VIAGGIO SPIRITUALE: di Tommaso Nuovo

Vangelo del giorno aprile 2018

Venerdì 13 aprile 2018

Seconda settimana di Pasqua

Gv 6,1-15

 

1Dopo questi fatti, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, 2e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. 3Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. 4Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.

5Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». 6Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. 7Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». 8Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: 9«C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». 10Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. 11Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. 12E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». 13Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.

14Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». 15Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

 

Commento di Tommaso Nuovo

La Santa Eucaristia dono pasquale

Prima di tutto mi sono domandato perché la liturgia colloca questo miracolo o segno, come li chiama Giovanni, nel tempo liturgico dopo Pasqua. L'evangelista dice che: " era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei" (Gv 6,4). Questa nota di tempo è in verità una nota teologica per mostrare nel Vangelo l'intenzione di Gesù di compiere nella sua persona quei segni impliciti nella Pasqua ebraica: l'esodo, la persona di Mosè, l'agnello pasquale e il segno della manna. Invece la Chiesa ci offre questo segno in prossimità della Pasqua di Gesù, che noi abbiamo appena celebrato.

L'intento principale della liturgia è quello di farci incontrare con Gesù risorto, accogliendo la sua passione morte e risurrezione

Per incontrare Gesù non ci serve un miracolo, ma entrare nell'azione di grazia dello Spirito di ogni Santa Eucaristia. Come Gesù ha offerto se stesso ieri così si offre a noi oggi. Attraverso le sue mani viene offerto quel pane che viene moltiplicato per una moltitudine di uomini, più grande di quelli presente in quel giorno, che include l'umanità di tutti i tempi.

 

Ieri Gesù, sul monte, vicino al mare di Tiberiade, ha preso quei pani e quei pesci, che gli mettono davanti quasi per provocazione. Oggi è Gesù stesso che si sostituisce al pane dal pesce, per nutrire una fame più profonda, che spesso noi ignoriamo, quella dell'anima, che Dio invece ha ben presente.

 

I discepoli pensavano impossibile la richiesta di Gesù che invitava Filippo a che cercare il pane per quei uomini: Dove potremo comperare il pane, perché costoro abbiano da mangiare? ( Gv 6,5b). Noi invece dobbiamo pensare che :" nulla è impossibile a Dio ( Lc 1,37). Gesù trasforma se stesso in pane, il pane in se stesso e attraverso le mani degli apostoli di oggi può arrivare ad ogni uomo, che si presenta davanti a Dio con la sua fame di vita, di amore e di verità.

 

Ecco perché ci viene dato questo segno, per aiutare l'uomo a ritrovare la fame di vita, di amore e di verità, in ultima analisi la fame di Dio, che emerge dall'anima e a relativizzare la fame del corpo, per ricondurla al bisogno di nutrirlo per il suo sostentamento.

 

 

Gesù moltiplicando quel giorno il pane ha fatto un gesto di carità, ma egli va oltre,egli conosce la fame dell'anima . Ecco perché Lui stesso si fa pane lavorato attraverso la sua passione, cotto sull'altare della croce, poi lo riempie di Spirito Santo e lo offre a tutti gli uomini di tutti i secoli.

 

Nella Santa Eucaristia, quel piccolo pezzo di pane, contiene tutta l'umanità e la divinità di Gesù Cristo, che si offre a noi. Ecco perché occorre la fede, per riconoscere Colui che si fa cibo per noi. Gesù con se stesso ci dà anche la vita che non finirà mai. Questo è il dono pasquale vero e proprio.

 

Oggi quanti uomini e quante donne, consacrati o laici, faranno la Santa Comunione senza essere consapevoli di quello che hanno ricevuto. Dobbiamo sempre dimostrare, con la fede con cui partecipano ad ogni Santa Messa, che in essa c'è qualcosa di più grande del miracolo che è stato fatto sulle rive del lago di Galilea. Oggi ci viene offerto Colui che da la risposta ad ogni fame dell'uomo. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

Lunedì 2 aprile 2018

Ottava di pasqua

Mt 28,8-15

 

8 Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annuncio ai suoi discepoli. 9 Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. 10 Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».

11 Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto.12 Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, 13 dicendo: «Dite così: «I suoi discepoli sono venuti di notte e l'hanno rubato, mentre noi dormivamo». 14 E se mai la cosa venisse all'orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». 15 Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino ad oggi.

 

Commento di Tommaso Nuovo

 

Il tempo del Risorto

Inizia il tempo di Gesù Cristo risorto. Solo che questo tempo non nè mai terminato, continua anche oggi. Egli ha iniziato ad apparire , prima alle donne e poi ai suoi discepoli. Ma a quelli che lo hanno condannato e lo condannano ancora oggi, non si rivela come il risorto, ma come motivo di disturbo, da eliminare anche difronte all'evidenza dei fatti. Cosi' hanno fatto le guardie, i sommi sacerdoti. gli anziani del popolo, perdendo la possibilità di incontrarsi e credere a Gesù Cristo, che era venuto proprio per loro.

 

Invece alla donne e ai discepoli che lo hanno amato pur avendolo abbandonato nell'ora della prova si è fatto vedere e incontrare. Quella comunione di vita che Egli aveva iniziato con loro non poteva finire nel nulla. Gesù si fa incontrare da chi lo ama e da chi lo annuncia risorto, offrendo a tutti il perdono dei peccati e una vita nuova, aperta all'eternità. Dove si fa incontrare? Dite ai mie fratelli di andare in Galilea, la mi vedranno. L'incontro con Gesù si ha nelle parole e nei fatti che sono contenuti nel vangelo e che lo riguardano.

 

Ritornare a fare il percorso che Gesù ha fatto vuol dire poterlo incontrare di nuovo in ogni Santa Eucaristia, dove si ripetono quei gesti e quelle parole che sono del risorto e sono risorte con Lui. Il Vangelo non è lettera morte è vita e risurrezione, che continuamente ci sono offerti. Cristo è risorto, è veramente risorto. Alleluia

tommasonuovo@yahoo.it

Domenica 1 aprile 2018

Pasqua di risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo

Gv 20,1-9

 

1  Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. 2 Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!». 3 Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. 4 Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 5 Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. 6 Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, 7 e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. 8 Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 9 Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

 

CRISTO E' RISORTO, E' VERAMENTE RISORTO ALLELUIA

 

Questo annuncio non è solo l'annuncio della risurrezione di Gesù dalla morte, ma è un grido, che squarcia il cielo plumbeo e caliginoso dell'umanità. Questa mattina dobbiamo raccogliere questo annuncio e farlo proprio per dare alla nostra vita e a quella del mondo un direzione diversa, un orizzonte di eternità che nessun uomo, pur cercandolo, non se lo può dare.

 

Non abbiamo bisogno di prove da parte di Dio che Gesù è risorto, basta il masso spostato, il sepolcro vuoto, le bende per terra e credere in chi lo ha visto risorto e ha dato la vita per Lui

 

La risurrezione di Gesù viene dopo le tremende ore della sua passione. Mi fa impressione pensare quanto è stata discreto il risorgere di Gesù, mentre quanto ha fatto rumore il mondo nel condannarlo a morte, ma inutilmente. Oggi pensano ancora di eliminare Gesù, ma Egli è risorto, e ci precede nella Galilea, nei luoghi dove è vissuto e ha predicato.

 

Gesù con la sua risurrezione ha vinto anche il peccato, perchè ci ha insegnato a morire a noi stessi, per vivere una vita divina. Ma quanta fatica ci costa a morire al peccato. Preferiamo vivere nel peccato e morire in esso, piuttosto che morire al peccato per risorgere con Cristo.

 

Risorgere con Lui dobbiamo perciò morire, ciò significa fare una scelta di fondo: scegliere a chi vogliamo appartenere per sempre, perchè la risurrezione di Cristo apre a noi l'orizzonte dell'eternità.

Se vogliamo stare per sempre con il Cristo dobbiamo appartenere a Lui già su questa terra e stringere con Lui una comunione di vita. L'alternativa è una sola: o appartenere a Lui o sprofondare per sempre nell'abisso infernale, dove non c'è più comunione con Dio, ma eterna disperazione.Possono scrivere quello che vogliono i giornalisti, l'inferno c'è e chi vive nel peccato sperimenta già di appartenergli.

 

Oggi grazie alla liturgia pasquale, sia della Veglia di questa notte sia della Santa Messa del giorno abbiamo accesso al Cristo risorto che è vivo con il suo Corpo e Sangue nella Santa Eucaristia e nel suo Corpo mistico: la Chiesa. Sta a noi desiderare e appartenergli e di cercarlo nei luoghi della fede dove si fa incontrare. Cristo è risorto, è veramente risorto, alleluia.

tommasonuovo@yahoo.it