VIAGGIO SPIRITUALE di Tommaso Nuovo

SECONDO DIALOGO:

La Creazione

 

Padre, Padre !

 

Eccomi, Figlio mio! Mi hai cercato, e io mi sono fatto trovare.

 

 

E’ davvero una gioia poter entrare in dialogo con te senza troppa fatica.

 

Ti ricordo che la fatica l’ho fatta io! Non pensare poi, che tu venga liberato da ogni imprevisto. Ti ricordo che il nemico, il “tentatore” è sempre pronto per distrarti.

 

Si, me ne parli spesso. Ifatti vorrei approfondire qualcosa sul “ tentatore”.

 

Non è ancora arrivato il tempo. Ti darò degli aiuti un po’ alla volta, per non turbarti. Ma ora, dimmi pure quello che mi vuoi dire , anche se già lo so.

 

So che conosci il mio pensiero, ma te lo presento ugualmente. Vorrei capire di più circa la creazione del mondo: il big bang, come lo chiamano i nostri scienziati e capire meglio il tuo punto di vista.

 

Ti correggo il mio non è semplicemente un punto di vista. Al mio Unigenito ho detto: “ Io sono la Via, la Verità e la Vita. Quello che tu senti da me non è semplicemente una teoria.

 

Lo so, Padre! Ma per noi quanto è difficile arrivare  a certe verità e poi arrivarci con la nostra ragione.

 

Vedi, caro figlio, io apprezzo lo sforzo degli uomini di usare la loro ragione e di usarla bene. Ma l’uomo deve anche convincersi che non tutto è comprensibile. Ci sono spazi nella realtà in cui l’uomo viene illuminato da me, come un faro che dirige una nave nella tempesta, perché non urti gli scogli e naufraghi. Anche se la Rivelazione  non è stata data in vista  di completare ciò che manca alla ragione, anche se difatti avviene così.

 

Vedi, Padre, noi uomini abbiamo il bisogno di sottoporre tutto alla ragione, anche la Rivelazione. Essendo essa di natura storica, cioè fatta nella storia dell’uomo e del mondo, deve necessariamente passare al vaglio del giudizio della ragione .

 

Si, Figlio mio. Ma voi uomini volete anche mettere in discussione ciò che ho rivelato di me stesso.  Questo va bene, ma non voglio fare polemiche. Abbiate solo la pazienza di ascoltare. Questo è il primo comando che vi ho dato: “ Ascolta Israele…” Circa la creazione, di cui vuoi sapere qualche cosa di più il punto principale è che di sicuro c’è stato un inizio: ho creato lo spazio e il tempo e ho dato inizio alla storia del mondo. Come ho fatto voi non potete capirlo, perché precede la vostra esistenza. Invece voi potete benissimo comprendere perché l’ho fatto, l’ho fatto per amore. Si! Perché Io, Dio, sono l’Amore.

 

Oh Padre, è molto bello quello che mi dici, ma non capisco cosa centra Dio con l’amore.

 

Guarda nella vostra umanità, ti potrei portare molti altri esempi. Io ho dato inizio a tutto questo perché l’amore che nutro per mio Figlio  e l’amore che mio Figlio nutre per me  è persona come Me e il Figlio e si chiama Spirito Santo. Questo Spirito è uscito da noi ed è all’origine della vita nell’universo.

 

Ma questa non è una teoria scientifica, è semmai una riflessione teologica, o al di più mistica.

 

Ma scusami, pensi che Dio abbia bisogno di teorie scientifiche per parlare di se? No! Dio  parla per voi e  e perciò cerca degli  uditori della sua Parola, disposti ad ascoltarlo con orecchi attenti alla Verità.

 

Si, ho capito. Però non hai ancora spiegato bene come è  iniziato il mondo.

 

Allora ti rispondo in modo più chiaro:- Io vivo nel non tempo, nel non spazio e nel non luogo. Qui non c’è bisogno di spazio, di tempo e di luogo, qui basto a me stesso. Così ho pensato  di creare il tempo, lo spazio e un luogo dove poter far nascere la vita. 

 

Vuoi forse dire che lo spazio è stato creato nel non spazio, il tempo nel non tempo. Vuoi dire che dove non c’era la vita hai creato la vita?

 

No! Voglio dire che è la mia Presenza che ha creato lo spazio, il tempo e ogni luogo dove potesse sorgere la vita.  Così la vita è stata creata dalla Vita, come recita il Credo: Dio da Dio, Luce da Luce e io aggiungo vita da Vita. Anche il mio evangelista Giovanni dice: In Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini (Gv 1,4). Dovresti conoscere queste pagine senza che io telo dica.

 

Si Padre! Le conosco, ma molto spesso manco di attenzione alla tua Parola. Cerco molte volte di attingere la verità dalla mia ragione, come se mi dicessi: Sono io la verità. Quanto invece ho bisogno di essere illuminato spesso dalla Verità in persona, il tuo Unigenito Figlio Gesù.   Mi permetti però di scendere nei singoli dettagli circa l’origine della vita  e dell’uomo?

 

Stai attento o Figlio mio di non perderti nei dettagli e di non ritrovare più l’insieme delle cose che in un’unica visione fa capo a Me e che tutto riconduce  a Me.

 

Padre, mi permetti solo di presentarti alcuni dettagli. Tu hai detto che  hai creato tutto dal nulla, ma come è possibile questo.

 

Prima di tutto devo spiegarti che creare dal nulla significa che non ho creato a partire da qualche cosa che già faceva parte della creazione, ma da Me stesso. Io non  mi identifico con nulla, ma solo con il mio Figlio unigenito. Lui è l’artefice  di ogni cosa. Dice così il mio evangelista Giovanni:- tutto è stato fatto per mezzo di Lui e senza di Lui nulla è stato fatto di tutto ciò che esiste. ( Gv 1,3). Lui ha creato tutto ponendo davanti a  se stesso ogni cosa che Lui stesso aveva pensato. Pensando e mettendo davanti a se le cose sono passate dal nulla all’essere.  Ogni cosa  esiste, perciò, in quanto sta davanti al suo creatore e si pone in relazione con Lui. In base al tipo di relazione che ha con il creatore si identifica in un tipo di cosa creata ed esiste di per se stessa, (con una identità propria anche se non vive per se stessa ma grazie alla relazione con il suo creatore). Se la cosa creata si toglie dallo stare davanti al suo creatore precipita nel nulla, dato che in questo modo nulla ha più  senso, origine e fine.

 

O Padre mio, mi dici delle cose che difficilmente la scienza può provare e verificare. Io ricevo da te queste conoscenze, ma come posso trasmetterle in modo tale che tutti ci credono?

 

Il problema, figlio mio, non è che devono credere a te. Ma il problema è che credano a me. Il credere a Me non è semplicemente il credere ad una vaga idea di Dio, ma di riconoscermi attraverso il mio Unigenito Figlio. Semmai crederanno a te quando guarderanno  a come tu credi in me.

 

Non immaginavo, o Padre,  che la questione della mia fede  e  quella della fede  di ogni singolo credente fosse così decisiva perché tu fossi conosciuto.

 

Figlio, non ricordi cosa ha detto il mio Unigenito “ Come il Padre ha mandato me, così io mando voi!” ( Gv 20,21).

 

Padre, stiamo uscendo un po’ dall’argomento di cui ti ho rivolto delle domande.

 

No! Figlio! Tutto  quanto abbiamo detto centra perfettamente con l’argomento. Bisogna fare attenzione a ha fissare lo sguardo in me per conoscere le cose di Dio.

 

Ti ringrazio, Padre. Questo dialogo mi apre a comprendere meglio te e la mia fede. Vedo che dietro alla mia sete di conoscere fa capolino sempre la ricerca di Te.

 

Mi fa piacere , figlio, ma ricordati cosa dice il salmo 32 (32,8):" con gli occhi su di te ti darò consiglio!".

 

Grazie , o Padre. Ma ora se permetti, vorrei proseguire ancora con delle domande che riguardano ancora la creazione.  Perché, per noi, hai creato un universo che è impossibile da attraversare, nemmeno con la  nave spaziale di Star Track? A che serve all’uomo un  universo così infinito?

 

Figlio, capisco la tua domanda e il tuo sconcerto. Devi sapere che l’universo serve a me in vista di voi. Ma serve anche a  voi in vista di me. Saresti stato contento di essere prigioniero della terra come in un carcere?

 

Certamente no, Padre, ma in un universo così vasto mi sento come di scomparire.

 

Non aver timore, "vermiciattolo" (Is 41,14) di Dio. L’universo è così vasto perché è stato fatto da me. Noi Tre, quando ci mettiamo a fare e ad amare, non abbiamo misura. L’universo è grande e infinito perché è stato creato in Me. Ma l’universo è altro da me. Io so dove inizia e dove finisce e vi ho collocati in un posto come la terra dove avete tempo per conoscermi, amarmi e imparare a servirmi in vista del vostro destino eterno. L’universo è finito, ma tu, o figlio mio, hai un destino infinito, hai come  destinazione il paradiso. Tutto ho fatto per te. Ti ho fatto poco meno degli angeli.. perché tu possa divenatare superiore agli angeli ( cfr Salmo 8).

 

Permettimi di dire ancora questo,  o Padre. Tu hai creato l’universo per noi, allora come mai il nostro destino non si compie qui, ma occorre attendere “ cieli nuovi e terra nuova?

 

Mi aspettavo questa domanda. E ti rispondo che con le vostre categorie” trascendente e immanente” vi mettete al centro dell’universo, come se tutto ruotasse intorno a voi.  La terra e gli uomini sono solo uno degli infiniti punti di osservazione da cui guardare l’universo. Quando invece collocate al centro Dio, in questo caso il mio Figlio Unigenito, voi potete capire subito il senso di tutte le cose. Infatti tutto è stato fatto in vista di Lui ( Cfr Gv 1,3) e per mezzo di Lui e in Lui. Nel mio Figlio unigenito, l’uomo e Dio si fondono in una cosa sola  e tutto riceve senso , continuità e semplicità.

 

Allora se metto al centro Cristo ogni cosa si differenzia e si unifica pur mantenendo la specificità della propria identità.

 

Gesù , il mio Figlio unigenito, è il vero fattore di unità e comunione tra gli uomini e nell’universo intero.

 

Ma allora non ha senso parlare di trascendenza, immanenza in relazione al cosmo?

 

In relazione alla persona , come colei che è punto di osservazione ha senso usare queste categorie. In relazione al mondo e alla storia , no! Occorre usare altre categorie  che mettono insieme rivelazione storica e trascendenza. Anche se  Io mi sono rivelato nella storia, la mia rivelazione è storica. Invece riguardo al fine di tutte le  cose ha senso parlare di trascendenza, perché c’è qualcosa che supera questo mondo e lo trascende.

 

Come mai allora, Signore e Padre, oggi la gente fatica  a mettere al centro Dio  e assumere tutto dal punto di vista di Dio ?

 

Il motivo lo conosci molto bene. Tutto è questione di fede, cioè di collocare tutto in relazione a me e ascoltarmi. Io ho già parlato diverse volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti. Ultimamente, in questi giorni ho parlato a voi attraverso mio Figlio che ho stabilito come erede di tutte le cose e mediante il quale ho fatto il mondo. ( cfr.Eb 1,1-2)

 

Ho capito, Padre, allora devo mettere al centro Gesù, il tuo Figlio unigenito, se  voglio capire tutta la realtà e darle un senso. Ma questo non significa forse mettere da parte l’uomo e renderlo una creatura tra le altre?

 

No! Ti ricordo che la prima cosa che ha fatto il mio Unigenito Figlio, quando  è venuto sulla terra è  di assumere in se l’uomo e perciò collocarlo al centro dell’universo con se stesso. Ecco, in questo modo l’uomo torna  ad essere al centro dell’universo, non da solo, ma con Dio. Se l’uomo  vuole dare allora un senso a tutto, basta che  guarda con me l’universo e capirà tutto.

 

Padre, mi hai dato l’ispirazione per  coniare un nuovo termine: antropocristocentrismo.

 

Fai il  difficile. Ma è proprio così: l’uomo e Cristo, mio Figlio, sono al centro del mio  amore  di Padre. Tutto ho fatto per mio Figlio, tutto ho fatto in vista di Lui. Grazie all’impronta che c’è di mio Figlio in ogni cosa io amo e non rifiuto nessuna cosa.  Il problema sta nel fatto che il peccato ha collocato nell’uomo la possibilità di rifiutare  il mio amore e io mettendo mio Figlio vicino all’uomo  gli ho dato all’uomo  il modo di venire accolto da me, grazie a mio Figlio.

 

Sono commosso, Padre, inizio ad intravedere come siamo stolti noi uomini a rifiutare un amore così grande e perfetto. Ho ancora una domanda. Se  l'uomo è al centro dell'universo e della tua attenzione, perchè vuole essere  da se al centro  quando lo è già?.

 

Vedi, Figlio, non si valutano e considerano a sufficienza le conseguenze del peccato e di ogni peccato. La prima conseguenza è che l’uomo  si nasconde  ai miei occhi, perché sa che ha fatto il male, poi inizia a discolparsi accusando gli altri e da ultimo accusa me suo creatore e signore. Io naturalmente lo lascio vivere e fare e cerco in tutti i modi per far capire che non deve temere.

 

Comunque, Padre, in questo dialogo siamo arrivati lontani, insieme. Ora riesco a vedere più chiaro, ma solo grazie al fatto che tu mi parli e ad ogni mia domanda mi rispondi. Ora capisco  perché hai voluto che il tuo Figlio si facesse “ Parola”, perché come noi abbiamo molto da chiederti, tu hai molto da dirci.

 

                                                     Fine