VIAGGIO SPIRITUALE: di Tommaso Nuovo

Vangelo del giorno: dicembre 2017

Sabato 9 dicembre 2017

Prima settimana di avvento

Mt 9,35-10,1.6

 

35 Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. 36 Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore.37 Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! 38 Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».

1 Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
6 rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele.7 Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. 8 Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

 

Commento di Tommaso Nuovo

I vangeli dell'avvento:la missione di Gesù continua nella Chiesa

Tutti i santi Vangeli del tempo di Avvento hanno la caratteristica di mostrare come Gesù viene a noi e come lo possiamo riconoscere. L'uomo, dopo il peccato d'origine, non è stato abbandonato da Dio. Anche oggi Dio non abbandona l'uomo, ma gli viene incontro e lo salva, sempre se l'uomo lo voglia.

 

Dio non ha bisogno dell'uomo, ma per la sua infinita Misericordia

lo ha coinvolto nel grande disegno della redenzione. Perciò è un dono di Dio immenso partecipare all'opera che Cristo ha iniziato e che continua nei suoi discepoli. Gesù , dopo aver scelto i dodici discepoli, li ha investiti delle sue qualità salvifiche e di guarigione e li ha mandati, prima alle pecore perdute della casa di Israele e poi a l mondo intero.

 

Questo mandato ha consegnato poi alla Chiesa nel giorno dell'ascensione di Gesù al cielo e lo ha confermato a Pentecoste con il dono dello spirito. E' per la missione della Chiesa che occorre pregare che il padrone della messe mandi operai nella sua messe

 

Perciò la Chiesa oggi non ha un altra missione se non quella di Gesù Cristo, è sempre Lui che parla, agisce e salva, attraverso i suoi discepoli.Ciò chiede all'apostolo una profonda unione con il Cristo, per evitare di andare nella missione a nome proprio, portando se stessi e non la persona di Gesù. La missione è questa: salvare l'uomo dal peccato e dalla morte e preparalo alla vita eterna. Per compiere la missione di Gesù occorre avere con se Gesù e sua Madre Maria. Tutto il resto può sembrare utile, ma è solo un peso, una zavorra che non ti permette di correre con Gesù, verso Gesù.

Ecco perchè l'anima di ogni missione della Chiesa è la vita spirituale, senza la quale si spegne nel missionario la spinta a donare la vita per Cristo e per i fratelli. La vita spirituale non sta in piedi da sola ne per il nostri sforzo, ma grazie alla continua attenzione alla Vergine Maria Immacolata, ai santi, grazie ad una vita eucaristica nella quale il missionario si offre a Gesù e con Gesù sull'altare.

 

Se poi un missionario deve aiutare la promozione umana delle persone a cui è mandato è suo dovere aiutare, ben sapendo che agisce a nome di Cristo e per la maggior gloria di Dio e non a nome suo.

 

Se in un missionario si spegne la preghiera, la vita con Maria e con i santi, la vita eucaristica, la vita spirituale, si spegne anche la missione di Cristo in lui. Egli farà altre cose, sarà bravo lui, ma non porterà Cristo a nessuno. Riceverà le lodi dagli uomini, sarà conosciuto e stimato, ma rischia di non ricevere da Cristo quella sola lode di Dio che i santi hanno sempre desiderato ricevere: " vieni servo buono e fedele, sei stato fedele nel poco ti darò potere su molto"(cfr. Mt,25,23). Non per nulla una monaca, Santa Teresa di Gesù bambino è la patrona dei missionari.

Preghiamo, Dio mandi operai nella sua messe e perchè la missione della Chiesa abbia sempre un cuore che pulsa per Dio. Se il cuore dei missionari batte per Dio, batte anche per il prossimo.

Buon avvento.

tommasonuovo@yahoo.it

Giovedì 7 dicembre 2017

Prima settimana di avvento

Mt 7,21.24-27

 

21 Non chiunque mi dice: «Signore, Signore», entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.

24 Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. 25 Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. 26 Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. 27 Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

 

Commento di Tommaso Nuovo

Vangeli dell'avvento: Cristo è la pietra per la casa sulla roccia

 

Questo Vangelo del tempo di avvento ci dice come è stato mandato il Figlio di Dio in mezzo a noi, come Parola che si fa carne, per tramettere agli uomini la volontà di Dio.

 

Riguardo a questa pagina del Vangelo di Matteo, oggi voglio prestare attenzione non solo a quello che Gesù Cristo ci dice di fare: " non chi dice Signore, Signore..., ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. ", oppure l'invito a costruire la nostra vita sopra la roccia e non sulla sabbia senza fondamenta sicure. Voglio prestare attenzione al materiale, ai mattoni con cui si costruisce la nostra vita come una casa solida.

 

Prima di tutto occorre scegliere il luogo su cui costruire non tanto un edificio materiale, ma una casa spirituale. La roccia è Dio stesso, con il suo Figlio Gesù e lo Spirito Santo, mentre la sabbia siamo noi , quando costruiamo sulla fragilità delle nostre persone, sulle ambizioni, puntando sulle nostre capacità, sui nostri desideri e passioni, sui nostri peccati. Con più velocemente costruiamo con velocemente veniamo abbattuti e diventiamo polvere, proprio come la sabbia.

 

Dobbiamo domandarci a cose è dovuto questa continua insistenza a costruire la vita umana su ciò che è fragile, soggetto al tempo e al degrado, materiale e spirituale? Uno dei motivi è senza dubbio la tendenza ad allontanarsi da Dio e il voler fare a meno di Lui.

 

Con quali materiali possiamo costruire la nostra vita come una solida costruzione, realizzata secondo Dio, che resiste al tempo e alle intemperie umane? I mattoni sono Cristo stesso e la Parola di Dio, che ci viene data insieme al suo Corpo e al suo Sangue nella Santa Eucaristia. Con questo materiale la casa della vita diventa eterna, santa, abitata da Dio, capace di affrontare ogni avversità e contrasto.

 

Ma bisogna anche saper costruire e avere delle guide sicure, che hanno già compiuto la costruzione della loro casa, per poter realizzare l'opera secondo Dio. Queste guide sono i santi. In essi possiamo vedere e osservare l'edificio completo e possiamo andare alla loro storia, come hanno edificato sopra Cristo me con Cristo la loro vita. Quindi per costruire bene occorre scegliere il luogo adatto, i materiali più opportuni e dei validi operai, dei collaboratori sicuri che hanno già compiuto per se l'opera. Abbiamo santo materiale in abbondanza, abbiamo collaboratori e aiuti straordinari, mettiamoci all'opera per edificare secondo Dio la casa della nostra vita.

Buon avvento.

tommasonuovo@yahoo.it

 

Mercoledì 6 dicembre 2017

Prima settimana di avvento

 

Mt 15,29-37

 

29 Gesù si allontanò di là, giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. 30 Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, 31 tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d'Israele.
32 Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». 33 E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?». 34 Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». 35 Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, 36 prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla. 37 Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene.

 

 

COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Vangeli dell'avvento: la venuta nascosta di Gesù nella Santa Eucaristia

 

Nella prima parte del Vangelo di oggi, ( v.29-31) viene ricordato il motivo per cui il Figlio di Dio si è fatto uomo: per guarire l'umanità sofferente nel corpo e nello spirito. Poi anche con l'aiuto di San Bernardo, che nei suoi discorsi sull'Avvento parla di una venuta intermedia di Cristo, una venuta occulta, ci viene detto come Gesù ci viene incontro in modo diretto.

 

Nel racconto della seconda moltiplicazione dei pani, narrata dall'evangelista Matteo (v. 32-39) annuncio dell'istituzione della Santa Eucaristia, ci viene detto come Cristo viene oggi in noi, in modo nascosto e sacramentale. Questa venuta nascosta di Cristo, oltre che essere reale è continua in ogni Santa Messa e contribuisce con la grazia dello Spirito Santo a incontraci con l'unico Dio vivo e vero. Certamente occorre la fede per poter incontrare Gesù Cristo nella Santa Eucaristia. Molti fedeli infatti si accostano alla santa Comunione, ma senza fede. Così facendo Cristo non si rivela, ma si nasconde sempre di più. Ciò vale soprattutto per i presbiteri in prima persona. Così questo Vangelo di avvento ci ricorda, attraverso il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, che è ancora Gesù, nella persona dei suoi ministri, a spezzare e moltiplicare il pane che a sua volta diventerà il suo corpo offerto per noi.

 

Il modo con cui ci prepariamo e ci accostiamo a questa venuta nascosta di Cristo dice tutta la nostra fede o la nostra incredulità. Molte chiese in cui si celebrava o si celebra ancora la Santa Eucaristia sono profanate o banalizzate. La nostra persona è come una chiesa, un tabernacolo, punto di incontro tra il Corpo di Cristo e la nostra anima. La santità con cui si deve ricevere la Santa Comunione, il Corpo di Cristo non deve essere solo un appannaggio dei luoghi santi come le chiese, ma anche dei nostri corpi. Il tempo di avvento ci aiuti a riscoprire la santità necessaria con cui accogliere il Corpo di Cristo in ogni Santa Messa. Buon avvento

tommasonuovo@yahoo.it

 

Martedì 5 dicembre 2017

Prima settimana di avvento

 

Lc 10,21-24

 

 

21 In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.22 Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
23 E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. 24 Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

 

Commento di Tommaso Nuovo

I Vangeli del tempo di Avvento

 

E' necessario trovare un collegamento tra i Vangeli proposti nei giorni di avvento. Si abbandona per un attimo l'itinerario ordinario che ci introduce nella storia della salvezza (itinerario storico salvifico), per seguire un itinerario di rivelazione, per mostrare come Cristo viene verso l'uomo e come l'uomo deve rivolgersi a Cristo.

 

L'itinerario inizia con la guarigione del servo del centurione di Cafarnao (lunedì della prima settimana), dove viene messa in luce la sua fede, che anche Gesù ammira (cfr. Mt 8,5-11). Ma da dove ha avuto origine la fede del centurione? Ecco la risposta con il Vangelo di oggi:"Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli" (cfr.Mt 10,21). La fonte della fede del centurione romano è prima di tutto il Padre celeste, che si serve di ogni cosa e di ogni persona, per condurci a Cristo e a credere in Lui. In questo caso l'unico personaggio che è sulla scena con Gesù e il centurione è il suo servo. Può essere che il suo servo in qualche occasione abbia conosciuto e ascoltato Gesù, addirittura fosse un suo discepolo.

 

Così il centurione lo ha sentito invocare durante la sua malattia. Il centurione ha visto con quale coraggio e con quale forza il suo servo affronta la malattia e lo stesso servo gli ha parlato di Gesù il Nazareno come il Messia promesso da Dio, trasmettendogli anche la fede in Gesù. Così il Padre celeste, vedendo come il centurione ascoltava, gli ha donato quella fede, che lo ha portato da Gesù.

 

Non c'è limiti alla fede di arrivare a chiunque si apre a Dio. Ma noi non dobbiamo supporre di avere già la fede, dobbiamo chiederla a Dio o. Se c'è tanta sofferenza oggi nell'uomo è perchè chiediamo poco a Dio e ci rivolgiamo a Lui senza fede. Oggi sappiamo che la fede dono di Dio, che offre alle persone che meno ce lo aspettiamo, ma che davanti a Lui si fanno piccole , perchè riconoscono la sua grandezza e la sua potenza. Che Gesù esulti anche per noi, per la nostra fede. Buon avvento.

tommasonuovo@yahoo.it

Lunedì 4 dicembre 2017

I settimana di avvento

Mt 8,5-11

 

5 Entrato in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: 6 «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». 7 Gli disse: «Verrò e lo guarirò».8 Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di' soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. 9 Pur essendo anch'io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: «Va'!», ed egli va; e a un altro: «Vieni!», ed egli viene; e al mio servo: «Fa' questo!», ed egli lo fa».
10 Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! 11 Ora io vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli,

 

 

Commento di Tommaso Nuovo

La fede del centurione e la nostra fede.

 

Cosa può dirci questo Vangelo nel tempo di avvento appena iniziato? Occorre guardare il movimento delle persone. Nel Vangelo sembra che sia il centurione ad andare da Gesù, mentre invece è Gesù che sta andando verso il centurione. Gesù conosce già chi è quest'uomo, la sua storia, ma soprattutto conosce la sua fede e desidera metterla alla luce, perchè illumini la fede degli altri, anche la nostra.

 

Gesù dice una parola, davanti alla sua richiesta di guarire il suo servo, che però rivolge anche a noi e alle nostre richieste: " io verrò e lo curerò". Non deve sorprenderci la parola di Gesù , che riassume tutta la sua missione, ma la risposta del centurione:"Signore io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di soltanto una parola e il mio servo sarà guarito". Dove ha trovato tutta questa fede quest'uomo? Chi lo ha istruito su Gesù Cristo, come bisogna chiedere a Lui per ottenere? Sono domande a cui non è ci è dato di conoscere la risposta.

 

Gesù davanti a tutti ammira la fede del centurione e ce la presenta a noi, all'inizio di questo nuovo avvento. Il Signore ci chiede di far crescere la nostra fede, per poter accoglierlo in questo tempo di attesa. Gesù ci indica quale è il principale problema che dobbiamo affrontare in noi, insieme al problema del peccato, il problema delle nostra fede, senza la quale non possiamo chiedere e ottenere da Dio per noi e per gli altri. Buon avvento

tommasonuovo@yahoo.it