VIAGGIO SPIRITUALE: di Tommaso Nuovo

Vangelo del giorno: febbraio 2017

Lunedì 27 febbraio 2017

VIII settimana del tempo ordinario

Mc 10,17-27


17 Mentre andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». 18 Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. 19 Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». 20 Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza».21 Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». 22 Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
23 Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». 24 I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! 25 È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». 26 Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». 27 Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».

 

COMMENTO di Tommaso Nuovo

Ricchi si, ma di Gesù Cristo.

 

Siamo con questo Vangelo al solito discorso che riguarda chi è ricco? Questo Vangelo non è la bocciatura da parte di Dio di chi è ricco, ma avverte tutti che la ricchezza è la principale, anche se non l’unica, cosa che può impedire l’uomo di seguire Dio. In questo caso e per questo tale del Vangelo di oggi, il suo impedimento è il possesso di molti beni, a cui ha attaccato il cuore e l’esistenza.

 

Il problema però non sta solo nei molti beni. Anche la mamma di santa Teresa di Gesù bambino, Santa Mariè Azélie Guerin Martin, aveva accumulato, grazie al suo lavoro, più di duecentomila franchi, prima della sua morte, ma certamente non aveva ad essi attaccato il cuore. In Lei il desiderio della vita eterna era più grande di qualsiasi aspirazione terrena.

 

Il nostro rapporto con Gesù è molte volte così debole che basta una cosa o una persona che venga subito sostituito nel nostro cuore. Le ricchezze, i beni a disposizione, le cose che possediamo, la casa, il lavoro, gli affetti,i nostri pensieri, i vizi, i peccati facilmente sostituiscono Gesù nella nostra vita, anche se li reputiamo necessari. Per seguire Gesù non occorre eliminare tutto, ma quella cosa che occupa abusivamente il nostro cuore. Ad esempio l’amor proprio, l’amore di se, fare tutto o in parte per soddisfare le nostre passioni e i nostri egoismi, coltivando soprattutto i piaceri del corpo, è ciò che impedisce anche un minimo progresso spirituale, impedisce a Gesù di stare nel nostre cuore. Abbandonare l’amor proprio, fonte dell’orgoglio della superbia e dell’egoismo. permette a Gesù di stare con noi e a noi di stare con Lui.

 

Gesù parla dei ricchi e di quanto è difficile per loro entrare nel regno dei cieli. Certamente il ricco di allora non è paragonabile ai ricchi di oggi dove poche persone detengono l’80 % delle ricchezze mondiali. Non è solo la misura di ricchezza posseduta che definisce un ricco, ma è l’attaccamento del cuore a ciò che si possiede. Molte volte facciamo fatica a dare anche un solo euro a qualcuno che ci chiede un elemosina. Come se fossimo più ricchi con un solo euro.

 

Dobbiamo verificare ogni giorno ciò che può sostituirsi a Gesù Cristo e dare a questa cosa o persona uno spazio adeguato in noi. A pensare che Gesù Cristo vuole tutto il nostro cuore per riempirlo d’amore, ma noi invece gli riserviamo solo la punta dell’angolo più remoto . Perché mettiamo così alle strette Gesù nel nostro cuore? Proviamo a riflettere e a mettere Gesù a suo agio nella nostra anima.

Proviamo oggi a lasciare più spazio a Gesù nei nostri pensieri,nelle nostre parole, nelle nostre azioni offrendoli a Lui. Gesù è sempre pronto a riempire la nostra vita della dolcezza sua presenza. Buona giornata

 

tommasonuovo@yahoo.it

Domenica 26 febbraio 2017

VIII settimana del tempo ordinario

Mt 6, 24-34

 

24 Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
25 Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?26 Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? 27 E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? 28 E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. 29 Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.30 Ora, se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? 31 Non preoccupatevi dunque dicendo: «Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?».32 Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.33 Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.34 Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena.

 

COMMENTO di Tommaso Nuovo

La nostra vita dipende in tutto da Dio

 

Gesù non è un sindacalista o un politico, ma quello che propone agli altri lo vive per primo. Gesù avverte che seguirlo ha le sue esigenze le sue condizioni: la prima esigenza è che non si può servire Dio e il denaro. Fate bene attenzione: un conto è servirsi del denaro per ciò che occorre per la vita, un conto servire il denaro, orientando verso di esso tutta la vita.

 

Chiaramente il denaro è lecitamente procurato attraverso il lavoro e serve per la vita, ma Gesù avverte attraverso l'esempio dei gigli, dei fiori dei campi e degli uccelli del cielo, che la nostra vita e i beni che ha bisogno non dipendono esclusivamente dal nostro lavoro, ma da Dio stesso. Dio si occupa e si preoccupa della nostra vita e ha riempito il mondo di ogni bene necessario all'uomo e al suo sostentamento. La vita non dipende dal cibo, dal vestito da ciò che possediamo ma da Dio.

Ma per fare esperienza della cura di Dio, della sua protezione e del suo interessamento per le cose più piccole della vita occorre imparare da Gesù. Egli è vissuto povero, casto e obbediente in modo tale che fosse Dio, suo Padre a compiere la sua vita. Gesù dipende totalmente dal Padre celeste, nelle cose di cui ha bisogno, negli affetti, nelle scelte della vita.

 

Ma è così scomodo e difficile dipendere da Dio in tutto? La vita meravigliosa a dir poco di tantissimi santi e sante ci mostra che ciò è possibile. Il cento volte tanto è qualcosa di reale, per chi vuole imitare Gesù Cristo. Questo vale in primo luogo per chi è chiamato ad una speciale consacrazione a Dio e ai fratelli, ma anche per chi vive una vita semplice e laboriosa in famiglia o nella società, tanto da vedere in tutto anche nei fatti tristi e sofferenti della vita la volontà di Dio. Mi risuonano nella mente le parole di Giobbe: Dio ha dato , Dio ha tolto, sia benedetto Dio ( Gb 1,21b). Se da Dio accettiamo il bene, perchè non dobbiamo accettare il male? (cfr.Gb 2,10).

 

Gesù va oltre a questa passiva accoglienza della volontà di Dio e propone un stile di vita di profonda comunione con Dio e con i fratelli. " Che siano una cosa sola" (Gv 17,11). Dipendere in tutto da Dio non significa fare nulla, e in grande passività, ma vedere tutto nella luce del volere Dio e di come orienta e compie la nostra vita verso il suo porto sospirato della vita eterna. Per che cosa credete che siano morti i santi martiri? Chi li ha potuti sorreggere nel tempo della prova. Colui a cui hanno affidato totalmente la loro vita da vivi.

Ecco far dipendere la vita in tutto da Dio è la sfida che l'uomo di oggi , che si è liberato di Dio, ci pone a noi cristiani. L'uomo di oggi per credere non vuole mezze misure, ma testimoni luminosi, che vivono in tutto come il Figlio di Dio e come figli di Dio.

Fidarsi di Dio e vivere come Lui propone è la vera sapienza dell'uomo, che non vuole perder di vista il suo destino eterno.

Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

Venerdì 24 febbraio 2017

VII settimana del tempo ordinario

Mc 10,1-12

 

1 Partito di là, venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare. 2 Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. 3 Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». 4 Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». 5 Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. 6 Ma dall’inizio della creazione li fece maschio e femmina; 7 per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie 8 e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. 9 Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». 10 A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. 11 E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; 12 e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».

 

COMMENTO di Tommaso Nuovo

Vangelo sine glossa

 

Quando si accosta il Vangelo per trarre un insegnamento sicuro che orienti la nostra vita a Gesù Cristo occorre non perdere di vista il disegno unitario di Dio, perchè altrimenti si rischia di isolare un norma, una indicazione e percepirla non adeguata per il nostro tempo. Qualcuno usa l'esegesi biblica addirittura per dimostrare che queste non sono le stesse parole del Signore, ma della Chiesa che in quel tempo ha redatto i Vangeli. Questa operazione è molto pericolosa, perchè non permette più di vedere in tutto il Vangelo l'opera di Dio. Anche se a livello testuale si distingue la tradizione apostolica dalla redazione, una volta reso canonico dalla Chiesa e indicata l'ispirazione divina , tutto il Vangelo è rivelazione è Parola di Dio da mettere in pratica. E' l'uomo che deve convertirsi e credere al Vangelo e non il Vangelo che deve essere convertito per far si che l'uomo creda.

 

Questa cosa la vorrei dire a quanti oggi a tutti i livelli , nella Chiesa, vogliono aggiornare il Vangelo per sostituirlo con la tradizione degli uomini. Gesù ha detto l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto. Il divorzio perciò è un delitto di fronte a Dio. Punto. Chi ripudia la propria moglie o il proprio marito e ne sposa un altro o un altra fa adulterio. Punto. Cosa c'è di più chiaro di così? Non si deve cercare altre spiegazioni, dato che Gesù le ha già date ai suoi discepoli e perciò anche a noi.

 

Cosa c'è dietro a questa confusione che oggi dai vertici della Chiesa arriva fino a noi? Il motivo è di ordine ecclesiale: eliminare ogni traccia del passato della Chiesa per aprirla a tutti in modo indifferente. Se tutti fanno parte della Chiesa allora non è più la Chiesa di Cristo, ma degli uomini. Perciò si inizia con la relativizzazione della dottrina, per poi arrivare alla liturgia con celebrazioni ecumeniche, fino alla morale, profanando la Santa Comunione e il Sacramento del matrimonio. Questo è il fumo di Satana, entrato nella Chiesa come aveva profetato il Beato Paolo VI, gettare il fumo negli occhi della gente, perchè non veda le macchinazioni sataniche di cui soffre oggi la Chiesa. Qualcuno sta trasformando la fede in una ideologia degli uomini. Ma Dio non permetterà che questo avvenga, questa gente è paglia è come pula al vento. Quando il Signore si stancherà di attendere la loro conversione personale, li spazzerà via in un attimo, per sempre, nel fuoco eterno. Sono queste le persone che oggi scandalizzano i piccoli che credono. Certamente ci sono alcuni preti pedofili che scandalizzano, ma chi manipola la fede e la dottrina ha una colpa peggiore, perchè inganna i piccoli che credono, deviando la strada della loro fede verso l'inferno. Lo Spirito di Cristo è stato sostituito con lo spirito di Pannella, cioè con lo spirito dell'anticristo, che lavora per creare confusione nella Chiesa e per mettere tutti contro tutti. Siamo solo agli inizi. Preparatevi a resistere con la preghiere e la fedeltà a Cristo contro questi demoni. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

 

Adelaide Roncalli, veggente di Ghiaie di Bonate ( Bg)
Adelaide Roncalli, veggente di Ghiaie di Bonate ( Bg)

Martedì 21 febbraio 2017

VII settimana del tempo ordinario

 

Mc 9, 30-37


30 Partiti di là, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. 31 Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà».32 Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.

33 Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». 34 Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande.35 Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servitore di tutti». 36 E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: 37 «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

 

COMMENTO AL VANGELO di Tommaso Nuovo

La strada dell'umiltà

 

Gesù lungo la strada che lo porta a Gerusalemme cerca di istruire i discepoli sia sulla sua identità, che però vuole che rimanga nascosta e sia sul esito della sua missione di morte e risurrezione. C'è però distanza tra Gesù e i suoi discepoli Essi non riescono a mettere insieme il mosaico di parole di fatti con le istruzione che Gesù dava in privato a loro. Non è che Gesù parlasse loro in modo misterioso, ma non capivano e non avevano ancora conosciuto bene Gesù e il suo stile, lo stile di Dio.

 

I discepoli in questa occasione mostrano il loro lato più umano l'ambizione e la vana gloria, che caratterizza ogni persona che sta molto vicino ad un personaggio famoso o ad un potente o che desidera partecipare a questa elite.

 

Gesù da a loro una grande lezione che rimarrà nella storia a monito ed esempio per tutti i futuri discepoli e apostoli.: " Se uno vuole essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servitore di tutti. " ( cfr. Mc 9,34). Questa lezione è stata accolta da molti santi e sante, una tra tutte santa Bernardette Soubirou, che nonostante fosse stata favorita dal cielo ha sempre tenuto anche da suora un grande esempio di umiltà di povertà e semplicità.

 

Vale anche per noi questa lezione per lavorare sul nostro spirito partendo proprio dalla virtù dell'umiltà, che è alla base di ogni vita e di ogni progresso spirituale. Dobbiamo fuggire come peste l'amor proprio e la vana gloria, cosa faticosa da fare perchè non solo ci inseguono, ma ci precedono sempre offrendosi in ogni occasione di alimentare il nostro spirito. Il demonio poi aggiunge altro e soffia sul fuoco dei nostri peccati e vizi: dalla gola alla lussuria, dall'ira all'invidia. Perciò imparare a conoscere se stessi è grande saggezza

 

I santi sono riusciti in questa impresa perchè si sono concentrati sulla persona di Gesù e di sua Madre amatissima e con tanto amore verso di loro, per piacergli in tutto hanno imitato la loro vita portando nei loro corpi il morire di Gesù.

 

Incamminiamoci con fiducia su questa strada della mortificazione della penitenza, essenziali per essere primi con Gesù nel regno dei cieli. Buona giornata

tommasonuovo@yahoo.it

 

Lunedì 20 febbraio 2017

VII settimana del tempo ordinario

Mc 9,14-29


14 E arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro. 15 E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. 16 Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». 17 E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto.18 Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». 19 Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». 20 E glielo portarono. Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. 21 Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall'infanzia; 22 anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell'acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». 23 Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». 24 Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!». 25 Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più».26 Gridando e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». 27 Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi.
28 Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». 29 Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».

 

COMMENTO di Tommaso Nuovo

Mai separare un malato da Dio.

 

Gesù nell’arco della sua vita pubblica si è occupato dei malati, insegnando anche a noi a fare altrettanto. Gesù non si è occupato della malattie e di sconfiggerle, ma ha aperto l’uomo alla responsabilità fornendogli scienza e carità per occuparsi sia dei malati come delle malattie.

 

Anche se dall’antichità esistono i medici e si pratica la medicina presso i templi greci, come quello di Eusculapio, la chiesa ha avviato dopo il Concilio di Nicea la costruzione di ospedali, luoghi di ricovero e cura dei malati, vicino alle cattedrali.

 

Gesù ha sempre avuto compassione per i malati,anche quelli più gravi come i lebbrosi e chiede di unire alla scienza la compassione e l’attenzione della sua Chiesa per coloro che soffrono nel corpo.

 

Oggi la scienza ha fatto passi da gigante per sconfiggere le malattie, ma con più progredisce con più misteriosamente aumentano le malattie. Forse quelle che oggi conosciamo erano sconosciute o non esistevano al tempo di Gesù, ma è un dato di fatto che l’uomo non ha trovato una cura totale e risolutiva alle sue innumerevoli infermità. L’uomo in questo sforzo titanico non ce la fa da solo a contrastare il male , la malattia e la morte, in più l’accesso ai farmaci non è garantito a tutti: molte cure e medicine sono disponibile solo per chi possiede ricchezze.

 

La ha origine nella fragilità dell’uomo, nel modo con cui conduce la sua vita materiale e spirituale, nell’ambiente in cui vive. Soprattutto le persone più indifese come i bambini e gli anziani vengono colpiti, anche se in generale tutti siamo a rischio di ammalarci.

 

Gesù ha trattato il caso di un ragazzo epilettico mostrando in esso la presenza del maligno e ha rivelato che solo con la preghiera si possono sconfiggere questi tipo di Demoni. Perciò non allontaniamo mai Dio e la preghiera da un malato. La potenza di Dio interviene a liberare e guarire ciò che per l’uomo è inguaribile Per la preghiera di un fedele, di un sacerdote, per il sacrificio che si offre sull’altare a favore di uno o più malati si ottengono molte grazie. Vanno bene le medicine, ma da sole non attaccano la causa del male, lo curano , ma non lo risolvono. E’ una grazia se in un ospedale si trova una chiesa o una cappella con la presenza del Santissimo Sacramento, nella quale si celebra la Santa Messa e dove c’è un sacerdote che prega.

 

Occorre presentare sempre suppliche al Signore per tutti gli ammalati e Dio farà il resto. Certamente non sempre arriva la guarigione, perché molte volte il Signore si serve della malattia per guarire l’uomo dal di dentro. Ma se si prega con fede l’intervento ci sarà. Dio non abbandona mai nessuno al suo destino di morte.

Buona giornata. tommasonuovo@yahoo.it

 

 

Venerdì 17 febbraio 2017

VI settimana del tempo ordinario

 

Mc 8,34-9,1

 

34 Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 35 Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà.36 Infatti quale vantaggio c'è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? 37 Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita? 38 Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».9

1 Diceva loro: «In verità io vi dico: vi sono alcuni, qui presenti, che non morranno prima di aver visto giungere il regno di Dio nella sua potenza».

 

COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Preoccupiamoci della nostra salvezza eterna

 

Gesù non vuole accattivarsi a tutti i costi qualcuno, andando dietro alle richieste della gente. Questo modo di operare lo hanno i politici, che devono occuparsi degli interessi della gente, ma poi servono i loro obiettivi, le loro ideologie, per gestire la cosa pubblica secondo logiche di potere.

 

Gesù ha un solo obiettivo: salvare gli uomini a tutti i costi. Ma prima di promettere a tutti il paradiso, indica la via per la quale ci si incammina: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua ( Cfr.Mc 8,34). La via è quella tracciata da Gesù: prendere la sua croce, cioè se stessi e ciò che ci fa male, ciò che ci minaccia, ciò che ci umilia come credenti e gli impedisce di correre verso la salvezza. In una parola Gesù invita a farsi carico dei propri peccati e andare, correre dietro di Lui. Anche Lui sta portando la croce, che corrisponde ad ognuno di noi.

 

La croce che porta Gesù è la sfida di salvare tutti gli uomini per strapparli dal serpente infernale. Il problema nostro è di prendere sul serio la questione della nostra salvezza. Noi non prendiamo sul serio il fatto che ci possiamo dannare in eterno, che siamo sempre sul bordo del baratro, del abisso infernale. Saremo al sicuro solo in paradiso. Finché siamo in questo vita siamo sempre a rischio di perderci in eterno.

 

Dobbiamo guardarci da due estremi: avere la presunzione di salvarci senza merito, o la disperazione della salvezza. Questi sono peccati contro lo Spirito santo (gli altri sono: impugnare la verità conosciuta;invidia della grazia altrui; ostinazione nei peccati; impenitenza finale). Quello che Gesù ci chiede è di vivere la nostra vita non pensando di conquistare il mondo oppure una spazio anche piccolo sul suo palcoscenico, cioè la notorietà, man arrivare alla vita eterna. Infatti come è impossibile conquistare il mondo intero, invece certamente possibile avere la vita eterna. Chi ha la vita eterna possiede tutto, possiede il paradiso, non solo un piccolo posto, ma tutto quello che c’è in esso: la Santissima Trinità, fonte infinita di felicità e di gioia, la Santa Madre di Dio, nessuno sarà più orfano e come amici e fratelli i santi e gli angeli e tutto il resto che si trova in paradiso.

 

Gesù ci avverte come suoi discepoli di parlare di Lui e delle sue parole pubblicamente, anche se veniamo derisi o giudicati. Chi dobbiamo temere Dio o gli uomini?

 

In questi tempi vediamo su internet la presenza di molti predicatori digitali, che moltiplicano appelli e inviti alla conversione. Essi parlano dei tempi della fine, parlano del compiersi delle profezie di Fatima e di molto altro ancora, presentandosi o come veggenti o come persone che hanno avuto delle speciali rivelazioni dal cielo. Il Magistero della Chiesa veglia, diffidando di questi personaggi perché i fedeli non vengano ingannati da persone che hanno altri scopi e non la salvezza delle anime. C’è un episodio del vangelo che però ci deve far riflettere: un tale scacciava i demoni nel nome di Gesù e i discepoli glielo hanno impedito, perché non era del gruppo dei discepoli di Gesù. Gesù li ammonisce dicendo: “ non glielo impedite, perché chi non è contro di voi è per voi” ( cfr. Lc 9,46-50).

 

Siccome molti hanno perso la fiducia nella Chiesa soprattutto a causa dei sacerdoti, non scartiamo la possibilità che Dio ci possa parlare anche attraverso questi strani personaggi. Il problema sta nel avere un sufficiente discernimento per prendere ciò che serve veramente all’anima e far cadere il resto. C’è anche il rischio di cadere nelle mani di lupi rapaci, però fatti di cronaca attuale ci dicono che questi lupi sono anche nella Chiesa. Bisogna perciò avere dei punti di riferimento sicuri , che sono: la Sacra Scrittura, i santi e il Magistero della Chiesa, di cui il Catechismo della Chiesa Cattolica è un autorevole sintesi.

 

Occorre prima di tutto pregare lo Spirito Santo e la Madre di Dio, che ci facciano da guida in un tempo in cui è difficile scorgere una luce sopra di noi. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

 

 

Giovedì 16 febbraio 2017

VI settimana del tempo ordinario

Mc 8,27-33


27 Poi Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». 28 Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti». 29 Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». 30 E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.

31 E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell'uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. 32 Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo.33 Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va' dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».

 

COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Chi sono io per voi?

 

Dopo la risurrezione di Gesù è caduto il divieto di parlare ad alcuno chi fosse il Cristo. I discepoli durante le buie ore della passione avevano dimenticato chi fosse il Cristo. Gesù apparendo loro li ha recuperati alla memoria di quei fatti e di quelle parole che avevano sentito durante i tre anni di vita con Gesù.

 

Quegli uomini sapevano chi era il Cristo, ma lo scandalo della croce aveva cancellato ogni loro memoria.

 

Noi possiamo sapere chi è il Cristo non perchè lo abbiamo visto risorto e abbiamo vissuto con Lui , ma perchè ci è stato detto e raccontato dai suoi prime testimoni e apostoli. La nostra fede appoggia sulla fede degli apostoli, la quale è credibile per come è cambiata la loro vita, dopo la risurrezione di Gesù

 

Gli apostoli ci hanno consegnato il deposito della fede, custodito dalla Chiesa che nel corso dei secoli ha ricavato una più profonda conoscenza del mistero di Cristo e della salvezza dell'uomo.

La nostra fede così si alimenta dei sacramenti, della parola di Dio e della dottrina della Chiesa, contenuta nella Parola di Dio e nella Tradizione e garantita dal Magistero della Chiesa

 

La domanda che Cristo ha fatto ai discepoli: "la gente chi dice che io sia", la rivolge anche a noi. Solo che Cristo, oggi, non vuole sentire da noi l'inesattezza o provvisorietà di un opinione, ma la risposta che ha dato Pietro, detta però con fede e con convinzione, cioè con la grazia di Dio e la conoscenza della dottrina delle fede.

 

La chiarezza della dottrina non é eguagliabile a nessuna dissertazione teologica dei teologi di oggi. Perchè non si insegna più la dottrina? Perchè non si insegna chi è Dio? La fede certamente non arriva solo per l’insegnamento della dottrina, ma con l’adesione alla rivelazione. Ma un credente non può aderire a delle ipotesi o a delle tesi teologiche , ma a delle verità, sul quale poi lo Spirito Santo lavora per far crescere la fede e la vita divina nella persona.

 

Che poi dietro le affermazioni umane. che in un certo qual modo aggiustano o smentiscono la Rivelazione, c’è senza ombra di dubbio Satana, è pura verità. Ecco perché il magistero della Chiesa e tutti i teologi dovrebbero scrivere di meno, parlare di meno e riflettere di più. Il pensare secondo gli uomini e non secondo Dio, cioè l’apostasia è la prima e principale piaga della Chiesa, altro che i preti pedofili. Cristo non ha mandato via dal gruppo dei dodici Pietro, ma lo ha corretto, rivelando che gli stava appresso La correzione fraterna deve essere di casa nella Chiesa. Chi non si lascia correggere poi farà la fine di Giuda, tradirà il Maestro. Buona giornata, tommasonuovo@yahoo.it

 

Mercoledì 15 febbraio 2017

VI settimana del tempo ordinario

Mc 8,22-26


22 Giunsero a Betsàida, e gli condussero un cieco, pregandolo di toccarlo. 23 Allora prese il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?».24 Quello, alzando gli occhi, diceva: «Vedo la gente, perché vedo come degli alberi che camminano». 25 Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente, fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa. 26 E lo rimandò a casa sua dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio».

 

COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Gesù è sempre pronto con la sua grazia

 

Mi colpisce che Gesù abbia dovuto imporre per due volte le mani al cieco, dopo che ha umettato i suoi occhi con della saliva. Forse che la forza di Gesù non sempre ha effetto? No! Il suo è un potere immediato di cambiare il corso della natura. Semmai occorre dubitare che l’uomo sia sempre pronto ad accogliere la grazia divina, anche quando sente di avene più bisogno.

 

L’uomo non è mai pronto ad accogliere la grazia divina, perché confida sempre in se stesso o negli altri, più che in Dio. Quel cieco certamente non sapeva che in quel giorno avrebbe incontrato il Salvatore, eppure il cammino di Gesù andava verso di Lui. Anche se sembra che siano stati altri a portare il cieco a Gesù, è Gesù che si è fatto trovare per incontrarlo. Gesù si fa sempre trovare e se si nasconde è perché vuole che lo cerchiamo, lo desideriamo ancora di più.

 

Noi invece siamo più pronti a peccare che ad accogliere la sua grazia e suoi doni, che Gesù, in ogni ora, in ogni giorno, riversa su di noi come “torrente di delizie” (cfr. sal 36,9). Facilmente ci nascondiamo dietro le nostre giustificazioni o accusiamo gli altri a nostra discolpa. Come i progenitori abbiamo paura di Dio, perché siamo nudi, cioè privi della grazia di Dio.

 

Il Signore è pronto a donare, siamo anche pronti a ricevere, desiderando con tutto il cuore che Dio si occupi della nostra vita. Se non vediamo ancora bene lasciamoci portare a Lui dai santi, nostri veri amici e accompagnatori . Il Signore ci aspetta, non lasciamolo aspettare troppo, potrebbe andarsene, non vedendo il nostro arrivo. Buona giornata.

 

tommasonuovo@yahoo.it

Martedì 14 febbraio 2017

Santi Cirillo e Metodio patroni d'Europa

Lc 10,1-9

 

1  Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. 2 Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!3 Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; 4 non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. 5 In qualunque casa entriate, prima dite: «Pace a questa casa!». 6 Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi.7 Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all'altra. 8 Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto,9 guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: «È vicino a voi il regno di Dio».

 

COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Il destino dell’Europa è nelle mani dei santi

 

Gesù invia i discepoli verso tutti i paesi della terra ( settantadue infatti era il numero delle nazioni allora conosciute), ma la missione di Gesù continua fino ad oggi, e ha coinvolto in totalità e con grande passione e intelligenza questi due fratelli di Tessalonica: Cirillo e Metodio, che Giovanni Paolo II ha proclamato celesti patroni del continente europeo il 31 dicembre 1980, con la Lettera Apostolica Egregiae virtutis.

 

SOLO DUE UOMINI

Questi due uomini erano proprio due, non cento o trecento o mille, solo due.

 

Essi hanno posto le basi dell'evangelizzazione dei popoli slavi, inventando l'alfabeto detto cirillico, traducendo la bibbia e la liturgia latina nella lingua dei popoli dell'est Europa, diventando così i padri della loro cultura. Ma erano solo e sempre due. Perchè la loro opera ha portato frutto? Perchè avevano fede e si preoccupavano della loro santificazione. Nella loro opera c'è più la loro fede, che la loro intelligenza. Ma, lo ripeto erano solo due fratelli. Questo ci deve far riflettere sul fatto che Dio ha più bisogno della nostra fede, per operare, che della nostro agire o dei nostri piani pastorali.

 

I POPOLI SLAVI SONO CRISTIANI

L'Europa respira spiritualmente con i polmoni dei cristiani dell'ovest e dell'est Europa. Dobbiamo preferire il dialogo e l'incontro con i cristiani del est, accoglierli come fratelli in Cristo. Oggi subiamo una invasione tacita da parte dell'islam, che non ha niente a che fare e vedere con l'identità e i valori dell'Europa e trova un' Europa che ha ripudiato le proprie radici cristiane. Perciò l’Islam trova il terreno libero per stabilirsi e sostituirsi alla fede e ai valori cristiani, gli unici valori che garantiscono pace e concordia ai popoli, anche a quelli islamici.

 

Tutto il progetto dell'attuale Unione Europea è destinato a implodere, a fallire se non ritrova la sua anima spirituale, come ce l’hanno consegnata i santi . Ecco perché dobbiamo supplicare il Signore Gesù attraverso i santi patroni d’Europa: Benedetto, Cirillo e Metodio, Caterina da Siena, Brigida di Svezia e Teresa Benedetta della Croce, che intercedano per la nascita di nuovi santi per rievangelizzare l’Europa, che ha perso il suo orientamento a Dio e la sua identità cristiana.

 

A meno che Dio abbia stabilito di abbandonare l’Europa al suo destino e far rinascere da un altra parte il popolo di Dio. Non sarà certamente la fine del mondo, ma di un mondo che ha rinnegato Dio. Buona giornata

tommasonuovo@yahoo.it

 

 

Lunedì 13 febbraio 2017

VI settima del tempo ordinario

Mc 8, 11-13

 

11 Vennero i farisei e si misero a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.12 Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno».13 Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l'altra riva.

 

COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Ciascuno di noi è il segno di Dio

 

Sono stati tanti i segni della presenza e dell’agire di Dio in Gesù Cristo: i miracoli, la sua parola, il suo comportamento e la stessa sua persona, erano più che segni. I volerli negare a tutti i costi , oppure chiedere un ulteriore segno è indice di profonda incredulità. Quegli uomini non credevano nella persona di Gesù e nella sua divinità. Oggi la situazione non è molto diversa. Semplicemente si mette Gesù Cristo nell’indifferenza e non si riconoscono i segni che Lui lascia continuamente al mondo intero: dalle apparizioni della Beata Vergine Maria, ai santi. Si continua dire: “dove è Dio.” La Chiesa essa stessa è un segno,anche se a causa di alcuni suoi servi infedeli ha perso la sua credibilità.

 

Ma se a quella generazione che cercava un segno risolutore Gesù non da altri segni, oltre quelli che aveva già dato, alla nostra generazione da come segno ogni credente. Ogni cristiano è il segno di Dio davanti a questa generazione incredula.

 

Dio non ha bisogno di fare interventi straordinari per dimostrare che c’è, lo ha già fatto nel suo Figlio Gesù, ma in ciascuno dei credenti, attraverso la fede, la speranza e la carità, Dio manifesta il suo amore e il suo agire a favore degli uomini.

 

Il segno che Dio manda nel mondo è la santità di ogni suo Figlio. Ecco perché ogni credente che si rende conto della suo essere segno di Dio, deve preoccuparsi di santificare la sua vita. Dio parla, agisce e santifica il mondo attraverso ognuno di noi.

 

Se non siamo strumenti di Dio diventiamo inevitabilmente strumenti di Satana, anche se diciamo di non volerlo, siamo difatti al suo servizio , perché non serviamo a Dio.

Così abbiamo si una grande responsabilità, ma anche una grande opportunità per realizzare la nostra vita nel bene. Oggi molti giovani che terminano gli studi non ricevono nessuna offerta di lavoro. Se avessero la fede per offrire a Dio le loro qualità, la loro intelligenza e il loro cuore, senza pensare ad una consacrazione specifica, ma a mettersi al servizio di Dio, avrebbero lavoro e paga assicurati, oltre a innumerevoli doni di grazia e la vita eterna se avranno servito fedelmente il loro datore di lavoro.

 

Io stesso metto al servizio del Signore Gesù questo sito e quello che scrivo, per essere il suo segno, davanti a questa generazione e lo ringrazio che mi ha dato questa grande opportunità di poterlo

servire con la mia vita. Buona giornata.

 

tommasonuovo@yahoo.it

Domenica 12 febbraio 2017

VI del tempo ordinario

Mt 5,17-37

La Legge e il suo compimento

17 Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.18 In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. 19 Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli. 
20 Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

Collera e riconciliazione

21 Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. 22 Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: «Stupido», dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: «Pazzo», sarà destinato al fuoco della Geènna.
23 Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 24 lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
25 Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. 26 In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!

Adulterio e fedeltà

27 Avete inteso che fu detto: Non commetterai adulterio. 28 Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
29 Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. 30 E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
31 Fu pure detto: «Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto del ripudio». 32 Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all'adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.

Sì, sì; no, no

33 Avete anche inteso che fu detto agli antichi: «Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti». 34 Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, 35 né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. 36 Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. 37 Sia invece il vostro parlare: «Sì, sì», «No, no»; il di più viene dal Maligno.

 

COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

LE REGOLE DI GESU'

 

Per vivere bene la nostra relazione con Dio e con il prossimo dobbiamo avere delle regole, che ci educhino e ci preservino dal male, che possiamo fare agli altri e a noi stessi.

Oggi Gesù ce ne ricorda qualcuna, tra le è più disattese in una società che sembra essere il Festival della corruzione. Le regole di Gesù sono severe, non tanto per le sanzioni che minacciano,ma per la responsabilità che chiedono.

 

Queste regole Gesù le ha dette per tutti, anche per chi non crede in Lui, perchè sarà poi Lui a giudicare tutti i popoli. Specialmente in ambito familiare e matrimoniale Gesù conosce la debolezza dell'uomo e della donna e i comandamenti e altre indicazioni come quella di non guardare con desiderio una donna o un uomo servono per difendere l'uomo da se stesso. Tutti i comandamenti hanno come fine la protezione dell'uomo e la guida dell'uomo lungo le strade della vita, perchè non perda di vista il suo destino eterno.

 

Queste regole implicano anche una pratica ascetica, che serve a tutti per allenarsi nelle virtù e rispondere alle frecce avvelenate del Demonio. Ad esempio il guardare una donna o un uomo con il desiderio di averlo, come pratica ascetica chiede che ci abituiamo a chiudere gli occhi, girare la testa, oppure a guardare senza fissare e soprattutto allenare il cuore a fare la volontà di Dio. Questo allenamento serve sia quando andiamo per strada, o incontriamo qualcuno o guardiamo la televisione o il computer. Molto importante per i consacrati e le consacrate è lo stare mai da soli con una donna o un uomo. San Carlo Borromeo quando doveva incontrare per il suo ministero una donna, fuori dal confessionale, si intratteneva il minimo necessario e sempre alla presenza di due testimoni. Al demonio basta una piccola scintilla per far divampare un incendio.

 

Dio ci ha dato degli strumenti importanti, che sono i comandamenti per difenderci dal male e fare veramente del bene agli altri.

 

Impariamo a memoria le parole del Signore, abbiamo un serio timore di Dio e un sano terrore di finire nell'inferno. Nessuno ci potrà tirar fuori di la, dopo che avremo terminato la nostra breve vita, senza sfruttare tutti le opportunità e le occasioni che Dio ci ha dato per salvarci. Buona giornata.

 

tommasonuovo@yahoo.it

Venerdì 10 febbraio 2017

Quinta settimana del tempo ordinario

 

Mc 7,31-37


31 Di nuovo, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidone, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. 32 Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. 33 Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; 34 guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». 35 E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. 36 E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano 37 e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

 

COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

Ha fatto bene ogni cosa.

 

Al tempo di Gesù c'erano molti detrattori della sua opera e delle sue parole, che si scontravano con i toni entusiastici delle gente che andava da Lui. Certamente ci saranno state delle esagerazioni sul suo conto, ma è un dato certo che Gesù operava prodigi che non si erano mai visti e che portavano il segno dell'intervento di Dio. I Farisei e i Capi del popolo cercavano con ogni mezzo di denigrare quest'opera dicendo anche che agiva nel nome di Belzebull ( Cfr. Mt 12,24).

 

Cosa succede invece oggi? A fatica viene mostrata l'opera di Dio in mezzo agli uomini. Non si dice di Lui che ha fatto bene ogni cosa. Gli si vuole presentare il conto di tutte le catastrofi naturali di cui noi siamo oggi spettatori oppure protagonisti. Oggi si fa fatica parlare bene di Dio, anzi si fa fatica a parlare di Dio, a coinvolgerlo nei nostri drammi,nei nostri problemi, nelle nostre solitudini. Lo si tiene fuori,, se non lontano dalla vita pubblica, con la scusa che lo Stato è laico, aconfessionale.

 

Oggi non si parla bene ne di Dio, ne della Chiesa nei dei preti. Si parla bene certamente di papa Francesco. Ma quelli che oggi si presentano come i suoi migliori amici, domani saranno i suoi peggiori nemici. Quelli che oggi gli muovono delle critiche sono anche quelli che comunque pregano per Lui. Ma la chiesa non è solo il Papa, ne appartiene solo al Papa. Ognuno di noi deve sentire la Chiesa Cattolica come la sua, come la propria casa e fare di tutto perchè si parli bene di essa e dei suoi figli. Tutto ciò che si dice di male anche di un solo figlio o figlia della Chiesa si riflette su tutta la Chiesa e di riflesso su Gesù Cristo e su Dio, facendo venir meno la loro credibilità e di quella del Vangelo. Anche se ci sono i rappresentanti e i responsabili della Chiesa, ognuno di noi la rappresenta e ne è responsabile davanti al mondo con la sua fede,con le sue parole e con le sue azioni. Non dimentichiamo che la Chiesa è il Corpo di Cristo e noi siamo a Lui uniti come le sue membra Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

 

Sabato 4 febbraio 2017

Quarta settimana del tempo ordinario

Mc 6,30-34

30 Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. 31 Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.32 Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. 33 Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. 
34 Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

 

COMMENTO DI TOMMASO NUOVO

VENITE IN DISPARTE

 

Gesù ci tiene ad avere un rapporto privilegiato con i suoi apostoli. E' Lui che prende l'iniziativa, dopo che sono tornati dalla loro prima missione: "Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po' ". Per favore , non iniziamo a interpretare questo fatto come la necessità che i chierici e i religiosi vadano in ferie, magari in luoghi esotici... oppure facciamo gli esercizi spirituali in in case a tre o quattro stelle. Perchè il problema non è riposare o di mangiare bene (che poi diventa un problema per lo spirito), ma stare con Gesù, riposare con Lui.

 

I santi avevano fretta di guadagnarsi il cielo e non di riposare. Non so quante volte al giorno pensiamo a Gesù e a sua Madre Maria e gli diciamo che li amiamo e esprimiamo il desiderio di stare con loro, perchè ci sentiamo come siamo strappati dalle nostre cose dai nostri pensieri, dalle nostre azioni, dallo stare con loro. Certamente, servire Cristo nei fratelli, spendersi per gli altri è come stare con il Cristo. Ma lo stare con il Cristo è l'orizzonte primo e ultimo di ogni azione e parola di un chierico o di un religioso e religiosa: " senza di me non potete fare nulla"( Gv 15,8). Se no a chi serviamo? Serviamo chi ci ha amati per primo e ha dato un senso pieno alla nostra vita: Gesù Cristo,il Figlio di Dio.

 

Questo discorso vale per i chierici e i religiosi , ma anche per tutti i credenti, perchè è facile, è questione di un attimo, mettere da parte Cristo per le creature. Non ci rendiamo conto come Cristo sia più intimo a noi di noi stessi. Da Lui dipende tutta la nostra vita come la vita del cosmo intero.

 

La gente cercava Cristo. Come lo cerca oggi? Oggi lo cerca ancora come una volta e lo cerca soprattutto dalla Chiesa e dai suoi ministri. La Chiesa, ognuno messo in essa come ministro e servitore ha il dovere, l'urgenza di verificare se è Cristo che trasmette con la sua parola, i suoi pensieri e le sue azioni, oppure solo tradizione di uomini. E c'è un modo per verificarlo. Quanto un chierico un religioso ama stare in disparte, solo con Lui. Quanto ha desiderio di riferigli il suo lavoro in un dialogo personale: soli con il Solo, non solo in occasioni particolari, ma sempre.

 

Questa è una necessità oggi, non una scusa, perchè è grande la sterilità dell'agire pastorale e dobbiamo capire dove sta la causa. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it