VIAGGIO SPIRITUALE di Tommaso Nuovo

Vangelo del giorno: gennaio 2018

Sabato 27 gennaio 2018

Terza settimana del tempo ordinario

Mc 4,35-41

 

35 In quel medesimo giorno, venuta la sera, disse loro: «Passiamo all'altra riva». 36 E, congedata la folla, lo presero con sé, così com'era, nella barca. C'erano anche altre barche con lui. 37 Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. 38 Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t'importa che siamo perduti?». 39 Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. 40 Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». 41 E furono presi da grande timore e si dicevano l'un l'altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

 

Commento di Tommaso Nuovo

Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?

I discepoli di Gesù, specialmente i dodici, hanno vissuto con Lui notte e giorno, avendo la possibilità di ascoltarlo, di vederlo, mentre agiva e perciò di conoscerlo. Essi vedevano un uomo, un maestro, un rabbì, un profeta, ma non riuscivano, nonostante i miracoli, i prodigi e segni, andare oltre a quello che vedevano. Anzi Cristo stesso non voleva che fosse conosciuto per quello che era , cioè il Figlio di Dio, specialmente quando erano i demoni a riconoscerlo ( cfr. Mc 1,24).

 

Non può essere un uomo che da testimonianza a Gesù, ma è Gesù che da testimonianza di se stesso, cioè rivela se stesso, perchè l'uomo creda. Il fatto che Gesù calma la tempesta con la sua parola, provoca nei discepoli la domanda: " Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare obbediscono? Questa domanda è un passo avanti nella fede, nel credere chi è Gesù, non perchè si riceve una risposta, ma perchè si colloca in noi la domanda su Gesù.

Questo domandarsi su Gesù, non in senso dubitativo, ma come apertura al mistero, ci prepara a ricevere la rivelazione di Dio sulla persona di Gesù.

 

Le domande della fede sono molto importanti e devono stare in noi, per dare poi la possibilità a Dio di risponderci. Le domande della fede non devono limitarsi a delle osservazioni generiche , magari di stupore, per un fiore, per il cielo o per qualche meraviglia del creato o perchè ci sentiamo in un determinato momento in sintonia con l'universo. Bisogna arrivare a stupirci e domandarci sulla persona di Gesù Cristo, perchè ancora non ci rendiamo conto con chi abbiamo a che fare. Non ci mancano informazioni, studi, esperienze dei santi, quello che ci manca è una presa di coscienza personale, una luce che illumina la mente e il cuore e ci rivela chi è Gesù, il Figlio di Dio.

 

Siamo troppo superficiali, trattiamo con Gesù come se fosse il vicino di casa, il parente, un amico. Egli è anche tutto questo, ma nello stesso tempo è molto, molto di più. Forse non siamo in grado di sostenere la grandezza della sua persona, perchè supera ogni conoscenza e comprensione. Ma aver accesso anche solo ad un minimo spiraglio sulla sua grandezza, ci riempirebbe talmente di stupore e di amore, da morire per quello che possiamo aver visto e conosciuto. La conoscenza di Dio è al di là delle capacità dell'uomo, ma Dio attraverso suo Figlio Gesù ha fatto un passo verso di noi, per toglierci dall'ignoranza. A noi fare il passo che ci porta ad incontrarlo nella verità. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

 Immagine da: Uomini di Dio (Des hommes et des dieux), film del 2010 diretto da Xavier Beauvois e basato sull'assassinio dei monaci di Tibhirine avvenuto nel 1996
Immagine da: Uomini di Dio (Des hommes et des dieux), film del 2010 diretto da Xavier Beauvois e basato sull'assassinio dei monaci di Tibhirine avvenuto nel 1996

Venerdì 26 gennaio 2018

Memoria dei Santi Timoteo e Tito

Lc 10,1-9

 

1 Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. 2 Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! 3 Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; 4 non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. 5 In qualunque casa entriate, prima dite: «Pace a questa casa!». 6 Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. 7 Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all'altra. 8 Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, 9 guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: «È vicino a voi il regno di Dio».

 

 

Commento di Tommaso Nuovo

Uomini di Dio

Il Vangelo proclamato nel giorno dei santi vescovi Timoteo e Tito, mostra nell'azione di Gesù, che manda settantadue discepoli, come un anticipo della missione della Chiesa verso tutti i popoli della terra. La missione è sia di annuncio del Vangelo e sia fondativa di comunità come quelle apostoliche di Gerusalemme, con a capo un successore degli apostoli, un vescovo, che garantisca la crescita ordinata e armonica dei fedeli nella dottrina, nella fede, nella morale, l'assidua celebrazione dei sacramenti e il diffondersi della carità di Cristo in mezzo agli uomini.

 

Timoteo e Tito, collaboratori di San Paolo, sono stati eletti per la guida delle giovani comunità cristiane di Efeso e di Creta e successivamente altri vescovi si sono succeduti a loro.

Ora le comunità cristiane cattoliche dette diocesi, specialmente quelle più antiche, come Roma, mostrano attraverso l'elenco ordinato dei vescovi succeduti (cronotassi), la continuità con le antiche origini e quindi l'apostolicità di una Diocesi.

 

Ma quale è il problema dei vescovi oggi. Occorre certamente domandarlo a loro. Oltre il problema della fede, che rimane per tutti i cristiani il primo problema, il principale problema è l'assenza di vocazioni al presbiterato, cioè ad essere collaboratori del ministero del vescovo, appartenendo al secondo grado dell'ordine Sacro.

 

Ecco perchè Gesù non si ferma agli entusiasmi delle origini, ma invita, anzi comanda di pregare il padrone della messe , perchè mandi operai nella sua messe. In molte diocesi i seminari sono stati chiusi o diventano seminari regionali, con numeri sempre molto ristretti di giovani che iniziano un cammino di discernimento e di formazione al presbiterato.

 

I motivi della crisi delle vocazioni sono interni ed esterni alla Chiesa: senza dubbio la mancanze di nascite, le ideologie che vendemmiano nel mondo giovanile e si possono aggiungere altre con cause. Ma il problema è soprattutto interno alla Chiesa e principalmente consiste nella desacralizzazione, se non nella laicizzazione della persona dei ministri ordinati. I giovani sentono ancora la chiamata di Dio, ma gli si offre un modello sociale di presbitero, che spegne ciò che lo Spirito mette in loro. Tutto questo avviene non tanto nei seminari, che danno una discreta formazione, anche spirituale, ma iniziando la vita pastorale, che trasforma in pochi anni il presbitero da uomo di Dio a uomo del popolo. Queste due dimensioni, che dovrebbero stare unite, si allontano tra loro fino al punto che la dimensione sociale assorbe anche quella sacra. Il contatto con i laici e con le donne, senza limiti, senza pudore in alcuni casi, educa il presbitero ad avere una vita laica, che non gli appartiene. Il presbitero assume una postura che lo deforma e gli cambia persino gli lineamenti del viso, del corpo, della voce, senza contare i pensieri, il cuore e tutto ciò che dovrebbe essere e avere come uomo di Dio. Molti uomini di chiesa alla fine possono essere scambiati per avvocati, ingegneri, dottori, medici, professori di scuola, commercialisti, politici di lungo corso, attori, clown, comici e cabarettisti e molto altro ancora.

 

Gesù ha scelto i dodici perchè stessero con Lui e per mandarli. Se fosse stato possibile fotografare come erano i discepoli prima di incontrare Gesù e dopo averlo incontrato si vedrebbe un abisso. Chi sta con Gesù impara ad essere come Lui, chi sta con il mondo impara ad essere come il mondo lo vuole. Certamente il mondo non vuole preti come uomini di Dio. Buon giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

Rubrev San Paolo
Rubrev San Paolo

Giovedì 25 gennaio 2018

Terza settimana del tempo ordinario

Mc 16,15

15 E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. 16 Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. 17 Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, 18 prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

 

Commento di Tommaso Nuovo

Rinnovare la missione rinnovando l'esperienza di Cristo

Oggi si festeggia la conversione di San Paolo, si intende la sua conversione a Cristo e al Vangelo, perchè Saulo era già un fedele zelante di Dio, solo che non aveva conosciuto ancora Gesù Cristo, fino a quando non gli si è rivelato sulla via di Damasco.

Saulo da subito si è preoccupato di testimoniarlo con la parola e con la vita, dando prova di un coraggio senza eguali, solo che San Paolo ha conservato questo forza per tutta la vita, fino alla morte.

 

San Paolo è stato gratificato da un incontro personale con Gesù, anche se traumatico. La misura della sua missione assume l'estensione di tutto il mondo allora conosciuto, in virtù dell'incontro e del rapporto che si è instaurato con Gesù. Più è profondo e vivo il rapporto con il Cristo più grande sarà la missione.

 

La sfida per qualsiasi apostolo è proprio questa far emergere nella sua missione , in qualunque luogo avvenga la sua fede e la sua esperienza di Gesù Cristo. Questo vale sia per chi va lontano come per chi rimane vicino alla Chiesa che lo ha generato alla fede.

 

La ricchezza vera di un apostolo non sono le capacità umane che può mettere in gioco, ma la sua fede, la sua vita spirituale, l'esperienza di Cristo, intesa come amore alla sua persona. La promozione umana e sociale pur importante rischia sempre di passare in primo piano e di far ombra all'evangelizzazione, se non emerge nell'apostolo il fuco dell'incontro con Gesù Cristo. Rinnovare l'uomo dal di dentro significa farlo incontrare con Gesù, l'uomo nuovo. Ciò costa fatica e dolore, prove e persecuzioni. Dopo duemila anni di cristianesimo la missione che Cristo ha affidato alla sua Chiesa è più che mai aperta, non solo verso i lontani ma ancor di più verso i vicini , se non i propri parenti e familiari. Quando San Bernardo iniziò la sua vita monastica fu seguito da numerosi parenti e familiari tra i quali quattro fratelli; Santa Chiara d'Assisi fu seguita dalla sorella e dalla madre. Se non riusciamo a convincere chi ci è vicino, non andremo molto lontano.

 

Impariamo dai maestri della fede e della missione come San Paolo, allora si che andremo lontano. Oggi essere dei falsi apostoli è molto più facile di ieri. Magari possiamo ingannare gli altri ma non inganniamo ne Dio ne il demonio , che riderà di noi.

Buona giornata. tommasonuovo@yahoo.it

 

Sabato 20 gennaio 2018

Seconda settimana

del tempo ordinario

Mc 3, 20-21

 

20 Entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. 21 Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé»

 

Commento di Tommaso Nuovo

L'esercizio delle fede.

 

Questa pagina di Vangelo va letta nel contesto di altri testi del Vangelo in cui la gente si meravigliano di Gesù e di quello che fa come a Nazareth ( Lc 4,22) , oppure quando Gesù viene avvisato che i suoi parenti lo voglio vedere, per portalo via. ( Lc 8,19-20). Al tempo di Gesù nessuno poteva dare un giudizio su Gesù, la via più facile era quella di dichiararlo" fuori se "(cfr.Mc 3,21) o indemoniato (cfr.Mc 3,22). Certamente non tutti la pensano così, specialmente i suoi discepoli , che lo chiamano maestro.

 

Quello che importa è ciò che noi pensiamo di Gesù oggi. La nostra opinione è lo specchio della nostra fede, la quale a sua volta è il frutto della nostra crescita cristiana, avvenuta giorno dopo giorno, a partire dal dono di Dio ricevuto nel battesimo, alimentato continuamente con i sacramenti, la preghiera, la meditazione della Parola di Dio e della dottrina cattolica.

 

Se ognuno vuole essere bravo in quello che è e in quello che fa, deve fare esercizio: l'atleta come atleta, l'artista pittore come artista pittore, il pilota come pilota, e questo per vincere , essere il migliore, il più grande. Così deve essere del cristiano, il quale non si deve accontentare di una infarinatura di cristianesimo fatta al catechismo, ma diventare esperto nella fede, nella conoscenza di Gesù.

 

Oggi non è l'orso panda a rischio di estinzione, ma il cristiano. Pur con tutti gli sforzi che fa la Chiesa e le famiglie che hanno fede, le giovani generazioni faticano a ricevere la fede e si allontanano da essa.

 

Quale è il rimedio? Oggi la Chiesa per testimoniare il suo Signore Gesù Cristo ha bisogno di atleti nella disciplina della fede e nella santità, che fanno dell'esercizio del cristianesimo la loro vita. Solo così, emergerà chi è il Cristo. Non ci rendiamo conto del danno che può fare una fede tiepida, dubbiosa e stanca, che non tiene il passo di Gesù, che non trasmette fede, che arriva fino al rito , ma non riesce ad entra nel mistero di Dio, come sul monte Tabor e sentire le parole di Dio che invitano ad ascoltare suo Figlio.

 

Non ci sono ricette facili, per ottenere dalla fede occorre esercizio: far lavorare i ginocchi, chiedere continuamente lo Spirito santo e esercitarci continuamente nell'umiltà e nella carità. Io non sono il Cristo, diceva San Giovanni. Solo la fatica paga. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

Brooklyn Museum, The_Palsie Man Let Down through the Roof (Le_paralytique_descendu_du_toit),James Tissot
Brooklyn Museum, The_Palsie Man Let Down through the Roof (Le_paralytique_descendu_du_toit),James Tissot

Venerdì 12 gennaio 2018

Prima settimana del tempo ordinario

Mc 2,1-12

 

1  Entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa 2 e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
3 Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. 4 Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. 5 Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». 
6 Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: 7 «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». 8 E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? 9 Che cosa è più facile: dire al paralitico «Ti sono perdonati i peccati», oppure dire «Àlzati, prendi la tua barella e cammina»? 10 Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, 11 dico a te - disse al paralitico -: àlzati, prendi la tua barella e va' a casa tua». 12 Quello si alzò e subito presa la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!»

 

Commento di Tommaso Nuovo

Gesù medico dell'anima e del corpo.

Il paralitico calato dal tetto davanti a Gesù, da quattro persone riceve prima della guarigione della sua malattia il perdono dei peccati. I peccati sono uno ostacolo sia alla guarigione del corpo come dello spirito. Quando si commette del male e si va contro i comandamenti di Dio il primo a subire le conseguenze è proprio chi li fa. Questo fatto riguarda sia un grande male, come uccidere una persona e sia un piccola male, come dire una parola che calunnia e diffama l' altro.

 

Non sappiamo se l'uomo in barella si sia accusato di qualche peccato, anche nell'intimo della sua anima, ma da quello che appare sembra che Gesù lo anticipi dandogli una risposta al suo bisogno di essere perdonato. Le quattro persone che lo hanno calato difronte a Gesù certamente avevano la preoccupazione della guarigione del corpo, ma Gesù ha visto più in profondità e ha guarito prima lo spirito e poi il corpo.

 

Gesù ha risposto anche a chi era rimasto scandalizzato del fatto che perdonava i peccati, cosa che compete solo a Dio. La conclusione è ovvia e al posto di pensare alla presenza di Dio, quegli uomini hanno peccato contro lo Spirito Santo. Per questo motivo Gesù mostra che la sua azione sull'uomo è totale e guarisce il paralitico a testimonianza per loro.

 

Noi riflettiamo poco sul peso dei peccati e sulle loro conseguenze sul corpo e sullo spirito. Molte malattie che hanno una causa organica nella debolezza della nostra persona, hanno anche una causa spirituale. Queste malattie sono legate a disordini , abusi, oppure a situazioni in cui strutture di peccato segnano la nostra società e noi nasciamo e viviamo in esse.

Il peccato ci colpisce nei sensi, negli occhi, nelle mani, nelle parole e nei pensieri, molte volte ci ammaliamo nell'organo con cui pecchiamo.

 

Il perdono dei peccati agisce certamente per la salvezza dell'anima, ma può essere le premessa per la guarigione del corpo. La differenza però la fa la fede. Un conto è affrontare una malattia con la fede, un conto è affrontarla senza fede o con una fede blanda. Una malattia, un incidente, può essere una grande occasione di conversione e di salvezza dell'anima. Dobbiamo imparare a vedere in questi fatti una grazia nascosta, di cui approfittare subito, pensando alla salvezza della nostra anima, la quale è destinata alla vita eterna. Come anche l'anima così il corpo, che sarà cibo per i vermi, non dobbiamo condannarlo con i nostri peccati, ha destino eterno: " Credo nella risurrezione della carne". Gesù è il vero medico dell'anima e del corpo e ci insegna ad essere responsabili verso di essi: è in gioco la vita eterna. Buona giornata. tommasonuovo@yahoo.it