VIAGGIO SPIRITUALE di Tommaso Nuovo

TERZO DIALOGO CON DIO: perché oggi nella chiesa si parla poco dell'inferno

 

 

Padre, Padre!

 

Eccomi , figlio mio.

 

Ti ringrazio, o Padre, sei sempre pronto a rispondermi quando ti chiamo, non mi dici mai di no!

 

Io posso farlo con tutti i miei figli, non per niente sono Dio Padre onnipotente. Ma purtroppo pochi figli si rivolgono a me con tutto il cuore.

 

Hai ragione o Padre, siamo dei figli prodighi che pensano al padre solo nel momento del bisogno.

 

Figlio, se tutti sapessero quanto li amo; se tutti capissero che siete la mia vita. Non mi resta che sospirare per tutti. Io personalmente mi do da fare perché nessuno perisca, ma il mio cuore molte volte si turba perché vedo che molti figli preferiscono star lontano da me e rischiano di cadere alla fine nell'inferno.

 

Infatti Padre, anch'io sono molto triste Se penso che la mia vita potrebbe finire lontano per sempre da te. Questa possibilità è reale. Eppure molti non si rendono conto di ciò, anche tra i credenti, anche tra i religiosi. Ma allora Padre, perché si parla poco dell'inferno e della possibilità di entrarci?

 

Mi poni una questione che mi è difficile da capire, nonostante io abbia rivelato a più riprese la possibilità che l'uomo perda in modo definitivo la mia amicizia.

 

Eppure il motivo io lo trovo oggi nel fatto che si parla poco dell'inferno, perché si pensa che Dio non è capace di mandare nessuno all'inferno, essendo Lui buono.

 

Caro, figlio,è vero io sono buono e non voglio la morte del peccatore, ma che viva. Il problema che ci sta dietro è prima di tutto un problema di fede, in me e nel mio Figlio Gesù, che con la sua morte e risurrezione ha distrutto la morte e ha proclamato la vita. Il dato di fatto è che l'uomo ha bisogno di comprendere che realmente c'è la possibilità di sconfiggere la morte. Se no la morte continuerà a sconfiggere ciascuno di voi.

 

Se ho ben capito tutto ruota attorno alla fede in Gesù Cristo, che ha sconfitto la morte e ci ha ridato la vita.

 

Si può capire che la morte è sconfitta solo se si crede in Lui e si incammina per la vita, altrimenti la morte continuerà a premere sugli uomini e con essa anche l'inferno.

Provate a domandarvi come mai la morte si è scatenata così terribilmente sul mondo, con guerre, stragi, omicidi di ogni genere: morte, morte, morte. Dopo tutto credi che io gioisca a vedere un tale spettacolo? No! Come la morte si è scatenata a causa del peccato, così anche l'inferno ha aperto la sua bocca a causa del peccato.

 

Comprendo, o Padre, che l'inizio di tutto sta nel peccato d'origine, nel veleno che l'antico serpente ha iniettato nell'umanità. Ma ritorno alla questione che mi preme: “Perché si parla così poco dell'inferno?”

 

Caro figlio, te lo dico con il cuore cuore in mano. Proprio coloro che ho messo a capo della mia famiglia; perché trasmettessero le verità che sono via al cielo, trattano la questione dell'inferno con superficialità, quasi fosse una barzelletta,come una realtà remota. Perché, ed è questo il motivo, non ci credono.

 

Come è possibile che gli uomini di chiesa non ci credono?

 

Non ci credono perché non credono che possono andare all'inferno, se non fanno quello che è giusto fare. Quando mio Figlio Gesù ha raccontato “la parabola del amministratore fedele ( Lc 12,39-48)) ha aggiunto anche dei particolari. Te li ricordi?

 

Si, mi pare che alla fine il servo che non avrà agito secondo la volontà del padrone riceverà molte percosse. Esattamente dice così:” Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. ( Lc 12,47-48 )

 

Si ma da chi le riceve? Da me? No! Non da me le riceve, ma dal diavolo. Vi ho rivelato tutto con chiarezza da parte di mio Figlio, ma voi non ci credete. Pensate che per il fatto che siete preti o religiosi avete già il cielo garantito. No! Vi dico: "Ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.” ( Lc 13,3).

 

O Padre buono, sento dentro di me dei brividi, pensando che potrei andare all'inferno.

 

Questo è un effetto positivo, ma non è sufficiente. Tanto più temi di andare all'inferno tanto più devi desiderare andare in Paradiso. Nel vostro pensiero ci deve essere sia il timore di andare all'inferno e perciò di perdere il paradiso e sia il desiderio della via eterna.

 

Ora capisco. Nella predicazione devono apparire entrambi, come concreta possibilità, dicendo che è facile prenotarsi un posto all'inferno ed è impegnativo conquistarsi un posto in paradiso.

 

Voi sacerdoti dovete essere più incisivi, in modo che quando predicate appare che anche voi ci credete e non scherzate.

 

Ma Padre, una volta si parlava così tanto dell'inferno che la gente non ci faceva più caso.

 

Caro figlio, dipende sempre da come voi parlate: con fede o senza fede. Vuoi che il miei grandi San Bernardino da Siena e San Antonio da Padova non abbiano mai parlato dell'inferno? Quando ne parlavano essi suscitavano la fede nelle persone, e la consapevolezza della sua esistenza. Le vostre prediche sono troppo fiacche e piene di saccezza e poco di saggezza.

Io vi mando lo Spirito Santo, ma voi ne vi preparate ne lo invocate. Perché prima della S. Messa state li a chiaccherare?

 

Hai ragione o Padre, nelle sagrestie c'è anche scritta la parola “ silenzio ”, ma nessuno fa silenzio. Questo capita anche a me qualche volta.

 

Ritorno sull'argomento chiave di questa conversazione: se un prete crede che potrebbe andare all'inferno, avrà anche la fede e la forza di trasmettere tale annuncio anche agli altri.

Ma se lui pensa di essere già salvato, non trasmetterà nulla alla sua gente e così aumenterà l'incredulità proprio tra i miei figli.

 

Poi Padre, hai detto anche un'altra cosa che mi ha molto colpito.

 

Si, ho detto che nella predicazione occorre tener unito l'inferno con il paradiso, sia come timore di andarci e perdere la vita eterna, e sia come desiderio di conquistare il premio celeste.

 

Sai , Padre,recentemente ho visto un filmato che cerca di descrivere l'inferno. E' proprio un luogo terribile !

 

Oh, caro figlio, la realtà supera di gran lunga la finzione. Ad alcuni ho dato la possibilità di vederlo e sono tornati tutti sconvolti e hanno iniziato a pregare e digiunare per i poveri peccatori.

 

Ci credo, o Padre, dammi la grazia di non dubitare mai dell'esistenza dell'inferno e poter crescere nella consapevolezza che la mia persona è destinata o alla morte eterna o alla vita eterna.

 

Te lo concedo, figliolo, va in pace e non sbagliare strada: una strada porta al cielo e l'altra agli inferi.