Viaggio spirituale di Tommaso Nuovo

 Vangelo del giorno: maggio 2015

PARTICOLARE DEL DIPINTO DELLA SS TRINITA - CHIESA DELLA SANTISSIMA TRINITÀ (AIELLI)  Aquila
PARTICOLARE DEL DIPINTO DELLA SS TRINITA - CHIESA DELLA SANTISSIMA TRINITÀ (AIELLI) Aquila

Domenica

31 maggio 2015

Festa della SS. Trinità

Mt 28,16-20



16 Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.17 Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. 18 Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. 19 Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20 insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»


COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Conoscere e testimoniare l'Unico Vero Dio.


Il saluto di Gesù prima di lasciare questa terra è sia l'invio alla missione: "andate dunque e fate discepoli tutti i popoli ", battezzandoli (immergendoli) nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, sia la conferma ultima della Rivelazione definitiva di Dio, Uno e Trino: Padre, Figlio e Spirito Santo.


Nella festa della SS.Trinità questa Vangelo ci aiuta a verificare quale sia la nostra conoscenza di Dio e quale la nostra testimonianza. Entrambe vanno a braccetto, infatti con più è profonda la nostra conoscenza, con più è forte la nostra testimonianza.


Ma da che cosa dipende la nostra conoscenza di Dio? Non dipende solo dal aver frequentato l'iniziazione cristiana, il catechismo o l'aver partecipato a corsi di teologia o aver letto libri di teologia, tutte cose buone. La nostra conoscenza di Dio dipendesoprattuttodalla testimonianza degli altri, dalla fede degli altri. Specialmente nell'opera dell'evangelizzazione dove sono impegnate e famiglie,


isacerdoti, i laici uomini e donne,catechisti, teologi e molti altri soggetti, se non trasmettono la loro fede,in ciò che fanno o dicono,è come se fosse fumo negli occhi, un testimoniare senza credibilità. Poi ci deve essere una vita coerente con ciò che si annuncia, una viva spirituale attiva. Il battesimo che dice il Signore di ammaestrare è il sacramento dellafede. Non un rito da compiere, ma una testimonianza da dare.


Il problema delle fede deve interessare prima di tutto chi si dice credente, perchè sia vera l'esperienza fa e sia sempre alimentata, approfondita, vissuta.


Il passare alla fede di chi non crede dipende dal nostro passare la fede a chi non crede. Nessuno raggiunge da solo alla fede, è sempre portato dalla fede degli altri.


Gesù ha mandato i suoi discepoli nel mondo con la loro fede e ha garantito di accompagnarli sempre fino alla fine del mondo. E noi non dimentichiamoci la fede e la nostra identità cristiana a casa quando domani usciremo per andare al nostro impegno nel mondo

Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

Sabato 30 maggio 2015

VIII settimana del tempo ordinario

Mc 11,27-33

27Andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani 28e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l'autorità di farle?».29Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. 30Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi». 31Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: «Dal cielo», risponderà: «Perché allora non gli avete creduto?». 32Diciamo dunque: «Dagli uomini»?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta.33Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».


COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Noi crediamo che Gesù Cristo è il Signore !


Furono numerosi gli scontri con le autorità religiose e Gesù. Tutte mirate a contrastare il suo forte ascendente sul popolo e l’imbarazzo che creava per le parole di critica e di giudizio rivolte ai capi dei sacerdoti, anziani e scribi. La presenza di Gesù da fastidio, le sue parole disturbano e la sua azione li ingelosisce.


Gesù davanti ad una domanda fatta con il pretesto poi di accusarlo, risponde con un'altra domanda sull’origine del battesimo di Giovanni il Battista, fatta invece per svelare la loro meschinità e incoerenza. Loro non rispondono e allora nemmeno Gesù risponde. Gesù non deve rendere conto a nessuno di quello che è e di quello che fa. Dal modo con cui Gesù parla sembra proprio che sia Lui la fonte della legge.


Ma questo fatti e queste parole valgono anche per noi oggi, che facciamo finta di riconoscere l’autorità di Dio sulla nostra vita e facilmente sostituiamo la legge di Dio con quella degli uomini.


Perché il mondo, i governi del mondo, i singoli individui non riconoscono l’ autorità di Cristo? Perché non prendono a modello la legge di Dio per elaborare la legge degli uomini? Perchè, una legge che è poi scritta nel cuore dell’uomo e nella sua natura, viene sempre vista come fatta dalla Chiesa per ingannare e sottomettere gli uomini?


La questione è una sola, Dio non deve provare niente a nessuno, è l’uomo che deve usare la ragione per cercare la Verità e lasciarsi illuminare dalla luce delle fede. La ragione ha bisogno della fede,

senza la quale cammina nel buio.


Anche gli uomini del tempo di Gesù specialmente i capi non si sono lasciati illuminare dalla parola di Cristo stesso. Nemmeno lo hanno ascoltato, nemmeno hanno creduto ai segni che faceva. Chiusi nelle proprie ragioni hanno messo un inciampo sulla via della Verità.


Oggi il rischio è uguale e interessa tutti nella Chiesa, a partire dai capi, se non si lavora sulla fede, sulla propria fede e per la propria fede. Perché Cristo parla anche a noi oggi. E la causa dell’incredulità del mondo è la debolezza della nostra fede e perciò della nostra testimonianza.


Il cristiano è uguale agli altri uomini, ma per la sua fede è diverso dagli altri, ed è una ricchezza per gli altri. Perché questa ostilità e persecuzione? Sappiamo che sono scatenate da satana, ma satana non fa niente se noi non glielo permettiamo. Forse noi cristiani non siamo capaci di presentarci come tali. Le nostre convinzioni non convincono perché noi non siamo convincenti.


La questione non sta allora nel farci accettare o meno, ma nell’essere convinti di quello che crediamo e che questa convinzione si trasformi in santità di vita. Molte persone, che sono ingannate da ideologie e falsi ideali, hanno bisogno di vedere che qualcuno è arrivato a conoscere e incontrare la Verità. Buona Giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

Giovan (Giovanni) Francesco Barbieri detto IL GUERCINO Cento, 8 febbraio1591 – Bologna, 9 dicembre 1666) Gesù caccia i mercanti dal Tempio Databile verso il 1620-1630 Olio su tela, H.: 245 x L.: 259 cm
Giovan (Giovanni) Francesco Barbieri detto IL GUERCINO Cento, 8 febbraio1591 – Bologna, 9 dicembre 1666) Gesù caccia i mercanti dal Tempio Databile verso il 1620-1630 Olio su tela, H.: 245 x L.: 259 cm

Venerdì 29 maggio 2015

VIII settimana del tempo ordinario

Mc 11,11-25


11Ed entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània.

12La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. 13Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. 14 Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono.

15Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe 16e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. 17 E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto:


La mia casa sarà chiamata

casa di preghiera per tutte le nazioni?


Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».

18Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. 19Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.

20 La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. 21 Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». 22 Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! 23 In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. 24 Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. 25 Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».


COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni


In questa pagina del Vangelo di Marco si mostra la persona di Gesù irritato e addirittura furioso: prima maledice un fico, che non per sua colpa non ha frutti, non essendo quella la stagione dei fichi.

Poi entra nel tempio e scatena tutta la sua ira su coloro che facevano mercato e quindi, di conseguenza approfittavano specialmente dei più poveri. Anche chi era povero non poteva presentarsi a mani vuote a fare i sacrifici comandati dalla legge. sarebbe troppo facile fare del moralismo sia sul povero fico, magari dicendo: il Signore Gesù quando viene cercare i frutti che si aspetta deve trovarli, se non vogliamo fare la fine del fico. Oppure guai a chi , specialmente se è prete, approfitta delle offerte dei fedeli e fa mercato con le cose della Chiesa . Troppo facile, troppo scontato. Gesù Cristo aveva solo da dirci questo? Tutt'altro. Quello che vuole dirci Gesù è il grande insegnamento della preghiera, del luogo di culto interiore ed esteriore in cui incontraci con Dio.


Gesù ci insegna che la preghiera ha la forza si sollevare le montagne, di far fiorire il deserto, di ottenere ciò che per l'uomo è impossibile procurare. Però la preghiera ha bisogno della misericordia per essere esercitata, perchè arriva dritta al cuore di Dio e nel cuore di Dio c'è solo misericordia.


Come possiamo ottenere da Dio se prima non ci siamo riconciliato tra noi? E poi come possiamo ottenere da Dio se non abbiamo fiducia di aver già ottenuto quello che chiediamo?


C'è un luogo interno della preghiera, una casa interiore e quella casa è il nostro cuore. Ma c'è una casa esterna per la preghiera ed è la chiesa. Entrambi i luoghi vanno curati in vista dell'incontro con Dio.


Tutti possono e devono fare la loro parte perchè la chiesa sia una casa di preghiera. Ma la prima cosa che tutti devono fare, a partire dai presbiteri è curare la casa interiore. Quando una persona va in Chiesa porta quello che ha dentro di se, nel bene e nel male. Quello che uno ha dentro contribuisce a edificare o a distruggere, rovinare o disturbare ciò che avviene in chiesa, prima durante e dopo la S.Messa. Di questo dobbiamo essere tutti consapevoli, a partire dai presbiteri.


Quanto fa male vedere persone che parlano tra loro, anche per lungo tempo, che non si mettono in ginocchio per raccogliersi in preghiera, che non accennano ad un saluto a Gesù, che voltano le spalle all'altare, che vestono in modo succinto e provocatorio, che puntano gli occhi addosso a uomini, donne ragazze e ragazzi. Oppure che entrano in chiesa e fanno tutto in velocità all'ultimo momento, senza il minimo pensiero di stare alla presenza di Dio.


Quando invece c'è il clima di preghiera ti senti coinvolto profondamente e ti guardi dal disturbare, ti metti anche tu in un atteggiamento di ascolto, di attesa. Hai un sentimento di pudore misto a vergogna, se ti accorgi di avere un vestito non adeguato alla circostanza. Senti il desiderio di confessarti, di riconciliarti di comunicarti con Gesù. Ogni cosa e persona ti parla di Dio e della sua bontà.

Senti di essere tornato a casa. Senti il canto che ti esce spontaneo dalla bocca , come una melodia che ti accarezza il cuore, senti la gioia di stare insieme. Senti la sacralità del momento e del ministro dell'altare, senti infine di incontrarti con Dio, un Dio che ama e che si dona a noi .


Quante volte abbiamo vissuto così le nostre Eucaristie, quante volte abbiamo partecipato con fede alla Santa Messa e siamo entrati in Chiesa con lo spirito di chi è consapevole di stare alla presenza di Dio?


Facciamo ognuno la nostra parte perchè Dio stia volentieri con i suoi figli, nel luogo che ha scelto per ascoltare le loro preghiere. Buona giornata. tommasonuovo@yahoo.it

Gian Domenico Tiepolo Cristo ridona la vista al cieco di Gerico sec. XVIII Hallsborough Gallery - Londra
Gian Domenico Tiepolo Cristo ridona la vista al cieco di Gerico sec. XVIII Hallsborough Gallery - Londra

Giovedì 28 maggio 2015

VIII settimana del tempo ordinario


Mc 10,46-52


46 E giunsero a Gerico. Mentre partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare.47 Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». 48 Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». 49 Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». 50 Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. 51 Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». 52 E Gesù gli disse: «Va', la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.


COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

cosa vuoi che io faccia per te?

Niente avviene per caso. Anche l'incontro tra Gesù e il cieco di Gerico è la manifestazione del piano di Dio. Quel giorno Bartimeo poteva starsene a casa, oppure mettersi su un altra via. Oppure essere scoraggiato per la presenza di tanta gente e perché la gente non badava a lui. Anche il Signore Gesù non per caso passava di li. Gesù passava per quel cieco.


Ecco che nonostante ci fossero degli impedimenti ( la cecità, la gente, la possibile sfiducia) l'incontro avviene. Sembra quasi che il cieco sia già guarito prima delle parole di Gesù, perché va dritto verso di Lui. Chi lo spinge? Forse la forza di volontà? No la fede, che gli mette in bocca le parole giuste per attirare su di se l'attenzione di tutti, in modo particolare quella di Gesù.


Poi avviene tutto in un momento. Gesù fa una domanda che pare scontata per un cieco. Ma la rivolge anche a noi, che non siamo ciechi, e nonostante ciò non vediamo bene nella nostra vita.


Così anche a noi Gesù ci chiede: che cosa vuoi che io faccia per te? Il cieco gli risponde chiedendo ciò che in quel momento gli manca e gli è necessario più di ogni cosa. A noi cosa ci manca e cosa ci è più necessario di ogni cosa? Non è forse la fede? Quella della quale Gesù loda il cieco dicendogli: “la tua fede ti salvato?”


Presentiamoci oggi con umiltà e fede davanti a Dio, che viene per noi e ci offre ciò che più ci è necessario. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

ILCRISTO DI SAN GIOVANNI DELLA CROCE Salvator Dalì 1951
ILCRISTO DI SAN GIOVANNI DELLA CROCE Salvator Dalì 1951

Mercoledì 27 maggio 2015

VIII settimana del tempo ordinario

Mc 10,32-45



32 Mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti a loro ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti. Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli:33 «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, 34 lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà».

35 Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». 36 Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». 37 Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». 38 Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». 39 Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. 40 Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
41 Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni.42 Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. 43 Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, 44 e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. 45 Anche il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti»


COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

La difficoltà ad accogliere la croce di Cristo

Come stona la richiesta dei due discepoli e l'indignazione degli altri con le parole che Gesù dice in riferimento alla sua passione , morte e risurrezione. Emerge con chiarezza l'umanità dei discepoli, la nostra umanità che fa fatica ad accogliere il piano di Dio. Cristo deve intervenire per far capire ai suoi discepoli che nella sua comunità vige la regola che il più grande è colui che serve, non solo perché serve gli altri, ma perché è al servizio dell'amore. Così alla fine Gesù riporta l'attenzione sulla sua passione e morte.


Lo sappiamo che siamo serviti da Gesù Cristo stesso? Che siamo serviti dall'amore? Quando andiamo alla S.Messa ci pesiamo a quello che avviene sull'altare? Quale offerta si rinnova per noi e per la nostra salvezza?


Il sacrificio della Croce è passato al modo sacramentale per renderlo accessibile e disponibile a tutti, in tutti i tempi. Ecco perché sia il presbitero che presiede, come il fede che partecipa devono avere la chiara coscienza che non partecipano ad uno spettacolo, ad una recita, ma al Sacrificio di Cristo, al medesimo Sacrificio che Cristo ha offerto sul Calvario.


Perché questa coscienza pervada ognuno occorre che primi fra tutti i presbiteri vivano la partecipazione al Sacrificio di Cristo con tutta la loro vita, con sofferenza, portando nella loro carne la sofferenza di Cristo e degli uomini. Chi presiede la S.Messa dovrebbe arrivare fino a piangere per i peccati propri e del popolo. Purtroppo capita di vedere in Chiesa altri atteggiamenti anche indecorosi, soprattutto sguardi verso qualcuna o qualcuno e sempre una grande fretta di finire.


La crisi che sta vivendo la Chiesa di disaffezione e sopratutto di scristianizzazione, desacramentalizzazione e una deriva amorale contro la legge di Dio è causata anche dagli atteggiamenti dei presbiteri e soprattutto dal non mettere la fede in ciò che fanno all'altare. Ecco perché occorre andare avanti a pregare per la fede dei presbiteri da essi dipende la salvezza di molti. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

Martedì 26 maggio 2015

VIII settimana del tempo ordinario:

San Filippo Neri, sacerdote

Mc 10,28-31


28 Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». 29 Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, 30 che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. 31 Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».


COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo

seguito...


La Pentecoste ha inaugurato il tempo della Chiesa, dove è protagonista sempre lo Spirito Santo, mentre l'uomo è chiamato a seguire Gesù in modo radicale, cioè totale.


La posta in gioco è altissima, la Vita eterna e noi dobbiamo soppesare bene quale è la zavorra che ci impedisce di seguire Gesù nella direzione della Vita: può essere la ricchezza, l'attaccamento a cose, beni o a persone. Può essere una ricerca di gloria terrena , un posto in vista nella Chiesa. Sappiamo bene che l'ambizione abita anche le nostre chiese.


Tutta la Chiesa è chiamata alla sequela di Cristo, che si svolge a seconda dello stato di vita in cui si trova un suo figlio o figlia. lLa dimensione della radicalità o della totalità della sequela non è solo riservata ai consacrati, ma a tutta la Chiesa, di cui i consacrati sono il segno davanti a tutto il mondo.


Gesù dice a Pietro e a noi che non mancherà mai ciò che serve per questa la vita , case, fratelli, sorelle madri e campi e non mancherà sopratutto una cosa: la persecuzione. Certamente la persecuzione non è offerta da Dio, ma preparata dal mondo e attraverso di essa, Dio fa crescere e maturare la fede di ognuno. Anzi la persecuzione fa maturare la fede di tutta la Chiesa, perché essendo un corpo fatto da molte membra, tutte le membra soffrono in uno e tutto il corpo cresce per la fede e la testimonianza di uno solo.


Questa solidarietà avviene in senso negativo anche con il peccato, sia a causa del peccato d'origine e sia per il nostro peccato personale che ha sempre delle conseguenze sull'intero Corpo della Chiesa.


La vita cristiana dobbiamo comprenderla non solo nella dimensione morale, ma molto di più nella dimensione di discepolato di Cristo e di sequela, che richiede di seguire Cristo senza riserve, mettendo nelle sue mani la nostra vita e lasciandoci educare dallo Spirito Santo attraverso il Vangelo e l'azione della Chiesa.


Ciò contrasta con lo spirito del tempo, dove si vuole fare tutto ciò che va proprio contro Dio e di conseguenza contro l'uomo Bisogna imparare dai santi dalla Vergine Maria cosa significa andare contro corrente. Chi va contro corrente risale alla fonte e trova sempre l'acqua più pura e più buona. Chi va dove corre la corrente del mondo si troverà in un fiume sporco e limaccioso che trascina in se il fango del mondo. In quale direzione è collocata la nostra vita ? Oppure siamo fermi in mezzo al fiume che scorre?

Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it


Domenica

24 maggio 2015

Pentecoste

Gv 15, 26-27.1,16


26 Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me;27 e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. 16 Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia.


COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Pentecoste: lo Spirito santo scende su di noi e abita in noi.


La festa di Pentecoste è stata per la Chiesa nascente un punto di arrivo e punto di partenza. Quegli uomini che fino allora erano stati con il Cristo ora sono accompagnati dallo Spirito Santo, che inabita in loro. Non è sceso su di loro in forma simbolica, ma occupando , riempiendo la loro anima e i loro corpi. Ecco che vengono trasformati e il loro cambiamento lo si nota “ sembravano degli ubriachi”, si perché pieni di gioia e si Spirito Divino e non si spirito di vino.


Ma quella Pentecoste è stata solo l'inizio, l'introduzione alla grande sinfonia dello Spirito che perdura anche oggi. Solo che la nostra mediocrità ci impedisce di partecipare a questa sinfonia perché siamo troppo occupati a badare al nostro corpo e ci occupiamo poco o nulla dello Spirito. Ce lo ricorda bene san Paolo, che la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne.


Fare atto di presenza allo Spirito che è in noi, ce lo fa conoscere come “ dolce ospite dell'anima “.

Nella Chiesa, come in ogni singola comunità, come in ognuno di noi non avviene niente senza la presenza dello Spirito. Ecco perchè dobbiamo prestagli attenzione e assecondarlo nelle sue ispirazioni. Egli si occupa del nostro spirito e della nostra nostra anima, da cui dipende anche il nostro corpo.


Occorre però preparagli una dimora degna tenendo lontano dal nostro corpo i peccati impuri e l'impudicizia e avendo una attiva vita spirituale, fatta di ascolto della parola, di comunione con il Signore e fratelli attraverso la santa Eucaristia, di meditazione, riflessione, di ringraziamento e messa in azione dello tante ispirazioni dello Spirito, con tanta preghiera e carità, da modulare in base al proprio stato di vita.


La grande scoperta che la vita spirituale ci può far fare è quella di vedere come lo Spirito santo abita in noi e come si parla , ci consiglia ci istruisce, ci consola, ci ama. Auguro a tutti una buona Pentecoste e una riscoperta dello Spirito Santo.

tommasonuovo@yahoo.it


Sabato 23 maggio 2015


VII settimana di Pasqua


Gv 21, 20-25


20 Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». 21 Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». 22 Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». 23 Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».

24 Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. 25 Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.



COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Il libro della vita

Il Vangelo ha un inizio, una fine e anche una continuazione. L'inizio e la fine li troviamo sul testo che ci è stato tramandato. La continuazione la troviamo in tutte le generazioni di cristiani di ogni lingua popolo e nazione, che con nella loro vita hanno scritto con la fede e la testimonianza quelle cose che Gesù attraverso lo Spirito Santo continua a produrre in loro.


Quelle cose , a cui si riferisce Giovanni, che se fossero scritte il mondo intero non basterebbe a contenere i libri, sono la vita e la fede di ognuno di noi. Perché , bisogna sempre ricordarlo, il protagonista di una vita cristiana è lo Spirito di Cristo, lo Spirito Santo, sempre se gli diamo retta.


Non è necessario essere un papa, o un vescovo o uno scrittore professionista per scrivere un libro. Basta che la nostra vita racconti con fatti e con la parola l'opera di Dio. Ogni vita cristiana vissuta nella volontà di Dio, anche quella che agli occhi del mondo è la più insignificante, è un capolavoro degno della Divina Commedia. Ogni vita cristiana che si compie in Dio, rimane scritta nel libro della vita (cfr. Ap 20,12). Questa è la cosa più importante. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it


Mercoledì 20 maggio 2015

VII settimana di pasqua

Gv 17,11-19


11 Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.
12 Quand'ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. 13 Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. 14 Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
15 Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. 16 Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. 17 Consacrali nella verità. La tua parola è verità.18 Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; 19 per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità.


COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Essere accompagnati tutti i giorni da Cristo Risorto


Il discorso di Gesù può sembrare complicato, ma ha solo un argomento: il fatto che i credenti sono chiamati a testimoniare Cristo in un mondo a cui non appartengono, pur essendoci dentro , pur partecipando ad esso.


Gesù dice che ha consegnato a loro la Parola del Padre, cioè Se Stesso, perchè vivano in stretto contatto con essa e facciamo dipendere da essa ogni azione, pensiero e parola. Questo perchè siano istruiti e guidati dalla Verità stessa.


Il mondo può con la sua superbia e arroganza corrompere la bontà della fede e dell'esperienza cristiana, perchè non vuole che si manifesti la Gloria di Dio, cioè la persona di Gesù e il suo Vangelo, e fa di tutto per mistificarlo, negarlo, manipolarlo, perchè il credente non manifesti in se stesso la conoscenza e la presenza di Gesù.


Sono bravi i mass media a schiacciare la fede del credente e a esaltare invece l'uomo. Ad esempio, oggi si parla spesso di papa Francesco, di cosa dice e di cosa fa,mai emerge dai media che dice e fa a nome di Cristo. Così si parla della Chiesa di Francesco, dei preti di Francesco, della riforma di Francesco, delle battute di Francesco, delle donne di Francesco, ma non di Cristo che parla in Francesco. Certo ci vuole la fede per riconoscere Cristo negli uomini, eppure Cristo è li che ci attende e ci guarda.


Cristo non è più di questa terra, ma nello stesso tempo cammina con noi, non ci vuole lasciare soli, lo ha promesso: io sarò con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo. La fede è anche questo: sapere di essere sempre accompagnati da Cristo risorto.

Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it



Martedì 19 maggio 2015

VII settimana di Pasqua

Gv 17,1-11


1 Così parlò Gesù. Poi, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l'ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. 2Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.3Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. 4Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. 5E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.
6Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. 7Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te,8perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. 
9Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi.10Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro.11Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.


COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Io prego per loro.

Cristo prega il Padre per noi. Ma in verità questa preghiera è indirizzata a noi, perchè ci rendiamo conto cosa è in gioco con la nostra fede.

Non è indifferente credere e non credere. Non è la stessa cosa dal punto di vista degli effetti e del risultato. Credere inGesù Cristo significa aver accesso alla vita eterna: non solo alla vita senza fine, ma al suo autore Gesù Cristo. Chi non crede si tine lontano dalla salvezza e da Gesù Cristo


Ma il fatto che uno crede,incide molto anche su chi non crede,specialmente in una società che nega l'esistenza di Dio. Il credente, quello con la c maiuscola,è sempre un punto di domanda,un motivo di disturbo e di imbarazzo, un motivo di contraddizione, perchè pensa e agisce non secondo gli uomini, ma secondo Dio. Così chi non crede deve vedere la fede di chi crede e poter giudicare cosa significa vivere senza la fedeo vivere con la fede. Magari potrà anche confrontare dal lato umano i risultati


Ecco perchè Gesù chiede al Padre che li custodisca, perchè non venga meno in loro la fede, senza la quale anche chi non crede nonpuò fare marcia indietro e convertirsi.


La fede ha come punto di arrivo la manifestazione di Dio a tutti gli uomini di tutti i tempi.Solo incontrandolo e credendo si ha la vita eterna.


La fede di un semplice cristiano, come quella di un santo diventano il patrimonio vero, la vera eredità che si lascia su questa terra. Essa non va mai perduta se rimane scritta nei cuori delle persone e diventa occasione di crescita spirituale di chi la riceve. Grandi patrimoni e potenti dinastie non hanno saputo resistere al consumarsi dei secoli. Invece chi crede lascia dietro di se una scia luminosa, una traccia di luce, un sentiero sicuro e battuto da secoli, che attraversa tutta la nostra storia e sulla quale possiamo incamminarci senza esitazione. E questa scia che dobbiamo seguire nel buio di questo secolo. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it 

Lunedì 18 maggio 2015

VII settimana di pasqua

Gv 16,29-33

 

 

29Gli dicono i suoi discepoli: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. 30Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t'interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio».31Rispose loro Gesù: «Adesso credete?32Ecco, viene l'ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.
33Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».


COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Io ho vinto il mondo.


Credere in Gesù non dipende dal aver raggiunto la consapevolezza di chi è Gesù o dal aver capito il suo messaggio. Credere in Lui è Grazia di Dio, illuminazione dello Spirito, elevazione dalla terra e sequela senza riserve.


La nostra fede, molte volte, è così limitata e combattuta dagli agenti del mondo, ecco perchè ha bisogno di una luce che non venga dagli uomini ma da Dio, da Cristo stesso.


Senza la fede in Cristo, ognuno si disperde per la propria strada, dietro i propri fantasmi. Con la fede in Cristo si ricostituisce l'unitàdell'uomo in se stessoe tra gli uominitutti.


Per camminare sicuri su questa terra così piena di insidie occorre essere accompagnati da Cristo. Lui ci rimprovera perchè lo lasciamo solo,ma in verità siamo noi che rimaniamo soli, con Lui c'è il Padre, ma con noi chi c'è?


Gesù ha vinto il mondo non perchè lo ha combattuto, anzi è il mondo che combatte Cristo. Cristo lo ha vinto perchè loha amato; per questo mondo Egli è morto ed è risorto. Cristo lo ha vinto perchè lo ha salvato.


La vittoria di Cristoallora si manifesta nella nostra fede. Dice la prima lettera di Giovanni:Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede(1Gv 5,4). Vittoria, vittoria, Vita eterna in Cristo Risorto.


Anche noi per vincere il mondo dobbiamo proclamare che Dio ama questo mondo è lo ha salvato. Ci salveremo così: annunciando che Dio, in Cristo, ha amato e ha salvato questo mondo. Questa è la vittoria sulle forze satanesche che oggi lo governano. Buona giornata

 

tommasonuovo@yahoo.it

Domenica 17 maggio 2015

Ascensione del Signore.

Mc 16,15-20


15 E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. 16 Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. 17 Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove,18 prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

19 Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. 
20 Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano


COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Ascensione


Oggi è la festa dell'Ascensione di Gesù al cielo. Forse pochi lo sanno, tanto il tempo scorre così velocemente negli affanni e nei problemi della vita.

Eppure è un tempo di festa che il Signore ci offre attraverso la Chiesa, da saper vivere con la fede il tempo dopo l'Ascensione. Cosa è successo? Gesù compie in pieno la sua vicenda terrena e celeste e siede alla destra del Padre.

Se non ci fosse stata questa elevazione e separazione dalla terra, Gesù Cristo, anche se risorto, sarebbe come noi prigioniero di questo mondo e di questa terra. La sua figura sarebbe stata quella di un uomo straordinario e potente. Sarebbe stato anche chiamato Figlio di Dio, ma non avrebbe salvato nessuno e sarebbe motivo di divisione contesa. Ci sarebbe anche chi avrebbe tentato in tutti i modi di eliminarlo per prendere il suo posto.


Ma Cristo è risorto e siede alla destra del Padre. Il Cielo è aperto e non è vuoto. Gesù è il Signore e nessuno potrà mai prendere il suo posto.


Noi possiamo guardare con certezza a Dio perchè sappiamo chi è; possiamo pregarlo, presentare a Lui le nostre suppliche, indirizzare a Lui nostri pensieri e le nostre parole. Le nostre Eucarestie non sono riti vuoti, se sono vuoti e per mancanza di fede da parte nostra. Ma le sorprese non sono finite:oggi la nostra umanità si trova dove nessun uomo è capace di arrivare e noi membra del suo Corpo possiamo vivere in attesa di ricongiungerci a Cristo, nostro capo.


Oggi è veramente festa lassù nel cielo e quaggiù sulla terra. Se vogliamo sentire quella gioia che caratterizzava gli Apostoli, in questa giornata, dobbiamo collocare nel nostro cuore questo evento e pensare al nostro Destino Eterno. Cristo oggi ci dice: sono quà e vi attendo. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it


Sabato 16 maggio 2015

VI settimana di pasqua

Gv 16, 23-28


Quel giorno non mi domanderete più nulla.
In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. 24Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.

25 Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l'ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. 26In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: 27il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio. 28Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre».


COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

La preghiera è l' arte di coltivare l'anima.


La nostra comunicazione con Dio avviene attraverso la preghiera. Sembrerebbe un pò banale dire così, ma il Signore stesso si faceva vedere a pregaree parlava con il Padre in lunghi colloqui,anche notturni. Ditemi se ci sono altre strade,oltre a quelle spirituali, per comunicare con Dio. Di strade spirituali ce ne sono molte,ma la principale resta la preghiera.


San Agostino chiama la preghiera il grido del cuore; dice anche che la preghiera è desiderio, desiderio di Dio. Certamente la preghiera chiede che ci mettiamo davanti a Dio, con il cuore e con la mente e anche il corpo sia collocato in una situazione di attenzione verso Dio. Ma la preghiera chiede una cosa più di altre: la preghiera chiede la nostra fede. Molti infatti pensanodi pregare perchè diconole orazioni, oppure perchè vengono alla S.Messa, ma poi il cuore, la mente e soprattutto la fede sono collocati altrove.


Questa situazione di distrazione può essere occasionale o patologica in base a come siamo stati educati nella preghiera.Il Signore Gesù certamente guarda di più il cuore e anche un minimo impulso di amore per Lui non gli sfugge, ma pregare bene significa fare bene ciò che richiede la preghiera.


La preghiera ci ottiene non in base a quello che chiediamo, ma in base all'apertura di cuore e alla fede che ci mettiamo.

La fede che richiede la preghiera è la nostra relazione con Gesù: il modo con cui lo trattiamo, lo ascoltiamo, lo amiamo, lo seguiamoelo temiamo.


Il Padre è sempre pronto a dare e noi dobbiamo essere sempre pronti a ricevere.


Molti si domandano perchè pregare?Questa domanda viene solo quando si è abbandonata la preghiera e dopo,per giustificarci,diciamo: Perchè devo pregare!



La nostra relazione con Dio è molto più profonda di quello che sembra. Il semplice dire le orazioni oppure andare e ascoltare la Santa Messa non da ragione di un lavoro più profondo che chiede la vita spirituale. E' più facile zappare l'orto che coltivare l'anima.



Se vogliamo iniziare a ottenere qualcosa da parte di Dio, chiediamo che il Divino Agricoltore ci insegni attraverso la preghiera l' arte di coltivare l'anima. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

Giovedì

14 maggio 2015

VI settimana di Pasqua, san Mattia apostolo


Gv 15,9-17


9 Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. 10 Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. 11 Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

12 Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. 13 Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. 14 Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. 15 Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.16 Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda.17 Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.


COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Cosa possiamo fare per rimanere nel suo amore?


Di nuovo torna questo appello, che il Signore ci fa in questi giorni, che precedono la festa dell'Ascensione e la Pentecoste. " Rimanete nel mio amore".


Vedo che è così difficile rimanere nell'amore di Cristo , perchè facilmente coltiviamo le nostre cose o passioni e con difficoltà riconduciamo a Lui ogni cosa, anche il bicchiere di acqua che ho appena bevuto, non lo riconduco a Lui. Basterebbe dire: " Grazie , Signore, per questo bicchiere di acqua che viene da te. Ci sarebbe tanto da dire e ringraziare il nostro buon Dio.


Eppure è così necessario stare nel Suo amore, per non perdere la nostra capacità di amare, a misura di Dio, dato che siamo stati fatti a Sua immagine, ma non agiamo a immagine di Dio.


Per stare nel Suo amore occorre stare nei comandamenti, occorre viverli più che recitarli. Occorre ringraziare molto e per ogni cosa il nostro Dio, occorre vincere il nostro egoismo. Occorre aprire il cuore e il portafoglio a chi ha bisogno, pensando sempre che a noi poi provvederà il Buon Dio, direttamente e gratuitamente. Senza inventarci qualsiasi cosa per far contento il nostro Dio.

Egli quando guarda gli uomini ha molti motivi per rattristarsi, offriamo almeno noi un motivo per rallegrarsi, tutti i giorni.


Insomma facciamo di tutto per rimanere nel Suo amore, soprattutto amiamo e difendiamo la vita e la purezza del cuore e dei costumi. Non ci immaginiamo quanto dolore provoca nel Signore il peccato impuro, specialmente se commesso dai consacrati.


Vedete possiamo fare tante cose per rimanere nel Suo amore. Allora che aspettiamo. mettiamoci all'opera. Anche questo piccolo commento lo voglio dedicare a Lui per ringraziarlo per ogni cosa della mia vita. Buona giornata.


tommasonuovo@yahoo.it


Mercoledì

13 maggio 2015

VI settimana di pasqua

Gv 16, 12-15


12 Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.13 Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. 14 Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. 15 Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.


COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Cristo è la Verità tutta intera.


Mettiamoci anche noi nel cenacolo, nella sera dell'ultima cena, per ricevere queste parole come un testamento. Gesù consegna ai suoi discepoli e a noi la pienezza della rivelazione di Dioela consapevolezza che senza lo Spirito Santo, lo Spirito di Dio, non potremo avere accesso a Dio.


La rivelazione di Dio non è solo il frutto della conoscenza dell'uomo, ma dell'azione dello Spirito, a cui dobbiamo prestare molta attenzione. Lo Spirito ci guiderà alla Verità tutta intera, cioè a Gesù Cristo.


La verità sul l'uomo, sulla storia, su ogni vicenda umana, ha a che fare con la persona di Gesù. Ecco perchè Gesù deve essere l'interesse primo dell'anima e il bisogno primo di ogni uomo che cerca la Verità.


Oggi sembra che si parli di Cristo solo in luoghi accademici ecclesiastici, o come lezioni di Teologia. Ma c'è qualcuno che parla di Cristo non per sentito dire, ma per esperienza viva di Lui? Nemmeno i consacrati tra loro parlano di Cristo. Perchè? Se abbiamo un interesse vivo, se abbiamo amore alla sua persona, lo Spirito Santo prenderà ciò che c'è di più intimo e santo in Cristo e ce lo annuncerà e conoscendo sempre più il Cristo,conosceremo il Padre, Dio stesso, e il suo mistero di amore per noi.


Cerchiamo oggi di avere un interesse vivo alla persona di Gesù; cerchiamo di piacergli in tutto; cerchiamo di consolarlo, di stargli vicino; cerchiamo di vincere quell'indifferenza e durezza di cuore, che il mondo di oggi ha verso la sua persona e la su Parola.


Se vogliamo sapere cosa fare concretamente chiediamolo ai santi, ai grandi innamorati di Cristo, come San Francesco, Santa Teresa del bambin Gesù, Santa Faustina Kowalska e molti altri e troveremo pane fresco per la nostra anima.


Se Cristo è sempre alla ricerca dell'uomo, l'uomo deve essere sempre alla ricerca di Cristo. Buona giornata

tommasonuovo@yahoo.it



Martedì 12 maggio 2015

VI settimana di pasqua

Gv 16, 5-11


5 Ora però vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: «Dove vai?». 6 Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. 7 Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. 8 E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. 9 Riguardo al peccato, perché non credono in me;10 riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più;11 riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato.


COMMENTO DI TOMMASO NUOVO


E' bene per voi che io me ne vada...


Gesù lascia questa terra e lo annuncia prima ai suoi discepoli. Crea in loro una memoria di parole e fatti che li aiuteranno a comprendere tutti gli avvenimenti successivi alla sua morte e risurrezione.


L'avvenimento più straordinario sarà l'invio dello Spirito Santo. Sono cose che appena riusciamo a intravedere e pensare, di cui a fatica ci rendiamo conto se non ci fossero stati nei secoli uomini e donne illuminati da quello stesso Spirito che poi è stato mandato a tutta la Chiesa


Anchio, pur essendo un peccatore cerco di dire qualcosa e meditare sulla dipartita di Cristo. Forse era meglio che rimaneva qua a dirigere Lui stesso al Chiesa, perché noi uomini siamo solo capaci di combinare dei guai. Eppure Lui dice che è bene che è bene che se ne vada, per poter mandare a noi lo Spirito Santo.

La presenza storica di Gesù sarebbe stata di inciampo all'annuncio del Vangelo? Forse si! C'è da pensare che gli uomini sarebbero stati capaci di negare la risurrezione e perciò a ricondurre Gesù Risorto a qualche messia stregone, distorcendo così la realtà di Gesù Cristo come Figlio di Dio. In più sarebbe aumentata la necessità di vedere per credere: vedere un uomo che era morto, vederlo a fare miracoli, vedere la sua potenza. Cose che Gesù stesso ha sempre voluto evitare nella vita pubblica.


Il dono dello Spirito Santo opera invece la l'universalizzazione della persona di GesùCristo, accessibile in ogni luogo, a tutti gli uomini di tutti i tempi e in modo ugualeper tutti, senza la necessità di vedere, senza limitare la sua presenza in un corpo, ma estendendo la sua presenza in tutta la Chiesa, corpo di Cristo, presente in ogni persona che si unisce a Lui.


Il dono dello Spirito poi non opera divisioni, perché non è etnico, non viene da un popolo o da un gruppo particolare , ma da Dio stesso. Gesù Cristo per essendo Figlio di Dio nella sua persona di carne rimane un ebreo e perciò possibile motivo di contesa.


Lo Spirito opera nei cuori, nelle menti e non è sottoposto a confini di spazio o di tempo e nessuno può tenerlo incatenato. Solo lo si può spegnere con il peccato, specialmente con quello impuro, con l'indifferenza, con l'odio, abbandonando la preghiera, la vita liturgica e spirituale e la carità.


Solo lo Spirito può convincere il mondo e convertilo dal peccato: dal non credere alla persona di Gesù; dalla giustizia: che Dio non ha mandato altro salvatore e dal giudizio: per non essere coinvolti anche noi nella condanna di Satana, principe di questo mondo.


Ancora poco conosciamo lo Spirito Santo e apprezziamo i suoi aiuti e ispirazioni. |Basta poco per averlo vicino, basta poco per allontanarlo Questi giorni di grazia per ci conducono verso la Pentecoste possono essere l'ennesima occasione per far crescere la fede e la conoscenza dello Spirito Santo. Buona Giornata.

tommasonuovo@yahoo.it


Lunedì

11 maggio 2015

VI settimana

di Pasqua

Gv 15,26-27.16,1-4

26Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me;27e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.

1 Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. 2Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l'ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. 3E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me.4Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l'ho detto. Non ve l'ho detto dal principio, perché ero con voi.


COMMENTO AL VANGELO

Non spegnete lo Spirito

Gesù dice queste parole di consolazione parlando al futuro, cioè che avrebbe mandato lo Spirito Santo, dopo gli eventi della sua passione , morte e risurrezione. Perciò lo Spirito Santo è stato già mandato, è presente e agisce nella storia personale e collettiva degli uomini.


Ora, dire che agisce lo Spirito di Dio, significa che agisce Dio, per testimoniare e convincere gli uomini che Gesù è il Figlio di Dio e il Salvatore del mondo. Una volta che si crede in Gesù Cristo, lo stesso Spirito Santo, ci aiuta a testimoniare e a parlare di Cristo in modo appropriato.


Lo Spirito Santo agisce in noi, nel corpo e nell'anima, a condizione però che possa fermarsi in essi. Può essere che lo trattiamo come un soprammobile che si usa o lo si sposta a nostro piacimento. Invece deve essere in noi protagonista, cioè ispiratore di una buona vita, vissuta nelle occupazioni terrene ma sempre in vista del cielo.


In qualsiasi cosa facciamo, chiediamo il consiglio e l'aiuto dello Spirito Santo, non mancherà mai di ispirarci, di correggerci, di consolarci, di sostenerci nella prova.


Anche quando siamo nella tribolazione, perseguitati e uccisi a causa di Cristo, non manca la sua azione, che fortifica il nostro spirito, mentre il corpo è in balìa dei persecutorii.


Però occorre allenarci a vivere sotto l'azione dello Spirito, se si vuole avere in noi quello che Lui offre, tutti i suoi multiformi doni.

Lo Spirito è in diretto contatto con la nostra anima, che è spirituale anch'essa; è attento ai nostri pensieri, che sono anch'essi spirituali; è presente nei nostri cuori, perchè quello che facciamo ha come origine l'incontro tra la nostra volontà e la sua ispirazione.


Ma senza dubbio ci sono delle condizioni che permettono allo Spirito di rimanere e non spegnersi. San Paolo in Galati 5,6 e seguenti dice bene cosa può spegnere lo Spirito in noi: le passioni delle carne e l'impudicizia. Esse vanno combattute per far spazio ai desideri dello Spirito e alle sue ispirazioni. Ecco perchè il demonio attenta alla nostra vita proprio accendendo le passioni carnali per evitare di ascoltare la voce dello Spirito.


Oggi non si sente parlare mai di una lotta seria da parte dei credenti e della Chiesa alle passioni della carne. C'è un silenzio roboante sulla lussuria e sul malcostume, presenti non solo nella società civile, ma anche in Chiesa.

Sopratutto giovani donne, anche sposate e ragazze che non mettono vestiti adeguati al luogo e al momento spirituale che stanno vivendo, portando la lussuria in chiesa. Oppure uomini che fanno i lupi in chiesa e che seducono con il loro fascino, la loro parola.

Oggi il vestito serve non solo per coprirsi, ma di più per farsi notare. Ma da chi ? Da Cristo? No! Ma da uomini e anche da donne che sono a caccia anche in chiesa.


Anche quando sei alla S.Messa non puoi stare tranquillo che vieni subito assalito da questi messaggi sessuali: profumi, capelli sciolti e ben in vista, gonne corte, pantaloni a vita basse, trasparenze di ogni tipo e tante altre cose messe apposta per sedurre, (ci sono donne che vogliono sedurre anche altre donne) tanto che non riesci più a stare in Chiesa e ci vai quando non c'è nessuno.


La lussuria è in Chiesa e nessuno ne parla. Arriverà presto l'estate e in chiesa appariranno vestiti sempre più leggeri, bianchi e trasparenti e dopo ci lamentiamo che i preti sono tentati e cadono . Il demonio tenta tutte le sue carte per spegnere lo Spirito e in Chiesa usa proprio la donna per portare il peccato di lussuria. Dobbiamo evitare di essere degli ignari suoi complici. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

Domenica 10 maggio 2015

VI domenica di pasqua

Gv 15, 9-17

9 Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. 10 Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. 11 Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

12 Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. 13 Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. 14 Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. 15 Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.16 Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda.17 Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.



COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Dio ci ha amati per primo


Cerchiamo di descrivere l'amore che Cristo ha per noi, per evitare di parlare di qualcosa che non corrisponde alla realtà , ma solo alle nostre attese, per altro molto umane.


Si perchè l'amore di Cristo per noi non solo è di origine divina, ma è a misura di Dio. Dio quando ama, ama con tutto se stesso. Il suo amore è totale con tutte le creature, specialmente con l'uomo fatto a sua immagine e somiglianza.


Il suo amore è eterno. Non verrà mai meno. Anche se la creatura, per sua disgrazia, cadesse nell'inferno, non viene meno l'amore di Dio per quella creatura. Dio a sua volta non può forzare ciascuno di noi ad amarlo. La creatura, l'uomo ha la possibilità di rifiutare l'amore di Dio, mentre Dio non rifiuta mai l'amore per la sua creatura.


Perchè l'uomo sperimentasse l'amore di Dio, Dio si è fatto talmente vicino all'uomo da assumere su di se la nostra natura umana. Siamo talmente uniti a Gesù Cristo che non ci accorgiamo della sua presenza in noi.


Gesù ha voluto stare in mezzo agli uomini, conoscere le nostre abitudini di vita, di ciascuno di noi, condivide con noi tutto, ha in comune la famiglia, conosce le gioie e le sofferenze di ciascuno...


Ma noi conosciamo la sue sofferenze e le sue gioie per noi? E quali sono le nostre gioie per Lui? Molte volte non amiamo con reciprocità il nostro Dio. Siamo portati ad un amore che soddisfa noi stessi e che non vuol corrispondere, anche solo per un poco al suo sconfinato amore. Dio a noi da tutto e non chiede niente di quello che ci ha donato. Dio vuole solo una cosa da noi che ci amiamo gli uni gli altri. Questo è il miglior modo per rispondere all'amore di Dio. Chiaramente non dobbiamo essere di legno nei suoi confronti o pensare di amare Dio senza amare il prossimo.


Le parole di oggi sono quanto mai di attuale per l'uomo

che spesso segue un altro comandamento, che viene da un altro e ben diverso Padre, il quale ordina ai suoi figli: “Odiatevi, come io vi ho odiati. Il demonio vuole istillare nel mondo l'odio, Dio invece l'amore.” Noi siamo strumenti d'amore e non di odio. Ecco perché dobbiamo fare sempre un serio lavoro su noi stessi, perché non si insinui in noi il comandamento del padre satanico.


Il comandamento del Padre celeste si alimenta del suo amore. Lui ci ha amati per primo e grazie al suo amore possiamo amarci gli uni gli altri.


Ma dove saranno le fonti dell'amore dato che noi siamo cisterne screpolate? Le fonti dell'amore sono nelle Chiese di tutto il mondo, sono gli altari di Cristo sulla quale egli viene offerto al Padre e dalla sua offerta, sull'altare della croce, ci viene la sicurezza dell'amore di Dio per noi. Se andiamo così all'Eucarestia, con il desiderio di venire dissetati dall'Amore non saremo delusi. Buona domenica.

tommasonuovo@yahoo.it


Sabato,

9 maggio 2015

V settimana di Pasqua

Gv 15,18-21


18 Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. 19 Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. 20 Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. 21 Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato.


COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

La doppia appartenenza


Il rapporto tra i cristiani e il mondo è ben descritto da questa pagina del Vangelo di Giovanni: il mondo come ha odiato Gesù, così odia i cristiani, cioè coloro che appartengono a Gesù e non appartengono al mondo. Anzi coloro che sono stati scelti da Cristo e tolti dal mondo.


Perciò un chiaro segno di appartenenza a Cristo è l'odio che i cristiani possono sperimentare su di se. Il mondo, a causa del loro legame con il Cristo, li rifiuta, li odia, fino a perseguitarli e ucciderli. Dice Gesù: " Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi.


Questo può essere un motivo di scoraggiamento da parte di chi vuole essere cristiano e vivere da cristiano, ma in verità, per l'azione consolatoria dello Spirito Santo, rafforza in chi crede la fede e l'unione con la persona di Gesù. Così in chi soffre a causa del mondo agisce Cristo e tutta la sua potenza.


Leggendo gli atti e le passioni dei martiri di tutti i tempi, si vede chiaro come agisce lo Spirito di Cristo in persone di ogni età, sesso, appartenenza sociale e culturale. Fin anche bambini, ragazzi e ragazze adolescenti come i martiri dell'Uganda, o più anticamente santa Lucia, sant' Agata e santa Cecilia, sono la prova di come Cristo agisce in coloro che gli appartengono per la fede.


Il pericolo che un cristiano vive oggi, che lo può portare a rinnegare Cristo, difronte anche a piccole prove o contrasti, è la doppia appartenenza: cioè pensare di appartenere a Cristo pur appartenendo a questo mondo. Vivo come vive il mondo e penso come pensa il mondo, mi comporto come si comporta il mondo, obbedendo alla sue leggi e poi vado in Chiesa, alla domenica per lavarmi la coscienza e dire a Dio, a me stesso e magari agli altri, io sono una brava persona.


Molte volte questa doppia appartenenza non è il frutto di una scelta, è la conseguenza di una condizione sociale e familiare a cui ci sentiamo legati. Eppure ci sono state e persone come San Luigi Gonzaga, san Francesco Borgia, il beato Pier Giorgio Frassati e molti altri che, pur appartenendo per nascita al mondo, si sono affrancati con decisione dal mondo, rifiutando titoli nobiliari, ricchezze, l'appoggio dei potenti di questa terra, per consacrarsi a Dio e vivere come Cristo casto, povero e obbediente.


Queste persone avevano tutti i numeri per essere dei numeri primi nella società e si sono fatti ultimi, con gli ultimi di questa terra e ora sono numeri primi nel cielo.


La doppia appartenenza non riguarda solo persone molto ricche, ma anche persone che hanno poco, uomini e donne semplici, che però non hanno una spinta spirituale sufficiente e si lasciano guidare dal mondo, dalla sua offerta di beni ( materiali ) e dalle sue seduzioni. Quanti figli ha il mondo, e come si preoccupa di farli crescere fino a renderli suoi per sempre.


La doppia appartenenza è qualcosa di molto strisciante e ne sono vittima molte volte i chierici di ogni ordine e grado, che non sanno decidersi se stare con Dio o stare con il mondo e purtroppo sono di esempio negativo per i fedeli.


Ci sarebbe da dire molto, ma proviamo ciascuno a riflettere sul proprio stato di vita Quanto effettivamente ci sentiamo di appartenere a Dio e quanto al mondo. Verifichiamo il nostro stato di vita, le scelte che facciamo e come usiamo di questo mondo per goderne o per servirci di esso per la vita eterna, perchè passa la scena di questo mondo ( cfr. 1 Cor 7,29-31 ). Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

Venerdì 8 maggio 2015

V settimana di Pasqua

Gv 15,12



12Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. 13Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. 14Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. 15Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi. 16Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda.17Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.


COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Un comandamento e un programma di vita.


Non e forse molto attuale la Parola di Gesù " Amatevi gli uni gli altri? Attuale perché oggi avviene tutto il contrario. Basta una facezia, una parola di troppo, basta essere un po' nervosi che si può arrivare a fare cose indicibili, inimmaginabili. E di queste cose sono piene le cronache dei media.


Dietro certamente ci sta il demonio, che soffia sul fuoco dei nostri vizi e passioni, specialmente la lussuria, poi l'ira, insieme all’orgoglio e alla superbia.


Abbiamo bisogno di esempi positivi di persone che vivono il comandamento di Cristo, il quale non è solo un comandamento ma un programma di vita. Ma per fare di questo comandamento un programma di vita occorre andare e stare alla scuola di Gesù e mettere in pratica, imparando da Lui.


Non so quali occasioni oggi ci darà il Signore per vivere questa parola e questo comandamento. Penso che oggi, come in tutti i giorni della nostra vita, c'è la possibilità di praticare questo dolce comandamento dell'amore. E se qualcuno ci provoca, per agire all'opposto facciamo attenzione, perché in quel momento Cristo è pronto a donarci la sua grazia se risponderemo come Lui ha risposto ai suoi nemici, perdonandoli, non tenendo conto del male ricevuto. E se ci sono certe cose che ci sembrano imperdonabili consegnamo al Signore il compito di agire Lui. Ma quello che possiamo fare noi,facciamolo di vero cuore.


Vigiliamo comunque su di noi, perché siamo capaci di fare un grande bene, come di fare anche un grande male.

Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it


Mercoledì,

6 maggio 2015

V settimana di Pasqua

Gv 15,1- 8


1 «Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore.2 Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. 3 Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.4 Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me.5 Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 6 Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. 7 Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. 8 In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli. 


COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Rimanete in me.

Ritorna anche oggi questa Parola di Gesù: Io sono la Vite, voi i tralci. Questo è un appello pressante di Cristo per noi, perchè rimaniamo in Lui. Non ci sono alternative. Se non rimaniamo in Lui rimaniamo in noi stessi, nelle nostre debolezze e nei nostri peccati In più siamo molto esposti agli attacchi del demonio che ha come fine di farci dannare nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, come Lui ( Ap 21,8).


Ma perchè noi facilmente ci allontaniamo da Lui? I motivi sono tanti, di ogni tipo, ma il principale motivo è legato al nostro cuore che è o diviso in se stesso o/e duro, specialmente verso Cristo e i fratelli. In più non sempre siamo presenti a noi stessi, la nostra mente vaga e le preoccupazioni ci assalgono , come se Cristo non si occupasse di noi stessi. Proprio se rimaniamo in Lui, ci accorgiamo anche quanto Gesù si occupa della tua vita, anche di quella materiale, che ci assilla tanto: " Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa vestiremo ( Cfr. Mt 6,31).


Per rimanere in Lui occorre allenare la memoria e tenere a mente le sue Parole ed avere la volontà di rimanere in Cristo. Il resto poi lo farà Lui, proprio perchè una volta innestati alla vera Vite , essa stessa si preoccuperà dei suoi tralci e vedremo il Divino Agricoltore all'opera, di taglio o di potatura. Siamo perciò avvisati, tutti. Chi pensa che l'inferno sia una storiella, prenda sul serio le Parole di Gesù. Buona giornata.

 

tommasonuovo@yahoo.it

Lunedì 4 maggio 2015

V settimana del tempo ordinario

Gv 14,21-26


21 Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

22 Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». 23 Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. 24 Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

25 Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. 26 Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.


COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Non si può annunciare Cristo senza Cristo

Questa domanda di Giuda Taddeo:"Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?"e la risposta di Gesù: "Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui..." , ci dicono quale direzione prende la rivelazione di Dio agli uomini: non prende la direzione del mondo, pur avendo bisogno il mondo di Dio, ma la direzione di chi entra in relazione d'amore con Dio, in comunione di vita, chi fa della sua persona un luogo dove possa dimorare Dio.


L'uomo deve sapere come Dio viene a Lui, come dimora nell'uomo e attraverso quali vie l'uomo giunge a Dio. Oggi, per molti, la relazione di fede con Dio è come con un fantasma, un assente, ma non è così. Per andare in una località che non conosciamo bene prima ci informiamo oppure chiediamo lungo la via quale strada bisogna percorrere tanto più con Dio. Occorre conoscere bene Dio e le sue strade per poter stare in relazione con Lui. La strada che Lui percorre è quella dell'amore per l'uomo.


Per chi entra in una relazione d'amore con Lui, egli diventa dimora di Dio in base all'amore, all'apertura di cuore che uno può offrire, in base al rinnovamento della persona, che si rigenera a immagine di Dio. La dimora di Dio è reale nell'uomo, non è simbolica ed è questo dimorare che produce la santità, che rigenera in noi l'immagine di Dio


Ma al mondo come arriva Dio? Nel mondo c'è in atto, da quando il Figlio di Dio si è incarnato, un rifiuto di Dio, che via via è diventato sempre più concreto e ideologico, cioè con fatti ben precisi e teorizzato con argomenti stringenti, ( una volta si scrivevano le prove dell'esistenza di Dio, oggi invece le prove della non esistenza di Dio), generando società umane centrate sul fare dell'uomo, sulla sua volontà di dominare specialmente sul suo simile e non su Dio, sulla sua volontà di salvare l'uomo, per offrigli la sua amicizia, per prepararlo al suo destino eterno.


Il mondo da solo non potrà mai cambiare l' orientamento contro Dio, anche perchè le forze delle tenebre, che dimorano in esso glielo impediscono. L'unica possibilità per portare Cristo in questo mondo passa attraverso l'uomo in cui dimora Dio, dall'uomo portatore di Dio, che vivendo nel mondo, senza appartenergli, porta Gesù Cristo dove viene rifiutato, negato e allontanato, perseguitato e ucciso nell'uomo stesso.


E' stato lo stesso Figlio di Dio a scegliere questa via, portando la sua divinità in un'umanità come la nostra, in una società , quella ebraica, che aveva perso il contatto con Dio, a causa di un osservanza sterile e ipocrita della legge mosaica.

Oggi, ancora di più, se vogliamo portare Cristo in questa società che lo ha rigettato, occorre portarcelo con noi. Specialmente i religiosi: preti suore e i consacrati, devono stare attenti ad annunciare Cristo senza Cristo, a testimoniare la fede senza fede, a santificare senza prima essere santificati. Questo vale anche per la nutrita schiera di catechisti, catechiste, di animatori di ogni tipo di pastorale: annunciare Cristo senza Cristo è il disastro più assoluto. Ecco perchè le chiese si svuotano, la catechesi degli oratori è sterile e chi ci lavora non sa più cosa inventare per attirare la gente. Dice così il profeta Geremia:Anche il profeta e il sacerdote
si aggirano per il paese e non sanno che cosa fare.(Ger 14,18)


E come si fa avere Cristo con noi? Occorre lasciarsi santificare e far morire in noi le opere della carne, lavorare alla nostra santificazione, alla nostra conversione, ad avere in noi una vita spirituale. San Giovanni Bosco, che da ragazzino aveva inventato per attirare i suoi piccoli amici alla preghiera e alla educazione Cristiana, la Compagnia dell'Allegria, lui stesso era già un campione di preghiera, di purezza, di amicizia con Dio.


Andiamo perciò alla scuola dei santi e sapremo come portare Cristo in noi per portarlo agli altri.

Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it


Domenica 3 maggio 2015

V del tempo di Pasqua

Gv 15, 1-8



1  «Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore.2 Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. 3 Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.4 Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. 5 Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 6 Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. 7 Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. 8 In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli. 


COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Siamo come i tralci.


Che differenza c'è tra noi e il tralcio di cui parla Gesù. Come può applicare Gesù a se stesso l'immagine della vite, quando Lui è qualcosa di più di una vite?


Le immagini che Gesù usa servono per descrivere in modo efficace e per spiegare il tipo di rapporto che intercorre tra noi e Lui e Dio. Come sono vere le immagini della vite e del tralcio, perché le possiamo trovare in natura, tanto più e vero e ancora più profondo il nostro rapporto con Lui. Solo che noi quando ascoltiamo queste parole, pensiamo solo alla semplicità del tralcio e della vite e non alla grandiosità e alla profondità del nostro rapporto con Gesù.


Gesù è la vite vera e il Padre, Dio, e Colui che coltiva questa vite e pensate con che amore la coltiva. Noi siamo i tralci e viviamo se siamo uniti alla vite, a Gesù , se no, secchiamo e veniamo gettati via e bruciati nel fuoco. Proviamo a pensare alla nostra situazione nei confronti della Vite vera, Gesù: possiamo essere uniti a Lui. Come possiamo essere secchie pronti per essere tagliati. Oppure siamo già stati tagliati e in procinto di essere bruciati.


Il Signore Gesù non ci racconta un storiella, una parabola, ma la verità sulla nostra attuale situazione, perché ci lasciamo curare dal agricoltore celeste. Egli per il nostro bene ci pota, ci lega e ha la pazienza di attendere perché portiamo frutti.


Nessuno al mondo ci dice queste cose. Tutti ci dicono che sono gli altri che devono cambiare, mentre è ciascuno di noi l'oggetto di cura da parte del Padre, ciascuno di noi e aiutato nel portare frutto.


Si ma quale frutto? La linfa delle vite produce l'uva e da essa il vino. La linfa della Vite Vera è la Vita Divina, che in noi genera quei frutti dell'amore che danno la Vita Eterna.


E noi come se nulla fosse andiamo avanti a preoccuparci della della vite della terra. E poi ci domandiamo perché capitano così brutte cose. Occupiamoci di più della Vite Celeste e anche su questa terra vedremo maturare di frutti di amore e di pace che questa vite offre.


Ricordati, basta un bicchiere di vino per diventare un alcolista( perché c'è stato sempre un primo bicchiere) e rovinare la vita tua e degli altri. Ma non basta ricordarsi a Natale e a Pasqua che Dio esiste. Meglio essere ubriachi di Dio, che brilli di mondo.

Buona domenica.

tommasonuovo@yahoo.it

Sabato 2 maggio 2015

IV settimana di Pasqua

Gv 14,7-14


7Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».

8Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 9 Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: «Mostraci il Padre»? 10Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. 11 Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.

12In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. 13 E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14 Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.


COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Il cuore diviso.


"Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio".

( Gv 14,7)

Con quanta facilità diciamo di conoscere Dio. Lo dico per me stesso: con quanta facilità dico di conoscere Gesù Cristo. Magari qualche volta ne parlo per sentito dire, ma conoscerlo implica qualcosa di più del sentito dire. Conoscere Gesù significa averlo incontrato: un vero incontro, a Tu per tu, da Cuore a cuore.


L'incontro con Gesù non è mai un incontro formale tra due persone che in fondo non si conoscono e che si salutano solo dicendo buon giorno e buona sera, ma da Cuore a cuore.


Il suo Cuore è sempre pronto per me, ma il mio cuore non è mai pronto per Lui. Questo è il vero dramma dell'uomo. Come è diviso il nostro cuore: diviso tra noi stessi, le nostre occupazioni, gli altri, comprese le persone che amiamo. E per Gesù ? Molte volte non c'è nemmeno il tempo per un saluto, una preghiera, un segno di croce.


Questatragedia è grande, perchè senza Gesù Cristo non è possibile conoscere il Padre, non è possibile ricevere dal Padre. Nulla è possibile senza di Lui, Non è possibile credere a Dio: al Padre e allo Spirito Santo e siamo uomini alla deriva sballottati qua e là da ogni vento di dottrina, di ideologia umana.


Dobbiamo osservare sempre il nostro cuore e anche la nostra mente per vedere quanto spazio riserviamo a Dio. Se noi per ipotesi diamo tutto lo spazio possibile a Dio cosa succede alla nostra vita? Forse non siamo più liberi, forse perdiamo la possibilità di agire, di fare? No! Avviene invece tutto l'opposto. Dice Gesù: In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste... (Gv 14,12). L'Infinito, l'Eterno dilateranno il nostro spirito a misura di Dio e l'uomo risulterà capace di cose straordinarie, la prima della quale sarà proprio la capacità di amare secondo Dio, dando la vita, perdendo per l'altro come fa Dio che perdendo si ritrova sempre più in quando Dono Infinito d'Amore.


Ma per dare spazio a Dio, per poterlo incontrare e conoscerlo veramente occorre toglier tanto di nostro , occorre perdere tanto tempo per Lui, occorre dare spazio a Dio. Se no si rischia di far entrare in conflitto le nostre cose e faccende con Dio. Sappiamo  poi come va a finire. Pur di non rinunciare alle nostre cose si nega Dio, non solo con le parole, ma di più con i fatti. Si nega Dio e si chiude a Lui la via del nostro cuore.


Sapere questo è importante per non continuare a far finta di niente, pensando di conoscere Dio, mentre di fatti lo rinneghiamo.


Ma chi ci insegna a camminare per le vie del cuore , dell'anima? Bisogna ritornare agli antichi maestri dello Spirito, come Santa Teresa d'Avila, di cui quest'anno ricorre i 500 anni dalla sua nascita, che ci insegnano a meditare su noi stessi e sulla Parola di Dio per vedere quali sono le strade, che ci conducono a Dio. Cerchiamo questi maestri, ce ne sono si antichi e di moderni e anche di contemporanei a noi. Come si fa a riconoscere quelli buoni? I buoni sono quelli non rinnegano quelli antichi. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it