VIAGGIO SPIRITUALE di Tommaso Nuovo

Vangelo del giorno febbraio 2018

Venerdì 9 febbraio 2018

Quinta settimana del tempo ordinario

Mc 7,31-37

31 Di nuovo, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidone, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. 32 Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. 33 Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; 34 guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». 35 E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. 36 E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano 37 e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

 

Commento di Tommaso Nuovo

Il sordomuto del Vangelo

Ogni volta che ci viene presentato un personaggio anonimo nel Vangelo dobbiamo prestare molta attenzione. Non si registra alcun nome, ne alcuna età, ne alcuna provenienza, si capisce che è un uomo o non una donna solo per l'uso del genere maschile o femminile. Di lui e di lei poi non si sa più nulla.

 

Quanti personaggi, uomini e donne del Vangelo sono presentati in questo stato di pubblico anonimato, che ha la caratteristica non tanto della custodia della privacy, ma del aprire anche a noi la stessa esperienza di guarigione, intesa però più come guarigione

dell'anima che del corpo.

 

Così grazie a questo anonimato noi possiamo sostituirci a al sordomuto di oggi, ma ad ogni persona che è stata toccata da Gesù o dalla sua parola. Possiamo essere parte anche di quei personaggi del Vangelo che hanno avuto un ruolo negativo nella vicenda di Gesù.

Questo perchè ogni cosa nel Vangelo ha la caratteristica di essere un "universale", cioè applicabile ad ogni persona, in ogni luogo e in ogni tempo. Fin dei conti l'uomo è sempre lo stesso e Dio non cambia il modo di avvicinarsi ed aiutare l'uomo. Come anche il male, il peccato, la malattia e la morte sono degli universali.

 

E' forse difficile riconoscersi sordomuti, se pensiamo di sentire e bene e parlare bene? Perchè allora non ascoltiamo e non ricordiamo quello che Dio ci dice? Perchè non parliamo non testimoniamo la nostra fede? Perchè siamo sordi e muti dentro nell'anima e abbiamo bisogno di essere toccati dalla grazia di Dio.

 

Se riconosciamo questa menomazione spirituale, allora grazie al Vangelo , all'annuncio della fede, saremo portati davanti a Gesù e Lui ci porterà in disparte, noi due soli per aprire le orecchie e scogliere il nodo della lingua, con una sola parola, pronunciata . Se sentirai la parola "effatà", detta da Gesù per te, inizierà in te l'opera di salvezza di Cristo Signore. Se non la sentirai indirizzata a te vuol dire che sei ancora sordo e muto, pur illudendoti di sentire e di parlare.

 

Contempliamo nella preghiera questa scena, siamo noi il sordo muto e lasciamoci portare dal Vangelo davanti a Gesù.

Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it