Viaggio spirituale di Tommaso Nuovo

ANNO 2020: MARZO

Martedì 17 marzo 2020

Terza settimana di Quaresima

Mt 18,21- 35



21 Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». 22 E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
23 Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. 24 Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. 25 Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. 26 Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: «Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa». 27 Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
28 Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: «Restituisci quello che devi!». 29 Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: «Abbi pazienza con me e ti restituirò». 30 Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
31 Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. 32 Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: «Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. 33 Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?». 34 Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. 35 Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

 

Commento di Tommaso Nuovo

Dio non è spietato con noi.

La parabola del servo spietato è chiara.Verrà il tempo in cui Dio regolerà con noi i conti. Abbiamo un debito immenso con lui, molto più grande dei diecimila talenti della parabola, una somma mostruosa corrispondente a 360 tonnellate di oro. Gesù non usa questa cifra a caso, sa benissimo quanto gli è costata la nostra salvezza, a che livello è il debito che abbiamo accumulato con Dio. Questo debito non è una fantasia è reale ed molto più grande di quello che pensiamo. Dio per creare l'uomo così piccolo ha fatto un universo così grande . A tale grandezza altezza profondità raggiunge l'amore di Dio. Mentre la nostra risposta verso di Lui è così meschina, tanto da negargli ciò che gli è dovuto, il riconoscerlo come Dio. Egli è così magnanimo verso di noi, come dice il salmo 102: " perdona tutte le tue colpe guarisce tutte le tue malattie". Dopo aver negato Dio e la sua bontà con facilità ci lanciamo addosso al nostro simile.

 

Ma se Dio non tiene conto di quello che dobbiamo a Lui è molto attento a come ci comportiamo con i nostri simili. Se noi non faremo con il nostro prossimo come lui fa con noi, ci chiederà conto di tutto, senza fare sconti: "fino all'ultimo spicciolo".

 

Il tempo che Dio ci da per vivere serve anche per imparare dal nostro Padre celeste come si deve vivere su questa terra. Perchè non vogliamo imparare da Dio, come ci si ama gli uni gli altri? Questo è il grande mistero della nostra vertiginosa libertà.

Buona giornata Tommaso Nuovo