VIAGGIO SPIRITUALE di Tommaso Nuovo

I SANTI DI TOMMASO NUOVO

BEATA SPERANZA DI GESU'

( vedi più sotto i video )


MARIA JOSEFA ALHAMA VALERA FONDATRICE

Santomera ( Murcia , Spagna) 30 settembre 1883,

Collevalenza, 8 febbraio 1983


Madre Speranza di Gesù, al secolo María Josefa Alhama Valeraè stata una religiosa mistica spagnola, fondatrice delle Congregazioni delleAncelle dell'Amore Misericordioso e dei Figli dell'Amore Misericordioso. È venerata come beata dalla Chiesa cattolica.



Dalla cattolica Spagna ci proviene questa splendida figura di fondatrice di Congregazioni religiose, oggi rigogliose famiglie distinte in sei modalità di appartenenza. Maria Giuseppa Alhama Valera, prima di nove figli, nacque a Santomera (Murcia, Spagna) il 30 settembre 1893, il padre José Antonio era un bracciante agricolo e la madre Maria del Carmen, casalinga. 


Crebbe nella povertà della famiglia, molto intelligente suscitò il suggerimento di un vicino della baracca dove abitavano, di affidare la bambina al parroco di Santomera, i genitori acconsentirono e Maria Giuseppa andò nella casa di don Manuel Allaga, che viveva con due sorelle, qui ricevette un po’ d’istruzione senza frequentare nessuna scuola e imparò i lavori domestici; rimase con loro fino ai 21 anni, quando nel 1914 partì per farsi religiosa. 


Dopo una prima esperienza, risultata negativa, fra le suore addette agli ammalati, su consiglio del vescovo di Murcia, entrò nell’Istituto delle Figlie del Calvario di semiclausura, fondate nel 1863, qui emise i voti il 15 agosto 1916 assumendo il nome di Speranza di Gesù Agonizzante. 
Questa Istituzione però composta di sette suore anziane, presentava incerte prospettive per il futuro, per cui nel 1921 si decise per una fusione con le religiose dell’Immacolata o Missionarie Claretiane, fondate nel 1855 da s. Antonio Maria Claret, anch’esse dedite all’educazione cristiana. 


Dopo un corso di esercizi spirituali il 19 novembre 1921, cinque suore fra cui Speranza di Gesù, emisero i voti perpetui e lei si chiamò Esperanza di Santiago. Trascorse in questa Congregazione nove intensi anni, svolgendo diverse mansioni quali, sacrestana, portinaia, economa, assistente delle bambine; in quegli anni si accentuarono in lei fenomeni non comuni, che attiravano l’attenzione delle consorelle e di personalità spagnole ed estere, fu affidata alla guida dei più noti direttori spirituali dell’epoca. 
Sin da quando aveva 12 anni ebbe in visione Santa Teresa del Bambino Gesù, che l’esortava a diffondere nel mondo la devozione all’Amore Misericordioso, come aveva fatto lei; da religiosa dagli anni Venti, collaborò con il domenicano padre Juan González Arintero, a diffondere questa devozione; nei suoi scritti manteneva l’anonimato firmandosi “Sulamitis”. 


Trasferita nella casa di Vicalvaro-Madrid dal 30 novembre 1921, nell’anno successivo cominciò ad avere problemi di salute, una sofferenza che non le dava tregua e fu più volte in punto di morte. Nel 1930 lasciò le Missionarie Claretiane per adempiere l’idea di avere una Casa propria, dove poter svolgere senza restrizioni, la sua missione verso i poveri. 
Prima fondò il collegio di “Nuestra Señora de la Esperanza” a Madrid e poi consigliata dal suo direttore spirituale, diede vita a nuove Congregazioni; nel Natale del 1930, nella povertà più assoluta ebbe inizio in forma privata la fondazione delle “Ancelle dell’Amore Misericordioso”, aprì nel 1931 il primo collegio a Madrid, a cui con ritmo impressionante seguirono altre case in diverse regioni della Spagna. 


Annunciavano l’Amore Misericordioso attraverso la carità, dedicandosi all’assistenza domiciliare dei molti poveri e all’accoglienza di anziani e disabili. Il 6 gennaio 1935 l’Istituto fu eretto a Congregazione diocesana dal vescovo di Vitoria; nel maggio 1936 la fondatrice madre Speranza, insieme ad una insigne benefattrice si recò a Roma per aprire una Casa in affitto in via Casilina 222, zona delle più povere. 
Negli anni che seguirono, dal 1936 al 1941, mentre in Spagna infuriava la Guerra Civile con tanti martiri religiosi, il suo Istituto trovava l’opposizione di vescovi e sacerdoti spagnoli, che si estese anche all’interno della Congregazione, giungendo ad accusare e calunniare la fondatrice invocando la sua rimozione da Superiora Generale. 


Il 6 agosto 1940 e per tre giorni, madre Speranza fu chiamata dal Sant’Uffizio per rispondere sull’ortodossia della dottrina dell’Amore Misericordioso, sulla sua condotta e sulla veridicità e natura dei particolari fenomeni a lei attribuiti. 
Il 10 aprile 1941 il Sant’Uffizio accolse la Congregazione sotto la sua diretta protezione, lasciando a Madre Speranza il titolo di Superiora Generale e la possibilità di formare le suore, mentre alla Vicaria Generale, venne affidato il governo dell’Istituzione. 
Ella accolse il provvedimento con spirito di sottomissione e ubbidienza, esortando le sue figlie a fare altrettanto; fu destinata alla Casa di Roma, dove lavorò come una semplice suora. 
Libera da responsabilità e scagionata dalle accuse, durante la Seconda Guerra Mondiale, intensificò la diffusione del messaggio della Misericordia di Dio; avviò un laboratorio di cucito per aiutare con i proventi i bisognosi e per accogliere gratuitamente molti bambini poveri; era un periodo triste con bombardamenti, paure, fame, lutti; accolse i rifugiati politici, nascose nei sotterranei i soldati allo sbando, sfamò chi aveva perso tutto; aprì una nuova mensa, con l’aiuto della Provvidenza, dove giunse ad accogliere oltre mille persone al giorno. 


Il 15 agosto 1951 realizzando una sua speciale ispirazione, avvertita fin dal 1927, fondò la Congregazione dei Figli dell’Amore Misericordioso, essi dovevano sostenere i sacerdoti del clero secolare in spirito di comunione. Tre giorni dopo, il 18 agosto 1951 madre Speranza si trasferì a Collevalenza in Umbria, dove fondò una Comunità di Ancelle e Figli dell’Amore Misericordioso; fratelli e sorelle, figli della stessa madre, con lo stesso spirito e carisma, aiutandosi reciprocamente. 
Nel Capitolo del 1952 madre Speranza di Gesù fu confermata Superiora Generale e tale rimase fino al 1976, quando venne nominata Madre Generale ‘ad honorem’. 


A Collevalenza volle realizzare un suo sogno, il santuario dedicato all’Amore Misericordioso che con le Opere annesse, testimonia e fa conoscere a tutti, che Dio è un Padre che ama, perdona ed accoglie i suoi figli; qui madre Speranza apostola di quest’Amore, accoglieva e riceveva più di cento persone al giorno, ascoltandole una alla volta, consolando, consigliando e infondendo speranza. 
Papa Giovanni Paolo II si recò il 22 novembre 1981 a visitare il santuario di Collevalenza, incontrando anche Madre Speranza; la venerabile morì l’8 febbraio 1983.

 
La causa per la sua beatificazione fu introdotta presso la diocesi di Orvieto - Todi il 24 aprile 1988 e il 23 aprile 2002 è stata dichiarata venerabile, la sua salma riposa nella cripta del santuario, circondata dalla venerazione dei suoi figli e figlie spirituali e dei pellegrini.
E' stata beatificata a Collevalenza il 30 maggio 2014.


Autore: 
Antonio Borrelli

fonte: www.santiebeati.it

 



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