VIAGGIO SPIRITUALE: di Tommaso Nuovo

Pagine scelte del Diario di Santa Faustina Kowalska

LA VERA GRANDEZZA STA NELL'AMARE DIO E NELL'UMILTA'

Incontro con il Divin Bambino e la visione di un anima di una persona in agonia


IN UN MOMENTO DEL 12.V.1935. La sera, appena mi misi a letto mi addormentai, ma se mi addormentai alla svelta, ancor più alla svelta venni svegliata. Venne da me un bambino e mi svegliò. Questo bambino poteva avere circa un anno e mi stupì perché parlava benissimo, mentre i bambini di quell'età non parlano affatto, Oppure parlano in modo poco comprensibile. Era indicibilmente bello; somigliava al Bambino Gesù, e mi disse queste parole: «Guarda il cielo». E quando guardai il cielo, vidi le stelle splendenti e la luna. Allora il bambino mi chiese: «Vedi la luna e le stelle?». Risposi che le vedevo ed egli ribatté: «Quelle stelle sono le anime dei cristiani fedeli e la luna sono le anime degli appartenenti ad ordini religiosi. Vedi che grande differenza di luce c'è fra la luna e le stelle; così in cielo c'è una grande differenza fra l'anima di un religioso e quella di un cristiano fedele». E mi disse ancora che: «La vera grandezza sta nell'amare Dio e nell'umiltà». Inaspettatamente vidi una certa anima, che stava per separarsi dal corpo fra tremendi supplizi. O Gesù, dovendo scrivere questo, tremo tutta, avendo visto le atrocità che hanno testimoniato contro di lui... Ho visto come uscivano da una specie di voragine fangosa anime di bambini piccoli e più grandicelli, di circa nove anni. Queste anime erano ripugnanti e orribili, simili ai mostri più spaventosi, a cadaveri in decomposizione. Ma quei cadaveri erano vivi e testimoniavano ad alta voce contro quell'anima che stava agonizzando. E l'anima, che ho visto mentre stava in agonia, era un'anima che dal mondo aveva ricevuto tanti onori e tanti applausi, la conclusione dei quali è il vuoto ed il peccato. In ultimo uscì una donna, che in una specie di grembiule portava lacrime ed essa testimoniò molto contro di lui. Oh! ora tremenda, in cui bisognerà vedere tutte le proprie azioni nella loro completa nudità e miseria. Nessuna di esse andrà perduta; ci seguiranno fedelmente al giudizio di Dio. Non ho parole né termini di paragone per esprimere cose così terribili e, sebbene mi sembri che quell'anima non sia dannata, tuttavia le sue pene non si differenziano in nulla dalle pene dell'inferno. L'unica differenza è che un giorno finiranno. Un momento dopo vidi di nuovo lo stesso bambino che mi aveva svegliato, ed era di una bellezza stupenda e mi ripeté le stesse parole: «La vera grandezza di un'anima sta nell'amare Dio e nell'umiltà». Domandai a quel bambino: « Tu come lo sai questo, che la vera grandezza di un'anima sta nell'amare Dio e nell'umiltà? Queste cose possono saperle soltanto i teologi, mentre tu non hai studiato nemmeno il catechismo, e come puoi saperle? ». Ma egli mi rispose: «Le so, e so tutto», ed all'istante scomparve. Io però non mi addormentai affatto; la mia mente era stanca per quello su cui avevo cominciato a riflettere e per quello che avevo visto. O anime umane, come riconoscete tardi la verità! O abisso della Misericordia di Dio, riversati al più presto sul mondo intero, secondo quello che Tu Stesso hai detto! ( Diario, n° 424, pag 301-303, Libreria editrice Vaticana)