VIAGGIO SPIRITUALE di Tommaso Nuovo

Vangelo del giorno: gennaio 2017

Domenica 29 gennaio 2017

Quarta del tempo ordinario

Mt 5,1-12

 

1 Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. 2 Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:

3 «Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
4 Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
5 Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
6 Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
7 Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
8 Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
9 Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
10 Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
11 Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.12 Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi

 

COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Un fiume e i suoi ruscelli rallegrano la città di Dio

 

Gesù non propone delle teorie o delle idee, delle dottrine misteriose, ma offre una via di realizzazione della vita secondo Dio: la santificazione della vita. La santificazione degli uomini non è nient'altro che l'imitazione di Gesù Cristo e vivere nelle beatitudini proclamate da Cristo. Gesù parla e insegna, con la sua vita e con la sua parola, che è autentica e credibile proprio per la sua vita.

Le nove beatitudini proclamate da Gesù sono come nove torrenti che escono da Cristo stesso e attraversando la storia degli uomini arrivano fino agli confini più estremi della terra. Sono un fiume in piena di santi e di santità, che rallegra la città degli uomini. Quando sentiamo che c'è qualche scandalo nella Chiesa, dobbiamo ricordarci di questo fiume e dei suoi eterni torrenti che continua ad irrigare la storia degli uomini.

 

Le acque della santità dove arrivano risanano la terra deserta e fanno fiorire la steppa. Questa non un immagine poetica ma è la verità. Dove arriva un santo arriva la vita. Ogni santo vive costantemente nel fiume di santità della Chiesa, che promana da Cristo e le beatitudini sono i torrenti di grazia, che scendono dalla montagna di Cristo e arrivano fino agli estremi confini della terra.

 

Come si fa ad immergerci in questo fiume? Non bisogna perdere di vista la santità della Chiesa, che si manifesta nella Madre di Dio e nei santi di tutti i tempi, i quali pur essendo molti di loro antichi, vivono nella beatitudine del cielo e perciò sono a noi presenti e contemporanei. I santi di oggi, quelli che vivono nel nostro tempo, bisogna cercarli con fiducia e saperli trovare nella vita quotidiana della Chiesa. Sono persone insospettabili: anziani, giovani uomini, donne, bambini, i quali quasi sempre sono conosciuti e riconosciuti nella loro santità dopo la morte: come ad esempio Chiara Luce Badano, o l'adolescente Carlo Acutis, oppure Gianna Beretta Molla e molti altri. Questi nostri fratelli sono vissuti nelle beatitudini di Cristo, si sono immersi nei torrenti di santità della Chiesa per sfociare nel mare della vita eterna.

Se vogliamo diventare santi dobbiamo amare i santi, vivere con i santi, frequentare i santi e fare anche noi il nostro personale cammino di santità, per contribuire a far crescere il Fiume di Dio.

Dice infatti un salmo: il fiume e i suoi ruscelli rallegrano la città di Dio ( salmo 45): la città della terra e quella che ci aspetta nel cielo. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

Mercoledì 25 gennaio 2017

Festa della conversione di San Paolo

Mc 16,15-18

 

15 E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. 16 Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. 17 Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, 1 8 prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».


COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Gesù chiama tutti personalmente

Gesù sta parlando ai discepoli e agli apostoli per l’ultima volta, parla a tutti e nello stesso tempo a ciascuno di loro ( Gesù non parla genericamente). Questa parola e questo comando Gesù lo da a tutti: annunciare il Vangelo e battezzare. Chi annuncia il Vangelo lo fa con la parola e con la vita. Il Vangelo infatti non è separabile dalla persona di chi lo annuncia e il battesimo è la via nella quale si introduce all'incontro con Cristo, chi accoglie il Vangelo . Questo hanno fatto i primi discepoli , gli apostoli tutta la Chiesa fino ad oggi. Anche San Paolo apostolo delle genti, di cui oggi si festeggia la sua conversione, non a Dio, ma a Gesù Cristo e in modo più preciso al Vangelo.

Quello che fa impressione è vedere che Gesù non fa chiamate collettive, ma sempre personali. Non chiama eserciti di missionari e apostoli, ma di uno, dell'altro, dell'altra, senza preferenze di persone, ma eleggendo personalmente chi sceglie.

Così ha fatto con San Paolo, con tutti gli apostoli e i santi, uno a uno. Poi i santi in virtù della grazia di Cristo hanno avuto schiere di discepoli, ma ben inteso iniziati a Gesù Cristo, anche essi chiamati uno a uno da Gesù Cristo.

Certo oggi nella Chiesa ci sono tanti ordini religiosi, congregazioni, gruppi e associazioni di fedeli, ma è sempre Gesù che chiama personalmente uno o l’altro, in una sequela speciale, in un cammino di santificazione, per l’annuncio del Vangelo e il battesimo degli uomini

Quello che voglio dire è che tutti sono chiamati ad annunciare il Vangelo e a introdurre nella vita di Cristo gli uomini del nostro tempo. La chiamata è universale, ma nello stesso tempo sempre personale.

Però oggi è quasi più facile parlare di Cristo ai lontani che ai vicini. Specialmente in una famiglia è molto difficile per un genitore parlare della fede ai figli, tramettere la sua fede, convincere i figli ad andare in chiesa. Un genitore non sa cosa dire e cosa fare. Certo un genitore non deve rinunciare al dialogo con i figli, sulla fede,ma la via migliore è quella della preghiera, della testimonianza, della fede incarnata che si fa vita.

Ma val la pena faticare per il Vangelo. Guardiamo dove si trovano oggi i santi e aspiriamo anche noi alla stessa ricompensa, dopo avere fatto fino in fondo il nostro combattimento. Buona giornata.

 

tommasonuovo@yahoo.it

Lunedì 23 gennaio 2017

III settimana del tempo ordinario

Mc 3,22-30

 

22 Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».23 Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? 24 Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; 25 se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. 26 Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito.27 Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. 28 In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; 29 ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». 30 Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».

 

COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

LA BESTEMMIA CONTRO LO SPIRITO SANTO.

 

L'accusa a Gesù

Gesù faceva parlare di se e la novità del suo apparire era grande, tanto che non sapevano cosa pensare di Lui. A quel tempo come oggi, del resto, non erano capaci di fare la semplice operazione : 2+2= 4, non in senso matematico ma in senso logico: Se io scaccio i demoni con il dito di Dio, è giunto a voi il regno di Dio. ( Cfr. Lc 11,19)

 

L'intellighenzia del tempo: scribi, farisei, sacerdoti e dottori della legge nemmeno si domandavano cosa significasse tutto quello che avveniva intorno a Gesù, anzi sparavano cose assurde come quella di agire nel nome di Belzebull, capo dei demoni.

 

I santi accusati come Gesù

Questo modo di giudicare le persone che vengono da Dio ritorna sempre quando santi scomodi irrompono nella vita della Chiesa, degli ordini religiosi e nella comunità ecclesiale in generale, li si dichiara pazzi, o posseduti da Satana: da santa Caterina da Siena a santa Giovanna d'Arco,da san Francesco d'Assisi fino a san Giuseppe da Copertino, non parliamo poi di Padre Pio. Quando non si hanno argomenti si dice che sono assatanati.

 

I Cristi bugiardi e l' Anticristo

Certamente ci sono anche coloro che fingono e ingannano, ci sono i cristi bugiardi, ma il Vangelo da un criterio molto semplice per riconoscerli: "Li riconoscerete dai loro frutti ( cfr. Mt 7,16).

 

Ben altra cose è invece la strategia dell'antiCristo che lavora dall'interno della Chiesa e fa apparire cattive cose e persone buone e buone cose e persone cattive distogliendo l'attenzione da Gesù Cristo stesso e dalla fede in Lui, per orientarla verso l'uomo e i problemi ecologici, i cosiddetti diritti civili, i gas serra, l'animalismo, i migranti, i poveri in generale e molti altri.

 

Bestemmiare contro lo Spirito Santo oggi significa negare a Gesù Cristo, il Figlio di Dio, il Signore dell'universo il diritto di parlare agli uomini della loro salvezza eterna, zittirlo, farlo tacere, non nominarlo nelle assemblee legislative , rimuovere segni e persone che ricordano e indicano la sua presenza e azione.

 

Ma si illudono tutti questi diavoli che vogliono cambiare il Vangelo: la luce di Cristo splende nelle tenebre.La vittoria di Gesù sul peccato e sulla morte è anticipo e annuncio della nostra vittoria e della nostra redenzione e della sconfitta dell'anticristo. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

Mercoledì 18 gennaio 2017

II settimana del tempo ordinario

Mc 3, 1-6


1  Entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, 2 e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. 3 Egli disse all'uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». 4 Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. 5 E guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all'uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita. 6 E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.

 

COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

LA LIBERTÀ DI DIO

 

Libertà di Dio nel fare il bene

Dio ha la libertà di fare il bene come vuole, dove vuole e quando vuole, senza tener conto degli uomini e della loro opinione. L'atteggiamento di Gesù in giorno di sabato, oltre che motivato dalla sua natura divina, era una forte critica all’uso ipocrita della legge di Dio, in vista sempre degli interessi degli uomini.

Rabbia omicida

Difronte ad un agire così aperto e controcorrente è altrettanto forte la rabbia che monta in quegli uomini che lo osservano e lo giudicano, non in vista delle difesa della legge e delle prerogative di Dio, ma in vista della loro posizione di potere sul popolo. Questa rabbia diventa una rabbia omicida, che si concretizzerà nella condanna a morte di Gesù.

Il peccato del popolo di Dio e l'indifferenza

Ora mi chiedo: questa volontà omicida è solo di quegli uomini o è presente anche nel nuovo popolo di Dio? Come sappiamo ognuno cova dentro di se una ribellione originale contro Dio. E’ perciò impossibile che in un modo o in un altro questa ribellione non si manifesti anche in noi. Il modo più ordinario di presentarsi è con il peccato che ci assedia. Ma c’è un altro modo più subdolo che nega diritti di Dio e lo riduce al silenzio dell’indifferenza: parlare (senza fare poco o nulla ) prima di tutto e solo dell’uomo, dei suoi bisogni, dei suoi problemi, dei suoi diritti e non di Dio e del suo Figlio Gesù Cristo. E lecito e cosa giusta parlare e prestare attenzione all'uomo, senza però mettere in ombra i diritti di Dio, dal quale dipende ogni azione della Chiesa come del credente.

Amare Dio e amare il prossimo

Non è facile oggi occuparsi dei problemi dei poveri e della società, ma ciò non deve essere una scusa per non servire direttamente Dio.

Qualcuno dice che avere una vita interiore attiva è in verità una scusa per non servire i poveri.

Invece un credente unisce sempre l'amore a Dio all'amore al prossimo. Occorre infatti servire Dio nei fratelli, senza dimenticarsi di servire direttamente Dio con una vita spirituale e una carità fatti esclusivamente per Lui, senza tornaconti e gratificazioni. Se servi i poveri senza servire Dio senza dubbio fai un'opera buona, ma se servi Dio nei poveri senti il cuore di Dio che pulsa in te. Senti che l'amore di cui sei capace non è umano, senti che Dio ti sostiene e di dà di fare ancora di più per gli altri, come suo Figlio, fino a donare la vita.

L'uomo con la mano inaridita

Eravamo rimasti con l'uomo al centro della sinagoga con la mano inaridita che Gesù guarisce. Cosa avrà fatto poi della sua mano come e per che cosa l'avrà usata. Il Vangelo non fa cronaca e ha un sacro santo pudore di parlare delle persone che sono state guarite da Gesù. Se fossimo stati noi al posto di quell'uomo cosa avremo fatto? Proviamo ad immedesimarci in lui. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

Caravaggio, la chiamata di San Matteo
Caravaggio, la chiamata di San Matteo

Sabato 14 gennaio 2017

I settimana del tempo ordinario

Mc 2,13-17

 

13 Uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. 14Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
15 Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. 16 Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?». 17 Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

 

COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

LA SCELTA DI GESU'

 

Le poche parole del Vangelo sulla chiamata del apostolo ed evangelista Matteo rivelano in verità la potenza della parola di Gesù. Tutto è avvenuto come è stato descritto.

 

Gesù vide Matteo, ma il suo vedere va al di là del semplice notare o scorgere, il vedere di Gesù è un vedere totale: vede il cuore dell'uomo la sua vita passate e quella futura. Matteo forse era il più buono degli esattori, il più santo. Niente di tutto questo. Forse Matteo era il più aperto , forse il più disponibile. Ma mi piace pensare, che è stato proprio la scelta di Gesù ha cambiargli la vita: Matteo si è sentito non solo chiamato, ma anche scelto, è ha colto senza ripensamenti, tentennamenti la chiamata di Gesù.

 

Questa è stata un irruzione dell'amore di Dio, che ha irradiato su Matteo una luce che ha illuminato anche altri pubblicani. Ne è scaturita una festa in casa di Matteo, l'inizio di una nuova vita. Gesù è stato censurato dai i suoi avversari, ma l'Amore di Dio ha trionfato.

 

Ecco il nostro problema: molte volte resistiamo alla chiamata di Dio, siamo spesso frenati dalle abitudini del nostro vivere, dalle comodità nelle quali abbiamo collocato la nostra esistenza, da tanta pigrizia, da tanti dubbi e perplessità sul domani. Ma se Dio ci ha scelti cosa dobbiamo temere?.

 

Matteo subito si messo nelle mani di Gesù, quelle mani che inchiodate sulla croce gli testimonieranno la grandezza di chi lo ha scelto e chiamato a seguirlo e a servirlo. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

Venerdì 13 gennaio 2017

I settimana del tempo ordinario

Mc 2, 1-12


1  Entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa 2 e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
3 Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone.4 Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. 5 Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». 
6 Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: 7 «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». 8 E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore?9 Che cosa è più facile: dire al paralitico «Ti sono perdonati i peccati», oppure dire «Àlzati, prendi la tua barella e cammina»? 10 Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra,11 dico a te - disse al paralitico -: àlzati, prendi la tua barella e va' a casa tua».12 Quello si alzò e subito presa la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

 

COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

LA PARALISI DELLE FEDE

 

Doveva essere una novità straordinaria la presenza, la parola e l’azione di Gesù, che attirava tanta folla e tanti disperati. Oggi invece per i problemi globali del mondo, si punta facilmente il dito contro Gesù, per la sua presunta assenza o il per il suo fare nulla di utile e di tempestivo: fermare le guerre, il terrorismo, la violenza in genere contro tutti e contro tutto. Sembra che le cose siano sfuggite di mano a Gesù e che tutto stia precipitando. Molti addirittura chiedono a Dio di distruggere questa terra ormai impregnata di troppo sangue umano.

 

Ma per Dio gli uomini e tutta la terra non sono “un giocattolo” da tenere in mano e poi lasciare quando si è stanchi di usarlo. Per tutti gli uomini Dio ha mandato suo Figlio e ha lasciato che pagasse Lui per gli uomini la colpa che li avrebbe condannati in eterno. Certamente la risposta degli uomini a così tanto amore non è stata ne completa, ne da parte di tutti, nei secoli indietro.

 

Anche oggi sembra che ci sia un blocco mentale, che impedisce a molti di andare da Gesù, per chiedergli tutto, anche l’impossibile.

 

Quello che si deve scorgere in Gesù è il suo essere Dio, la sua divinità , la sua volontà di liberare l’uomo dal male e di restituirlo sano e salvo a Dio Padre. Nel racconto dei Vangeli ciò è chiaro, ed evidente, e non bastano le critiche e le mormorazioni dei giudei a cancellare quello che Gesù fa e dice, ma la fede muove Gesù ad agire, prontamente.

 

C’è una stretta relazione tra fede e la volontà di operare da parte di Dio e oggi si presenta ancora più forte, perché molti uomini, molti popoli e nazioni non credono e anche tra i credenti la fede in Gesù Cristo viene meno. Perché tutto questo? Le cause sono tante, ma senza dubbio si parla poco di Gesù Cristo come Dio, del suo potere immenso, del suo amore verso gli uomini. Chi è chiamato ad annunciare Gesù Cristo non riesce a convincere che a Dio tutto è possibile e che ai lui possiamo rivolgerci con sicurezza.

 

Il problema delle fede è ancora oggi il problema fondamentale della Chiesa. Senza la fede Dio non può operare. Perché Dio non opera? Perché senza fede Dio viene respinto, negato annullato e non può agire. In questo Vangelo c’è un passaggio chiave, che mette poi in moto il miracolo: “ vista la loro fede”. Gesù vede la fede di quegli uomini che hanno cercato di fare di tutto per poter portare il loro familiare davanti a Gesù e ci sono riusciti. Perché oggi noi non otteniamo prontamente da Dio? Perché oggi gli uomini non chiedono più a Dio, anche se aspettano un suo intervento? La questione della fede della Chiesa è il masso gigante che la Chiesa deve portare oggi per presentarlo a Dio.

 

Anche per noi stessi il problema delle fede è il problema principale da affrontare ogni giorno e da chiedere con insistenza a Dio: “ Signore dammi la fede che non ho e che mi manca”, per evitare la paralisi della fede.

Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it