VIAGGIO SPIRITUALE: di Tommaso Nuovo

Vangelo del giorno: dicembre 2017

Venerdì 29 dicembre 2017

Tempo di Natale: ottava di Natale

Lc 2,22-35

22 Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – 23 come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore – 24 e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.

25 Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. 26 Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. 27 Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, 28 anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:

29 «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo

vada in pace, secondo la tua parola,

30 perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,

31 preparata da te davanti a tutti i popoli:

32 luce per rivelarti alle genti

e gloria del tuo popolo, Israele».

33 Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34 Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione 35 – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

 

Commento di Tommaso Nuovo

L’accoglienza di Simeone

 

La liturgia del 29 dicembre , nell’ottava del Natale, ci porta sulla scena della presentazione di Gesù al tempio, ma l’ attenzione del evangelista Luca non va sul rituale o sulla non necessaria purificazione di Maria, che pur si assoggetta alla legge, ma sulla persona di Simeone che accoglie profeticamente il bambino e lo riconosce come il messia, luce delle genti. Il profeta Malachia (cfr. Mal 3,1), aveva annunciato che il messia sarebbe stato riconosciuto nel tempio, così prima Simeone e poi la profetessa Anna lo accolgono.

 

Entrambi sono mossi dallo Spirito Santo e dalla profezia, cioè dalla Parola di Dio. Non avevano mai visto Gesù prima di allora, anche se bambino sanno riconoscere in esso il messia promesso. Noi lo possiamo riconoscere e abbracciare facendo nostra la parola di questo Vangelo e vivendo con l’ardente desiderio di vedere Cristo qui sulla terra , prima di incontrarlo nel cielo. Dobbiamo avere la stessa pazienza e perseveranza di questi anziani, frutto della fede, come anche la stessa preghiera di Zaccaria ed Elisabetta, genitori di Giovanni il Battista a cui si rivolge l’Angelo apparendo nel tempio e dicendo a Zaccaria: “ la tua preghiera è stata esaudita” ( cfr. Lc 1,13).

La presenza di Gesù nel tempio della Chiesa e della nostra anima è stabile, solo che va irrigato il terreno dell’anima con abbondanti piogge di grazia della Parola di Dio, perché c’è tanto deserto in noi e tanta aridità, frutto della materialità e superficialità del vivere di oggi. Passato il Natale c’è da constatare con amarezza, che le chiese sono vuote se non deserte, mentre i templi del consumo pullulano di persone, come se fosse li che bisogna andare per prolungare la festa del Natale. Ma Dio ricomincia a riscrivere la storia del mondo da una coppia sterile Elisabetta e Zaccaria, da Giuseppe e Maria votati a mettersi a servizio del progetto di Dio di salvare l’uomo e da due vecchi , che riconoscono per primi il messia, che prende pieno possesso del tempio dell’ umanità. Se lo vogliamo anche noi possiamo entrare in questa storia meravigliosa, con la nostra fede. Buon Natale.

tommasonuovo@yahoo.it

San Giovanni evangelista,  Pompeo Batoni
San Giovanni evangelista, Pompeo Batoni

Mercoledì 27 dicembre 2017

Festa di san Giovanni apostolo ed evangelista

Gv 20,2-8

[1 Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.]2 Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!». 3 Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. 4 Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 5 Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. 6 Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, 7 e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. 8 Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.

 

Commento di Tommaso Nuovo

Il Vangelo di Giovanni

 

L'esperienza che san Giovanni ha fatto di Gesù ha un punto di partenza e un punto di arrivo. Il punto di partenza sta nel momento in cui il suo maestro Giovanni il battista gli indica Gesù e lui insieme ad Andrea, fratello di Simon Pietro, lo segue e rimane con Lui, erano circa le quattro del pomeriggio. Da quel giorno Giovanni non ha più lasciato il maestro ed è diventato suo intimo, tanto da chiamarsi nel suo Vangelo: "il discepolo che Gesù amava". Il punto di arrivo è il sepolcro vuoto dove entrò dopo Pietro. Da quel momento non solo vide, ma credette e inizia la sua esperienza di fede, fondata sul aver incontrato, visto, toccato e amato il "Verbo della vita".

 

Grazie alla sua fede, anche noi crediamo, pur non avendo visto direttamente, ma attraverso gli occhi di Giovanni, pur non avendo udito ma ascoltato Gesù attraverso il suo ascoltare, pur non avendo toccato Gesù, ma percepito l'affetto con cui Gesù lo amava. Dobbiamo pensare che l'esperienza di fede di Giovanni è contenuta nella testimonianza del suo Vangelo che è pieno dello Spirito che ha ricevuto vedendo, ascoltando e toccando il Verbo della vita.

 

Non dobbiamo pensare ne trattare il Vangelo di Giovanni come un testo letterario solamente, conoscendo la sua genesi, la sua struttura,anche l' esegesi esatta non sono sufficienti per riceve lo Spirito che esso possiede. Si riceve lo Spirito se attraverso il Vangelo si vuole arrivare a Gesù, per conoscerlo amarlo e seguirlo.

 

Se lo studio del testo si orienta verso questa prospettiva allora

serve a qualcosa, se no è fine a se stesso. Non dobbiamo ammirare l'opera letteraria, ma la testimonianza che trasmette e farne oggetto di meditazione, contemplazione e preghiera. Il Vangelo contiene non solo la testimonianza di Gesù , ma anche la fede di chi lo ha incontrato. Lo Spirito santo ci consegna fede e la testimonianza degli apostoli , perchè anche noi possiamo trasmetterla, non necessariamente scrivendo un altro Vangelo, ma scrivendolo con la vita. Buon natale.

tommasonuovo@yahoo.it 

Martedì 26 dicembre 2017

Festa di Santo Stefano protomartire

Mt 10,17-22

 

17 Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; 18 e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. 19 Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: 20 infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.

21 Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. 22 Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.

 

Commento di Tommaso Nuovo

Il giorno natalizio di santo Stefano

 

Cosa dobbiamo fare dopo il giorno di Natale? Il mondo attraverso i media ci dice che dobbiamo andare avanti a mangiare terminando il cibo avanzato durante le feste e poi metterci a correre per smaltire le calorie accumulate. Questo è il il dopo Natale del mondo. Invece la Chiesa nella sua saggezza ci consegna il giorno natalizio di Santo Stefano, primo martire, ucciso in odio alla fede. come dice bene il Vangelo di oggi: " sarete odiati da tutti a causa del mio nome" (Mt 10,22 a).

 

Grazie agli "Atti degli Apostoli" noi conosciamo, quasi nei dettagli, i fatti che hanno portato Santo Stefano a morire per Gesù Cristo .

Stefano era un diacono del gruppo dei sette scelti dagli apostoli per servire alle mense per le vedove e i poveri di Gerusalemme, per permettere agli stessi apostoli di servire alla mensa della Parola e della predicazione, loro primo impegno ( cfr. At 6,1-6). Ma lui stesso si dimostra essere un profondo conoscitore della Sacra Scrittura è un ardente predicatore, degno di un apostolo ( cfr. At,7,1 ss)Stefano era pieno di Spirito Santo, perché aveva collocato nelle profondità della sua anima tutto quanto si riferiva alla persona di Gesù Cristo e ciò aveva trasformato la sua persona, rendendo angelico il suo volto

 

 

Certamente era circondato da campioni della fede, anche se nessuno di loro aveva ancora coronato la vita con il martirio, poi dalla presenza della Madre di Gesù, ma quello che più colpisce è l'argomentazione della sua dottrina unita al coraggio con cui la esprime.

 

Ecco quello che dobbiamo fare dopo il Natale: fare tesoro dell'esperienza vissuta delle parole ascoltate ,dello Spirito ricevuto nei Sacramenti e nella Santa Eucaristia

Impariamo perciò da Santo Stefano come si collocano i doni di Dio e la sua grazia nella nostra anima , per attingere a piene mani in questi giorni e nei giorni successivi. Impegniamoci in quello in cui lui si è impegnato., vincendo la pigrizia e l'indifferenza verso Cristo, preparando così il nostro giorno natalizio e per trovare sia il senso del vivere, come il senso del morire per Gesù Cristo.

tommasonuovo@yahoo.it

 

 

L'annunciazione, Beato Angelico
L'annunciazione, Beato Angelico

Domenica 24 dicembre 2017

Quarta di Avvento

Lc 1, 26-38

 

26 Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, 27 a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28 Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».

29 A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. 30 L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32 Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

34 Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». 35 Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. 36 Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: 37 nulla è impossibile a Dio». 38 Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.

 

Commento di Tommaso Nuovo

Il concepimento di Gesù.

 

Prima di ogni Natale c’è sempre un concepimento così prima del Natale di Gesù c’è il suo concepimento. Ecco l’ultimo atto di questo avvento. Ma prima del concepimento c’è il “ consenso”, come nei matrimoni, solo che questo non è una matrimonio come gli altri. Anche se avviene nel tempo in cui Maria è promessa sposa di Giuseppe, quello che l’angelo chiede a Maria è il suo diventare genitrice e madre del Figlio di Dio.

 

Maria è più turbata dal saluto dell’angelo che dal avviso che gli porta. Per Maria è lecito chiedere come avverrà dato che non “ conosce” uomo. Questa non è la domanda di chi non crede, ma è la ricerca di chi crede, per abbracciare il disegno di Dio e offrire il pieno consenso della ragione, della volontà e del cuore.

 

Dio sembra intromettersi nel progetto umano di Maria e Giuseppe, ma in verità offre ad entrambi di essere al servizio di Dio per qualcosa che li eleva ad un ruolo unico tra le creature; così Maria sarà madre genitrice e Giuseppe padre non genitore del Figlio di Dio. Ad entrambi viene svelato il mistero del piano di Dio nel nome con cui dovranno chiamare chi nascerà: Gesù ( Cfr. Lc 1,31: Mt 1,21a), Dio salva: “Egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati” (Mt 1,21b).

 

Ad entrambi viene svelato l’intervento dello Spirito Santo. Ad entrambi Dio chiede il consenso della fede. Il consenso di Maria, il suo “ecco sono la serva del Signore” è la risposta anche di Giuseppe, risposta non espressa a parola, ma con i fatti “: Quando si destò dal sonno , Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e perse con se la sua sposa (Mt 1,24).

 

Come fare nostra la risposta di Maria e la piena accoglienza da parte di Giuseppe del piano di Dio? Come insegna San Ambrogio: Se c'è una sola madre di Cristo secondo la carne, secondo la fede, invece, Cristo è il frutto di tutti, poiché ogni anima riceve il Verbo di Dio, purché, immacolata e immune da vizi, custodisca la castità con intemerato pudore.”

 

Siamo anche noi capaci di ricevere il Verbo di Dio e lo riceviamo dalla Chiesa con la grazia della predicazione dei sacramenti. Infatti come Maria da al “Capo “ “il corpo” , così la Chiesa da al corpo il “Capo”, perché Capo e corpo formino il “Cristo totale”, che vive in ogni anima fedele quando essa custodisce integra la fede e la purezza della vita dalla corruzione della carne.

 

La Vergine Maria e san Giuseppe hanno dato via alla generazione di uomini e donne che per la fede e l’amore a Dio, nelle concrete situazioni di vita in cui sono collocati, elevano il “progetto umano” , pur buono, a disegno di salvezza, collaborando alla santificazione dell’umano, a rinnovare l’uomo, a generare l’uomo nuovo nella carne e nello Spirito. Per realizzare questo progetto non occorrere essere coppia, ma occorre fare coppia con lo Spirito Santo, che con la sua potenza genera in noi il Figlio di Dio. Ora non rimane che far nascere Gesù non solo a Betlemme, ma anche dove ancora non è stato ne concepito ne nato. Buon Natale.

tommasonuovo@yahoo.it

la nascita di Giovanni Battista di Giuliano Bugiardini
la nascita di Giovanni Battista di Giuliano Bugiardini

Sabato 23 dicembre 2017

feria propria prima di Natale

Lc 1, 57-66

 

57 Per Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. 58 I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
59 Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. 60 Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». 61 Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». 62 Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse.63 Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. 64 All'istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. 65 Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. 66 Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.

 

Commento di Tommaso Nuovo

Le vie non ufficiali di Dio

 

E' interessante notare che Dio per compiere il suo disegno non passa attraverso le vie ufficiali del tempio e dei sommi sacerdoti. Anche se Zaccaria è un sacerdote della classe di Abia e sua moglie Elisabetta è una discendente di Aronne, la loro sterilità diventa l'occasione per Dio per rivelare il suo disegno e compirlo nelle pieghe della storia più quotidiana.

 

Dio poi non ha fretta e segue lo scorrere del tempo per preparare la storia a realizzare il suo progetto. Nasce così il precursore del messia e nessuno lo sà, nessuno se ne accorge, anche se per la nascita miracolosa molti si fanno delle domande sul futuro del bambino.

 

Forse Dio oggi ha cambiato modo di agire? No! non lo ha cambiato. Certamente non dobbiamo paragonare la Chiesa cattolica all'istituzione del tempio di Gerusalemme e del sacerdozio, sono due cose diverse. Ma Dio non ha bisogno di nessun decreto della Chiesa per agire e nel modo che ha sempre fatto, seguendo le vie non ufficiali.

 

Molte volte è proprio il modo di porsi di certi uomini della Chiesa a impedire a Dio e alla Madonna di portare avanti i loro disegni, ma Dio ha dalla sua parte il tempo, mentre gli uomini della Chiesa no. Preghiamo il Signore non solo che mandi operai nella sua messe, ma tanti spiriti profetici come quello di Giovanni il battista, i quali sappiano non solo metterci la faccia, ma anche la testa, proprio come ha fatto il Battista, perchè il disegno di Dio trionfi nella storia nonostante... gli uomini. Buon Natale.

tommasonuovo@yahoo.it

La visitazione, Pontorno, 1528-1530
La visitazione, Pontorno, 1528-1530

Giovedì 21 dicembre 2017

Feria propria del giorno

Lc 1,39-45

 

39 In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. 40 Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41 Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo 42 ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43 A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? 44 Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. 45 E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

 

Commento di Tommaso Nuovo

La visita di Maria Santissima

 

Prima di raccogliere nella nostra anima ciò che viene annunciato nella pagina di Vangelo detta della visitazione, cerchiamo di avere un quadro completo degli avvenimenti che hanno preceduto la visita della Beata Vergine Maria a Santa Elisabetta. Attraverso i Vangeli di Luca e di Matteo sappiamo che ci sono state due annunciazioni: l'Angelo del Signore prima fu mandato a Maria (cfr.Lc 1,26ss.) per rivelarle il concepimento verginale del Figlio dell'Altissimo. Poi l'Angelo del Signore appare in sogno a Giuseppe ( Mt 1,18ss.), per rivelargli il segreto di Maria: quello che è concepito in Lei viene dallo Spirito santo e perciò non deve temere di prendere con se Maria sua sposa, inoltre dovrà dare il nome di Gesù al bambino che nascerà.

 

Dopo questi avvenimenti, Maria , conoscendo ciò che è avvenuto, in Elisabetta , mossa dallo Spirito si reca a visitarla e parte in fretta per la montagna. Quale missione ha da compiere Maria? Forse quella di aiutare Elisabetta, che nella sua anzianità aspetta un figlio? Nell'intenzione di Maria c'è spazio per il soccorso e l'aiuto ma di più è il desiderio di portare ciò che è stato concepito in Lei per opera dello Spirito Santo.

 

Maria saluta Elisabetta, ma esulta colui che già si trova in lei per la grazia dell'incontro con Colui a cui deve preparare le strade di Israele. La donna saluta la Donna, bambino esulta per il Bambino. Così la profezia che è presente in Giovanni passa alla madre. Il figlio riconosce il Figlio, la madre riconosce la Madre del suo Signore e la proclama beata.

 

Anche noi, raggiunti dal saluto di Maria, esultiamo per la fede, che portiamo dentro e riconosciamo sia il Figlio e sia la Madre che lo ha concepito per opera dello Spirito Santo. Li riceviamo entrambi nella nostra anima e con loro cresciamo come Figli di Dio. Maria santissima visita santa Elisabetta, ma visita anche ogni anima che attende di concepire nel tempo e per l'eternità il Verbo di Dio.

La visita di Maria continua ancora oggi in ogni preghiera in cui è chiamata, fino alla fine dei tempi, per portare in ogni anima il frutto del suo grembo:Gesù. Buon avvento.

tommasonuovo@yahoo.it

L'annunciazione, Leonardo da Vinci
L'annunciazione, Leonardo da Vinci

Mercoledì 20 dicembre 2017

Giorni prima di Natale

Lc 1,26-38


26 Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, 27 a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28 Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
29 A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. 30 L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32 Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
34 Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». 35 Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. 36 Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: 37 nulla è impossibile a Dio». 38 Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.

 

 

Commento di Tommaso Nuovo

Maria, la Chiesa e l'anima fedele.

 

Dobbiamo renderci conto quanto siamo effettivamente coinvolti nel Natale di Gesù come dicevano i Padri della Chiesa: il Natale del Capo è il Natale del Corpo. Noi non siamo estranei a quegli avvenimenti che sembrano riguardare in modo esclusivo la Vergine Maria. Tutto quanto fa riferimento alla salvezza dell'uomo, si avviene sempre in tre luoghi: in Maria, nella Chiesa e nell'anima dei fedeli. Quello che avviene in modo speciale in Maria, avviene in modo generale nella Chiesa e in modo particolare nell'anima dei fedeli.

 

Perciò gli avvenimenti del Natale di Gesù avvengono in modo speciale in Maria, in modo generale nella Chiesa e in modo particolare nell'anima dei fedeli. Maria è tutta impegnata a generare il corpo al Capo, la Chiesa è impegnata a generare il Capo al corpo; ma ciò avviene anche nell'anima fedele che attraverso lo Spirito Santo riceve il Capo e forma insieme a tutti i fedeli il Corpo di Cristo , che è la Chiesa.

 

Nel tabernacolo del grembo di Maria Cristo rimane nove mesi; nei tabernacoli della Chiesa fino alla fine del mondo, nella conoscenza e nell'amore dell'anima fedele Cristo rimane per l'eternità. Ecco perchè ci viene dato di conoscere questo avvenimento del Natale di Gesù nei suoi particolari : è annunciato a Maria, è proclamato dalla Chiesa è creduto dall'anima fedele. Perciò si fa festa a Natale non solo perchè Gesù è nato a Betlemme di Giudea, ma perchè nasce nell'anima dei fedeli e fa crescere la persona fino alla piena maturità di Cristo Ecco perchè si fa festa : il Natale del Capo è di Cristo è anche il Natale del corpo, cioè della Chiesa e di tutte le sue membra che siamo noi.

 

Si potrebbe dire che ciascuno di noi fa parte di un grande. immenso presepio vivente dove al centro c'è la nascita di Gesù, solo che questo presepio non si chiude finito il Natale, ma diventa la scenografia nella quale si colloca tutta la vicenda di Gesù : vita , morte e risurrezione. Il Natale ci viene consegnato come un inizio da portare avanti nella storia. Buon avvento.

tommasonuovo@yahoo.it

Sabato 16 dicembre 2017

Seconda settimana di Avvento

Mt 17, 10-13

10 Allora i discepoli gli domandarono: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». 11Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. 12Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire per opera loro». 13Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

 

Commento di Tommaso Nuovo:

I Vangeli dell'Avvento: l'incontro o lo scontro con il Cristo.

 

Viene spontaneo domandarsi perchè gli uomini religiosi di quel tempo non hanno riconosciuto in Giovanni il Battista l'Elia che Dio aveva promesso, come preparatore della venuta del Cristo. In genere le profezie non indicano solo dei fatti e delle persone che si riveleranno nel futuro, ma tracciano una linea e un orizzonte verso cui si dirige la nostra storia personale e la storia del mondo.

 

Queste profezie, contenute nella Sacra Scrittura, sono la Sapienza di Dio. Esse vanno ascoltate e accolte in vista di un compimento non collocato nel futuro, ma nella storia e questo compimento è la persona di Gesù Cristo. Così la storia umana e dell'intero universo si dirige verso la persona di Gesù Cristo. L'atto con cui egli compie le profezie è la sua morte e risurrezione. Se la storia si dirige verso Gesù Cristo avverrà o un incontro o uno scontro: o si accoglie Gesù con la sua persona e la sua parola o ci si scontra direttamente con Lui; o si accetta Gesù o lo si rifiuta.

 

Chi lo rifiuta non accoglie neppure la sua sapienza e ha fatto del peccato la sua legge, addirittura rifiuta di essere salvato. Il rifiuto del |Figlio di Dio si riflette poi sul suo Corpo che è la Santa Chiesa, da qui la violenza e le persecuzioni che attraversano tutta la sua storia.

 

Il tempo di avvento ci prepara all'incontro con Gesù, ci viene annunciato da lontano, ci viene indicato presente nel mondo, guidiamo con l'aiuto dello Spirito Santo i nostri passi verso di Lui. Chi cerca l'incontro con Lui lo troverà, ma lo troverà anche chi cerca lo scontro con Lui. Buon avvento.

tommasonuovo@yahoo.it

 

Venerdì 15 dicembre 2017

Seconda settimana di Avvento

Mt 11,16-19

 

16A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano:

17«Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!».

18È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: «È indemoniato». 19È venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e dicono: «Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori». Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».

 

Commento di Tommaso Nuovo

I Vangeli dell'Avvento: prepariamoci ad accogliere la Sapienza di Dio.

 

Il giudizio di Gesù sulla sua generazione evidenza l'indifferenza con cui quegli uomini hanno accolto gli inviati di Dio: non solo gli antichi profeti, di cui si pregiano di conoscere la dottrina, ma anche Giovanni il Battista e alla fine lo stesso Gesù Cristo. Ma il Figlio di Dio non ha bisogno di nessuno per agire e dove ha trovato apertura di mente e di cuore ha collocato la sapienza di Dio, che guida l'uomo all'eterna salvezza.

 

Ma Gesù come giudicherebbe la nostra generazione, gli uomini del nostro tempo, che sono capaci di fare danni peggiori della generazione di Gesù? Sono come quei bambini che se gli dici di non fare una cosa o che una cosa non va bene loro la fanno ugualmente, anche a costo di farsi del male.

 

La generazione che oggi rifiuta Gesù fa all'opposto di quello che Lui chiede e comanda. L'ultimo esempio per noi in Italia è l'approvazione della legge sul testamento biologico e sul fine vita. Ma ci sarebbero molti altri esempi di chiari no detti in faccia a Dio, anche da parte di uomini di Chiesa, come celebrare la riforma protestante, che ha generato il più grave scisma della storia del cristianesimo e non la controriforma del Concilio di Trento, che ha generato santi e sante del calibro di Santa Teresa d'Avila e di San Ignazio di Loyola, San Carlo Borromeo e molti altri.

 

Questa generazione produce direttamente o indirettamente una cultura di morte, la negazione di Dio e della sua volontà. Il libro della sapienza dice infatti di loro:" Ma gli empi invocano su di se la morte con le opere e con le parole, ritenendola amica, si struggono per lei, e con essa stringono un patto, perchè sono degni di appartenerle ( Sap 1,16).

 

Accogliendo nel Santo Natale il Figlio di Dio accogliamo la Sapienza di Dio, che abita nelle anime, educandole alla vita di Dio e alla santità, per vincere la morte presente nel peccato. Il dono che ci viene dato nel Santo Natale deve trovarci preparati e accoglienti, bisognosi di luce e di vita, disponibili ad essere guidati ed educati da Dio stesso, per vivere con la Sapienza e crescere con essa. Ecco il vero dono del Santo Natale. Buon Avvento.

tommasonuovo@yahoo.it

Giovedì 14 dicembre 2017

Seconda settimana di Avvento

Mt 11,11-15

 

11 In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. 12Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono. 13Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. 14E, se volete comprendere, è lui quell'Elia che deve venire. 15Chi ha orecchi, ascolti!

 

Commento di Tommaso Nuovo

I Vangeli dell'Avvento: il Cristiano via a Gesù Cristo

 

Giovanni il battista è una figura di primo piano nella preparazione del popolo alla venuta del Messia, nella persona di Gesù Cristo. Giovanni è il ponte tra le antiche profezie e il loro compimento, esse passano passano attraverso la sua grande persona, le riprende nella sua predicazione e con una forza non comune annuncia e indica Gesù come il Messia.

 

Gesù stesso fa un elogio di Giovanni: "In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista." Gesù aggiunge però una cosa che riguarda tutti noi: "ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Cosa vuol dirci Gesù con queste parole? Giovanni ha indicato la presenza del. Messia con la sua vita di penitenza e con la sua Parola. Noi siamo chiamati a fare di più. Giovanni infatti ha invitato a preparare la strada alla venuta di Dio nel mondo.

 

Noi siamo chiamati ad essere il luogo in cui Dio si rivela la mondo, chiamati ad essere la via attraverso la quale Gesù passa in questo mondo lo sana e lo salva. Noi oggi o siamo luogo di rivelazione di Dio o luogo di negazione dei Dio: luogo di incontro con Cristo e luogo di scontro con il Cristo. Questa è la storia dei santi dove ha brillato in essa la persona Dio Cristo. Sta a noi decidere cosa vogliamo essere: rivelazione o negazione di Cristo. Questo è il destino a cui partecipa un cristiano. Buon Avvento.

tommasonuovo@yahoo.it

 

Mercoledì 13 dicembre 2017

Seconda settimana di avvento

Mt 11,28-30

 

28 Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.29 Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita30 Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

 

 

Commento di Tommaso Nuovo

I Vangeli dell'Avvento:

prendete il mio giogo sopra di voi.

I Vangeli dell’avvento hanno la caratteristica non solo di indicarci come Gesù viene nella storia dell’uomo, ma come anche l’uomo è chiamato ad andare nella storia verso Gesù. Gesù viene e ci dice : “ venite a me” e aggiunge:”voi tutti che siete stanchi e oppressi”. Stanchi non perché abbiamo lavorato, ma perché abbiamo peccato. Oppressi non perché siamo perseguitati, ma perché il nemico infernale ci assedia giorno e notte con le sue seduzioni infernali.

 

Gesù ci dice: E io vi darò ristoro” Come ci darà ristoro? Il tempo di aAvvento è un tempo di conversione, dove abbiamo la possibilità di fare uno scambio: noi consegnamo a Dio, nella sacramento della confessione, i nostri peccati e prendiamo in cambio su di noi la sua croce, imparando da Lui con l’umiltà e la mitezza a fare la volontà del Padre. Prendendo su di noi la croce di Cristo, dice Gesù:” Troverete ristoro per vostra vita”.

 

Fare la volontà di Dio è il giogo dolce a cui sottomettersi. La croce è un peso leggero, perché il Figlio di Dio, sceso dal cielo sulla terra fin da subito si è fatto carico del peccato dell’uomo e ci ha aiutati ad entrare nella volontà del Padre, dove troviamo salvezza. Ecco perchè l'Avvento è un tempo di grazia. Buon avvento.

tommasonuovo@yahoo.it

Lunedì 11 dicembre 2017

Seconda settimana di avvento

Lc 5,17-26

 

17 Un giorno stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni. 18 Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. 19 Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza. 20 Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». 21 Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?». 22 Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? 23 Che cosa è più facile: dire «Ti sono perdonati i tuoi peccati», oppure dire «Àlzati e cammina»? 24 Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te - disse al paralitico -: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». 25 Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio. 26 Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».

Commento di Tommaso Nuovo:

I Vangeli dell'avvento: il perdono dei peccati.

 

Nei Vangelo dell'Avvento all'inizio di questa settimana , ci viene mostrata la guarigione di un paralitico. Questo miracolo, che di per se non ha niente di straordinario, ha però suscitato nei farisei e maestri delle legge tanto scalpore. Il motivo? Perchè Gesù ha detto al paralitico: "uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati. Giustamente i farisei e i maestri della legge pensavano dentro di se: "Chi è costui che dice bestemmie.? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto? Ecco cosa ci annuncia l'Avvento: il perdono dei peccati.

 

Dio ha mandato suo Figlio sulla terra per offrire tale dono e insieme per curare l'uomo nella sua malattia mortale, che diventa per Dio occasione di grazia, sempre se ci rivolgiamo a Lui con fede. Ogni tempo è propizio per ricevere la misericordia di Dio, ma in avvento questo annuncio ci raggiunge direttamente. Siamo anche noi rappresentati dall'uomo che giace in barella. Dio è pronto a perdonare i peccati. Anche noi dobbiamo fare di tutto, proprio come hanno fatti i quattro amici del paralitico per mettere la nostra persona "malata" davanti a Gesù. Fa o Signore, che il nostro cammino spirituale verso di te non sia paralizzato dalla nostra pigrizia e dai nostri peccati. Buon avvento

tommasonuovo@yahoo.it

Sabato 9 dicembre 2017

Prima settimana di avvento

Mt 9,35-10,1.6

 

35 Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. 36 Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore.37 Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! 38 Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».

1 Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
6 rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele.7 Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. 8 Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

 

Commento di Tommaso Nuovo

I vangeli dell'avvento:la missione di Gesù continua nella Chiesa

Tutti i santi Vangeli del tempo di Avvento hanno la caratteristica di mostrare come Gesù viene a noi e come lo possiamo riconoscere. L'uomo, dopo il peccato d'origine, non è stato abbandonato da Dio. Anche oggi Dio non abbandona l'uomo, ma gli viene incontro e lo salva, sempre se l'uomo lo voglia.

 

Dio non ha bisogno dell'uomo, ma per la sua infinita Misericordia

lo ha coinvolto nel grande disegno della redenzione. Perciò è un dono di Dio immenso partecipare all'opera che Cristo ha iniziato e che continua nei suoi discepoli. Gesù , dopo aver scelto i dodici discepoli, li ha investiti delle sue qualità salvifiche e di guarigione e li ha mandati, prima alle pecore perdute della casa di Israele e poi a l mondo intero.

 

Questo mandato ha consegnato poi alla Chiesa nel giorno dell'ascensione di Gesù al cielo e lo ha confermato a Pentecoste con il dono dello spirito. E' per la missione della Chiesa che occorre pregare che il padrone della messe mandi operai nella sua messe

 

Perciò la Chiesa oggi non ha un altra missione se non quella di Gesù Cristo, è sempre Lui che parla, agisce e salva, attraverso i suoi discepoli.Ciò chiede all'apostolo una profonda unione con il Cristo, per evitare di andare nella missione a nome proprio, portando se stessi e non la persona di Gesù. La missione è questa: salvare l'uomo dal peccato e dalla morte e preparalo alla vita eterna. Per compiere la missione di Gesù occorre avere con se Gesù e sua Madre Maria. Tutto il resto può sembrare utile, ma è solo un peso, una zavorra che non ti permette di correre con Gesù, verso Gesù.

Ecco perchè l'anima di ogni missione della Chiesa è la vita spirituale, senza la quale si spegne nel missionario la spinta a donare la vita per Cristo e per i fratelli. La vita spirituale non sta in piedi da sola ne per il nostri sforzo, ma grazie alla continua attenzione alla Vergine Maria Immacolata, ai santi, grazie ad una vita eucaristica nella quale il missionario si offre a Gesù e con Gesù sull'altare.

 

Se poi un missionario deve aiutare la promozione umana delle persone a cui è mandato è suo dovere aiutare, ben sapendo che agisce a nome di Cristo e per la maggior gloria di Dio e non a nome suo.

 

Se in un missionario si spegne la preghiera, la vita con Maria e con i santi, la vita eucaristica, la vita spirituale, si spegne anche la missione di Cristo in lui. Egli farà altre cose, sarà bravo lui, ma non porterà Cristo a nessuno. Riceverà le lodi dagli uomini, sarà conosciuto e stimato, ma rischia di non ricevere da Cristo quella sola lode di Dio che i santi hanno sempre desiderato ricevere: " vieni servo buono e fedele, sei stato fedele nel poco ti darò potere su molto"(cfr. Mt,25,23). Non per nulla una monaca, Santa Teresa di Gesù bambino è la patrona dei missionari.

Preghiamo, Dio mandi operai nella sua messe e perchè la missione della Chiesa abbia sempre un cuore che pulsa per Dio. Se il cuore dei missionari batte per Dio, batte anche per il prossimo.

Buon avvento.

tommasonuovo@yahoo.it

Giovedì 7 dicembre 2017

Prima settimana di avvento

Mt 7,21.24-27

 

21 Non chiunque mi dice: «Signore, Signore», entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.

24 Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. 25 Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. 26 Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. 27 Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

 

Commento di Tommaso Nuovo

Vangeli dell'avvento: Cristo è la pietra per la casa sulla roccia

 

Questo Vangelo del tempo di avvento ci dice come è stato mandato il Figlio di Dio in mezzo a noi, come Parola che si fa carne, per tramettere agli uomini la volontà di Dio.

 

Riguardo a questa pagina del Vangelo di Matteo, oggi voglio prestare attenzione non solo a quello che Gesù Cristo ci dice di fare: " non chi dice Signore, Signore..., ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. ", oppure l'invito a costruire la nostra vita sopra la roccia e non sulla sabbia senza fondamenta sicure. Voglio prestare attenzione al materiale, ai mattoni con cui si costruisce la nostra vita come una casa solida.

 

Prima di tutto occorre scegliere il luogo su cui costruire non tanto un edificio materiale, ma una casa spirituale. La roccia è Dio stesso, con il suo Figlio Gesù e lo Spirito Santo, mentre la sabbia siamo noi , quando costruiamo sulla fragilità delle nostre persone, sulle ambizioni, puntando sulle nostre capacità, sui nostri desideri e passioni, sui nostri peccati. Con più velocemente costruiamo con velocemente veniamo abbattuti e diventiamo polvere, proprio come la sabbia.

 

Dobbiamo domandarci a cose è dovuto questa continua insistenza a costruire la vita umana su ciò che è fragile, soggetto al tempo e al degrado, materiale e spirituale? Uno dei motivi è senza dubbio la tendenza ad allontanarsi da Dio e il voler fare a meno di Lui.

 

Con quali materiali possiamo costruire la nostra vita come una solida costruzione, realizzata secondo Dio, che resiste al tempo e alle intemperie umane? I mattoni sono Cristo stesso e la Parola di Dio, che ci viene data insieme al suo Corpo e al suo Sangue nella Santa Eucaristia. Con questo materiale la casa della vita diventa eterna, santa, abitata da Dio, capace di affrontare ogni avversità e contrasto.

 

Ma bisogna anche saper costruire e avere delle guide sicure, che hanno già compiuto la costruzione della loro casa, per poter realizzare l'opera secondo Dio. Queste guide sono i santi. In essi possiamo vedere e osservare l'edificio completo e possiamo andare alla loro storia, come hanno edificato sopra Cristo me con Cristo la loro vita. Quindi per costruire bene occorre scegliere il luogo adatto, i materiali più opportuni e dei validi operai, dei collaboratori sicuri che hanno già compiuto per se l'opera. Abbiamo santo materiale in abbondanza, abbiamo collaboratori e aiuti straordinari, mettiamoci all'opera per edificare secondo Dio la casa della nostra vita.

Buon avvento.

tommasonuovo@yahoo.it

 

Mercoledì 6 dicembre 2017

Prima settimana di avvento

 

Mt 15,29-37

 

29 Gesù si allontanò di là, giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. 30 Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, 31 tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d'Israele.
32 Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». 33 E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?». 34 Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». 35 Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, 36 prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla. 37 Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene.

 

 

COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Vangeli dell'avvento: la venuta nascosta di Gesù nella Santa Eucaristia

 

Nella prima parte del Vangelo di oggi, ( v.29-31) viene ricordato il motivo per cui il Figlio di Dio si è fatto uomo: per guarire l'umanità sofferente nel corpo e nello spirito. Poi anche con l'aiuto di San Bernardo, che nei suoi discorsi sull'Avvento parla di una venuta intermedia di Cristo, una venuta occulta, ci viene detto come Gesù ci viene incontro in modo diretto.

 

Nel racconto della seconda moltiplicazione dei pani, narrata dall'evangelista Matteo (v. 32-39) annuncio dell'istituzione della Santa Eucaristia, ci viene detto come Cristo viene oggi in noi, in modo nascosto e sacramentale. Questa venuta nascosta di Cristo, oltre che essere reale è continua in ogni Santa Messa e contribuisce con la grazia dello Spirito Santo a incontraci con l'unico Dio vivo e vero. Certamente occorre la fede per poter incontrare Gesù Cristo nella Santa Eucaristia. Molti fedeli infatti si accostano alla santa Comunione, ma senza fede. Così facendo Cristo non si rivela, ma si nasconde sempre di più. Ciò vale soprattutto per i presbiteri in prima persona. Così questo Vangelo di avvento ci ricorda, attraverso il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, che è ancora Gesù, nella persona dei suoi ministri, a spezzare e moltiplicare il pane che a sua volta diventerà il suo corpo offerto per noi.

 

Il modo con cui ci prepariamo e ci accostiamo a questa venuta nascosta di Cristo dice tutta la nostra fede o la nostra incredulità. Molte chiese in cui si celebrava o si celebra ancora la Santa Eucaristia sono profanate o banalizzate. La nostra persona è come una chiesa, un tabernacolo, punto di incontro tra il Corpo di Cristo e la nostra anima. La santità con cui si deve ricevere la Santa Comunione, il Corpo di Cristo non deve essere solo un appannaggio dei luoghi santi come le chiese, ma anche dei nostri corpi. Il tempo di avvento ci aiuti a riscoprire la santità necessaria con cui accogliere il Corpo di Cristo in ogni Santa Messa. Buon avvento

tommasonuovo@yahoo.it

 

Martedì 5 dicembre 2017

Prima settimana di avvento

 

Lc 10,21-24

 

 

21 In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.22 Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
23 E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. 24 Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

 

Commento di Tommaso Nuovo

I Vangeli del tempo di Avvento

 

E' necessario trovare un collegamento tra i Vangeli proposti nei giorni di avvento. Si abbandona per un attimo l'itinerario ordinario che ci introduce nella storia della salvezza (itinerario storico salvifico), per seguire un itinerario di rivelazione, per mostrare come Cristo viene verso l'uomo e come l'uomo deve rivolgersi a Cristo.

 

L'itinerario inizia con la guarigione del servo del centurione di Cafarnao (lunedì della prima settimana), dove viene messa in luce la sua fede, che anche Gesù ammira (cfr. Mt 8,5-11). Ma da dove ha avuto origine la fede del centurione? Ecco la risposta con il Vangelo di oggi:"Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli" (cfr.Mt 10,21). La fonte della fede del centurione romano è prima di tutto il Padre celeste, che si serve di ogni cosa e di ogni persona, per condurci a Cristo e a credere in Lui. In questo caso l'unico personaggio che è sulla scena con Gesù e il centurione è il suo servo. Può essere che il suo servo in qualche occasione abbia conosciuto e ascoltato Gesù, addirittura fosse un suo discepolo.

 

Così il centurione lo ha sentito invocare durante la sua malattia. Il centurione ha visto con quale coraggio e con quale forza il suo servo affronta la malattia e lo stesso servo gli ha parlato di Gesù il Nazareno come il Messia promesso da Dio, trasmettendogli anche la fede in Gesù. Così il Padre celeste, vedendo come il centurione ascoltava, gli ha donato quella fede, che lo ha portato da Gesù.

 

Non c'è limiti alla fede di arrivare a chiunque si apre a Dio. Ma noi non dobbiamo supporre di avere già la fede, dobbiamo chiederla a Dio o. Se c'è tanta sofferenza oggi nell'uomo è perchè chiediamo poco a Dio e ci rivolgiamo a Lui senza fede. Oggi sappiamo che la fede dono di Dio, che offre alle persone che meno ce lo aspettiamo, ma che davanti a Lui si fanno piccole , perchè riconoscono la sua grandezza e la sua potenza. Che Gesù esulti anche per noi, per la nostra fede. Buon avvento.

tommasonuovo@yahoo.it

Lunedì 4 dicembre 2017

I settimana di avvento

Mt 8,5-11

 

5 Entrato in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: 6 «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». 7 Gli disse: «Verrò e lo guarirò».8 Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di' soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. 9 Pur essendo anch'io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: «Va'!», ed egli va; e a un altro: «Vieni!», ed egli viene; e al mio servo: «Fa' questo!», ed egli lo fa».
10 Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! 11 Ora io vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli,

 

 

Commento di Tommaso Nuovo

La fede del centurione e la nostra fede.

 

Cosa può dirci questo Vangelo nel tempo di avvento appena iniziato? Occorre guardare il movimento delle persone. Nel Vangelo sembra che sia il centurione ad andare da Gesù, mentre invece è Gesù che sta andando verso il centurione. Gesù conosce già chi è quest'uomo, la sua storia, ma soprattutto conosce la sua fede e desidera metterla alla luce, perchè illumini la fede degli altri, anche la nostra.

 

Gesù dice una parola, davanti alla sua richiesta di guarire il suo servo, che però rivolge anche a noi e alle nostre richieste: " io verrò e lo curerò". Non deve sorprenderci la parola di Gesù , che riassume tutta la sua missione, ma la risposta del centurione:"Signore io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di soltanto una parola e il mio servo sarà guarito". Dove ha trovato tutta questa fede quest'uomo? Chi lo ha istruito su Gesù Cristo, come bisogna chiedere a Lui per ottenere? Sono domande a cui non è ci è dato di conoscere la risposta.

 

Gesù davanti a tutti ammira la fede del centurione e ce la presenta a noi, all'inizio di questo nuovo avvento. Il Signore ci chiede di far crescere la nostra fede, per poter accoglierlo in questo tempo di attesa. Gesù ci indica quale è il principale problema che dobbiamo affrontare in noi, insieme al problema del peccato, il problema delle nostra fede, senza la quale non possiamo chiedere e ottenere da Dio per noi e per gli altri. Buon avvento

tommasonuovo@yahoo.it