VIAGGIO SPIRITUALE di Tommaso Nuovo

I SANTI DI TOMMASO NUOVO

Questa rubrica è dedicata  ai santi, per offrire la possibilità di fissare lo sguardo nell'esperienza di un santo o di una santa ogni settimana. Il  calendario liturgico ci presenta ogni giorno un santo e ciò dice la ricchezza con cui Dio ha benedetto il suo popolo. Ma per un proficuo lavoro spirituale è cosa buona fermarsi, per un certo tempo, sulla  persona e  sull'opera  di Dio in un santo. Si perché ogni santo è un capolavoro in cui Dio si rispecchia. Quando Dio ha creato l'uomo e la donna a  sua immagine li ha creati santi. Il peccato ha il potere di corrompere questa immagine. Ma Dio ha mostrato nella sua infinita misericordia la volontà di ridare all'uomo la sua immagine vera. Ecco la meravigliosa avventura della santità, nella  quale tutti siamo chiamati a incamminarci. Vi presento alcuni fratelli e sorelle che ci hanno preceduto e che ora ci accompagnano nel nostro viaggio spirituale verso il cielo.

 

 

SAN ALBERTO HURTADO

Sant' Alberto Hurtado Cruchaga

Vina del Mar, Cile, 22 gennaio 1901 – Santiago del Cile, 18 agosto 1952 sacerdote religioso Gesuita,

memoria liturgica il 18 agosto

Suo padre muore e la famiglia va in rovina quando lui ha quattro anni e un fratello è più piccolo. La madre, per pagare i debiti, deve vendere tutto, anche la casa, e i due bambini si ritrovano “senza fissa dimora”. Vengono accolti qua e là in casa di parenti, sempre in maniera temporanea, sempre estranei. Per Alberto arriva provvidenziale una borsa di studio, con un posto nel collegio dei Gesuiti in Santiago. 
Ma non dimenticherà più gli anni dell’abbandono, la vita da “figlio di nessuno”. Appena può, aiuta la madre e il fratello facendo lo studente-lavoratore, e si laurea in legge nell’agosto 1923, a 22 anni. Ma non sarà avvocato né magistrato.Già da ragazzo pensava di entrare nella Compagnia di Gesù: e, poche settimane dopo la laurea, eccolo infatti accolto per il noviziato nella casa dei Gesuiti a Chillán (Cile centrale). Il lungo corso dei suoi studi prosegue poi in Argentina, in Spagna e infine a Lovanio, in Belgio. Qui viene ordinato sacerdote nel 1933, e due anni dopo si laurea anche in pedagogia. Ritorna in patria all’inizio del 1936; un momento difficile. Durante la dittatura di Carlos Ibañez del Campo (1925-1931), il Cile ha risentito in modo durissimo della crisi mondiale scoppiata nel 1929. L’esportazione del rame, principale risorsa del Paese, era scesa a meno della metà, e due terzi dei minatori avevano perduto il posto: un lungo periodo di drammatica depressione, aspettando una ripresa che sembrava non venire mai, da un presidente all’altro, da un governo all’altro. 
Padre Hurtado può rivedere sé stesso nei tanti bambini spinti a vagare nelle strade dalla miseria che ha disgregato le famiglie. E così, nel 1944, da studioso si fa uomo di azione. Lancia appelli e mobilita coscienze, per restituire in qualche modo ciò che la crisi ha tolto a tanti infelici. Si tratta non solo di portare aiuto, ma di restituire dignità e speranza. Dà vita a un piano di costruzioni abitative per questi emarginati, ma in forma nuova: i bambini, i vecchi, i diseredati devono vedersi aprire non già un ospizio, ma una vera casa. Come ha scritto un suo biografo, si tratta di offrire a tutti "non solo un luogo in cui vivere, ma un vero focolare domestico, El Hogar de Cristo". Li chiama ad abitare in casa di Gesù, e per fare case su misura viaggia all’estero, promuove studi, va in cerca di esperienze, si occupa di edilizia e di arredo. Molti lo aiutano, perché molti sono stati formati da lui attraverso predicazione, conferenze, iniziative sindacali, attività in mezzo ai giovani. Il “focolare di Cristo” si modella sulle necessità, e può dunque essere anche centro sanitario, scuola, luogo di formazione professionale. 
Ma il tempo di padre Alberto Hurtado Cruchada si fa scarso: resta sempre capace di sorridere, ma il suo viso è sempre più scavato: lo ha aggredito un cancro devastante, che spegne la sua vita a soli 51 anni. Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato il 14 ottobre 1994.
Papa Benedetto XVI, nella sua prima cerimonia di canonizzazione, lo ha proclamato santo il 23 ottobre 2005 in piazza San Pietro.

 


SAN BERNARDO DI CHIARAVALLE

Francisco Ribalta: Cristo abbraccia San Bernardo
Francisco Ribalta: Cristo abbraccia San Bernardo

 

SAN BERNARDO DI CHIARAVALLE

ABATE E DOTTORE DELLA CHIESA

 

Digione, Francia, 1090 – Chiaravalle - Clairvaux, 20 agosto 1153

 

memoria liturgica:  il 20 agosto

 

 

 

 

INTRODUZIONE

Bernardo, dopo Roberto, Alberico e Stefano, fu padre dell'Ordine Cistercense. L'obbedienza e il bene della Chiesa lo spinsero spesso a lasciare la quiete monastica per dedicarsi alle più gravi questioni politico-religiose del suo tempo. Maestro di guida spirituale ed educatore di generazioni dei santi, lascia nei suoi sermoni di commento alla Bibbia e alla liturgia un eccezionale documento di teologia monastica tendente, più che alla scienza, all'esperienza del mistero. Ispirò un devoto affetto all'umanità di Cristo e alla Vergine Madre. (Mess. Rom.)

 

Patronato: Apicoltori

 

Etimologia: Bernardo = ardito come orso, dal tedesco

 

Emblema: Bastone pastorale, Libro

 

Martirologio Romano:

20 agosto Memoria di san Bernardo, abate e dottore della Chiesa, che entrato insieme a trenta compagni nel nuovo monastero di Cîteaux e divenuto poi fondatore e primo abate del monastero di Chiaravalle, diresse sapientemente con la vita, la dottrina e l’esempio i monaci sulla via dei precetti di Dio; percorse l’Europa per ristabilirvi la pace e l’unità e illuminò tutta la Chiesa con i suoi scritti e le sue ardenti esortazioni, finché nel territorio di Langres in Francia riposò nel Signore.

 

SANTA FAUSTINA KOWALSKA

Suor Faustina Kowalska
Suor Faustina Kowalska

SANTA FAUSTINA MARIA KOWALSKA

 

Glogowiec, Polonia, 25 agosto 1905 - Cracovia, Polonia, 5 ottobre 1938

 

Memoria liturgica il 5 ottobre

Una suora che parla della misericordia divina e del dovere nostro di “usare misericordia”. Dov’è la novità? All’insegna della Misericordia è nato un gran numero di comunità, istituzioni, gruppi, in ogni tempo. Sì, ma suor Faustina Kowalska, sotto questa insegna, fa nascere un grandioso movimento spirituale proprio tra i due momenti meno misericordiosi della storia: le guerre mondiali.
Nata in un villaggio polacco e battezzata col nome di Elena, è la terza dei 10 figli di Marianna e Stanislao Kowalski. Che sono contadini poveri, nella Polonia divisa tra gli imperi russo, tedesco e austriaco. Lei fa tre anni di scuola, poi va a servizio. Pensava di farsi suora già da piccola, ma realizza il progetto solo nell’agosto 1925: a Varsavia – ora capitale della Polonia indipendente – entra nella comunità della Vergine della Misericordia, prendendo i nomi di Maria Faustina. E fa la cuoca, la giardiniera, la portinaia, passando poi per varie case della Congregazione (tra cui, quelle di Varsavia, Vilnius e Cracovia). Ma al tempo stesso è destinataria di visioni e rivelazioni che i suoi confessori le suggeriscono di annotare in un diario (poi tradotto e pubblicato in molte lingue). E tuttavia non crede che questi fatti straordinari siano un marchio di santità. Lei scrive che alla perfezione si arriva attraverso l’unione intima dell’anima con Dio, non per mezzo di “grazie, rivelazioni, estasi”. Queste sono piuttosto veicoli dell’invito divino a lei, perché richiami l’attenzione su ciò che è stato già detto, ossia sui testi della Scrittura che parlano della misericordia divina e poi perché stimoli fra i credenti la fiducia nel Signore (espressa con la formula: Gesù, confido in te) e la volontà di farsi personalmente misericordiosi.
Muore a 33 anni in Cracovia. Beatificata nel 1993, è proclamata santa nel 2000 da Giovanni Paolo II. Le reliquie si trovano a Cracovia-Lagiewniki, nel santuario della Divina Misericordia.

Etimologia: Faustina (come Fausta) = propizia, favorevole, dal latino

Martirologio Romano: A Cracovia in Polonia, santa Maria Faustina (Elena) Kowalska, vergine delle Suore della Beata Maria Vergine della Misericordia, che si adoperò molto per manifestare il mistero della divina misericordia.

SAN GIOVANNI DELLA CROCE

San Giovanni della Croce
San Giovanni della Croce

SAN GIOVANNI DELLA CROCE

Fontiveros, Spagna, c. 1540/2 - Ubeda, Spagna, 14 dicembre 1591

 

Memoria liturgica il 14 dicembre

 

 

Sembra sia nato nel 1540, a Fontiveros (Avila, Spagna). Rimase orfano di padre e dovette trasferirsi con la mamma da un luogo all'altro, mentre portava avanti come poteva i suoi studi. A Medina, nel 1563, vestì l'abito dei Carmelitani. Ordinato sacerdote nel 1567 dopo gli studi di filosofia e teologia fatti a Salamanca, lo stesso anno si incontrò con santa Teresa di Gesù, la quale da poco aveva ottenuto dal priore generale Rossi il permesso per la fondazione di due conventi di Carmelitani contemplativi (poi detti Scalzi), perchè fossero di aiuto alle monache da lei istituite. Il 28 novembre 1568 Giovanni fece parte del primo nucleo di riformati a Duruelo, cambiando il nome di Giovanni di San Mattia in quello di Giovanni della Croce. Vari furono gli incarichi entro la riforma. Dal 1572 al 1577 fu anche confessore-governatore del monastero dell'Incarnazione di Avila. Venne erroneamente incolpato e incarcerato per otto mesi per un incidente interno al monastero. Fu in carcere che scrisse molte delle sue poesie. Morì a 49 anni tra il 13 e il 14 dicembre 1591 a Ubeda.

  (FONTE: Avvenire)

 

SAN GIUSEPPE DA COPERTINO

San Giuseppe da Copertino
San Giuseppe da Copertino

SAN GIUSEPPE DA COPERTINO

 

Copertino (Lecce), 17 giugno 1603

Osimo (Ancona), 18 settembre 1663

 

Memoria liturgica il 18 settembre

 

INTRODUZIONE

Giuseppe Maria Desa nacque il 17 giugno 1603 a Copertino (Lecce) in una stalla del paese. Il padre fabbricava carri. Rifiutato da alcuni Ordini per «la sua poca letteratura» (aveva dovuto abbandonare la scuola per povertà e malattia), venne accettato dai Cappuccini e dimesso per «inettitudine» dopo un anno. Accolto come Terziario e inserviente nel conventino della Grotella, riuscì ad essere ordinato sacerdote. Aveva manifestazioni mistiche che continuarono per tutta la vita e che, unite alle preghiere e alla penitenza, diffusero la sua fama di santità. Giuseppe levitava da terra per le continue estasi. Così, per decisione del Sant'Uffizio venne trasferito di convento in convento fino a quello di San Francesco in Osimo. Giuseppe da Copertino ebbe il dono della scienza infusa, per cui gli chiedevano pareri perfino i teologi e seppe accettare la sofferenza con estrema semplicità. Morì il 18 settembre 1663 a 60 anni; fu beatificato il 24 febbraio 1753 da papa Benedetto XIV e proclamato santo il 16 luglio 1767 da papa Clemente XIII. ( fonte Avvenire)

 

BEATO GIUSTINO MARIA RUSSOLILLO

Beato Giustino Maria Russolillo 

 

Sacerdote e fondatore

Pianura - Napoli,

 

18 gennaio 1891

 

2 agosto 1955 

SANTA ILDEGARDA DI BINGEN

Santa Ildegarda di Bingen
Santa Ildegarda di Bingen

SANTA ILDEGARDA DI BINGEN

 

Kreuznach, castello di Böckenheim, Germania, 1098 - Bingen, Germania, 17 settembre 1179

 

Memoria liturgica il 17 settembre

 

Nasce a Bermesheim nel 1098, ultima di dieci figli. Il suo nome di battesimo, tradotto letteralmente, significa «colei che è audace in battaglia». Tra il 1147 e il 1150, sul monte di San Ruperto vicino a Bingen, sul Reno, Ildegarda fonda il primo monastero e, nel 1165, il secondo, sulla sponda opposta del fiume. È una persona delicata e soggetta alle malattie, tuttavia, raggiunge l'età di 81 anni affrontando una vita piena di lavoro, lotte e contrasti spirituali, temprata da incarichi divini. Figura, intellettualmente lungimirante e spiritualmente forte, le sue visioni, trascritte in appunti e poi in libri organici, la rendono celebre. È interpellata per consigli e aiuto da personalità del tempo. Sono documentati i suoi contatti con Federico Barbarossa, Filippo d'Alsazia, san Bernardo, Eugenio III. Negli anni della maturità intraprende numerosi viaggi per visitare monasteri, che avevano chiesto il suo intervento e per predicare nelle piazze, come a Treviri, Metz e Colonia. Muore il 17 settembre 1179. (Avvenire)

MADRE SPERANZA

BEATA SPERANZA DI GESU'

MARIA JOSEFA ALHAMA VALERA FONDATRICE


Santomera ( Murcia , Spagna) 30 settembre 1883,

Collevalenza, 8 febbraio 1983


Madre Speranza di Gesù, al secolo María Josefa Alhama Valeraè stata una religiosa mistica spagnola, fondatrice delle Congregazioni delleAncelle dell'Amore Misericordioso e dei Figli dell'Amore Misericordioso. È venerata come beata dalla Chiesa cattolica.

SANTA MARIA CROCIFISSA DI ROSA

Corpo incorrotto di Santa Maria Crocifissa di Rosa venerato presso la Casa geenrale della Ancelle della Carità in via Moretto a Brescia
Corpo incorrotto di Santa Maria Crocifissa di Rosa venerato presso la Casa geenrale della Ancelle della Carità in via Moretto a Brescia

SANTA MARIA CROCIFISSA DI ROSA

Brescia, 6 novembre 1813- 15 dicembre 1855

 

 

Suo padre è un Suo padre è un imprenditore bresciano; la madre, nobile bergamasca, muore nel 1824 quando Paola Francesca ha 11 anni. A quell'età entra nel collegio della Visitazione per gli studi, e ne esce a 17 anni. Nonostante il padre per lei preferisca il matrimonio, la giovane decide di restare fedele al voto di castità fatto in istituto. Viene così mandata a dirigere una fabbrica di filati di seta di proprietà dal padre ad Acquafredda. Ma Paola organizza aiuti per i bisognosi e si dedica all'istruzione religiosa femminile, aiutata da alcune ragazze. Insieme, da infermiere volontarie, lavorano per aiutare le vittime del colera del 1836, in due scuole per sordomuti, nella tremenda primavera del 1849, durante le «Dieci Giornate», quando la città si ribella agli austriaci. Nel 1851 la comunità ottiene la prima approvazione come congregazione religiosa, col nome di Ancelle della Carità. Nel 1852, Paola Francesca pronuncia i voti e come religiosa diventa suor Maria Crocifissa. Morirà a Brescia nel 1855. (Avvenire)

 

ALTRE NOTE:

Approfondimento biografico di Domenico Agasso  (fonte Famiglia Cristiana)

Approfondimento Agiografico di Padre Antonio Sicari tratto da Ritratti di Santi

 

LINK 

 

Suore Ancelle della Carità di Brescia

 

SANTA TERESA DI GESU ( d'Avila)

Santa Teresa di Gesù
Santa Teresa di Gesù

SANTA TERESA DI GESU

 

Avila, Spagna, 1515 - Alba de Tormes, Spagna, 15 ottobre 1582

 

Memoria liturgica il 15 ottobre

 

INTRODUZIONE

Nata nel 1515, fu donna di eccezionali talenti di mente e di cuore. Fuggendo da casa, entrò a vent'anni nel Carmelo di Avila, in Spagna. Faticò prima di arrivare a quella che lei chiama la sua «conversione», a 39 anni. Ma l'incontro con alcuni direttori spirituali la lanciò a grandi passi verso la perfezione. Nel Carmelo concepì e attuò la riforma che prese il suo nome. Unì alla più alta contemplazione un'intensa attività come riformatrice dell'Ordine carmelitano. Dopo il monastero di San Giuseppe in Avila, con l'autorizzazione del generale dell'Ordine si dedicò ad altre fondazioni e poté estendere la riforma anche al ramo maschile. Fedele alla Chiesa, nello spirito del Concilio di Trento, contribuì al rinnovamento dell'intera comunità ecclesiale. Morì a Alba de Tormes (Salamanca) nel 1582. Beatificata nel 1614, venne canonizzata nel 1622. Paolo VI, nel 1970, la proclamò Dottore della Chiesa. (Avvenire)

SAN VINCENZO DE PAOLI

San Vincenzo de Paoli
San Vincenzo de Paoli

 

SAN VINCENZO DE PAOLI

 

Pouy, Guascogna,  1581 - Parigi,  27 settembre 1660

 

 Memoria liturgica il 27 settembre

Nato a Pouy in Guascogna il 24 aprile 1581, fino a quindici anni fece il guardiano di porci per poter pagarsi gli studi. Ordinato sacerdote a 19 anni, nel 1605 mentre viaggiava da Marsiglia a Narbona fu fatto prigioniero dai pirati turchi e venduto come schiavo a Tunisi. Venne liberato dal suo stesso «padrone», che convertì. Da questa esperienza nacque in lui il desiderio di recare sollievo materiale e spirituale ai galeotti. Nel 1612 diventò parroco nei pressi di Parigi. Alla sua scuola si formarono sacerdoti, religiosi e laici che furono gli animatori della Chiesa di Francia, e la sua voce si rese interprete dei diritti degli umili presso i potenti. Promosse una forma semplice e popolare di evangelizzazione. Fondò i Preti della Missione (Lazzaristi) e insieme a santa Luisa de Marillac, le Figlie della Carità (1633). Diceva ai sacerdoti di S. Lazzaro: «Amiamo Dio, fratelli miei, ma amiamolo a nostre spese, con la fatica delle nostre braccia, col sudore del nostro volto». Per lui la regina di Francia inventò il Ministero della Carità. E da insolito «ministro» organizzò gli aiuti ai poveri su scala nazionale. Morì a Parigi il 27 settembre 1660 e fu canonizzato nel 1737. (Avvenire)