VIAGGIO SPIRITUALE di Tommaso Nuovo

Vangelo del giorno: Luglio 2018

Lunedì 30 luglio 2018

XVII settimana del tempo ordinario

Mt 13,31-35

 

31 Espose loro un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. 32 Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell'orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
33 Disse loro un'altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
34 Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, 35 perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:

Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo.


COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Da un piccolo seme viene un grande albero.

Sono molto importanti gli esempi che Gesù usa nella sua predicazione, Essi sono validi non solo per quelle persone che provenivano dal mondo rurale, ma anche per gli uomini di tutti i tempi, che vivano in zone urbane, altamente industrializzate e tecnologiche, dove è difficile vedere un orto, un giardino, se non in parchi pubblici.

Quello che conta nella parabola del granello di senape è la misura del seme in confronto al risultato ottenuto. Se da un piccolo seme, si ricava un grande albero, tanto più il regno dei cieli che è il prodotto della crescita e dello sviluppo della Parola di Dio consegnata agli uomini. Lo stesso discorso vale per l'esempio del lievito che fa fermentare la pasta per il pane.

 

A Dio non servono gruppi o eserciti, ma la disponibilità personale di ciascuno. Ma quanto poco spazio lasciamo a Dio per agire in noi. Poniamo molte volte delle resistenze alla crescita del regno di Dio in noi e fuori di noi e così i risultati sono scarsi, se non negativi, come dice il profeta Osea:"E poiché hanno seminato vento, raccoglieranno tempesta" (cfr. 0s 8,7a).

 

Dobbiamo credere con fermezza che ognuno di noi è il campo di Dio, preparato per la sua semina. Il risultato è certo, garantito, occorre la nostra disponibilità, che Dio non forza, ma nello stesso tempo ci chiede per far partecipare anche a noi i frutti del ricco raccolto del regno dei cieli. Facciamo molta attenzione sempre al nemico infernale: se non semina Dio il diavolo è sempre pronto a mettere la sua zizzania. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

 

Sabato 28 luglio 2018

XVI settimana del tempo ordinario

Mt 13,24-29

24 Espose loro un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo.25 Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. 26 Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. 27 Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: «Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?». 28 Ed egli rispose loro: «Un nemico ha fatto questo!». E i servi gli dissero: «Vuoi che andiamo a raccoglierla?». 29 «No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano.30Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponételo nel mio granaio»».

 

Commento di Tommaso Nuovo

Essere buon grano o essere zizzania

 

In una semplice parabola Gesù ci spiega tutto il mistero del male, che interessa il regno dei cieli come il regno della terra. Alla fine , anche se tutti i malvagi saranno confinati all'inferno con il diavolo ( preghiamo e lavoriamo per non trovarci anche noi), nella nuova creazione, saranno presenti beatitudine e dannazione, senza la possibilità di comunicazione ( vedi la parabola del ricco e del povero Lazzaro).

 

Il male non ha origine in Dio, ma a causa di un nemico di Dio e dell'uomo esso è seminato nel campo dell'uomo. L'uomo apparentemente non può fare nulla per sconfiggerlo se non preoccuparsi di far crescere il buon grano di Dio che è la vita divina, nel campo della sua anima, perchè verrà il giorno in cui saranno separati e il buon grano andrà nei granai del cielo e la zizzania nel fuoco eterno. Gesu spiega che (cfr. Mt 13 36-43) il buon seme sono i figli del regno, perciò la preoccupazione del credente è quella di diventare " buon seme", non solo quella di raccogliere del buon

seme.

 

La vita serve appunto a questa trasformazione. Ma quanto è facile diventare un erba maligna, nemmeno ce ne accorgiamo, se non ci preoccupiamo invece di diventare del seme buono che produce dei buoni frutti. Questo è il lavoro di tutta una vita e anche ciò che da un senso alla vita. Non basta già il male che c'è nel mondo? perchè ci diamo da fare ad aggiungerne ancora? Pensiamoci. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

 

Venerdì 27 luglio 2018

XVI settimana del tempo ordinario

Mt 13,18-23

 

18 Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore.19 Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada.20 Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l'accoglie subito con gioia, 21 ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno.22 Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto.23 Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

 

Commento di Tommaso Nuovo

Ogni volta che uno ascolta la Parola di Dio e non la comprende.

 

Spesso si corre il rischio di accostare la Parola di Dio con una visione limitata o al testo scritto e o alla proclamazione di cui è fatto oggetto durante la Santa Messa o in una catechesi. Di conseguenza viene identificata con il testo scritto o con la parola proclamata, di cui rimane poca traccia in noi, mentre essa è qualcosa di molto più grande.

 

Occorre avere sempre un alta concezione della Parola di Dio,pronunciata da Dio e riportata da profeti e apostoli, che non avevavo altro scopo oltre a quello di trasmetterla fedelmente e farla conoscere a tutti.

 

Dobbiamo per prima cosa credere con fermezza che questa Parola , pur passata attraverso le mani degli uomini è stata pronunciata da Dio.

 

Questa Parola perciò non cambia e non passa. Niente di ciò che viene da Dio cambia o passa, come cosa vecchia. Se cambia è perchè gli uomini l'hanno cambiata e perciò non è più Parola di Dio.

 

In secondo luogo anche tutto ciò che serve per trasmettere la Parola di Dio, diventa per se stesso Parola di Dio, con la sua stessa efficacia. Nella Sacra Scrittura ci sono infatti Parole di Dio e parole degli uomini, ma tutto è Parola di Dio.

 

Chi, per motivi più svariati, fa una distinzione in essa dicendo questa è Parola di Dio, questa è parola degli uomini,rompe quel filo invisibile che unisce la Parola di Dio con quella dell'uomo, e in questo modo non passa il messaggio di Dio.

 

Innumerevoli studi hanno spezzato il capello alla parola di Dio, ma non hanno santificato nessuno, anzi sono stati motivo di superbia della ragione e fonte di incredulità. Quanta santità invece passa e quanto spirito viene offerto in una omelia di un semplice prete, che pur con gli studi che ha compiuto in seminario si preoccupa sempre di trasmettere con la Parola di Dio la sua volontà, che non cambia.

 

Quando si accoglie la Parola di Dio come tale, essa stessa lavora nel terreno duro dell'uomo e porta frutto, ma se la si disprezza renderà sterile quel terreno che avrà preteso, prima ancora di accoglierla, di giudicarla e negarla. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

Giovedì 19 luglio 2018

XV settimana del tempo ordinario

Mt 11,28-30

 

28 Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. 29 Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita30 Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

 

Commento di Tommaso Nuovo

Faticare ... per la vita eterna

 

Queste sono parole da ascoltare direttamente dalla persona di Gesù: "venite a me... e io vi darò ristoro. Cosa c'è dietro a queste parole di Gesù? Non pensiamo al riposo umana ma a quello divino. Dietro a queste parole c'è la vita eterna.

 

Gesù conosce benissimo la fatica del vivere e ci educa a lavorare per ciò per cui vale la pena soffrire e vivere. Noi ci diamo tanto da fare per tante cose, ma alla nostra fatica non corrisponde mai un risultato finale, che mette fine alla fatica del vivere. Solo la morte mette una fine apparente e apre scenari che possono essere ancora più drammatici della vita stessa, che si appena spenta.

 

La fatica vera, quella a cui spesso noi ci ribelliamo, è la fatica di portare la propria croce, cioè di lavorare per la nostra salvezza.

 

Noi preferiamo dannarci piuttosto che salvarci. Si perchè portare la croce è fatica . Ecco perchè Gesù ci dice di andare da Lui.

 

A pensare bene la fatica più grande l'ha fatta Lui, morendo per noi. Noi dobbiamo fare la fatica di morire: morire a noi stessi per Lui. Ma abbiamo un nemico infernale che continuamente ci invita a non faticare, a non soffrire a non lavorare per la nostra salvezza , ma a cercare di godere più che si può di questa vita , come se dopo non ci fosse più nulla. Ma chi ragiona così non crede che dopo lo aspetta l'inferno. A noi scegliere se faticare un pò adesso e godere dopo l'eternità o godere adesso e perdere per sempre la vita eterna.

Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

 

Mercoledì 4 luglio 2018

Tredicesima settimana del tempo ordinario

Mt 8,28-34

 


28 Giunto all'altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. 29 Ed ecco, si misero a gridare: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?».
30 A qualche distanza da loro c'era una numerosa mandria di porci al pascolo; 31 e i demòni lo scongiuravano dicendo: «Se ci scacci, mandaci nella mandria dei porci». 32 Egli disse loro: «Andate!». Ed essi uscirono, ed entrarono nei porci: ed ecco, tutta la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare e morirono nelle acque. 
33 I mandriani allora fuggirono e, entrati in città, raccontarono ogni cosa e anche il fatto degli indemoniati. 34 Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio.

 

Commento di Tommaso Nuovo

Cristo , Satana e noi

 

Questa pagina del Vangelo è riferita più nei dettagli da Mc 5,1-20 ( che però parla di un solo indemoniato)è uno dei momenti in cui Gesù si trova a faccia a faccia con il demonio, anche se presente nella persona di questi due uomini posseduti da Satana.

 

Davanti alla manifestazione al mondo del Figlio di Dio, anche Satana è costretto a manifestarsi e riconoscere Gesù come il Figlio di Dio. Ma Gesù non vuole ricevere testimonianza da Satana, che sa benissimo chi è Gesù, ma da noi , che invece lo conosciamo poco e molto spesso solo per sentito dire.

 

Gesù ha avuto sempre uno scontro diretto con Satana , che non può fare nulla contro la sua persona, se non aizzare gli uomini contro di Lui. Noi invece all'opposto abbiamo in generale uno scontro indiretto con Satana , il quale gioca a nascondersi e a lanciare i suoi lacci e inganni, per tenerci nella sua mano, farci peccare, fino ad arrivare a fare cose irreparabili. E oggi abbiamo sempre notizie di fatti delittuosi di ogni genere e di disordini morali di ogni tipo, che coinvolgono tutti , compresi i consacrati, anzi specialmente loro.

 

Nessuno si può liberarsi dal demonio. Egli è un essere spirituale e immortale, fa parte della creazione di Dio, ma di quella parte che misteriosamente si è ribellata a Lui.

 

Noi dobbiamo convincerci della sua esistenza e della sua presenza continua nella nostra vita e che dobbiamo avere un continuo scontro con Lui se vogliamo ottenere qualche vittoria. Se pensiamo di farcela senza la grazia , la preghiera e la virtù, facilmente ci

inganniamo.

 

Il demonio è presente sia nella vita personale di ognuno e sia nella vita della Chiesa in generale e scimmiotta ogni sua iniziativa.

Ad esempio mentre si sta preparando il Sinodo dei vescovi per giovani, lui è già all'opera per preparare un contro sinodo, che avverrà proprio nel tempo del sinodo ( 3-28 ottobre 2018), per suggerire delle proposte al Sinodo contrarie alla volontà di Dio. In più invaderà il sinodo di uno spirito di lussuria senza precedenti, insieme a molte altre sorpresine. Poi di queste e di molte altre cose riempie la vita della Chiesa.

 

Ma allora dove sono Cristo e lo Spirito Santo, la Madre di Dio e i santi? Sono sempre pronti a sostenere e dare forza a chi vorrà entrare nell'agone contro Satana. Chi invece non vorrà fare questo combattimento sarà dolcemente accompagnato da lui.

Buona giornata

tommasonuovo@yahoo.it