, tra i quali vi è anche la moltiplicazione dei sette pani e dei pesciolini, come la descrive l'evangelista San Marco. Gesù ha fatto questo gesto perchè provava compassione per la folla, che lo seguiva da tre giorni. Gesù però non ha risolto il problema della fame in modo totale, anzi ha lasciato all'uomo il compito di provvedere da se il cibo necessario per vivere, insegnando però a vincere l'egoismo, dividendo il pane in fraternità di vita.

 

Gesù invece ha risolto un altro problema grave per l'uomo: il problema della fame di Dio, anzi dell'assenza della fame di Dio, perchè se da un lato l'uomo si sfama con il cibo del corpo, dall'altro deve far crescere la fame di Dio con il cibo dell'anima. Il cibo del anima è la Parola di Dio, è Dio stesso: " Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio

 

Perchè la folla seguiva Gesù? Certamente per tanti motivi, ma il più forte era per il fatto che ascoltandolo cresceva la fame di Dio, il bisogno di Dio.

 

Non è forse questo il compito principale dei pastori oggi? Far crescere con la predicazione la fame di Dio. Il Vangelo da offrire corrisponde ai quei sette pani che i discepoli avevano con se. Poca roba per una moltitudine di persone, ma se spezzato in nome di Cristo, attraverso le sue mani, si moltiplica all'infinito, per una fame che non è mai sazia, perchè è la fame di Dio. Ecco la bravura del pastore d'anime si nutre della Parola di Dio, fatto il pieno dell'anima la porge a coloro che hanno fame e sete di Dio.

 

Il pane che porge il pastore deve però essere fragrante e saporito, non vecchio e ammuffito, perchè chi lo mangia abbia ancora più fame. Il pane della parola deve profumare di santità, di verità, di vita eterna e deve essere offerto come se uscisse oggi dalla bocca e dalla mani di Cristo.

Ecco perchè il prete deve lavorare il pane dentro di se e non mettersi mai in contraddizione con ciò che predica. Egli è chiamato da Dio a moltiplicarlo non a mortificarlo. Solo così il miracolo viene offerto anche a noi, oggi. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

Venerdì 9 febbraio 2018

Quinta settimana del tempo ordinario

Mc 7,31-37

31 Di nuovo, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidone, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. 32 Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. 33 Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; 34 guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». 35 E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. 36 E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano 37 e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

 

Commento di Tommaso Nuovo

Il sordomuto del Vangelo

Ogni volta che ci viene presentato un personaggio anonimo nel Vangelo dobbiamo prestare molta attenzione. Non si registra alcun nome, ne alcuna età, ne alcuna provenienza, si capisce che è un uomo o non una donna solo per l'uso del genere maschile o femminile. Di lui e di lei poi non si sa più nulla.

 

Quanti personaggi, uomini e donne del Vangelo sono presentati in questo stato di pubblico anonimato, che ha la caratteristica non tanto della custodia della privacy, ma del aprire anche a noi la stessa esperienza di guarigione, intesa però più come guarigione

dell'anima che del corpo.

 

Così grazie a questo anonimato noi possiamo sostituirci a al sordomuto di oggi, ma ad ogni persona che è stata toccata da Gesù o dalla sua parola. Possiamo essere parte anche di quei personaggi del Vangelo che hanno avuto un ruolo negativo nella vicenda di Gesù.

Questo perchè ogni cosa nel Vangelo ha la caratteristica di essere un "universale", cioè applicabile ad ogni persona, in ogni luogo e in ogni tempo. Fin dei conti l'uomo è sempre lo stesso e Dio non cambia il modo di avvicinarsi ed aiutare l'uomo. Come anche il male, il peccato, la malattia e la morte sono degli universali.

 

E' forse difficile riconoscersi sordomuti, se pensiamo di sentire e bene e parlare bene? Perchè allora non ascoltiamo e non ricordiamo quello che Dio ci dice? Perchè non parliamo non testimoniamo la nostra fede? Perchè siamo sordi e muti dentro nell'anima e abbiamo bisogno di essere toccati dalla grazia di Dio.

 

Se riconosciamo questa menomazione spirituale, allora grazie al Vangelo , all'annuncio della fede, saremo portati davanti a Gesù e Lui ci porterà in disparte, noi due soli per aprire le orecchie e scogliere il nodo della lingua, con una sola parola, pronunciata . Se sentirai la parola "effatà", detta da Gesù per te, inizierà in te l'opera di salvezza di Cristo Signore. Se non la sentirai indirizzata a te vuol dire che sei ancora sordo e muto, pur illudendoti di sentire e di parlare.

Contempliamo nella preghiera questa scena, siamo noi il sordo muto e lasciamoci portare dal Vangelo davanti a Gesù.

Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it