VIAGGIO SPIRITUALE di Tommaso Nuovo

 Visione di San Giovanni, Alonso Cano (1601-1667), Wallace Collection, London
Visione di San Giovanni, Alonso Cano (1601-1667), Wallace Collection, London

MEDITAZIONI

 

SUL VANGELO

 

SECONDO GIOVANNI

Gv 1,29-34
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». 
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

 

Commento: Ecco i primi passi di Gesù come Messia. Dopo aver ricevuto la testimonianza del Padre, ora riceve la testimonianza di Giovanni il Battista, che Gesù ha suscitato andando verso di lui. In questo modo il Battista si apre e la sua fede diventa come un fiume in piena e che riversa le sue acque nella pianura rompendo gli argini e allagando ogni cosa. In pochi versetti qui abbiamo tutta la testimonianza del Battista. La sua testimonianza è completa è colloca Gesù non nell'orizzonte degli uomini ma nell'orizzonte di Dio, dichiarando alla fine: ”E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio” ( Gv 1,34). Ora questa testimonianza, queste parole sono per noi oggi, perché ci rendiamo conto chi è Gesù e cosa è venuto a fare in mezzo a noi. Egli è il Figlio di Dio. Egli è l'agnello di Dio. Egli è Colui che toglie il peccato del mondo. Egli è Colui sul quale è disceso e rimasto lo Spirito Santo. Non occorre spiegare queste affermazioni, ma occorre dare peso, forza e valore alla persona di Gesù Cristo. Cosa ha reso credibile la testimonianza di Giovanni? Senza dubbio è stato il suo stile di vita e poi il suo dare la vita per quello che diceva e faceva. Ecco la testimonianza del Battista passa a noi, come anche quella di una innumerevole schiera di uomini e di donne, che con la loro vita hanno testimoniato chi è per loro Gesù Cristo. Sta qui oggi la sfida che il mondo ci fa. Chi è per me Gesù, quanto vale per me Gesù? Perciò dobbiamo domandarci: “cosa posso fare per testimoniare chi è per me Gesù? Lo conosco Gesù? Ho fatta mia la testimonianza che in modo ininterrotto viene a me dai giorni del Battista?

Chiediamo aiuto al Signore nella preghiera perché ci indichi la strada giusta per presentarlo nei nostri giorni con la nostra vita..

Buona domenica.

Gv 1,45-51

Filippo trovò Natanaele e gli disse: "Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret". Natanaele gli disse: "Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?". Filippo gli rispose: "Vieni e vedi". Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: "Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità". Natanaele gli domandò: "Come mi conosci?". Gli rispose Gesù: "Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l'albero di fichi". Gli replicò Natanaele: "Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!". Gli rispose Gesù: "Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l'albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!". Poi gli disse: "In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell'uomo".

COMMENTO:

che apprezzamenti ha fatto Gesù verso san Bartolomeo nei primi momenti in cui si sono incontrati: Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità" ( Gv 1,47). Cosa potrebbe dire di me e di noi Gesù, dove mi trovo ad attenderlo? Mi trovo forse immerso, capo e collo nelle mie faccende e nei miei peccati? Ecco perché oggi prendo la persona di San Bartolomeo come un avviso, un segnale, che mi dice: “ Il Signore è ancora in cammino per arruolare persone per l'annuncio del regno. Come allora mi faccio trovare. Natanaele attendeva il Messia sotto l'albero di fichi e la sua attesa non è stata vana. Chiediamo la grazia della attesa e della vigilante per non aspettare il Signore sotto l'albero sbagliato.

 

                               tommasonuovo@yahoo.it

Gv 2,13-22

 13Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. 14Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. 15Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, 16e ai venditori di colombe disse: "Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!". 17I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà


18Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: "Quale segno ci mostri per fare queste cose?". 19Rispose loro Gesù: "Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere".20Gli dissero allora i Giudei: "Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?". 21Ma egli parlava del tempio del suo corpo. 22Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

 

COMMENTO DI TOMMASO NUOVO:

Bisogna festeggiare una Chiesa come si festeggiano i Santi o la Madre di Dio? In verità non si festeggia un edificio, ma il fatto che questo edificio è stato consacrato a Dio, perché non solo vi abiti ma perché l'uomo possa incontrarlo in esso . Ecco il monito di Gesù che vale per il tempio esteriore e per quello interiore:”"Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!" Cosa farebbe oggi Gesù con le nostre Chiese? (senza tirare sempre in ballo come al solito il Vaticano) E' facile trasformare una chiesa in un mercato quando al posto di offrire Gesù, attraverso la fede del prete e dei fedeli, si offre se stessi e i nostri personalismi. Perché ha agito con durezza Gesù in quel tempo? Perché è rimasto scandalizzato. Cosa farebbe oggi Gesù? Oggi Gesù non farebbe niente,  sta li nel tabernacolo tutto solo e soffre. Nessuno viene a visitarlo, nessuno si cura di Lui, nemmeno il prete che entra in chiesa, prima saluta quella e quell'altra e poi se si ricorda saluta il Padrone di casa. Può capitare di entrare in chiese buie, fredde (senza calore umano) o trovarlechiuse. Il prete per paura dei ladri o per comodo suo, tiene chiuse le porte della chiesa. Le chiese sono date in custodia a laici devoti che fanno della chiesa la “loro” casa, in cui nessuno, nemmeno il parroco legittimo può fare qualcosa. Le chiese per molti preti o laici sono dei teatrini o dei palcoscenici per mettere in mostra: i vestiti, i capelli, ben sciolti e curati, parti del corpo (senza citarnealcuna), la propria voce e semplicemente, la propria ingombrantepresenza. Soprattutto quando arriva l'estate si scatena in chiesa una lussuria, negli uomini e nelle donne, anche nei preti e nelle suore, ( in chi celebra, in chi viene in chiesa, in chi legge all'ambone, in chi suona la chitarra, in chi canta, in chi raccoglie le offerte o porta i doni all'altare)da far rabbrividire anche il demonio. Non parlo di chi non va in chiesa, ma di chi va in chiesa. E nessuno dice niente. Il Papa dice qualcosa, ma anche Lui non può dire tutto, se no smentirebbe il nome che ha assunto e avrebbe contro molte donne. Perciò lo dico io, tanto non ho niente da perdere, se non la vita.Io stesso mi comportavo così, da infedele e ateo, nella chiesa che servivo, e per grazia ricevuta ho aperto gli occhi e il cuore a Cristo. Ora non ho più una chiesa, ma quattro, più altre ausiliarie, ma il mio atteggiamento desidero che sia uno solo: entrare in chiesa con fede e amore, stare in chiesa con fede e amore e uscire dalla chiesa con più fede e amore. Non sempre ci riesco e perciò chiedo aiuto al buon Dio, per non scandalizzare nessuno di coloro che vanno a visitare una chiesa.Devo far sempre mente locale che la prima chiesa consacrata a Dio è il cuore di ognuno, anche il nostro corpo.Buona Festa  a tutti, soprattutto  quelli di San Giovanni in Laterano. Buon sabato a tutti .

 

NELLA FESTA ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE

Gv 3,13-17

Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell'uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo,15perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna

Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.

 

COMMENTO: Anche se da secoli si sta discutendo sul significato della Croce di Cristo, c'è ancora tanto da scoprire ed esaltare. Infatti la croce di Cristo non viene dagli uomini ma da Dio. Dagli uomini viene lo strumento di morte, ma da Dio viene lo strumento che da la vita. Nonostante tutto quello che si è detto e molti uomini e donne santi hanno camminato con la croce di Cristo noi facciamo una immensa fatica a vestirci delle croce. Ci mettiamo abiti che esaltano il corpo, però a disprezzo dello Spirito. Indossare la croce di Cristo significa vivere da crocifissi. Si: vivere mortificando le passioni, i vizi, le concupiscenze. crocifiggendo l'orgoglio e la superbia. Vivere da crocifissi, con umiltà su questa terra. Solo se indosso la croce esalto la croce. Se non appare questo come testimonianza diretta, anche quello che facciamo in Chiesa,mentre celebriamo la croce e solo una finzioni. Il mondo che ci vede e ci giudica così ci dice " Guarda quei cristiani come disprezzano la croce, al posto di esaltare Cristo si esaltano tra di loro. E così facciamo una grande pena sul palcoscenico del mondo.

 

tommasonuovo@yahoo.it

 

Gv 3,7-15 

      7Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall'alto. 8Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito".

9Gli replicò Nicodèmo: "Come può accadere questo?". 10Gli rispose Gesù: "Tu sei maestro d'Israele e non conosci queste cose? 11In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. 12Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? 13Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell'uomo. 14E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, 15perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.

 

 COMMENTO:

cerco di mettere in continuità il vangelo di oggi, Gv 3,7-15, con il vangelo dell'Annunciazione.

Infatti come l'angelo ha annunciato a Maria che sarà Madre, annuncia a noi che saremo figli. Gesù a Nicodemo, e a ognuno di noi , dice in che modo saremo figli: “ Dovete nascere dall'alto”. Ma per non renderla fumosa e misteriosa questa affermazione, Gesù aggiunge la piccola parabola del vento, per indicare chiunque è nato dallo Spirito. Chi è nato dall'Alto, dallo Spirito, sente di non appartenere a questa terra, sente che il suo destino eterno di compie in Dio. E' sorprendente la domanda di Nicodemo che manifesta incredulità. Quando già il profeta Ezechiele, nella profezia delle ossa che rivivono (Ez 37,1-14) e nella profezia dell'acqua che scaturisce dal tempio, (Ez 46, 1-24) annuncia questa rinascita dallo Spirito. Se noi vogliamo capire la necessità della nostra rinascita occorre frequentare la Sacra Scrittura. Le nostra vita quando non rinasce da Dio è una continua la riproduzione dell'uomo vecchio, ferito dal peccato e questa ferita si allarga e diventa sempre più profonda.

Si parla anche nella società di cambiamento, ma se l'uomo non cambia la sua natura e si riappropria della sua natura divina di figlio di Dio sarà sempre un uomo vecchio. Ditemi se c'è veramente qualcosa di nuovo nella società,sotto il sole della storia. L'unica novità è quando appare Cristo in un uomo, quando appare un santo. Non voglio già gridare “Santo subito” a papa Francesco, però Gesù Cristo in lui, per adesso, non ha trovato barriere ed è venuto allo scoperto. Mettiamoci alla scuola di Gesù . Facciamo anche come Nicodemo che va da lui anche di notte ( Gv 3,1), infatti “ non riposa il custode di Israele” ( sal 121,4), solo da Lui si può trovare l'uomo nuovo, solo con Lui rinasceremo dall' alto. Si è messo apposta sulla croce, elevato da terra, per mostrare che anche dalla morte può rinascere l'uomo nuovo, la morte non è e non sarà mai l'ultima parola.

 

                                                                Tommaso Nuovo

Gv 3,31-36 

31Chi viene dall'alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti.32Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza.33Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero.34Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito.35Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa.36Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio rimane su di lui.

 

COMMENTO 

 La garanzia che seguendo il Cristo nasciamo dall'alto ci viene dal fatto che Gesù ci parla delle cose del cielo, ci rivela le cose del cielo a partire dal nostro destino eterno, chi è Dio, quale è il suo amore per l'uomo e per quale strada si arriva a Lui. Tutto ciò in forza non di una conoscenza segreta (gnosi), riservata a degli iniziati, ma in forza di una parola proclamata apertamente al mondo, testimoniata con la su vita, morte e risurrezione. Tutte le religioni extrabibliche aprono una strada dell'uomo a Dio. Solo il cristianesimo apre la strada di Dio all'uomo. Quando questa strada è aperta l'uomo è sicuro che se la percorre arriva a Dio. Mentre l'uomo non può mai essere sicuro delle strade che lui stesso apre per conoscere e andare incontro a Dio. Ecco per me il senso di queste parole : Chi viene dall'alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. ( Gv 3,31-32). Ecco che il discorso di Gesù arriva al dunque: “Nessuno accetta la sua testimonianza”. Perché ciò avviene? Ciò avviene perché per accogliere una dottrina celeste, che viene dal cielo, occorre essere dei “celesti”( 1 Cor 15,48) ), cioè uomini rinati dall'alto, occorre nascere dall'alto. In concreto occorre entrare in una dimensione di conversione del cuore e della mente per poter credere: ”e diceva: “ il tempo è compiuto e il regno dei cieli è vicino, convertitevi e credete nel Vangelo. “(Mc 1,15). Questo è l'ostacolo più grosso, convertirci al cielo. Il nostro destino non si compie qui sulla terra, ma in Dio. Questo è il vero “nodo gordiano” della nostra esistenza: vivere su questa terra sempre rivolti al cielo. Solo l'amore di Dio che ci attira a se è capace di aiutarci a tagliare o meglio a sciogliere questo nodo.

Dio è veritiero. Come non ha abbandonato suo figlio nella morte non abbandonerà nessuno di noi.

Chi crede nel Figlio ha la vita eterna, cioè ha il Padre; chi crede nelle sue Parole avrà il dono dello Spirito senza misura. Chi non accetta tutto questo e arriva così nel giorno del giudizio, cioè non crede al suo destino eterno, non crede all'amore di Dio, ed è vissuto come se Dio non ci fosse e perciò come se fosse lui stesso Dio. Cosa si può attendere, se qui ha rifiutato Dio. C'è da tremare a pensare cosa ci attende.

 

                      Tommaso Nuovo

Domenica 23 marzo 2014 III di quaresima

 

Gv 4,5-42 Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”

 

 Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. 
Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». 
Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». 
Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui.
Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».
Parola del Signore.

 

Commento di Tommaso Nuovo

Gesù incontra la donna Samaritana al pozzo di Sichar in Samaria. Questo episodio ci è riferito da Giovanni ci dice quanta sete ha il Signore di incontrarci. Non è avvenuto per caso, per quella donna e anche per noi l' incontro con Lui, non avviene mai per caso. Così mi sono domandato se anche per me c'è un pozzo di Giacobbe dove nella quotidianità degli avvenimenti della vita posso incontrarmi con il Signore. Si! Questo pozzo c'è e non devo andare a Sichar , in Samaria per incontrarmi con Gesù. Questo pozzo è il mio cuore. Non è forse anch'esso un luogo reale? Non è forse anch'esso profondo? Non è stato forse fatto perché in esso gorgogli l'Acqua viva, lo Spirito Santo? Gesù mi attende al pozzo. Gesù mi attende sulla bocca del mio cuore e ha sete. Ma in questo pozzo, purtroppo, non c'è solo l'Acqua viva. Tutto quello che fa parte della nostra esperienza: persone, parole , fatti e immagini entrano tutte in questo pozzo e possono inquinarlo e trasformarlo in un pozzo nero. Avete mai visto un pozzo nero? Sapete cosa va a finire dentro? Hai mai sentito il fetore che da esso esce? Potrebbe essere così anche il nostro cuore. Non dobbiamo però aver vergogna di scoperchiarlo di aprirlo. Gesù si affaccia su di esso con delicatezza, attenzione, con misericordia e colloca in esso l'acqua viva dello Spirito, che lo purifica e lo trasforma in sorgente di acqua viva che zampilla per la vita eterna. Quando quest'acqua zampilla si rinnova il nostro cuore e siamo capaci di dissetare Gesù negli assetati, di sfamare Gesù nei affamati, di curare Gesù negli ammalati, di dare alloggio a Gesù nei profughi, nei senza fissa dimora e in coloro che vivono da clandestini, pur essendo cittadini di questa terra; siamo capaci di consolare Gesù in coloro che hanno sofferto per la violenza subita o per la morte di un loro caro; siamo capaci di vedere Gesù anche nel fratello che ha sbagliato e sta pagando con il carcere il suo errore. Può fare molto di più l'Acqua viva dello Spirito in noi. Non devo aver paura di lasciar che Gesù di affacci al pozzo del mio cuore anche se è nero, molto nero. Gesù vuole solo sanare il mio cuore e liberarlo dalle tenebre che sono in Lui. Allora non aspettiamo un solo istante: andiamo subito al pozzo, andiamo alla Sichar del nostro cuore . Gesù e li che ci attende.

Buona Domenica

 

tommasonuovo@yahoo.it

Gv 4,43-54 

In quel tempo, Gesù partì [dalla Samarìa] per la Galilea. Gesù stesso infatti aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella propria patria. Quando dunque giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero, perché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme, durante la festa; anch’essi infatti erano andati alla festa.

Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire.

Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino.

Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia.

Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea.

 

COMMENTO

Gesù torna nei luoghi nei luoghi dove era già stato ( Cana di Galilea, dove aveva cambiato l'acqua in vino). Perché? Forse vuole essere applaudito ? Vuole raccogliere consensi? Niente di tutto questo. Gesù cerca il credente, Gesù cerca in noi la fede. Perché è solo con la fede o attraverso la fede che permettiamo a Dio di agire. Senza la fede mettiamo sempre davanti a Dio dei dubbi e cerchiamo delle prove, come de Dio deve dimostrare a noi di essere capace di guarire, salvare e risuscitare. Solo credendo mi metto in cammino come quel funzionario, che ha creduto alla parola di Gesù. Gesù è così, agisce subito appena gli manifesto la mia fede. Siamo noi che invece lo facciamo aspettare, in attesa che rinasca in noi la fede. Punto di conversione oggi sarà per me quello di non far aspettare Gesù, di credere, perché Lui possa agire.

 

                                              Tommaso Nuovo

 Gv 5,1-16

 All’istante quell’uomo guarì.

 Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici.

 Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare.

 Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all’uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: “Prendi la tua barella e cammina”». Gli domandarono allora: «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi e cammina”?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo.

 Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.

 

 COMMENTO:

per analogia vorrei paragonare i cinque portici della piscina di Betzata e la piscina stessa alla Torah e l'acqua che si agita vorrei paragonarla al Mar Rosso spirituale del peccato, che può essere attraversato solo da chi coglie l'occasione e lo trova aperto per se. Vorrei   anche paragonare l'uomo che giace sulla barella da 38 anni come ognuno  di noi,  incapace di compiere l'attraversata del mare e dei quarantanni di deserto.  Vorrei essere io quell'uomo  che attende che qualcuno lo aiuti. Anzi, quell'uomo sono io  oggi. Infatti oggi  Cristo si rivolge a me, attraverso le sante  parole di questo Vangelo e   mi dice: “ Vuoi guarire?” Con tutte le mie forze, con la poca fede che mi caratterizza e non riuscendo a guardare in faccia che mi parla gli rispondo: “ Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me”. Allora  ancora di più sento che le parole dette da Gesù sono per me. Gesù gli disse: “Alzati, prendi la tua barella e cammina. Quell'uomo all'istante guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare. Ecco  mi domando:  cosa manca  perché tutto ciò avvenga anche per me? Non devo dubitare per prima cosa che sono malato,, anzi paralizzato.  Non devo dubitare che Cristo venga e mi domandi se voglio guarire, proprio attraverso questo vangelo.  Non devo dubitare che lui possa guarire ascoltando queste parole.  Non devo dubitare. Devo aver fede e sarò salvato.  Signore ti prego aiutami ad entrare  oggi con tutto me stesso in questo Vangelo.

 

                                                   Tommaso Nuovo

MERCOLEDI' 2 APRILE 2014

Gv 5,17-30

 

Dal Vangelo secondo Giovanni

17Ma Gesù disse loro: «Il Padre mio agisce anche ora e anch'io agisco». 18Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.

 19Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. 20Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. 21Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. 22Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, 23perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
24In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. 25In verità, in verità io vi dico: viene l'ora - ed è questa - in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l'avranno ascoltata, vivranno. 26Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, 27e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell'uomo.28Non meravigliatevi di questo: viene l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce29


Parola del Signore

 

 

Commento di Tommaso Nuovo

 

Giovanni ci fa conoscere i motivi profondi per cui Gesù è stato ucciso:perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio. (Gv 5,18) . Gesù non si difende ma continua ad auto rivelarsi. Infatti non c'è nessuno che lo conferma, se non il Padre e le opere che il Padre gli ha dato di compiere. Gesù con chiarezza parla della più grande opera che il Padre sta per fare in Lui e per mezzo di Lui:21Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole (Gv 5,21). Tutto questo si realizzerà in chi ascolta la sua parola e crede nel padre che lo ha mandato. Ma a chi parla Gesù? Parla agli uomini di quel tempo? Si , ma non solo ! Come in quel tempo ha parlato così a loro, così oggi parla a noi, che con il nostro modo di trattare le cose di Dio,la persona di Gesù e la sua Parola, rischiamo di far morire in noi Gesù , al posto di farlo rinascere in noi.

Una cosa si sta facendo sempre più chiara in me, il fatto che tratto Dio e le cose di Dio come se fossero cosa da nulla, giocattoli che prendi, usi, poi metti in un angolo e li dimentichi. Ieri ho celebrato due volte la S. Messa e perciò mi sono comunicato due volte con il Cristo. Cosa ne ho fatto delle due Sante Comunioni? La questione che mi pongo è questa “ Qual è la mia consapevolezza e perciò la mia fede, che metto in ogni atto e azione sacra che riguarda la persona di Gesù? E' possibile che dopo mezzora di Messa (quarantacinque minuti alla domenica) tutto finisce? E cosa ne è di Gesù in me? Se ho ricevuto Gesù divento un tempio, il più sacro dei templi, divento un tabernacolo che custodisce il Cristo morto e risorto. Dove è la mia consapevolezza che ho ricevuto Gesù, il Figlio di Dio, il Creatore e Reggitore dell'universo, l'Onnipotente, l'Onnisciente, l'Onnipresente? Questa consapevolezza della realtà di un incontro, di una presenza perché mi scivola via? Come posso fare a custodire Gesù in me. A mio avviso c'è una strada sola per arrivare a tutto questo: la strada è l'amore. Se siamo consapevoli che Dio va amato, siamo all'inizio del nostro processo di piena consapevolezza della presenza di Dio nella nostra vita personale e in quella dei nostri fratelli. Dato che tu Signore mi tratti sempre con amore, fa che anch'io, nella mia miseria, di tratti con l'amore di cui ne sono capace. Amen

Buona giornata

tommasonuovo@yahoo.it

 

Gv 6,1-13 

Dopo questi fatti, Gesù passò all'altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade,2e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi.3Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli.4Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.

5Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: "Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?".6Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere.7Gli rispose Filippo: "Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo".8Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro:9"C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?".10Rispose Gesù: "Fateli sedere". C'era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.11Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.12E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: "Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto".13Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d'orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
14Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: "Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!".15Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

 

COMMENTO 

Pochi giorni fa abbiamo celebrato la Pasqua del Signore Gesù. . Bisogna evitare che la risurrezione di Gesù sia un fatto che rimane nascosto tra le pieghe della storia, un fatto antico, vecchio. Dobbiamo renderci conto che è un fatto nuovo, sconvolgente la vita, capace di rinnovarla, di risuscitarla. Ma per essere tale dobbiamo anche noi diventare testimoni del Risorto, anche a noi deve apparirci, sorprenderci, stupirci. Come mai allora il Vangelo di oggi al posto di portarci avanti nella storia ci riporta indietro ad un fatto che è stato altrettanto sconvolgente come la risurrezione? In verità, prendendo nell'insieme la Parola di Dio annunciata oggi dalla Chiesa nella liturgia della S. Messa, ci porta ai fatti avvenuti dopo la risurrezione di Cristo e il Vangelo ci mette davanti un fatto con la quale Gesù ha voluto indicare il modo con cui sarebbe rimasto con noi e avrebbe accompagnato la Chiesa fino alla fine dei tempi: il trasformarsi della sua persona, della sua parola del suo amore per noi in pane. La moltiplicazione dei pani narrata dall'evangelista Giovanni fu solo un segno, l'eucaristia invece è la realtà che compie quel segno per noi oggi, andando anche oltre il segno, facendoci incontrare con il Risorto. Perché questo segno della moltiplicazione dei pani si compisse fu necessaria la morte e la risurrezione di Gesù . Perché questo segno si compia per noi è necessaria anche la nostra morte e risurrezione. Infatti chi spezza quel pane è il Risorto e chi deve riceverlo sono i Risorti. Dice infatti l'inno dei Vespri del tempo pasquale ” alla cena dell'agnello, avvolti in bianche vesti, attraversato il Mar Rosso, cantiamo a Cristo Signore.”O se avessi almeno il desiderio di partecipare da risorto al peccato alla mensa Eucaristica. Vi partecipiamo, ma non con questo spirito. Celebriamo il Risorto con Lui ma da risorti. E ' nuovo il pane, è nuova la mensa, è nuova la Parola che ci viene consegnata. Allora dobbiamo essere nuovi anche noi, per incontrarci con la novità di un fatto che ancora non abbiamo compreso, che ancora si presenta a noi nuovo, come la prima volta e ci chiede di essere nuovi nello spirito e anche nel corpo. Voglio entrare nell'Eucaristia che oggi celebro con questo modo, da uomo nuovo. Questo chiedo al Signore oggi. Prova a chiederlo anche tu.

 

                         Tommaso Nuovo

Gv 6,16-21

 

16Venuta intanto la sera, i suoi discepoli scesero al mare,17salirono in barca e si avviarono verso l'altra riva del mare in direzione di Cafàrnao. Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti;18il mare era agitato, perché soffiava un forte vento.19Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura.20Ma egli disse loro: "Sono io, non abbiate paura!".21Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.

 

COMMENTO

E' un vangelo pasquale quello di oggi? Il testo non da riferimento diretto alla risurrezione di Cristo, ma annuncia o profetizza quello che avverrà dopo la sua risurrezione. E ' infatti alla luce della Pasqua di Cristo, del suo graduale passaggio su questa terra, come Figlio dell'uomo, che gli Apostoli ed Evangelisti, la Chiesa nel suo insieme hanno preso alcuni fatti della vita di Gesù come rivelatori dello mistero della sua presenza oggi come il Risorto. Gli apostoli si sono trovati dopo la risurrezione nella situazione che viene descritta dal vangelo: soli, su una barca guidata da Pietro, sballottati dalle onde del mondo in tempesta, con la fatica del remare con vento contrario. Ecco Gesù, si mostra come il Signore che ha potere sugli elementi della natura, ma poi si mostrerà dopo la sua risurrezione come Coluiche ha potere anche sulla morte. Perciò oggi il Signore Risorto ci viene incontro anche a noimentre fatichiamo in questa vita, sballottati dalle onde contrarie del mondo e ci dice: “ Sono io non abbiate paura“( Gv 6,20). Per sentire la sua voce rassicurante non bisogna collocarsi nei nostri rifugi umani, oppure stare sulla riva del indifferenza, ma affrontare la traversata della nostra esistenza verso il porto sicuro della vita eterna, accettando che salga sulla nostra barca, per completare con Lui la nostra attraversata. E cosa avviene? Avviene questo: Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti

( Gv 6,21). Buona attraversata.

                                                   Tommaso Nuovo

 

Gv 6,22-29

 

Il giorno dopo, la folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie.

Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».

Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».

Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».

 

COMMENTO

Quale è stato il risultato del miracolo compiuto da Gesù? La gente ha creduto in Lui? I suoi discepoli hanno capito con chi avevano a che fare? Purtroppo niente di tutto questo è avvenuto. Anzi dopo quel segno Gesù si ritira sulla montagna tutto solo, perché la gente stava per venire per farlo re (Gv 6,14-15). Forse Gesù ha sbagliato a compiere il segno. La gente si è concentrata ancora una volta non sulla sua persona ma sul pane con il quale avevano riempito la pancia. Per andare oltre il pane, oltre la pancia cioè oltre i bisogni primari occorre avere una visione completa dell'uomo. Spesso la povertà e la miseria ti cancellano questa questa visione, Con la moltiplicazione dei pani e dei pesci, di un cibo concreto, Gesù ha voluto mostrare la preoccupazione di Dio per tutto l'uomo e per tutti gli uomini, anche riguardo il cibo, ma Gesù con questo segno ha voluto mostrare Dio stesso. Chi poteva dare il cibo in un deserto se non Dio solo. Chi non lo ha riconosciuto e non ha riconosciuto il segno di Dio è solo per il fatto che ha guardato di più alla propria pancia che a Colui che aveva fatto questo segno. Ne si è domandato cosa significasse un segno del genere. Domandiamocelo noi aggiungendo anche questa domanda: dove vuole condurci il Signore Gesù? Cosa vuol farci capire oggi con questo segno? Seguendo Gesù e la storia arriviamo fino all'Eucaristia, dove nn solo è consegnato il pane ma nel pane Gesù consegna s stesso, il pane pur mantenendo la forma del pane ha assunto per volontà di Dio la persona di Dio stesso, divenendo un pane vivo che da la Vita. Ora possiamo guardare questo pane con occhi diversi? Questo pane che ogni giorno viene moltiplicato sugli altari di tutto il mondo, se in esso cercheremo Colui che da la vita e che nutre la vera fame del l'uomo la fame di Dio. All'Eucaristia puoi accostarti solo con occhi diversi da quelli del mondo, con una fame diversa da quella del mondo, per un pane diverso da quello del mondo e con una fede diversa da quella del mondo. Tutto per incontrare un Dio diverso da quello del mondo: Colui che è il Signore di questo mondo.

 

                                                      Tommaso Nuovo

 

Gv 6,30-35 

 

In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”».

Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».

Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».

Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

 

COMMENTO 

Spesso nei vangeli si parla della folla che segue Gesù, lo assedia, lo circonda, lo ascolta ma che rimane sempre anonima e incapace di esprimere un giudizio unanime su Gesù.

Nella folla ci sono i discepoli di Gesù,c'é molta povera gente, ammalati di ogni genere o posseduti da spiriti immondi, emarginati dalla società, pubblici peccatori come gli esattori delle tasse ( pubblicani) le prostitute, uomini, donne, ragazzi, giovani, bambini al seguito dei loro genitori, anziani. Poi ci sono anche semplici curiosi e i nemici di Gesù: scribi, farisei, sadducei, sacerdoti e dottori della legge. Ma quando appare, come nel caso di questo vangelo, il termine folla riferito ad una massa di persone anonime, appare sullo sfondo un altro tipo di gente: coloro che pensano di credere ma non credono e fanno della religione il paravento delle loro idee e opinioni e chiedono a Dio una dimostrazione di credibilità, prove e segni come se fosse Lui che debba dimostrare a noi che è Dio. Come quando appare la Madonna e le solite autorità ecclesiastiche che non credono e chiedono di segni alla Madre di Dio. Certamente qualche tempo fa era più facile dimostrare la credibilità dei segni. ma oggi i segni di credibilità non deve darli Dio ma i credenti, la chiesa, tutti i cristiani dal papa in giù. Questa è la vera risposta a coloro che non credono e che chiedono un segno. Così' la folla anonima di coloro che dubitano e chiedono segni si potrà trasformare un popolo che testimonia e mostra con la sua vita la presenza di Dio oggi.

 

 

Gv 6,44-51

 

In quel tempo, disse Gesù alla folla: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.

Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

 

COMMENTO 

Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me.( Gv 6,45) Come si preoccupa il nostro Padre celeste a spiegarci da due millenni che c'è un pane vivo che nutre la nostra vita e ci permette di vivere in vista della vita eterna. Un pane vivo che perciò da la vita. Questo pane è la persona di Gesù, intesa non come qualcosa, ma come qualcuno. Questa sottolineature è importante per trattare l'Eucaristia non come una cosa ma come una persona. Se si entra in questa dimensione si vive anche in modo diverso la S. Messa. Rendermi conto che Gesù è una persona per me è stata una riscoperta importante per non continuare a fare solo il prete, e perciò recitare una parte e per essere veramente un prete, secondo Dio. Prima di tutto si viene in chiesa per incontrare Gesù e poi per incontrarci. Questo non è una cosa scontata ma da tener presente sempre, perché quando si entra in chiesa se non faccio un atto di presenza a Dio, mettendomi in ginocchio, sparisce subito Dio dai pensieri e dal cuore e appare la “gente” In questi anni si è molto sottolineato l'aspetto comunitario della celebrazione eucaristica per equilibrare la partecipazione attiva e consapevole di tutti fedeli. Ma ciò non ha favorito sempre l'incontro personale con il Cristo. Meglio essere sbilanciati verso Gesù Cristo, sarà Lui poi a condurci dagli uomini. Ma se vado dagli uomini senza Cristo,non porto nulla, porto solo fumo negli occhi. Per vivere la S. Messa in modo consapevole e con fede. Bisogna ritornare ad osservare i nostri comportamenti, sia come presbiteri e sia come dei fedeli. La prima nota che ho osservato in me è stata la preparazione remota all'Eucaristia per rendere l'incontro con il Signore Risorto il punto di partenza o di arrivo delle mia giornata. Andavo sempre senza preparazione e con i pensieri in ogni parte. Poi dopo la svolta che il Signore ha dato alla mia vita ho sempre cercato di essere un ora prima in chiesa. In questo modo abbasso le voci del mondo in me nel silenzio mi preparo ad ascoltare Dio. Questa infatti è la posizione del credente nei confronti di Dio: solo l'ascolto può generare l'obbedienza della fede e per ascoltare occorre il silenzio. E' necessario il silenzio dentro e fuori di noi. Questa è una delle condizioni necessaria per entrare con fede nell'Eucaristia. Perciò anche i sottofondi musicale che si sentono in qualche chiesa sono solo un disturbo. Vado in chiesa non per ascoltare musica ma per ascoltare Dio - Continua -

 

 

 

Gv 6,52-59


 52Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: "Come può costui darci la sua carne da mangiare?". 53Gesù disse loro: "In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. 54Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. 55Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 56Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. 57Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. 58Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno". 59Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.

 

COMMENTO

Gesù non da spiegazioni. Non risponde alla domanda dei Giudei: "Come può costui darci la sua carne da mangiare? Forse non vuole farci capire e vuol tenere tutto segreto, per gettare su di lui un alone di mistero. Oppure è una tattica per far parlare di se e costruirsi un mito. Niente di tutto questo. Gesù è venuto per rivelare all'uomo la via a Dio e non per nasconderla. La via a Dio passa attraverso di Lui “ io sono la Via, la Verità e la Vita. Ma per rendere questa via accessibile all'uomo il Figlio di Dio si è fatto uomo; cioè ha assunto la nostra umanità. Ma ciò non è sufficiente perché noi avessimo la Vita Eterna, cioè l'acceso al Padre. Solo chi ha la vita eterna in se può anche accedere a Dio. Ecco allora che si delinea la strada attraverso al quale noi possiamo avere la Vita Eterna, per avere la Vita Eterna in noi “ occorre mangiare la sua Carne e bere il suo Sangue. Questo è ciò che ha detto il Cristo non come provocazione, ma come profezia che avrebbe compiuto, perché l'uomo possa tornare a vivere di Dio e per Dio. Perchè in noi ci sia la Vita Eterna essa deve essere anche da noi assimilabile. E cosa c'è di più del cibo, che nutre la vita. Ecco annunciando il suo farsi cibo fonda la credibilità che oggi ha l'Eucaristia. Se Cristo non lo avesse detto e annunciato e realizzato oggi l'eucaristia sarebbe solo un simbolo, un segno, nient'altro. Naturalmente per credere in ciò dobbiamo pensare che l'Eucaristia è esclusivamente una iniziativa di Dio: “ Non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi da il pane dal cielo, quello vero ( Gv 6, 32) E quando vi partecipiamo dobbiamo essere consapevoli che viviamo un esperienza divina. Ma quale è la nostra consapevolezza? E' la fede con cui partecipiamo all'Eucaristia che esprime la nostra consapevolezza. Tutto quanto facciamo prima dell'Eucaristia, durante e dopo dice della nostra fede o non fede. A partire dalla pulizia della mia coscienza e anima, dove viene collocarsi la Vita Eterna cioè Dio stesso: il peccato che è in noi impedisce il collocarsi della Vita Eterna. E' necessario perciò allontanarlo da noi con la confessione oppure con un atto di contrizione, di dolore che riconosce il peccato e poi lo confessa. La recita delle preghiera del “ confesso a Dio... “ non assolve dai peccati ma esprime la nostra coscienza di essere peccatori. Il Sacramento della confessione è necessario per ogni singolo peccato mortale. Senza la confessione non si può acceder all'Eucaristia. Buona cosa è perciò trovarsi in Chiesa per tempo, non all'ultimo momento, per poter confessarsi e preparare l'anima ad accogliere l'Eucaristia. Il tempo è sempre un dono di Dio e usarlo per Lui è sempre speso bene... - Continua -

Gv 6,60-67


Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». 61Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? 62E se vedeste il Figlio dell'uomo salire là dov'era prima? 63È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. 64Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. 65E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». 66Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. 67Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». 68Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna 69e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

 

COMMENTO  

La scena cambia della folla, ai giudei ora si passa a molti dei suoi discepoli che di fronte alla sua dichiarazione di essere il pane vivo disceso dal cielo giudicano duro il suo linguaggio e non lo comprendono.Ma che poteva dire di più il Signore, egli dice essenzialmente ciò che esprime. La realtà della sua persona, la presenza di Dio stesso tra gli uomini richiede che chi ascolta venga ad incontrarsi con la verità in carne e ossa. Gesù non poteva dire ne di più ne dei meno perché stava dicendo tutto. Gesù quello che fa e quello che dice è tutto il relazione ad una più piena comunione con Lui che si realizza solo nello Spirito in quanto in Gesù Cristo abbiamo a che fare con Dio. È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. ( Gv 6,63 ). Se le parole pronunciate da Cristo sono spirito e vita vuol dire che Lui è Spirito e vita e ciò che offre all'uomo di se è spirito e vita. Certo oggi abbiamo poco a che fare con le cose spirituali. Sappiamo che abbiamo un anima, è essa la nostra parte spirituale. ma come possiamo venirne a contatto? la strada maestra è quella di essere delle persone interiorizzate, cioè che scrutano l' interno di se, l'interno del proprio cuore i suoi movimenti emotivi, i propri pensieri, i propri sentimenti; persone capaci di giudicare prima di tutto se stesse e poi, sospendendo sempre il giudizio, gli altri. Quando si viene in chiesa, oltre che salutare il Signore con un ampio segno di croce, immergendo e bagnando la mano nell'acqua benedetta, occorre subito entrare in noi stessi. Avere subito uno sguardo interiore, il rischio è che il nostro sguardo sia attirato dai dei sensi, che iniziano a scrutare chi c'è: il tizio, la tizia. Poi iniziano a far scivolare lo sguardo sui i vestiti, sui capelli, fino ad arrivare alla forme del corpo maschile o femminile che sia, e perciò a pensieri impuri e a peccare. Ecco perché occorre scegliere bene come ci si veste per andare in Chiesa: vestiti attillati,bianchi e trasparenti, scollati, con la vita bassa che fanno intravedere la schiena o l'ombelico, capelli sciolti o pettinati in modo da attirare l'attenzione, tacchi alti, o profumi esotici, sono cose che possono indurre a peccare, perché attirano su di se l'attenzione, invece deve andare tutta al Cristo. Credete che il diavolo non ci accompagni in Chiesa? Dipende dalle nostre scelte, dai nostri pensieri dai nostri sentimenti. Dipende da quanto amiamo Dio e da quanto vogliamo il bene del nostro prossimo

 Gv 7,1-2.10.25-30

 

In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.

Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto.

Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».

Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».

Cercarono allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.

 

COMMENTO:

Il clima sociale attorno a Gesù è sempre incandescente, ieri come oggi. Sembra che abbiano a che fare con un delinquente oppure nei con fronti dei cristiani, oggi, con dei delinquenti da braccare , catturare e nel caso uccidere. Mi domando: ieri come oggi che perseguita il Cristo e i cristiani conoscono Gesù? Sanno che è Lui il Cristo, il Salvatore del mondo? La risposta è chiara. Non conoscono Gesù. Ma questo oggi non è dovuto al Cristo, che ha lasciato una testimonianza forte di fede e di amore dietro di se. Oggi non si conosce Gesù perché noi cristiani diciamo di conoscerlo e non lo conosciamo, diciamo di testimoniarlo e non lo testimoniamo. Anche se molte volte sono colpiti uomini e donne che lo con conoscono e che lo testimoniano, rimane il fatto che c'è ancora molto da fare e da testimoniare perché venga conosciuto e riconosciuto il suo amore per tutti gli uomini, per i quali ha dato la su vita.

Gv 7,4O-53 

 

40All'udire queste parole, alcuni fra la gente dicevano: "Costui è davvero il profeta!". 41Altri dicevano: "Costui è il Cristo!". Altri invece dicevano: "Il Cristo viene forse dalla Galilea? 42Non dice la Scrittura: Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo?". 43E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui. 44Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui.

45Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: "Perché non lo avete condotto qui?". 46Risposero le guardie: "Mai un uomo ha parlato così!". 47Ma i farisei replicarono loro: "Vi siete lasciati ingannare anche voi? 48Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? 49Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!". 50Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: 51"La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?". 52Gli risposero: "Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!". 53E ciascuno tornò a casa sua.

 

COMMENTO

Anche chi scruta le Sacre Scritture deve avere la lucidità delle fede per sapere discernere la via attraverso la quale si arriva a conoscere e credere in Gesù. Gesù infatti ha detto che sono le Scritture che gli danno testimonianza ( cfr. Gv 7,39 ) ma seguire le tracce di Gesù nelle Sacre Scritture significa prima di tutto ascoltare la sua voce. Se quegli uomini fossero rimasti solo un attimo ad ascoltare, ad osservare la persona e le parole di Gesù, avrebbero visto meglio chi era e non avrebbero giudicato subito Gesù, come un criminale. Gesù infatti nasce a Betlemme, dalle stirpe di Davide, dimora a Nazaret ed è chiamato Nazzareno e la parola Nazzareno significa “germoglio”. Vedete che i conti tornano, ma ieri come oggi siamo chiamati a leggere e ascoltare la Parola di Dio senza perdere mai di vista la persona di Gesù. Si inizia così una relazione viva con Lui e sentirai che ti fa da Maestro, come faceva a quel tempo. Ma anche oggi sono molte le resistenze della ragione ad accogliere la persona di Gesù e le sue Parole. C'è solo una strada da seguire: quella si accostare con fede ogni Parola di Dio che ascoltiamo o che leggiamo, come se la ricevessimo in quel momento da Dio stesso. E per essere aiutati poi vedere e ascoltare la fede con la quale i santi ascoltavano e annunciavano queste Parole di vita eterna. Proprio l'ascolto con fede ci porta da Gesù e ci rende ancora oggi suoi discepoli. Termino con queste parole: “ Studia e vedrai come dalla Galilea non solo sorge un profeta ma ancora di più sorge il Messia, il Cristo”.

 

Gv 8,1-11

 

1 Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. 2Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. 3Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e 4gli dissero: "Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. 5Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?". 6Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. 7Tuttavia, poiché insistevano nell'interrogarlo, si alzò e disse loro: "Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei". 8E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. 9Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. 10Allora Gesù si alzò e le disse: "Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?". 11Ed ella rispose: "Nessuno, Signore". E Gesù disse: "Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più".

 

COMMENTO

Vedo come faccio fatica ad entrare nei personaggi di questo vangelo. Potrei facilmente dire: “ io non sono un adultera, io non ho mai lapidato nessuno”. Come facilmente ci assolviamo, quando magari in molte occasioni ci siamo trovati quasi nella stessa situazione. Non vi siete mai trovati in una situazione dove venivate accusati di qualcosa, anche ingiustamente? O in una situazione dove tutti pontavano il dito su di voi? Oppure quando passavate per strada iniziavano a parlare male di voi? Se vi siete trovati ancora in questa situazione siete dentro al personaggio della donna accusata ( non mi piace chiamarla adultera, non voglio mettere nessuna etichetta). Ancora: non vi siete mai trovati nella situazione di essere accusatori, anche spietati, di qualcuno e di usare delle parole per accusare dure come delle pietre? Penso proprio di si. Anzi oggi ci si trova spesso a puntare il dito contro qualcuno e a lanciare parole dure come pietre. Oggi la folla è assetata di vendetta, è alla ricerca sempre di un colpevole.

L'uomo vive un dramma senza fine quando si trova chiuso dentro il ruolo dell'accusatore o dell'accusato. Ecco allora la presenza di Cristo. Hanno portato la donna a Gesù, ma anche gli stessi accusatori sono davanti a Gesù. Coloro che giudicano ora sono giudicati: sono sorpresi da Cristo in “flagrante giudizio”. Ecco la novità: la presenza di Cristo. L'unico capace di giudicare senza condannare. L'unico capace di aprire le coscienze del accusatore e del accusato, senza emettere un giudizio di condanna e senza assolvere per non aver compiuto il fatto. L'unico che può dare una possibilità in più all'uomo, perché è l'unico che non vuole e non gode per la nostra condanna, ma è capace di morire e offrirsi per noi e per la nostra salvezza. Questo è Gesù Cristo. Questo fa Dio per l'uomo. E allora è ancora Gesù che ci dice: “ va e anche tu fa lo stesso “ ( Lc 10,37)

 

                                        Tommaso Nuovo

Gv 8,12-20

 

Io sono la luce del mondo.

+ In quel tempo, Gesù parlò [ai farisei] e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».

Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me».

Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio».

Gesù pronunziò queste parole nel luogo del tesoro, mentre insegnava nel tempio. E nessuno lo arrestò, perché non era ancora venuta la sua ora.

 

COMMENTO:

Gesù dice di essere la luce del mondo e fa riferimento non alla luce naturale ma a quella soprannaturale dello Spirito Santo, necessaria all'uomo per conoscere Dio. La luce che Cristo è venuto a portare è quella della sua Parola. Penso che è stato molto sorpreso del clima di ostilità e di rifiuto che ha trovato in Israele, al tempo nella sua prima venuta. Quegli uomini non riuscivano nemmeno attraverso le Scritture a capire cosa diceva Gesù, chi era Gesù. La nostra situazione oggi rischia di essere simile a quella di ieri, se non facciamo della Parola di Dio il luogo di incontro con l'Unico Dio, vivo e vero. Perciò ogni volta che accostiamo il Vangelo facciamolo con il desiderio di ricevere la luce della fede. Non dobbiamo forzare la ragione, che di per se stessa ha dei limiti. Dobbiamo invece chiedere il dono delle fede, per poter credere con la fede e non con la ragione solamente. Se credi con la fede anche la ragione verrà illuminata. Se credi senza fede anche la ragione rimarrà nelle tenebre. Dio Padre in Gesù Cristo è testimone di se stesso. Perché facciamo così fatica a credere? Certo i problemi ci sono soprattutto nella credibilità della Chiesa. Ciò  rispecchia quelle contraddizioni che ci sono  prima di tutto in noi tutti e offuscano la credibilità di tutta al Chiesa. Io personalmente, ma invito anche voi con l'esercizio della nostra fede, dove ci troviamo, facciamoci carico della fede di tutta la Chiesa. Adesso abbiamo il nuovo papa, si chiama Francesco. Non lo lasciamo solo a credere e a portare il peso di tutta la Chiesa.

 

                                                    Tommaso Nuovo

MARTEDI 8 APRILE 2014

 

Gv 8,21-30

 

 

21Di nuovo disse loro: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire».22Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: «Dove vado io, voi non potete venire»?». 23E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. 24Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati». 25Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. 26Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». 27Non capirono che egli parlava loro del Padre.28Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. 29Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». 

30A queste sue parole, molti credettero in lui.

 

Commento di Tommaso Nuovo

 

Non è facile conoscere e accettare l'identità di Gesù Cristo, cioè chi è Gesù Cristo nella globalità della sua persona. Anche se Gesù ha spiegato in tutti modi chi è, e ha mostrato con i fatti di venire da Dio, appare sempre un ostacolo negli uomini, di allora come di oggi, cioè la difficoltà di uscire dagli schemi preconcetti su Dio. Certamente questi schemi della ragione hanno origine nella cultura in cui uno è inserito, la quale può avere le radici nella tradizione religiosa di un popolo, tali radici devono sempre inserirsi nella Rivelazione di Dio, che passa attraverso la Sacra Scrittura e la Tradizione viva della Chiesa. Quando le tradizioni degli uomini con i loro pensieri e i loro atteggiamenti religiosi sono messi davanti alla Rivelazione, perché si è sempre fatto e pensato così, si riduce la possibilità di poter arrivare alla pienezza della fede e della conoscenza di Dio.

La difficoltà di accettare Gesù com Figlio di Dio è dovuta all'orgoglio della ragione che fa fatica ad aprirsi alla novità di Dio. Dio è di lassù, noi siamo di quaggiù, fatti di polvere e di fango, spazzati via dal primo vento che ci assale. Il punto di incontro tra lassù e quaggiù è proprio lo persona di Gesù. La sua conoscenza e l'incontrasi con Gesù chiede che noi abbandoniamo le difese della ragione e del cuore, per capire con semplicità che Lui è ciò che ci dice di essere, Lui è il Figlio di Dio. Cosa manca alla nostra intelligenza e alla nostra volontà per riconoscerlo, accettarlo e amarlo così come si presenta, cioè come Dio?

Buona giornata.

Gv 8,31-42

 

Se il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero.

In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?».

Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro».

Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro».

Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».

 

COMMENTO:

La vera schiavitù dell'uomo consiste nel essere schiavo della menzogna che porta a dire che il bene è male e il male è bene. L'uomo perciò ha bisogno di una parola che liberi da questa condizione che costringe poi ad agire nella menzogna e per la menzogna. Non bisogna vergognarsi di essere in questa situazione ma occorre riconoscerlo. Ora sola la Parola di Gesù ci dice di che cosa siamo realmente schiavi. Siamo schiavi del peccato e nello stesso tempo ci dice come essere liberi da questa schiavitù, dalla menzogna e dal peccato : ” Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. La prima cosa che dobbiamo fare è accettare di sentirci dire che siamo schiavi del peccato e della menzogna. Anche se dici che non hai mai fatto male a nessuno, sei sempre nella possibilità di farlo. E' così la natura umana. Abbiamo bisogno di un argine per contenere il male che è in noi e nello stesso tempo aprire le chiuse del cuore perché passi in esso l'amore. Tutto ruota attorno a Gesù e all'accoglienza della sua persona, che è viva e vera come siamo vivi noi, solo che lo ignoriamo, vogliamo avere altri maestri, ci lasciamo sedurre da altre dottrine. Ma Dio nella misericordia non smette di essere vicino a ciascuno di noi, anche al più malvagio. Gesù non era forse li e parlava a quegli uomini, li illuminava per toglierli dalla loro menzogna. Allora se loro non si sono lasciati illuminare da Lui e sono entrati in contesa con Lui, almeno lasciati illuminare tu e vivi nella Verità senza temerla, senza paura che ti giudichi e ti dica il tuo peccato. La Verità di Cristo è la misericordia e per questa Verità tu verrai liberato dalla tua menzogna. Prova a vedere oggi che effetto fa su di te dirti che vivi nella menzogna e nel peccato. Avrà un effetto deterrente contro il male . Prova a credere che in Gesù Cristo, Dio ha una parola di misericordia e verità per te e come sentirai che Lui è molto vicino a te e ti farà libero.

 

Gv 8,51-59

Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno

 

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: “Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?».

Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia».

Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».

Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

 

COMMENTO:

Quello che Gesù dice ha dell'inaudito:”In verità, in verità io vi dico: “Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”. (Gv. 8,51)Ieri come oggi la morte è l'orizzonte invalicabile dell'umanità. Ma quello che dice Gesù è un invito ad andare oltre, a guardare e a pensare oltre la morte, a credere in Lui e nella sua Parola. Chi osserva la Parola di Gesù , che in verità è ciò che Lui ha visto fare e sentito dire dal Padre, sarà aiutato a vivere in vista di una vita eterna e perciò non vedrà la morte in eterno. Si perché le Parole di Gesù sono rivelatrici del destino umano, un destino eterno e vogliono aiutare l'uomo per far si che si compia questo destino. La pretesa di Gesù di poter garantire questo destino gli viene contestata per il fatto che nessun uomo è sopravvissuto alla morte, ma la pretesa di Gesù si fonda sulla sua conoscenza di Dio e sulla sua identità di Figlio di Dio, sulla sua provenienza dal cielo. Solo seguendo Gesù fino in fondo si potrà vedere come si compie la sua parola. Ciò vale anche per noi. Solo perseverando nelle fede vedremo come proprio osservando le sue Parole, vivremo orientati verso il nostro destino eterno e la stessa parola di Gesù ci aiuterà a perseverare fino alla fine. Oggi chiediamo la grazia di vivere orientati verso il cielo, nel senso che ogni passo, ogni azione, ogni parola staremo attenti che producano in noi vita eterna, realizzi in noi quella conoscenza di Dio Padre, che Gesù Cristo è venuto a portare.

 

GIOVEDI 10 APRILE

 

2014

 

   

Vangelo: Gv 8, 51-59


Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno.

Dal vangelo secondo Giovanni


In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: “Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». 
Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». 
Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». 
Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.
 

 

Commento di Tommaso Nuovo

 

Mi domando perché quegli uomini hanno fatto così fatica credere a Gesù e alla sua Parola. Essi non hanno avuto la pazienza di chiedere e di farsi aiutare a capire, hanno subito travisato e condannato. Per sospendere il giudizio e chiedere aiuto. per comprendere occorre umiltà., l'umiltà della ragione che cerca con pazienza, che lascia aperti i canali del dialogo, che non lancia giudizi e offese. Oggi nei confronti di Gesù appare la stessa questione, si fa fatica a credere e anche se uno è un credente poi si fa fatica a obbedire.

L'affermazione di Gesù: “ In verità, in verità io vi dico: “Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno” (Gv 8,51), parla della morte eterna. Quale uomo farebbe una affermazione simile o un pazzo o uno che è cosciente di quello che è e di quello che dice. La questione delle parole di Gesù si gioca sulla sua identità e sul fatto che accettiamo che egli è Dio. Solo Dio potrebbe dire cose simile, solo Dio potrebbe fare cose simili. Solo Dio potrebbe affermare qualcosa di se stesso senza equivoci. Quegli uomini pensavano di conoscere Dio e la Parola di Dio che lo testimonia, ma invece si sono ingannati. Almeno noi impariamo a conoscere Dio da Testi Sacri, dalla Rivelazione e se non capiamo impariamo a chiedere a Lui che ci darà luce e lo Spirito per comprendere. Quello che Dio ha manifestato di se è accessibile a tutti.Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

 

 

Gv 10,22-30

22Ricorreva allora a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. 23Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. 24Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: "Fino a quando ci terrai nell'incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente". 25Gesù rispose loro: "Ve l'ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. 26Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. 27Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. 28Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. 29Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. 30Io e il Padre siamo una cosa sola".

 

COMMENTO AL VANGELO 

Come hanno fatto fatica a riconoscere chi era il Cristo, sono andati persino a chiedergli se era Lui, dopo tutto quanto aveva fatto. Certo loro possono essere scusati perché quello che Gesù faceva non si era mai visto. Ma io e te non possiamo più essere scusati, dopo tutto quello che il Cristo ha fatto per noi. Infatti tutto quello che ci è stato narrato nei vangeli è avvenuto  perché io possa credere. Allora dobbiamo domandarci perché non crediamo? Perché non viviamo come dei suoi discepoli che lo seguono fedelmente?  C'è  per me un motivo, una ragione ed è questa: dobbiamo superare sempre in noi una grettezza (per grettezza intendo una mente e un cuore che non si aprono a Dio) di cuore e di mente che non ci permette di riconoscere la Verità (grettezza di mente) e di abbracciarla con amore ( grettezza di cuore). Per superare questa grettezza c'è solo una strada: arrenderci al suo amore: riconoscere che siamo poveri e soli e che abbiamo solo bisogno di Lui. Signore innalzo a te questa preghiera per me e per tutti gli uomini: aiutami a vincere me stesso, aiutami ad abbandonarmi a Te. Aprimi, ti prego, la mente e il cuore. Abbia pietà di me che sono un povero peccatore.

 

                                                     Tommaso Nuovo

 

Gv 10,31-42

 

Cercavano di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.

In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».

Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.

Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.

 

COMMENTO:

Perché è stato così difficile credere alle opere che Gesù Cristo compiva nel nome del Padre suo ? Forse l'unico errore del Figlio di Dio è stato quello di presentarsi al mondo come uomo? Il problema non sta in Gesù, ne nelle opere che ha compiuto ne nel modo con cui si è manifestato. Il problema stava allora nel unire le parole e le azioni di Gesù con quanto testimonia la Sacra Scrittura. Infatti Gesù quando parla di se  fa riferimento sempre a ciò che è stato testimoniato di Lui. La Sacra Scrittura ieri come oggi va letta con gli occhi della fede. Senza questi occhi che cercano Dio, la sua persona e la sua volontà non lo si riconosce. Questo vale anche per noi oggi. Cristo continua a compiere le sue opere di salvezza a favore dell'uomo, ma l'uomo le sa riconoscere ? Le sa decifrare? Alcune sono sotto gli occhi di tutti ma le ignoriamo. . C'è tutta una rivelazione cosmica che dice di un 'opera di Dio e di un suo operare che continua dalle origini del mondo. Poi  ci sono le opere e i fatti straordinari di tutta la storia della salvezza. Essi sono parte della rivelazione profetica, perchè ci vengono narrati dalal Bibbia. Anche quello che è stato fatto nel passato è stato fatto per me. Anche se non ero presente al tempo dell'esodo dall'Egitto e a tutti gli avvenimenti della storia della salvezza e della Chiesa fino ad oggi tutto è avvenuto per me, perché io creda che Dio mi ama, ama me personalmente, ama ad uno ad uno tutti gli uomini. C'è poi una rivelazione storica che interessa me personalmente, ingloba le altre due rivelazioni e si offre a me  in un luogo ben preciso: la Santa Eucaristia. Li la mia storia incontra la storia della salvezza e viene assunta in essa. Li sono presente e contemporaneo a tutti i fatti le parole e le opere di Gesù e posso vedere anche tutta la mia vita, tutti fatti e le parole e le persone come luoghi dove Dio mi si rivela e mi viene incontro. Devo fare però attenzione e non cadere nei tranelli sataneschi che mi vogliono dare l'illusione che posso fare a meno di Dio oppure che Dio mi sta ingannando. No! Il timone che guida la mia storia è saldamente nelle mani di Cristo. Io sono un opera di Dio per la sua maggior gloria. Così devo sentirmi ogni giorno, così invito ciascuno di voi a sentirsi per tutti i giorni della nostra vita su questa terra.

 

                                               Tommaso Nuovo

 

 

VENERDÌ 11 APRILE 2014

 

Gv 10,31-42

 

31Di nuovo i Giudei raccolsero delle pietre per lapidarlo. 32Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». 33Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per unopera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». 34Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dèi? 35Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio  e la Scrittura non può essere annullata , 36a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: Tu bestemmi, perché ho detto: Sono Figlio di Dio? 37Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; 38ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». 39Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.

40Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. 41Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». 42E in quel luogo molti credettero in lui.

 

COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

 

Il prendere delle pietre per scagliarle contro Gesù, come altri atti di ostilità contro la sua persona, sono prove di quello che Gesù affermava di se, cioè di essere Figlio di Dio. Così,passo dopo passo, si prepara la sua passione, la testimonianza più grande di se, del suo provenire da Dio.

Il fedele deve sapere che è legato alla persona di Cristo e tutto ciò che fa e che dice può andare a favore di Cristo o contro Cristo. Se quegli uomini hanno raccolto pietre per scagliarle contro Gesù, ora il mondo raccoglie cristiani come pietre per scagliarle contro Gesù.

Quali pietre e quali cristiani sono raccolti dal mondo e scagliati contro Gesù? Quelli che si preoccupano più di appartenere e di costruire la Babilonia terrestre che la Città di Dio, la Gerusalemme celeste. Perciò il mondo raccoglie cristiani come atti di accusa contro Cristo. Quali accuse gli muove il mondo attraverso i cristiani? Il mondo accusa Cristo che la sua morte non è servita a nulla, che il suo Vangelo non ha cambiato la storia, che il suo essere Dio è solo un invenzione, che i suoi insegnamenti e le sue leggi sono un fardello pesante per l'uomo di oggi. Facciamo attenzione che quelle pietre possiamo essere ciascuno di noi. Quando la nostra vita è in contraddizione con quanto Gesù ha detto , ha fatto e ha mostrato in se stesso. Oggi il mondo raccoglie queste pietre dalla stessa Chiesa di Cristo per lanciale contro di Lui. Dobbiamo essere consapevoli di questa situazione che oggi ci caratterizza come Chiesa.

Allora preghiamo il Signore che ci aiuti a essere pietre vive, che sono parte di un edificio spirituale sicuro, a cui l'uomo di oggi possa guardare per costruire la città degli uomini come le Città di Dio.

Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

Gv 11,45-56

 Se loscaimo continuare così, tutti crederanno in lui...

 

In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.

Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione».

Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.

Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli.

Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».

 

 COMMENTO:

«Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui... ( Gv 11,47-48 ). Che ragionamenti meschini è capace l'uomo che non riesce a vedere il bene che gli si fa. Dice un proverbio: io sto con il tuo bene davanti a te e tu stai con il mio male dietro di me. Capire cosa circola nelle stanze e nelle caverne del cuore dell'uomo è un impresa che compete solo a Dio. L'uomo è così ingannato dal peccato che non riesce a riconoscere chi gli fa il bene e chi il male. Non riconoscere nemmeno il bene che viene da Dio, perché da Dio non può venire alcun male, dato che Lui è il Sommo Bene. Se quegli uomini sono caduti in questo inganno non cadiamoci noi, soprattutto riguardo chi ci può offrire un destino eterno. Mettiamo sul piatto della bilancia quello che ci offre il mondo e quello che ci offre Dio. Siamo capaci di un vero confronto? Non vediamo che solo Dio ci offre vita eterna? Non vediamo che solo Dio ci può strappare dalla morte? Perché Gesù ha fatto questo grande gesto della risurrezione di Lazzaro, per farsi vedere? No! Lo ha fatto perché Lazzaro era suo amico, perché Lazzaro era suo discepolo e lo aveva accolto nella sua casa. Il vangelo di Giovanni commenta così l'amore di Gesù per Lazzaro: allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!( Gv 11,33-36). Gesù è capace e ha un amore così anche per noi. Vediamo almeno oggi di credere al suo amore e di lasciare fare a Gesù. Lasciamo fare a Gesù, permettiamogli di amarci e di salvarci. Solo lasciando fare a Gesù anche i problemi più banali verranno affrontati e risolti. Lasciamoci amare

da Gesù.

 

                                       Tommaso Nuovo 

 

 

Gv 12, 44-50

44Gesù allora esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; 45chi vede me, vede colui che mi ha mandato. 46Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. 47Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. 48Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell'ultimo giorno. 49Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. 50E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».

 

COMMENTO AL VANGELO 

l problema importantissimo della nostra salvezza, che noi spesso accantoniamo, perché non gli diamo importanza, è legato al credere nella persona e nelle parole di Gesù Cristo.

Egli è venuto nel mondo come luce perché: " chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre (Gv 12, 46). Noi tutti veniamo spesso ingannati dal demonio circa il problema della salvezza. Egli ci annebbia talmente la mente e la coscienza che non vediamo quanto male è in noi, quanto male ci facciamo a noi stessi e di conseguenza agli altri, non osservando i comandamenti e non avendo una vita secondo il Vangelo. Il diavolo non vuole che ci salviamo. Invece Gesù è venuto : " non per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. (Gv 12, 47). Il problema del credere a Gesù Cristo è più legato alla questione della salvezza dell'anima che alla dottrina stessa. Ma per credere che abbiamo bisogno di essere salvati cosa dobbiamo fare? a mio avviso occorre osservare attentamente la mia vita e la vita del mondo. Devo pormi delle domande come queste: " dove sta andando la mia vita: verso il bene o verso il male? Dove sta andando la vita del mondo dove la sta conducendo l'uomo: verso il bene o verso il male? Dalle risposte che mi do e che non devono essere troppo indulgenti, deve emergere il bisogno di essere salvati e io bisogno di un salvatore adeguato. Chi elude queste domande rischia che quando apparirà con chiarezza il bisogno di essere salvato non troverà vicino a se nessun salvatore.

Quando si viene alla S.Messa si dovrebbe venire con questo forte bisogno di salvezza, in modo tale che ci si rivolge a Dio per chiedere di essere salvati, con parole di pentimento con suppliche, con un bisogno profondo di misericordia. Solo così parteciperemo all'Eucaristia consapevoli che Gesù ci salva e al S.Messa sarà un'esperienza di salvezza.

 

                                                                   Tommaso Nuovo

- continua 4 -


Lunedì 14 aprile 2014 Gv 12,1-11

1 Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. 2E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. 3Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell'aroma di quel profumo. 4Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: 5«Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». 6Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. 7Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura. 8I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
9Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. 10I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Lazzaro, 11perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.


Commento di Tommaso Nuovo

 

Ecco i giorni della passione, morte e risurrezione di Gesù. Noi, a parte le celebrazioni e i riti a cui partecipiamo, viviamo questa settimana nell'indifferenza del solito tram tram. Anzi il Diavolo ha cura che noi ci dimentichiamo che siamo nella settimana santa e ci da mille occupazioni e mille preoccupazioni, unite ad altrettante distrazioni. Molti poi approfittano di questa settimana per fare crociere e vacanze. Dimenticavo di dire: molti credenti. Cosa ci può salvare da questo continua profanazione e sacrilegio di questo tempo santo se non possiamo fare a meno delle nostre occupazioni? Il Vangelo dell'unzione di Betania ci dice che dobbiamo trattare con più amore, con più sacralità tutto ciò che parla di Gesù, specie in questi giorni. Vi do alcuni suggerimenti che anch'io pratico. Alla sera leggo il Vangelo del giorno dopo e cerco di conservarlo nella memoria. Mi alzo più presto al mattino e faccio le mia preghiera, sacrifico il sonno per Gesù; metto in evidenza , ogni segno sacro che vedo o incontro per strada ( chiese , crocifissi, cimiteri, edicole sacre , immagini sacre) e faccio il segno di Croce.

Se so che una chiesa è aperta, durante la pausa pranzo o se sono nelle vicinanze, passo dentro e mi siedo e fisso con amore il tabernacolo o la croce. A Milano, ad esempio , nel venerabile Duomo, ci sono sempre confessori e c'è la S.Messa alle ore 13,00 e sono molte le persone che vi partecipano.Al lavoroevito le chiacchere tra colleghi, nell'informazione mi limito tranne per l'essenziale. Cerco di essere più introverso e ritirato; evito gli eccessi della gola. Evito gli sguardi impuri o di posare gli occhi su donne o uomini appariscenti e sulle loro parti basse. Ecco cosa può significare l'unzione di Betania: ungo , rendo sacra in me, la sua persona. Poi custodisco anche la fantasia e la memoria da pensieri e immagini oscene, mi tengo lontano da discorsi inadeguati e da compagnie licenziose. Comunque state certi che il demonio si prodigherà per rovinarci la festa. Altra attenzione è quella di vincere il mio egoismo con atti di carità anonimi. Se a Natale dobbiamo sentirci più buoni a Pasqua dobbiamo impegnarci per la nostra santità. Ecco vi ho dato alcuni suggerimenti. provate anche voi come Maria a mettervi ai piedi di Gesù e a ungerli con i vostri pensieri, con le vostre parole con le vostre azioni. Ma non fatelo solo oggi o in questi giorni Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

 

 

Giovedì Santo 17 aprile 2014

Vangelo della Santa Messa Crismale

Lc 4 16-20

 

16Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. 17Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:

18Lo Spirito del Signore è sopra di me;

per questo mi ha consacrato con l'unzione

e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,

a proclamare ai prigionieri la liberazione

e ai ciechi la vista;

a rimettere in libertà gli oppressi,

19a proclamare l'anno di grazia del Signore.(Is 61,1-2)

20Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all'inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. 21Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

 

Vangelo della S.Messa della Cena del Signore

Gv 13, 1-15

 

1 Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. 2Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, 3Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, 4si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. 5Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui si era cinto. 6Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». 7Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». 8Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». 9Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». 10Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». 11Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».

12Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? 13Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. 14Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. 15Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi.

 

Commento di Tommaso Nuovo

 

Metto insieme in un unico commento i Vangeli proclamati in questo stesso giorno, di Giovedì Santo, ma in celebrazioni diverse: la S.Messa crismale e la S.Messa nella cena del Signore. La prima celebrazione si svolge solitamente nella Cattedrale sede del Vescovo della Diocesi, presente il presbiterio diocesano. In questa Eucaristia si benedicono gli Oli Santi (il Sacro Crisma, l'Olio dei Catecumeni e l'olio per l'unzione degli infermi) e i presbiteri presenti rinnovano davanti al Vescovo le promesse di castità e obbedienza fatte il giorno della loro ordinazione presbiterale. Nella S.Messa della sera, nella Cena del Signore, si fa memoria dell'istituzione dell'Eucaristia e del sacerdozio, come prolungamento dell'azione di salvezza operata da Gesù e manifestata nel segno della lavanda dei piedi e del sacrificio della Croce.

Oggi si possono trovare bellissime parole, proclamate da illustri personaggi della chiesa e dallo stesso Papa Francesco, si possono fare bellissime e commoventi liturgie, lavande dei piedi ai poveri, ai volontari, ai tossici, ai bambini. Ma quanta consapevolezza, che per me significa fede, abbiamo per riconoscere quello che Cristo ha fatto per ciascuno di noi, personalmente? Quanta consapevolezza, cioè fede abbiamo per riconoscere i nostri continui tradimenti e il mettere in secondo piano la persona di Gesù? Quando inizieremo a piangere di dolore per i nostri peccati e di gioia per salvezza che ci è stata data? Signore Gesù, donami la consapevolezza della fede, perché questa Pasqua non passi senza che io abbia sciolto il mio cuore freddo e ghiacciato per il lungo l'inverno della fede, nel calore del tuo abbraccio del tuo amore misericordioso. Amen

Buon giovedì santo.

tommasonuovo@yahoo.it

Gv 13,31-35

31Quando fu uscito, Gesù disse: "Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui.32Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.33Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire.34Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.35Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri".

 

COMMENTO

Il Figlio dell'uomo è stato glorificato. Cosa vuol dire glorificato? In Gesù, il Padre, ha manifestato non solo tutto se stesso, ma anche la sua volontà e la compiuta in modo totale. Occorrerebbe la conoscenza dell'ebraico biblico per dare valore alla parola Gloria. A me preme sottolineare il fatto che Dio non si è fermato nemmeno difronte al tradimento di Giuda e alla malvagità e crudeltà che poi si manifesteranno durante le ore della passione per far conoscere la sua volontà di salvare l'uomo, dal male, dalla morte e da se stesso. Gesù Cristo la sua parte l'ha fatta, per salvare l'uomo, e a noi ci dice di fare la nostra parte, che consiste anche per noi di realizzare pienamente la volontà del Padre. Essa è contenuta nel praticare i dieci comandamenti, non facendo il male ( Non uccidere non commettere atti impuri, non rubare) e facendo il bene, vivendo il comandamento dell'amore. E' facile per noi parlare di amore dopo che questa parola è stata banalizzata, edulcorata e molte volte volgarizzata anche in modo osceno. Ma Dio ci chiede di amare e di amarci non alla maniera umana ma alla maniera divina “ come io vi ho amati: Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.”( Gv 13,34). Il modo divino con cui Cristo ci ama consiste prima ancora del sacrificio della croce, nel fare la volontà del Padre: obbedendo al comandamento del Padre e seguendo la via da lui indicata, quella della croce. Il Cristo ci inviata camminare nella stessa obbedienza e a mettere in pratica i comandamenti antichi attraverso il comandamento dell'amore. E' tutto un programma di vita che ci vine offertodove non prevale il non fare... ma il fare e il fare con amore e per amore quelle cose che gli uomini giudicano come dei precetti, degli obblighi ma che in realtà sono luoghi di libertà, di vita e di bene per tutti.

Come puoi allora sapere se ami veramente gli altri a partire da tua moglie, tuo marito , i tuoi figli, i tuoi vicini, i tuoi colleghi o lo straniero che vive accanto a te? Li amerai veramente se metterai in pratica i comandamenti di Dio, se no il tuo amore è pura ipocrisia, non è amore ma cercare il proprio interesse. Mettiamoci allora di impegno ad amare, mettiamo di impegno a praticare i comandamenti dell'amore

 

                            Tommaso Nuovo  

 

Martedì 15 aprile 2014

Gv 13,21-33.36-38


21Dette queste cose, Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». 22I discepoli si guardavano l'un l'altro, non sapendo bene di chi parlasse.23Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù.24Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. 25Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?».26Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariota. 27 Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». 28Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; 29alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri.30Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.

31Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui.32Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. 33Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire.

Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». 37Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». 38Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte.

 

Commento di Tommaso Nuovo

Dopo l'unzione alla cena di Betania, che rivela la personalità di Giuda e ci mostra in Maria di Betania quanta delicatezza dobbiamo avere con Gesù, ecco la pagina dei tradimenti e rinnegamenti di, durante al sua ultima cena. Non voglio puntar il dito su Giuda e e si Pietro nemmeno assolverli. Giuda fa parte di un complotto più ampio su Gesù, che nemmeno Giuda stesso si immaginava e con il suo suicidio si fa carico di una colpa che in verità non è tutta sua. Cosa ha portato Giuda a questa decisione così drammatica? La sua fame di soldi? L'ambizione? L'ideologia del messia politico? No! Sono state la cattive frequentazioni, dei sacerdoti, scribi, farisei , sadducei e altri personaggi. Il bello è che Giuda stava con Gesù e nello stesso tempo frequentava queste persone. Cosa ci sarebbe da dire oggi che non sono finiti i tradimenti , i rinnegamenti di Gesù, generati dall'ipocrisia di chi dice di servire il Cristo e poi corre dietro al mondo? Questo vale anche quando nella chiesa si dice che si vuole servire il Cristo e poi ci si piega ai ricatti della gente, delle persone, specie di quelle che sono sempre pronte a correre dietro al prete. Quando si fa un programma pastorale ad esempio, bisogna sempre domandarsi se a Cristo gli sta bene, se lo vuole, se fa i suoi interessi e non solo se soddisfa la gente. La gente tende sempre al ribasso. A furia di dire che non bisogna stancare la gente, i preti hanno fatto in modo che la gente si è stancata di Gesù. Perciò se non vogliamo anche noi far parte della congiura contro Gesù che è in atto da duemila anni, cerchiamo di stare di più con Gesù, di fare i suoi interessi e allontaniamoci dai faccendieri delle religione, pronti a scaricare addosso ad altri i loro fallimenti e tradimenti di Cristo. Questi personaggi si sostituiscono a Cristo e fanno della religione un loro possesso. Dietro sappiamo che c'è sempre Satana. Gesù ci ha insegnato a smascherarlo, quando dice a Pietro: «...va' dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!» (Mt 16,23). Preghiamo allora per i pastori della Chiesa e per la loro santità. Certamente ci sono belle e sante figure in mezzo a noi, ma tutti dobbiamo comprendere che la santità è la regola per un pastore e non l'eccezione. Preghiamo molto per i nostri pastori.

Buona Giornata

tommasonuovo@yahoo.it

 

 

Gv 14, 15-16. 23-26

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.

Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

 

COMMENTO 

Cosa può significare celebrare oggi la Pentecoste di ieri? Significa soprattutto fare memoria di un fatto che ha dato inizio alla perenne effusione dello Spirito Santo sulla Chiesa e dalla Chiesa a tutta l'umanità.

Tutte le Feste cristiane celebrano un inizio, mai una fine. Il Santo Natale celebra l'inizio della vita umana del Figlio di Dio; la Pasqua celebra il passaggio alla vita eterna e perciò l'inizio della vita da Risorto del Figlio di Dio; la Pentecoste celebra l'inizio della perenne effusione dello Spirito. In modo particolare la Pentecoste riguarda ciascuno di noi personalmente ed è l'occasione per prendere coscienza che o viviamo nello Spirito Santo e se rischiamo di vivere solo delle opere della carne e noi moriremo.

Occorre prendere coscienza che lo Spirito Santo dimora nei nostri corpi, nei nostri cuori e per dimorare chiede delle condizioni stabili : chiede la fede prima di tutto e poi la purezza di cuore,la castità della vita. Lo Spirito Santo per rimanere in noi chiede che purifichiamo la nostra vita soprattutto da ciò che lo Spirito del mondo (Satana) mette di lussuria, di superbia, di orgoglio di vanità nei nostri cuori e nelle nostre menti. Nessuno ne parla della lussuria presente in persone che vengono in Chiesa per mettere gli occhi addosso a donne a giovani e ragazze , oppure di persone che vengono vestite in chiesa con vestiti bianchi e trasparenti, che mettono gonne o altro che modellano le forme del corpo per provocare o catturare l'attenzione di questo o di quella; oppure vengono con i capelli lunghi sciolti sulle spalle e li presentano le pari basse come un trofeo. Chi non viene disturbato da queste esibizioni in chiesa o ha raggiunto un livello di santità come quello di san Filippo Neri oppure è immerso fino al collo nella lussuria e non se ne rende conto. Tutto questo non solo ha a che fare con il Vangelo e con il modo con cui Gesù ha mostrato di vivere su questa terra, ha a che fare con i comandamenti di Dio, con Dio stesso. Proviamo ad incamminarci con decisione verso la via della purezza, della castità, mortifichiamo i nostri egoismi, le nostre passioni e soprattutto i vizi, per vedere poi come lo Spirito Santo sarà libero di agire in noi e come noi saremo liberi di agire in Lui.

                                                  Tommaso Nuovo

Gv 14,23-29

23Gli rispose Gesù: "Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. 24Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

25Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. 26Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.

27Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. 28Avete udito che vi ho detto: "Vado e tornerò da voi". Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. 29Ve l'ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate. 30Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo; contro di me non può nulla, 31ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco. Alzatevi, andiamo via di qui".

 

COMMENTO

La relazione che c'è tra l'uomo e Dio è una relazione intima, profonda. Infatti è Lui che ci fa esistere e ci fa vivere. La vita non dipende da noi, noi siamo i gestori di qualcosa che ci è stato dato in pegno e che un giorno restituiremo e di cui daremo conto. Prendere coscienza del tipo di rapporto che ci deve essere tra Dio e l'uomo ti permettere di realizzarlo. Molti uomini e donne non sanno che Dio abita proprio in noi, nella nostra anima e nel nostro corpo, dato che il corpo è la dimora dell' anima e trascurano di coltivare la vita del proprio spirito della propria anima. Il rapporto che Dio ha con noi è un rapporto di amore, cioè di dedizione totale per l'altro. Così anche noi nei confronti di Dio abbiamo da dare una riposta d'amore. Questa risposta è però a nostra misura e non nella misura di Dio. E' Cristo stesso che ci dice come vuole essere corrisposto : “ Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà” ( Gv 14, 23). Prendere Coscienza della nostra relazione con Dio, imparare a rispondere al suo amore dipende dalla presenza dello Spirito di Dio in noi: “ Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. ( Gv 14, 26) La vita nello Spirito è il frutto di una costante guida dello Spirito Santo in noi, della sua presenza nelle nostre persone. Ecco perché dobbiamo domandarci con quale spirito viviamo, quale spirito accompagna i nostri pensieri, le nostre parole i nostri sentimenti, i nostri ragionamenti, la nostra volontà le nostre azioni. O ci lasciamo accompagnare dallo Spirito di Dio o siamo accompagnati dallo Spirito del mondo e del male, che è in lotta con Dio. Per accorgerci di quale spirito siamo accompagnati occorre tener sotto controllo i nostri pensieri e osservare le nostre azioni. La tradizione dice che ci sono gli angeli custodi che ci ispirano le cose buone. Difatti ci sono, ma di più c'è lo spirito che ci ispira. Molte volte si avvicina anche lo Spirito del male, ci lascia delle suggestioni nella nostra mente e poi scompare per riapparire in momenti di debolezza o stanchezza. Mentre lo Spirito di Dio è sempre presente e chiede solo che lo ascoltiamo. Proviamo in questa domenica a vedere come siamo presi dalle cose dello Spirito di Dio. E' meravigliosa la vita quando è Lui che ci guida. Come è bello vivere in sua compagnia facendo il bene, occupandoci delle cose di Dio e sospirando di poter vivere sempre con Dio.

 

                                               Tommaso Nuovo

 

 

 

 

Gv15,9-11

9 Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. 10 Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. 11 Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

 

COMMENTO 

Cosa spinge Dio ad amarci, ad amare una creatura che lo ha tradito ed è pronta a tradirlo. In Dio circola solo l'Amore e non c'è assolutamente spazio per ciò che non è amore. Per amore intendo una relazione piena tra due persone che porta ad essere una nell'altro. Gesù infatti dice “ Rimanete nel mio amore ( Gv 15,11). Stranamente per far si che uno sia nell'Altro ci sono delle condizioni: “Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, Il motivo non è solo in relazione con Dio, ma siccome i comandamenti riguardano anche noi, il motivo sta nella necessità di generare amore nelle nostre relazioni umane e permettere così a Dio di rimanere in noi.

La prima forma di amore consiste non nel sentimento ma nella verità e nella bontà delle relazioni tra noi che hanno come codice di comportamento le dieci parole dell'alleanza del Sinai, i dieci comandamenti. Anche nella relazione tra il Padre celeste e il Figlio ci sono dei comandamenti che si riassumono nel l'unico comandamento dell'amore, per cui il Padre è nel Figlio e il Figlio nel Padre. Gesù ci rivela i segreti di Dio, perché non dubitiamo mai del suo amore per noi. La gioa più grande che l'uomo può sperimentare sulla terra è sentire e vivere dentro l'amore di Dio, anticipo della vita eterna: “ Dolcezza senza fine alla tua destra. “

 

                                          Tommaso Nuovo

 

Gv 15, 9-17 

9Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. 10Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. 11Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

12Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. 13Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. 14Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. 15Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi. 16Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. 17Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.

 

COMMENTO 

Oggi, festa di San Mattia, apostolo. Fu eletto nel gruppo dei dodici dopo che la “ sorte “ è caduta su di lui. Di lui si sa molto poco, nemmeno se sia morto martire. Il significato del suo nome è eloquente: Mattia vuol dire “ Uomo di Dio “. Un uomo scelto da Dio e che si è votato a Lui dopo che è stato ammesso a colmare il vuoto lasciato da Giuda. Se di lui si sa poco, invece si sa molto di cosa pensa Gesù dei suoi discepoli, come li ama come li tratta. Li avverte che tutto ruota sull'amore che Gesù ha per noi e noi per Lui. Ha investito i suoi discepoli e apostoli di una missione meravigliosa: dare inizio alla “civiltà” dell'amore. Sentiamoci anche noi coinvolti in prima persona per far nascere questa civiltà dell'amore. Come ? Vivendo e annunciando il vangelo di Gesù e opponendoci al male con il bene, al vizio con la virtù, alla cattiveria con la bontà, alla giudizio con la comprensione, alla violenza con la Carità, all'ignoranza con la conoscenza di Dio, alla disperazione con la speranza, alla guerra con la pace, a Satana con Dio. Ecco, il cristiano. Colui che veramente sta all'opposizione e pensa solo a promuovere il bene.

 

                                   Tommaso Nuovo 

Gv 15,18-21

 18Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. 19Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. 20Ricordatevi della parola che io vi ho detto: «Un servo non è più grande del suo padrone». Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. 21Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato

 

COMMENTO 

Chi non ha sperimentato mai, ne in modo diretto ne in modo indiretto una persecuzione non può dirsi di appartenere a Cristo: “ Se hanno perseguitato me perseguiteranno anche voi. Mi viene spontanea allora questa domanda: “ In che relazione deve essere il Cristiano con il mondo che ha odiato cristo e ha perseguitato i cristiani ? Risponde bene la lettera a Diogneto... Questo porta certamente il differenziarsi del cristiano nei confronti del mondo, a non vivere su questa terra nel modo che il mondo propone. Ma c'è una illusione grande che serpeggia nella chiesa, cioè quella di entrare in dialogo con il mondo per accogliere tutte le cose positive e attraverso la testimonianza cristianizzare ciò che non è cristiano. La diffusione della fede tra i pagani è avvenuta perché i cristiani si sono presentati agli occhi del mondo totalmente all'opposto con il mondo, invitando i pagani a cambiare vita, ad abbandonare tutte le pratiche immorali e idolatre che li caratterizzavano. Ora avviene invece all'opposto sono i cristiani a paganizzarsi abbandonando i sani e santi costumi delle fede per vivere come pagani, perché si è illusi di voler cristianizzare ciò che non è cristiano, cercando di sorridere al mondo, che in verità vuole convertirci a se. Il Cristiano può cambiare il mondo solo dimostrando di non appartenere a questo mondo, solo rispondendo all'odio con l'amore, solo pagando il prezzo della fedeltà a Cristo anche con l'esclusione da ciò che il mondo offre, solo camminando anche fianco a fianco con l'altro, considerandolo fratello, ma prendendo la direzione opposta quella del cielo. Solo se il cristiano si mostrerà diverso dal cittadino della terra potrà ricondurre l'uomo smarrito della terra sulla strada del cielo.

 

                                Tommaso Nuovo

Gv 15,26-27.16,1-4

26Quando verrà il Paraclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; 27e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.

1 Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. 2Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l'ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. 3E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. 4Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l'ho detto.

Non ve l'ho detto dal principio, perché ero con voi

 

COMMENTO 

 Quale è la nostra visione dell'uomo, oggi? In altre parole quale è la nostra antropologia. Ritengo che sia importante essere consapevoli di ciò perché tutto quanto Gesù dice dello Spirito possa effettivamente trovare spazio in noi e ci possiamo rendere conto di così grande dono. Perciò se crediamo che siamo degli esseri spirituali incarnati ha senso tutto ciò che Gesù ha detto sullo Spirito Santo. Ma se invece ci pensiamo solo fatti di atomi e molecole come ogni essere appartenente al mondo minerale, vegetale e animale, tutto ciò che Gesù dice dello Spirito non trova spazio in noi. Se ti occupi delle tua anima , del tuo spirito seriamente, coltiverai anche un vero rapporto con Dio e lo cercherai con tutto il cuore, come dice una massima: " simile cerca simile". Ma l'uomo anche se non lo sa, anche se molte volte riduce la sua vita e quella degli altri ad una cosa da prendere, usare e gettare, l'uomo è fatto di spirito, ha un anima, che ha bisogno dello Spirito di Dio per vivere e raggiungere una piena consapevolezza della vita in Dio che Gesù è venuto a rivelarci e offrirci gratuitamente. Non ci chiede nessun sforzo il Signore se non quello di vivere la propria vita spirituale, purificando il nostro cuore e i nostri pensieri con la preghiera, un dialogo con Dio, una vita di amore e di carità. L'unico sforzo e quello che metterci contro le opere della carne, di cui il demonio è l'ispiratore che fanno guerra allo spirito e spesso lo vincono e non abbandonare il nostro spirito per coltivare i desideri della carne.

                                                   Tommaso Nuovo

 

 

 

Gv 16, 12-15

 12Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. 13Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. 14Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. 15Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.

 

COMMENTO 

Come è difficile la ricerca della Verità, di cui l'uomo ha tanto bisogno. La difficoltà di questa ricerca sta nel fatto che l'uomo cerca una verità che dia sempre ragione ai suoi ragionamenti e ai suoi pensieri. Dice invece il Signore “Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore” ( Is 58,8). Qualcuno potrebbe dire: “ se la verità non né ragionevole, risulta irraggiungibile, allora è come se non esistesse. Si! Rispondo: “a meno che la Verità ti venga incontro, a meno che sei guidato dalla stessa Verità verso la Verità. Ciò è possibile per il semplice fatto che chi ha trovato la Verità, ha trovato anche la pace. Ritengo che solo dopo che abbiamo fatto chiarezza in noi stessi circa Dio e le sue vie e il bisogno che Lui stesso ha di avere con un rapporto personale con noi, allora lo potremo incontrare. Ho notato che molte persone, quando discutendo mettono un dubbio su Dio e la sua esistenza, portano sempre dei ragionamenti che hanno una relazione solo con l'agire erroneo e peccaminoso dell'uomo e non con Dio. Ad esempio: dicono spesso: “perché le guerre, l'uccisione degli innocenti, stragi, violenza, carestie e terremoti che si abbattono sulle regioni più povere del pianeta. Dio cosa fa? “Caro amico,gli risponderei: il problema sta nell'uomo, che dopo aver ricevuto tutto da Dio e tutto ciò che serve per vivere bene e in pace con tutti e con tutto, si crede Dio e si vuole sostituire a Lui. Ecco perché occorre che siamo ricondotti dalla menzogna di credersi come Dio, di credersi Dio, alla verità di riconoscere Dio, e noi come sue creature, ma innalzate alla dignità di figli. Ecco perché Gesù ha promesso che ci manderà lo Spirito Santo, per ricondurci alla Verità tutta intera, per ricondurci a Lui e al Padre.

 

                                       Tommaso Nuovo

 

Gv 17,20-29

 20Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: 21perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.

22E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. 23Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.

24Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch'essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.

25Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. 26E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro".

 

COMMENTO

La questione dell'unità tra i credenti è il principale motivo per cui Cristo è sempre rivolto al Padre perché mandi in noi il suo Spirito di unità. Tale è l'importanza di questo problema per cui il mondo può conoscere chi è Gesù Cristo: “ Colui che è stato mandato da Dio per salvare gli uomini e ricondurli a Dio” grazie alla testimonianza dell'unità tra i cristiani . L'unità tra i credenti necessaria a Cristo si costruisce però sulla prassi della fede: prima che a livello dottrinale, a livello personale. Come ? Aderendo di vero cuore, corpo e anima, a Gesù Cristo: in una parola, amandolo. Così l'unità sarà il dono che Dio darà a tutti credenti che non solo si riconoscono nelle medesima fede, ma tutti attingono alla medesima fonte, al medesimo amore. L'unità tra i credenti se sarà vera l'unità con il Cristo, sarà anch'essa vera, perché si appoggerà alla Verità: alla vera Roccia, al vero Dio, al vero Amore. Il rischio è molto serio: costruire l'unità tra i credenti senza Cristo. Se ciò avvenisse porterebbe Cristo a non mandare il suo Spirito sulle Chiese, nelle Chiese, rendendo inefficace ogni azione. Ora però guardo a me stresso, per verificare quanto c'è o non c'è di comunione con il Cristo.

 

                                Tommaso Nuovo

VENERDI SANTO 18 APRILE 2014

 

VANGELO: Gv 18,1-19,42. Passione secondo san Giovanni

 

 

Non mi permetto di commentare la Passione di nostro Signore Gesù Cristo, solo sottolineo una cosa sola: O gesù amore mio quanto mi hai amato, quanto mi hai amato...

 

tommasonuovo@yahoo.it

DOMENICA 20 APRILE

PASQUA DI RISURREZIONE DI GESU CRISTO NELL'ANNO 2014

 

Gv 20,1-9

1 Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. 2Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!». 3Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro.4Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.5Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. 6Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, 7e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. 8Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 

9Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

 

Commento di Tommaso Nuovo

Alleuja, Cristo è risorto! E' veramente risorto! Alleluja

 

Come non commuove questo grido antico, che viene da lontano. Anche se sono passati quasi duemila anni, questo grido deve risuonare con forza dentro di noi e fuori di noi. Dico deve perché è ancora molto debole la nostra fede e la nostra vicenda umana è sempre minacciata dal male, dal peccato e dalla morte. Questo grido che è risuonato prima flebile e pieno di sorpresa, nella bocca delle donne e degli apostoli, è diventato via via sempre più potente. Ecco perché deve essere gridato oggi, perché la storia dell'umanità si è arricchita via via di testimoni del Risorto, una schiera innumerevole di credenti e tra di essi molti santi, che con la loro vita hanno dato voce alla Risurrezione di Cristo. E noi domandiamoci cosa soffoca ancora il nostro grido, cosa limita la nostra felicità, cosa ci impedisce di essere anche noi testimoni del Risorto? Dio Padre, in Gesù suo Figlio, ha rimosso la causa della nostra infelicità e ci ha dato la possibilità di vivere una Vita Nuova. Afferriamo con i denti questa Vita. Oggi ci è stata donata in pienezza. Non lasciamoci sfuggire questa Pasqua, la possibilità di vivere da risorti con il Risorto. La questione alla fine è sempre una sola: credere che una vita da risorti è possibile.

Colgo l'occasione per augurare a tutti una buona Pasqua. Un grazie a tutti coloro che leggono le mie meditazioni, un modo particolare agli amici degli Stati Uniti.

 

Alleluja, Cristo è risorto! E' veramente risorto. Alleluja

tommasonuovo@yahoo.it

 

Gv 20, 19-29

Domenica 7 aprile 2013 “ della Divina Misericordia

119La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: "Pace a voi!". 20Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi". 22Detto questo, soffiò e disse loro: "Ricevete lo Spirito Santo. 23A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati".

24Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. 25Gli dicevano gli altri discepoli: "Abbiamo visto il Signore!". Ma egli disse loro: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo".

26Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: "Pace a voi!". 27Poi disse a Tommaso: "Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!". 28Gli rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!". 29Gesù gli disse: "Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno vistoe hanno creduto!".

Commento al Vangelo

2Oggi è il giorno di Tommaso, perché nel Vangelo si parla di lui (Gv 20,24-29) Gesù appare apposta per Lui, per non lasciarlo nell'incredulità e nel dubbio, o magari nell'invidia. Immagino un ipotetico discorso tra se e se di Tommaso :“ perché a loro è apparso e me no? Non poteva aspettare che ci fossi anch'io? A pensare che ero appena stato nel tempio a pregare”. E poi la rabbia sale e risponde male ai suoi amici:"Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo". Egli voleva fare un' esperienza di Gesù risorto senza la quale non poteva credere. Gesù gli fa certamente un rimprovero per la sua poca fede, ma questa esperienza gliela concede. Poi proclama beati coloro che “ che non hanno visto e hanno creduto.” Noi possiamo ritrovarci in Tommaso non solo perché siamo anche noi sempre tentati di cercare qualcosa di più di quello che ci è stato detto e siamo schiavi delle prove scientifiche e quindi essere degli scettici questo però è Tommaso l'apostolo. Noi invece dobbiamo essere dei TOMMASO NUOVI:quelli che non hanno visto e hanno creduto; quelli che diffidano e dubitano di se stessi e si fidano di tanti testimoni delle fede; quelli che si guardano dal tentare il Maestro e non sfidano il Risorto; quelli che lasciano che sia Gesù a mettere le mani e le dita dentro le piaghe dell'anima per essere guariti dalle ferite del peccato; quelli che vogliono fare delle fede e dell'amore in Gesù Cristo la traccia luminosa, l'unica, che vogliono lasciare, che ricorda il loro passaggio su questa terra. Ecco perché mi sento di essere sia come Tommaso e sia di essere nuovo: di essere Tommaso Nuovo. Io ho scelto di esser così e voi?

 

                                                                 Tommaso Nuovo

 

 

Gv 21, 15-19

 

15Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». 16Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». 17Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. 18In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». 19Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

 

COMMENTO 

      La vita di Pietro è sempre stata una continua chiamata a cambiare: cambiare lavoro, cambiare famiglia, cambiare fede, cambiare poi la mente e infine il cuore. Non è stato lui a convertirsi, a cambiare, ma è stato il Cristo a convertirlo e a cambiarlo. Ma l'ultima conversione di Pietro, quella del cuore è avvenuta dopo la risurrezione del Signore, sulle rive del lago, da cui tutta la sua vicenda di uomo arriva e da cui riparte.  Questa ultima conversione avviene in un momento di colloquio intimo e personale tra Gesù e Pietro, sembra che gli altri discepoli presenti siano improvvisamente spariti. Qui è Gesù che prende l'iniziativa e gli chiede semplicemente:«Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?» Gesù in questo modo gli chiede tutto, dato che anche vuole affidargli tutto. Glielo chiede tre volte perché ora non ci deve essere più spazio per qualsiasi tradimento. Proviamo a lasciarci anche noi interrogare dal Cristo e arrivati al terzo appello proviamo a sentire non solo il suo  dolce rimprovero, ma quanto manca al nostro amare Cristo e gli altri, per essere vera l'affermazione: " Signore , tu lo sai che ti amo" . Quello che manca al nostro amore facciamo oggi richiesta al Signore, dato che se manca a noi, nessuno di noi può procurarselo, ma solo  può riceverlo in dono.

                                                    Tommaso Nuovo