VIAGGIO SPIRITUALE di Tommaso Nuovo

Vangelo del giorno: aprile 2017

.Domenica 30 aprile 2017

III di Pasqua

Lc 24,13-35

 

 

13 Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, 14 e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. 15 Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. 16 Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. 17 Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; 18 uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». 19 Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; 20 come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. 21 Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute.22 Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba 23 e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 24 Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto».25 Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! 26 Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». 27 E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. 
28 Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano.29 Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.30 Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro.31 Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista.32 Ed essi dissero l'un l'altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».33 Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34 i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». 35 Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

 

COMMENTO di Tommaso Nuovo

In quello stesso giorno

 

"In quello stesso giorno" (Lc 24,13) Mi colpisce il fatto che il Vangelo per la terza volta è ambientato nel giorno di pasqua,nel giorno in cui Cristo è risorto. Sembra che il Signore voglia prolungare fino al nostro tempo, quel giorno benedetto, per far partecipare anche noi a quei primi incontri con i discepoli, per ravvivare la nostra fede nella sua morte e risurrezione.

 

Oggi appare a due viandanti, due dei suoi discepoli delusi e sconsolati, che si allontanano da Gerusalemme. Gesù si affianca e li aiuta a ritrovare un senso, quello biblico, nei fatti dolorosi avvenuti in città. Arrivati vicino al villaggio, loro destinazione, quell'uomo misterioso, accetta l'invito di stare con loro e si rivela come il Risorto mentre spezza il pane.

 

Tutto questo continua nella Santa Eucaristia, dove Gesù stesso si fa nostro compagno di viaggio, ci spiega il senso delle Scritture e spezza il pane per noi. Gesù ci dona se stesso, la Vita eterna come l'ha donata alla prima Chiesa, dandogli la fede pasquale, che dal giorno di Pentecoste ella  annuncia e testimonia fino ad oggi.

 

Come prolungare nel tempo questi avvenimenti del primo giorno dopo il Sabato? Oggi la fede nel Risorto deve avere un annuncio esplicito, diretto e pubblico, da persona a persona, su i mezzi di comunicazione, su i social. I due discepoli di Emmaus sono ritornati a Gerusalemme e hanno raccontato cosa è loro successo. A molti da fastidio che si parli di Gesù, perchè non conoscono e perciò non vedono quello che avviene nella Chiesa per opera del Risorto.

 

Purtroppo la santità della Chiesa è stata offuscata anche in modo grave da tanti suoi figli e molto personalismo mediatico fa ombra alla persona di Gesù Cristo. Occorre lavorare per la nostra santificazione e ciò farà emergere la persona di Gesù Cristo Risorto. Lo Spirito Santo, la Vergine Maria, i santi del passato, anche recente, saranno i nostri alleati. Ci aiuteranno a vivere con Gesù Risorto e a testimoniarlo in parole e opere. Da dove iniziare? Confessiamo i nostri peccati e partecipiamo con spirito rinnovato alla Santa Messa, siamo pronti a spezzare il pane con chi non ne ha. E abbiamo anche il coraggio di morire per Cristo. Sono questi i tempi in cui non si può escludere la possibilità di testimoniare il Cristo anche con il sangue. Buona domenica.

tommasonuovo@yahoo.it

 

 

 

Venerdì 28 aprile 2017

II settimana di Pasqua

Gv 6,1-15

 

 

 

 

 

COMMENTO di Tommaso Nuovo

La seconda pasqua

Nel Vangelo di Giovanni, attraverso il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci e altri segni, seguiti da parole di spiegazione ( vedi poi il discorso nella sinagoga di Cafarnao), Gesù ci porta alla Santa Eucaristia. Il contesto in cui è avvenuto il segno della moltiplicazione è la “seconda Pasqua”, che Gesù vive con i suoi discepoli: “ Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei” (Gv 6 ,4).

 

La prima pasqua l’aveva vissuta a Gerusalemme, quando aveva compiuto il segno di scacciare i venditori dal tempio. Guardando invece alla pasqua di Gesù per noi, la prima fu quella in cui egli è passato da questo mondo al Padre (cfr. Gv 13,1). Nella seconda pasqua, invece Gesù passa da questo mondo a noi, si consegna a noi come pane che da la vita: prendete e mangiate, questo è il mio Corpo ( cfr. Lc 22,19), il mio Sangue ( cfr. Lc 22,20).

 

Gesù, dopo questo miracolo della moltiplicazione, non si è preoccupato più di tanto di sfamare la gente affamata, dei poveri e delle loro necessità. Certamente non ha mai chiuso le mani a chi chiedeva. Gesù in questo grande segno semplicemente apre le mani a tutti, spezzando il pane come anticipo del suo Corpo. La gente ne ha visto ne ha capito quello che Gesù ha fatto. La gente ha visto il pane in abbondanza, si è sfamata, ha riempito la pancia. Non ha visto Dio all’opera, in questo intervento così straordinario.

 

Non abbiamo solo la pancia da riempire, abbiamo anche un anima da sfamare, per il viaggio verso la Vita Eterna. Come diventa sgradevole il cibo quando si è sazi. Invece l’anima non si sazia mai del cibo che gli da Dio, perché è fatta per nutrirsi di Dio, è fatta per Dio, per l’infinito. Questo cibo è Gesù Cristo, che passa a noi nella sua seconda pasqua, dopo che Egli è passato al Padre.

 

In generale ci rendiamo poco conto di ciò che si presenta nella Santa Eucaristia, sia quando ci prepariamo, sia quando partecipiamo e sia quando assumiamo Gesù presente con il suo vero Corpo e con il suo vero Sangue.

 

Purtroppo oggi molta superficialità accompagna chi partecipa e chi presiede alla Santa Messa. Molte volte sembra che i preti facciano qualcosa di loro, qualcosa di personale, come se non fosse di Cristo la Santa Messa. Poi i fedeli, non per colpa loro, hanno una comprensione limitata di quello che vivono nella Santa Messa. La percezione del Sacro presente nelle chiese come edifici e nei ministri e in chi collabora: ministranti maschi e femmine, lettori e cantori, uomini o donne che siano, sembra venuta meno. C’è molto protagonismo nelle persone, il pudore negli atteggiamenti e nei costumi ha lasciato il posto all’impurità, alla lussuria: abiti che danno forma al corpo, trasparenti, scollati, minigonne, capelli sciolti, scarpe con tacchi a spillo, indumenti intimi che escono da gonne e calzoni, tute aderenti come pigiami. Così con l’impurità il demonio ha la meglio per distrarre preti, suore, laici uomini e donne, perché si perda di vista Gesù Cristo e si metta l’impurità negli occhi, nei pensieri, nel cuore e nell’anima.

 

La Chiesa, i preti, ciascuno di noi dobbiamo fare di più per favorire in Chiesa il senso del Sacro e un sano pudore. Ogni presbitero è un forte richiamo alla santità se lui stesso la vive e la offre con l’esempio e con le parole. E’ facile per un presbitero trasformarsi da servo di Dio a lupo, con il rischio che Gesù lo consegni al Diavolo. E’ triste sentire che all’inferno ci sono tanti preti e tante suore, è molto triste. Noi tutti abbiamo una forte responsabilità verso la Santa Eucaristia, non dobbiamo deludere Dio. Dobbiamo aiutarci a santificare la nostra presenza in chiesa, non a renderla un occasione di peccato. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

Giovedì 27 aprile 2017

II settimana di pasqua

Gv 3,31-36

 

31 Chi viene dall'alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. 32 Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza.33 Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. 34 Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito. 35 Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. 36 Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio rimane su di lui.

 

COMMENTO Di Tommaso Nuovo

Il viaggio di ritorno

 Con la risurrezione di Gesù Cristo, l’uomo non solo scopre il suo destino eterno, ma anche la sua origine, che non può essere diversa dal suo fine. L’uomo in Gesù Cristo ritorna a Dio, perché viene da Dio.

 

Chi non scopre o non comprende la sua origine in Dio, non è capace ne di alzare gli occhi del corpo, ne quelli della mente per vedere Dio. Egli vive sulla terra e per la terra. L'uomo cerca i segni della sua origine nella terra, ne trova alcuni, che però non gli dicono tutta la verità, anzi la nascondono ancora di più: il mistero dell'origine dell'uomo supera l'uomo. Ecco perchè il primo dei risorti, Gesù Cristo, viene da Dio, per ricondurci a Dio, per rivelarci la nostra origine.

 

La vita dell'uomo non è un viaggio di sola andata, ma di solo ritorno. Chi non inizia questo viaggio rimane fermo sulla terra cercando una destinazione che non conosce, perchè non conosce da dove è partito. Questo viaggio di ritorno non lo possiamo fare da soli. Guidati da Colui che è ritornato al Padre suo, scopriamo che è anche Padre nostro.

 

La Parola di Gesù ci guida in questo viaggio Le sue Parole sono le stesse che ha ascoltato dal Padre. Chi accetta la testimonianza del Figlio accetta anche il Padre. Insieme Padre e Figlio ci donano lo Spirito senza misura. Noi raccogliamo poco Spirito. Iniziamo questo viaggio di ritorno con poche gocce di Spirito, presenti nella nostra anima. Dio dona lo Spirito senza misura, ma l'anima ha per Dio spazi molti piccoli, spesso angusti, essi diventano grandi nella misura in cui ci rendiamo disponibili ad accogliere lo Spirito Santo senza misura, cioè a misura di Dio.

 

Dobbiamo temere l'ira di Dio, cioè rifiutare continuamente il suo Spirito. Bisogna pregare per tutti gli uomini, specialmente per chi oggi governa i paesi della terra. Il continuo rifiuto di Dio riempie il cuore del Padre di amarezze, dopo che Lui ha usato tutte le tenerezze possibili per attiraci a Se. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

 

Mercoledì 26 aprile 2017

II settimana di Pasqua

Gv 3,16-21

 

16 Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. 17 Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18 Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. 
19 E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. 20 Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. 21 Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

 

COMMENTO di Tommaso Nuovo

La luce delle parole di Cristo

 

Gesù apre il suo cuore a Nicodemo, rivelandogli l'amore di Dio per gli uomini. Nicodemo non replicherà più, sta assumendo la forma del discepolo, che prima di interrogare il Maestro lo ascolta. Non si parlerà più di Nicodemo, lo ritroveremo mentre con Giuseppe d'Arimatea prepara Gesù per la sepoltura ( cfr. Gv 19,39), è lui che porta trenta chilogrammi di mirra e aloe.

 

Ma quello che Gesù gli a rivelato in quella notte dove è finito? Nicodemo è andato da Gesù spinto più dalla curiosità, per ascoltare da vicino un personaggio chiacchierato. Ma successivamente Nicodemo, con il gesto pietoso e amorevole della sepoltura, diventa a tutti gli effetti un testimone della sua morte.

 

E noi invece? Che andiamo non di notte, ma di giorno da Gesù nella Santa Messa, cosa ne facciamo delle affermazioni di Cristo, specialmente quelle che ci rivelano l'infinito amore di Dio per gli uomini? Queste parole non devono passare su di noi con superficialità, esse servono per far maturare la nostra fede pasquale.

 

Come possiamo essere indifferenti ad affermazioni come questa: Dio ha tanto amato il mondo da dare suo Figlio unigenito (Gv 3,16). Queste parole ci possono tanto rassicurare e riempirci il cuore di amore a Dio. Come anche queste parole: " Dio infatti non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perchè il mondo sia salvato per mezzo di Lui. (Gv 3,17)

Queste e altre parole possono indurre l'uomo all'amore di Dio e a rispondere a Dio con la santità della vita.

 

Tutto quanto rivela l'amore di Dio è luce, è verità per gli uomini. Gli uomini si illudono di possedere la verità e la luce solo grazie all'uso della ragione. Ma quante tenebre e tragedie immense ha prodotto l'esclusivo uso della ragione senza la luce di Cristo. Dio non impone come fa la ragione la sua luce e la sua verità, ma invita a scegliere e ad avere il coraggio di giudicare come tenebre le opere del mondo che negano Dio e l'uomo. Ad esempio la legge sul fine vita, dichiarazione esplicita della legalizzazione dell'eutanasia, essa è tenebra. Al posto di aiutare la ricerca per migliorare le condizioni del fine vita, si offre al malato la rinuncia ad aiutarlo a vivere, solo l'aiuto per morire. Come sono tenebre anche l'aborto, i milioni di aborti legalizzati dagli stati.

 

Cristo non nega l'uso e il dono della ragione, ma invita a farne uso nella luce della fede e della risurrezione. Dove brilla la luce nel mattino di pasqua: proprio nel buio di quella tomba nel quale l'uomo pensa di trovare pace e serenità. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

 

Lunedì 24 aprile 2017

II settimana di pasqua

Gv 3 1-9


1 Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei.2 Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». 3 Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio». 
4 Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». 5 Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6 Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. 7 Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall'alto. 8 Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito». 

 

COMMENTO di Tommaso Nuovo.

Nicodemo e la fede Pasquale

 

Il tempo di pasqua serve ai credenti per rafforzare la fede pasquale in Gesù Cristo morto e risorto o per iniziare un cammino di scoperta della fede nella risurrezione di Gesù Cristo. In questo senso ci viene dato di seguire Nicodemo, un fariseo, maestro della legge, che va da Gesù di notte, quando nessuno vede sia per interrogarlo e sia per ascoltarlo. Egli va da Gesù per se stesso, per il suo desiderio di conoscere e capire Gesù non per giudicarlo.

 

Gesù non si lascia incantare dalle sue parole di circostanza, subito gli rivela una prima a luce a Lui che viene a cercare di notte: "In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio (v.3). Nicodemo risponde con poca saggezza mescolando ciò che è materiale con ciò che è spirituale. Gesù allora specifica che per nascere dall'alto significare nascere dall'acqua e dallo Spirito.

 

Noi dobbiamo fare il passaggio alle nostre domande alle nostre ricerche perchè anche se andiamo in Chiesa di giorno, siamo spesso nella notte, per quanto riguarda l'assunzione di una fede pasquale. Il senso senso della pasqua non è solo celebrativo, ma spirituale, riguarda il nostro rinascere dall'alto, da Dio. La Pasqua o è anche per noi un " passaggio" da morte a vita , oppure è finita il giorno stesso di Pasqua e noi ritorniamo grigio di tutti i giorni.

 

Nascere dall'acqua e dallo Spirito, significa nascere dalla Parola Dio, dal Kerigma e dallo Spirito, che esso trasmette. Per entrare nel regno di Dio, nella vita di Dio occorre immergerci e lavarci nella sua Parola, perchè le nostre parole, pensieri e azioni abbiano come principio Dio e come fine Dio. Abbiamo in noi l'anima che vive per la sua unione con Dio, abbiamo una vita divina in noi che chiede di vivere, di rinascere La cosificazione della vita dell'anima, la morte dell'occidente è l'assenza di vita spirituale. Non c'è tempo, non c'è spazio per la vita dell'anima. Invece al corpo si concedete tutto.

 

Quel che è nato dalla carne è carne, quello che è nato dallo Spirito è Spirito. Noi pure essendo fatti di carne abbiamo dentro di noi un principio spirituale unico che viene da Dio: l'anima. Occorre imparare che abbiamo un'anima, che da vita al nostro corpo e che vive lei stessa di una vita, quella che riceve da Dio, da il suo Spirito. Leviamo via lo scetticismo di Nicodemo, impariamo a chiedere a Dio il dono di una fede pasquale, non mancherà di risponderci. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

 

Sabato 22 aprile 2017

Ottava di Pasqua

Mc 16,9-15

 

9 Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. 10 Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto.11 Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero.

12 Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna.13 Anch'essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro.
14 Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. 15 E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura.

 

COMMENTO di Tommaso Nuovo

Testimoni dei testimoni del Risorto

 

Non ci sono i testimoni oculari della risurrezione di Gesù, ma ci sono pervenuti i nomi e i fatti di coloro che lo hanno visto risorto dopo la sua morte in croce.

 

In questo breve resoconto del Vangelo di Marco si parla di Maria di Magdala e di altri due discepoli, i quali sono andati a riferire quanto hanno visto ai discepoli, ma non sono stati creduti. Gesù ha seguito fin dall’inizio il metodo di mandare dei testimoni perché si credesse in loro. Sarebbe infatti problematico e pieno di rischi per l’annuncio se Cristo dovesse apparire a tutti; non ci sarebbe concordanza nella testimonianza: uno vede una cosa, un altro un altra. Gesù è apparso a quelli che lo hanno conosciuto per recuperarli alla fede e donagli la fede pasquale, cioè credere nella sua morte e risurrezione.

 

La nostra fede si fonda perciò sulla fede di coloro che lo hanno visto morto e risorto e che hanno poi donato la vita per lui.

Anche noi veniamo alla fede attraverso la testimonianza di coloro che hanno creduto in coloro che hanno visto Gesù risorto.

Ecco perché la Chiesa e la fede della Chiesa è apostolica, si fonda sulla testimonianza degli apostoli.

 

Per la nostra fede, per il suo accrescimento e mantenimento, occorre essere collegati con le fede degli apostoli, contenuta in tutto ciò che essi hanno trasmesso nei Vangeli, negli Atti degli apostoli, nelle lettere e nell’Apocalisse, ultimo scritto del Nuovo Testamento.

 

Però anche se la pura conoscenza della Rivelazione biblica è necessaria, non è sufficiente per avere una fede pasquale. Per avere una fede pasquale occorre trasmettere e ricevere a viva voce la testimonianza di chi crede in Gesù Cristo morto e risorto, che giunge a noi non per semplice moto delle labbra ma attraverso lo Spirito Santo presente in chi annuncia. Annunciare con lo Spirito Santo significa averlo ricevuto attraverso i sacramenti e la loro assidua frequentazione, favorendo la sua presenza in noi con una vita santa, con la preghiera, con l’amore verso tutti.

 

Per la fede dei fedeli come è determinante la fede e la santità di un presbitero che celebra la Santa Messa. Ogni parola che dice, ogni gesto che fa, ogni movimento all’altare come il fare il segno di croce, l’inginocchiarsi, il guardare verso Cristo devono essere pieni di Spirito Santo e grazia. Gesù non ha bisogno di noi per far giungere la grazia e le fede ma si serve di noi donandoci la grazia di essere al suo servizio. Questo vale anche per i laici chiamati a portare la fede e il Vangelo in famiglia, sul posto di lavoro negli ambienti sociali. Tutti i credenti chierici o laici che siano sono costituiti per la loro fede testimoni del risorto.

 

Ma state tranquilli che il demonio non dorme e si da da fare per abbattere la testimonianza della Chiesa, specialmente dei chierici e poi dei laici, coinvolgendoli in cose turpe: scandali sessuali, economici, fomentando nella chiesa la divisone e dubbi, minando perciò la credibilità dei testimoni. Per farci passere bene le feste di Pasqua o di Natale ci prepara degli scandali e ce li presenta nelle vigilie o nei giorni successivi, per rovinare tutto.

 

Gesù ha scelto la strada di passare attraverso dei testimoni, pur sapendo i rischi che ci sono per la debolezza dell’uomo, per coinvolgere gli uomini nella grande storia della fede, per disseminare la storia degli uomini di santi, dato che la storia degli uomini è fatta da diavoli, che hanno disseminato il mondo centinaia di milioni di morti.

 

Devono fare molta attenzione i chierici come i laici che portano con se lo Spirito Santo: basta oscenità, trivialità, insulsaggini, crapule, calunnie, maldicenze, giudizi temerari; basta affondare il Vangelo è sostituirlo con la dottrina del povero e del rifugiato, sostituire la misericordia di Dio con la pallida misericordia degli uomini. Impariamo a conoscere e stimare i testimoni di ieri per essere anche noi testimoni oggi di Cristo risorto. Cristo è risorto. E’ veramente risorto . Alleluja.

tommasonuovo@yahoo.it

Venerdì 21 aprile 2017

Ottava di pasqua

 

COMMENTO

di Tommaso Nuovo

 

 

Un fuoco, del pane, delle brace e del pesce.


 Venerdì 21 aprile 2017

Ottava di pasqua

Gv 21, 1-14

COMMENTO di Tommaso Nuovo

Un fuoco, del pane,delle brace e del pesce.


 Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberiade.

Il Vangelo di Giovanni narra poche apparizioni di Gesù ai discepoli, ma tutte indicano come Gesù li vuole riportare alla fede dopo che lo hanno abbandonato.

Queste apparizioni sono anche per noi, perché la nostra fede maturi fino ad essere una fede pasquale, cioè nella morte e risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo. Solo con una fede pasquale è possibile riconoscerlo vivo e presente accanto a noi e nella nostra storia. La nostra fede allora è veramente pasquale? 


E si manifestò così:  si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te»

Per rispondere a questa domanda occorre seguire la trama di questa apparizione. Pietro decide di andare a pescare, devono pur mangiare. Lo seguono gli altri apostoli. Erano li sul lago in attesa del Signore, che gli aveva detto di andare in Galilea, che lo vedranno. Gesù gli aveva dato un tempo e un appuntamento per incontrarlo. Lo da anche a noi dopo la Pasqua. Dove ? in Galilea. La Galilea e la nostra vita personale, unita alla vita di tutta la Chiesa 


In modo più specifico il lago per noi è il luogo dove abbiamo più volte ascoltato Cristo e la sua Parola: è l’edificio chiesa. Gesù ci attende in chiesa. Provate a vedere invece come sono vuote le chiese dopo le feste pasquali.


Quando già era l'alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No».

Gesù si presenta a loro come una persona che ha fame. Ma Gesù non ha fame, vuole invece mettere in luce la fame vera dei discepoli e la nostra. Lui invece ha fame di una sola cosa: della nostra fede, che a noi manca più del cibo. La nostra fame vera che più di ogni altro soffochiamo è quella di Dio.


Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci.


L’uomo si trova sempre a mani vuote. Non fa mai il è pieno di vita, è sempre alla ricerca della felicità, della vita , ma la rete del suo cuore è sempre vuota. Quando però interviene Gesù ci invita a pescare dalla parte opposta della barca , la parte destra, la pesca è abbondante. Noi cerchiamo di raccogliere dalla carne dall’uomo ciò che ci serve per vivere , non pensiamo invece che è dallo spirito che possiamo avere ciò che ci serve per vivere per sempre. Siamo sempre tentati di andare alla carne e raccogliamo solo corruzione, peccato e morte. E’ la voce di Gesù è la sua Parola che ci dice: "Gettate la rete dalla parte destra e troverete".


Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Si riconosce che è Lui quando i suoi interventi sono immediati, efficaci e totali, da riempire con pienezza non solo le reti ma anche il cuore. Tutto questo avviene in chiesa , il nostro lago di Tiberiade. Se non abbiamo ancora pescato in pienezza se non abbiamo ancora riconosciuto che è il Signore, vuol dire che non siamo andati in Galilea , che non abbiamo ascoltato al sua parola che non siamo suoi discepoli, ma discepoli del mondo.


Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Pietro si getta in mare, corre incontro a Gesù. Noi a mala appena veniamo in Chiesa e stiamo nei nostri banchi, con poco entusiasmo. Eppure Colui che è in chiesa è lo stesso che è apparso ai suoi discepoli sul lago.


Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane…. Gesù disse loro: «Venite a mangiare»

Ecco Gesù prepara una mensa per loro e per noi. Un fuoco,del pane ,del pesce: il suo Corpo e ce lo offre unito a ciò che grazie a lui abbiamo pescato. Ecco la Santa Eucaristia che sfama la nostra fame di Dio e la nostra fame di mondo. Chi ha una fede pasquale vive l’incontro con Gesù nella Santa Eucaristia e si nutre di essa spegnendo quella fame di mondo che ci affama e ci lascia sempre con la bocca asciutta. 

 

La fede pasquale, cioè credere che il Signore Gesù è morto ed è risorto, è una fede Eucaristica: chi si nutre della Santa Eucarestia e incontra e vede propri li il Signore. Penso che noi tutti dobbiamo fare ancora molta strada per far maturare la nostra fede in fede pasquale ed Eucaristica. Non dobbiamo abbandonare il nostro proposito, solo chi cerca Cristo lo troverà. Cristo è risorto, è veramente risorto. Alleluja.

tommasonuovo@yahoo.it

 

Giovedì 20 aprile 2017

ottava di Pasqua

Lc 24,35-48

 

35 Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.36 Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 37 Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. 38 Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore?39 Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho».40 Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. 41 Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?».42 Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; 43 egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
44 Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». 45 Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture 46 e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, 47 e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. 48 Di questo voi siete testimoni.

 

COMMENTO di Tommaso Nuovo

Non bastano gli occhi del corpo per credere

 

Anche per coloro con i quali Gesù era vissuto la sua risurrezione era un fatto "incredibile". Era più facile pensare alla presenza di un fantasma o di uno spirito, che alla presenza di una persona viva e vera. Così Gesù per aiutali a superare la coltre di dubbi e di domande che li assaliva, compie un gesto a loro molto familiare: mangia una porzione di pesce arrostito. Ma questo non è sufficiente per credere che Gesù è risorto, per arrivare alla fede pasquale.

 

Non bastano gli occhi del corpo per credere, occorre che si aprano gli occhi dello spirito e anche le orecchie, perché credano a quanto è stato annunciato nella legge di Mosè ( i primi cinque libri della Bibbia ), nei profeti e nei salmi. Tutte le Sacre Scritture parlano del Messia, della sua passione , morte e risurrezione, annunciata in singoli personaggi o nel popolo stesso.

 

Per noi che non abbiamo conosciuto Gesù Cristo personalmente, le Sacre Scritture insieme alla fede di chi ce le annuncia sono l'unica fonte per arrivare alla conoscenza e alla esperienza del Figlio di Dio. Ma questa conoscenza non si arriva in modo didattico, per insegnamento, ma attraverso la predicazione, il dono dello Spirito e la fede di chi annuncia. Gesù apparendo ai suoi discepoli spiega le Scritture, indicando tutto ciò che si riferisce a Lui e consegna lo Spirito Santo, che rianima lo loro fede per prepararli ad essere suoi testimoni. Per loro era necessario che Cristo apparisse, per noi è necessario che appaia la fede di coloro che annunciano la morte e risurrezione di Gesù Cristo.

 

Questa trasmissione della fede si chiama "Tradizione vivente", che trasmette la Parola di Dio con la grazia e la fede.

Ecco perché il primo e principale problema della Chiesa è la fede dei chierici: dal papa all'ultimo dei preti e dicono ordinati. Essi cosa possono fare per rianimare la loro fede? Tutto può essere utile, se ha come ritorno la crescita della fede pasquale. Ma la cosa più urgente è il ritorno a Cristo, la conversione personale e una santità di vita, che testimoni e garantisca quello di cui sono portatori.

Cristo è risorto! E' veramente risorto. Alleluja.

tommasonuovo@yahoo.it

I discepoli di Emmaus” di Antonio Santagata.
I discepoli di Emmaus” di Antonio Santagata.

Mercoledì 19 aprile 2017

Fra l’ottava di Pasqua

Lc 24,13-35

 

13 Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, 14 e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. 15 Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. 16 Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. 17 Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; 18 uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». 19 Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; 20 come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. 21 Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. 22 Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba 23 e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 24 Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». 25 Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! 26 Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». 27 E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.

28 Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29 Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. 30 Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31 Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. 32 Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». 33 Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34 i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». 35 Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane

 

 

COMMENTO di Tommaso Nuovo

La fede pasquale

 

Cosa vuol dirci il Signore Gesù oggi, apparendo, a due discepoli, scoraggiati e delusi, che si allontanano da Gerusalemme? Gesù si avvicina a noi attraverso questo racconto e queste parole, perchè ancora oggi i nostri occhi sono impediti a riconoscerlo. Quale è stato per molti il frutto delle recenti celebrazioni pasquali? Le chiese sono piene? Su tutti i giornali e i media si parla di Gesù Cristo e di tutto quello che ha fatto per noi? Non si accenna minimamente alla persona di Gesù Cristo e di quello che ha fatto per noi. C'è chi parla della pasqua degli italiani e non della Pasqua di Gesù Cristo. Molte persone sono deluse proprio da Gesù Cristo, molte altre dalla sua Chiesa. C'è chi coltivava qualche attesa anche da questo papà. Oggi è finito anche l'effetto Bergoglio.

 

Ma Gesù non si lascia vincere dalle nostre delusioni. A livello di fede la delusione nasce da l fatto che confidiamo di più negli uomini che in Dio. Come i due discepoli di Emmaus: " Speravamo che fosse lui a liberare Israele". Poi la delusione prende piede perchè vorremmo che seguisse le nostre strade per affrontare e risolvere i nostri problemi. Quello che facciamo fatica ad accettare è il "metodo di Dio": la croce. " non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria. Il problema principale per ognuno di noi è crocifiggere il proprio peccato, per entrare nella gloria di Dio. Ogni cristiano non può essere separato dalla croce di Cristo, per partecipare alla sua risurrezione. Per assumere la croce di Cristo dobbiamo sederci assiduamente alla mensa del suo Corpo e della sua Parola, dove Lui si offre per noi.

 

Dobbiamo domandarci perchè dopo molte volte che ci siamo seduti con Lui alla mensa della suo Corpo non abbiamo assunto ancora la sua passione e la sua morte in noi. Alla radice di tutto ciò sta la mancata assunzione della fede Pasquale , cioè del credere che Gesù Cristo è risorto dai morti e ci dona il suo Spirito. Finite le feste pasquali le chiese sono tornata e ad essere vuote. La nostra fede non è ancora pasquale, non ci unisce al Risorto. Solo partecipando assiduamente al suo Corpo, bevendo al calice della sua passione veniamo trasformati e rinnovati. L'antidoto contro la delusione sta proprio nella fede nella pasqua.

Cristo è risorto! È' veramente risorto. Alleluja.

tommasonuovo@yahoo.it

Martedì 18 aprile 2017

fra l'ottava di Pasqua

Gv 20,11-18

 

11Maria invece stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro 12e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. 13Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». 14Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. 15Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». 16Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». 17Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». 18Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

 

COMMENTO di Tommaso Nuovo

La fede in Gesù risorto

 

Maria stava all'esterno, vicino al sepolcro e piangeva.

Come possiamo arrivare alla fede nella risurrezione di Gesù, dato che non dobbiamo mai dare per scontato di credere? Occorre avere per prima cosa quell'amore a Gesù che ci fa ritornare sempre con dolore e magari con le lacrime alla passione alla morte che ha patito per noi. Se Maria stava all'esterno in verità era ben dentro al cuore di Gesù. Noi invece molte volte siamo come di ghiaccio e con superficialità passiamo sopra agli avvenimenti dolorosi della vita di Gesù. Gesù apparendo a molte santi e sante come Santa Faustina Kowalska e la Serva di Dio Luisa Piccaretta ha sempre raccomandato di meditare la sua passione unendosi a Lui, perchè dava conforto al suo cuore.

 

Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù.

Il cielo è sceso sulla terra dopo la risurrezione di Gesù e gli angeli sono testimoni che quello che è avvenuto viene dal cielo. Ora essi passano a noi la testimonianza della risurrezione di Gesù. Anzi essi sono sempre con noi per indirizzarci a Gesù Risorto, per sostenere una fede che per essere tale chiede di diventare annuncio.

 

Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù.

Chi ha nel cuore la passione di Gesù lo incontra. Anzi Lui stesso si presenta: sia direttamente come nel caso di Maria di Magdala, o indirettamente attraverso le persone che incontriamo. Molte volte non sappiamo che è Gesù, ma Lui mette alla prova la sincerità del nostro amore e del nostro dolore. e poi si fa riconoscere. La fede è un incontro con Gesù , con una persona vivente.

 

Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!»

Ecco la svolta. Gesù ci chiama per nome, in modo familiare ci attira a se. Egli non è più un estraneo, un fantasma, un mistero, egli è il "Rabbunì", il maestro buono, che non ci vuole lasciare nell' oscurità dell'ignoranza, ma ci porta alla luce della conoscenza di Dio e di ciò che ha fatto per noi.

 

Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”»

La fede non porta a possedere il Maestro per se, è un dono da donare. Gratuitamente avete ricevuto gratuitamente date. La fede nel risorto si traduce in incontro, in missione. La fede testimonia un incontro, che mi ha cambiato la vita e che è capace di cambiare la vita. Chi crede nel risorto è capace di risurrezione, di opere di risurrezione, di cui ha tanto bisogno il nostro tempo e tutti gli uomini di ogni lingua popolo, nazione e religione. perchè Gesù non risorto solo per chi crede in Lui, ma anche per chi non crede in Lui e lo continua a negare e a perseguitare. Cristo è risorto! E' veramente risorto. Alleluja.

tommasonuovo@yahoo.it

 

17 aprile 2017

Lunedì dell'angelo

Mt 28,8-15

8 Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annuncio ai suoi discepoli. 9 Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. 10 Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».

11 Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto.12 Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, 13 dicendo: «Dite così: «I suoi discepoli sono venuti di notte e l'hanno rubato, mentre noi dormivamo». 14 E se mai la cosa venisse all'orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». 15 Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino ad oggi.

 

COMMENTO di Tommaso Nuovo

Per Cristo o contro Cristo

 

Siamo ancora nei pressi del sepolcro di Gesù, il giorno della sua risurrezione. Tutto ha inizio con poche persone, alcune donne, che portano il primo annuncio della sua risurrezione , infatti è loro apparso e ha ordinato di annunciarlo ai suoi discepoli.

 

Anche le guardie, messe dai sommi sacerdoti, erano al sepolcro e hanno visto qualcosa, ma la reazione è stata codarda ed è subito partita la negazione della sua risurrezione.

 

Nella vicenda di Gesù Cristo non ci sono testimoni neutrali, c'è chi crede all'annuncio dei suoi discepoli e chi non crede. Non c'è neppure un arbitro sopra le parti, che dica chi ha ragione o chi a torno.

 

In questa vicenda in mezzo ci siamo noi tutti, che dobbiamo decidere con chi stare: dalla parte di Gesù e dei suoi testimoni o dalla parte dei suoi detrattori. Uno potrebbe anche dire che non gli interessa, non gli riguarda. In questo caso ha già scelto di stare dalla parte di chi nega Gesù, perchè dire che non mi interessa significa negare Gesù Cristo. Non posso nemmeno dire che solo dopo una mia analisi e ricerca personale deciderò, perchè è immane il lavoro che uno deve fare, per raggiungere una certezza personale sulla risurrezione di Gesù.

 

Alla fede nella risurrezione di Gesù si arriva perchè mi decido per Gesù, aiutato dallo Spirito Santo e dalla fede di coloro che sono stati i suoi primi testimoni e a cui Gesù è apparso.

 

Credere o non credere non è la stessa cosa. La vita ha due corsi diversi: per chi crede sarà guidata da Gesù Risorto e avrà il suo stesso esito di risurrezione. Per chi non crede la sua vita sarà in mano a coloro che non hanno creduto e non credono in Gesù. Costui deve porsi onestamente la domanda:mi possono fidare che non mi tradiranno? Al di là di quelli che dicono che ci sono nazioni ad un alto tenore di vita e di benessere (per pochi che hanno soldi) i nostri conducenti hanno dimostrato di fare meglio di Dio? Se qualcuno dice che la risurrezione è un inganno, non è ancora più grande l'inganno di chi ti chiede di votarlo e ti promette una vita migliore e poi se la garantisce solo per lui. Dio non ha mai ingannato nessuno. Per gli uomini invece ingannare è la loro specialità. Cristo è risorto! E' veramente risorto . Alleluja.

tommasonuovo@yahoo.it

Domenica 16 aprile 2017

Risurrezione del Signore

 

Gv 20,1-9

 

1  Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. 2 Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!». 3 Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. 4 Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 5 Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. 6 Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, 7 e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. 8 Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 9 Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

 

COMMENTO di Tommaso Nuovo

Cristo è risorto anche per chi non crede.

 

Proviamo ad andare a quel giorno che ha cambiato la storia e le sorti dell'umanità. Era il primo giorno dopo il sabato e avrà in

seguito un nome nuovo: Il giorno del Signore. Non è ancora sorto il sole. Una donna, Maria di Magdala, discepola di Gesù, va al sepolcro per pregare. Con grande stupore trova la pietra sepolcrale rotolata via dall'ingresso. Non entra e spaventata, corre dai discepoli. Non ha visto se nel sepolcro c'era qualcuno, secondo lei hanno portato via il Signore. Corrono i due discepoli Pietro e Giovanni al sepolcro, mentre la storia rimane ferma, trovano il sepolcro vuoto, i teli a terra e il sudario piegato in parte. Si mette in moto subito la fede: " Vide e credette.

 

Da allora è iniziata una nuova storia, che deve essere continuamente annunciata agli uomini di tutti i tempi, perchè diano allo loro storia un senso diverso, un orientamento diverso: il sepolcro è vuoto perchè Gesù è risorto. Questo fatto è avvenuto realmente: dei dati oggettivi, insieme alle apparizioni, lo provano.

 

Oggi come noi ci rapportiamo con questi fatti? Quale è la mia fede verso di essi? Cosa significano per me e per il mondo? Per molte persone non significano nulla, perchè i loro interessi, non gli permettono di porsi delle domande di senso e di significato. Oppure si sente la solita risposta della persona incredula, che manca di onestà intellettuale, che non valuta il dato oggettivo.

 

Ma se uno non crede alla risurrezione di Cristo non per questo Cristo non è risorto. Per lui non sarà risorto e alle impellenti domande sul senso della vita darà la sua risposta, non piena, non totale , non universale, che lascia l'uomo sempre nell'ombra della morte.

 

Gesù Cristo è Risorto, è veramente risorto. L'uomo è salvato dalla morte, perchè in Gesù la morte si apre alla vita. Oggi l'uomo che cerca la vita stranamente continua a dare a se stesso risposte di morte. La fede in Gesù Cristo morto e risorto è la risposta da dare all'uomo di oggi e di tutti i tempi per tutti i suoi problemi. Questa risposta, questa fede deve incarnarsi in chi crede, sul suo volto, nelle sue parole e nelle sua azioni, che annunciano che Gesù Cristo è vivo e continua il suo cammino con l'umanità, di cui una parte è stata ed è ancora contro di Lui.

 

Ci sarebbero da raccontare infinite storie di risurrezione per mostrare al mondo che Cristo è risorto e chi vive in lui, pur passando attraverso la Valle del pianto, raggiunge la vita. Tutti noi abbiamo fatto esperienze di risurrezione e scorgere in esse la presenza di Cristo afforza la nostra fede e la testimonianza da dare a chi, ancora incredulo, ha fermato la storia fuori dal sepolcro e non ha il coraggio per entrare vedere e credere. Cristo è risorto, è veramente risorto. Alleluja.

tommasonuovo@yahoo.it 

Giovedì santo 13 aprile 2017

Santa Messa della cena del Signore

Gv 13,1-15


1  Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine.2 Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, 3 Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, 4 si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita.5 Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui si era cinto. 6 Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?».7 Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». 8 Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». 9 Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!».10 Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». 11 Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».
12 Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? 13 Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono.14 Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. 15 Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi.

 

COMMENTO di Tommaso Nuovo

Gesù oggi mi lava i piedi

 

Gesù lava i piedi ai discepoli. E' la sintesi di tutta la sua vita e la sua missione e anche un gesto profetico che culminerà con la sua morte in croce. Gesù era puro non aveva bisogno di nessuna lavanda. Non così gli apostoli che lo avevano seguito e che Gesù aveva preparato perchè portassero avanti la sua missione. Gesù lava loro i piedi. Solo lui può farlo, solo lui può purificare, santificare, consacrare. Anche se poi i passi dei discepoli porteranno lontano da lui nelle ore tremende della sua passione, quel gesto rimane ed è efficace.

 

Come può oggi Gesù lavarci i piedi e purificarci? Quello che fa il sacerdote è un segno in ricordo di quel gesto. Ma oggi Gesù lo fa realmente per ognuno di noi, anche se noi non ce ne accorgiamo.

 

Quello che Gesù fa oggi lo fa attraverso il presbitero, che proclama questo Vangelo e che dice: "Il Signore sia con voi", che vi immerge totalmente nella persona di Gesù, non solo con i vostri piedi, ma con tutto l'anima e il corpo. Questo gesto lo facciamo gli uni con gli altri se reciprocamente consegnamo all'altro lo stesso amore con cui ci ha amati il Cristo:" Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. ( Gv 13,14). Non solo l'amore , ma offriamo all'altro la nostra fede come dono che purifica l'uomo dalle scorie del mondo.

 

Quando Gesù compie questo gesto non chiama in raccolta i poveri, i carcerati, gli stranieri, i soldati o qualche categoria di persone. Gesù ha sempre servito e serve queste persone. Il Signore lavai i piedi ai suoi apostoli e invita a fare lo stesso gesto gli uni con gli altri. Così il papa dovrebbe lavare i piedi ai cardinali, e i cardinali al papa, specialmente ai quattro cardinali che hanno scritto al papa per chiedere chiarimenti sulla sua dottrina pastorale matrimoniale; i vescovi lavare i piedi ai propri presbiteri e diaconi e reciprocamente gli presbiteri tra loro; il parroco i propri curati e parrocchiani. Non centrano nulla i mussulmani, i profughi o gli appartenenti ad altre religioni, i carcerati, o i gay.

 

Comunque chi testimonia Cristo e il suo amore verso i più deboli e poveri, compie già questo gesto. La lavanda dei piedi è un gesto di puro amore da parte di Dio , un amore che deve circolare come un fiume in piena tra i fratelli e poi riversarsi nel mondo.

 

Gesù ha lavato i piedi anche a Giuda, prima del suo tradimento, ecco fino a dove arriva l'amore di Dio. Ma purtroppo questo gesto non è stato capito da Giuda e ciò deve metterci in guardia da non vedere che quello che avviene oggi è per me è per la mia purificazione e salvezza. Questo gesto non è solo del giovedì santo, qui lo si ricorda , ma ogni giorno dell'anno è un occasione per ripeterlo. Buon Giovedì santo.

tommasonuovo@yahoo.it

Martedì santo 11 aprile 2017

Settimana santa

 

Gv 13,21-33.36-38


21 Dette queste cose, Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». 22 I discepoli si guardavano l'un l'altro, non sapendo bene di chi parlasse.23 Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù.24 Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. 25 Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?».26 Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariota.27 Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». 28 Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; 29 alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. 30 Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.

31 Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui.32 Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. 33 Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire.

36 Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». 37 Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!».38 Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte.

 

COMMENTO di Tommaso Nuovo

Gesù tradito e rinnegato

 

Nell'ultima cena, dove Gesù rinnova il patto della prima alleanza nel suo Corpo e nel suo sangue, dove lava i piedi ai discepoli facendosi servo e modello degli uomini, dove comunica il comandamento dell'amore, qui si consuma la decisione da parte di uno degli apostoli di tradire Gesù. Gesù stesso con molta delicatezza lasciando aperta la porta ad ogni possibilità di ripensamento, contenuta nel " boccone dell'amico" rivela chi è: Giuda, figlio di Simone Iscariota: Gesù mette in luce invece il rinnegamento di Pietro lo avverte, perchè poi possa pentirsi. Gesù ha rivelato il tradimento di Giuda e il rinnegamento di Pietro perchè si pentissero e non si rendessero complici delle trame di Satana. Non appare quasi mai durante la passione, ma dietro il complotto contro Gesù c'è il piano di Satana. Se Giuda si fosse pentito e non avrebbe tradito il Maestro, Satana avrebbe ugualmente trovato il modo di consegnare nelle mani dei capi del popolo Gesù. Ma in questa vicenda c'è un punto di non ritorno: Satana dopo che Giuda ebbe preso il boccone, entrò in lui. Satana rese debole anche Pietro che perciò rinnegò Gesù difronte alle affermazioni di persone semplici.

 

Ma ora tutto questo è solo per noi, per non permettere a Satana di usarci nel suo piano di mettere gli uomini contro Dio e Dio contro gli uomini. Proprio noi che ci diciamo credenti siamo i primi a venir tentati e anche usati contro Dio , contro Cristo, per accusarlo, per condannarlo, per crocifiggerlo e ucciderlo agli occhi del mondo.

 

La questione del tradimento di Gesù e del suo rinnegamento è ancora aperta e molto attuale.  Ma Cristo è morto anche per chi ancora oggi lo tradisce e lo rinnega. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

Lunedì 10 aprile 2017

Settimana santa

Gv 12,1-11

 

1  Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. 2 E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. 3 Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell'aroma di quel profumo. 4 Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: 5 «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?».6 Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.7 Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura. 8 I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
9 Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. 10 I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Lazzaro,11 perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

 

COMMENTO di Tommaso Nuovo

L’unzione di Betania

 

Il primo passo della Settimana Santa 2017 lo facciamo a Betania, durante una Cena in onore del Signore: è presente anche Lazzaro rianimato dalla morte. Le cene ebraiche dobbiamo saperlo, non sono come i nostri banchetti o le nostre cene, dove si mette al centro il cibo e il desiderio di mangiare e bere e di stare insieme. Nella cena ebraica al centro c’è Dio e il comando di rendergli grazie per il cibo e i benefici ricevuti, poi viene il companatico.

 

La cena di Betania è perciò un rendere grazia a Dio per la risurrezione di Lazzaro e diventerà profezia della passione e morte di Gesù. Anch’egli è presente, ma non come un eroe , un sopravvissuto, al centro della scena c’è Gesù, c’è Dio. Il modo con cui si rende grazie a Dio attraverso Gesù è inusuale: Maria, sempre ai piedi di Gesù, in atto di adorazione, li cosparge con del olio di puro nardo, molto prezioso e li asciuga con i suoi capelli. E’ troppo bello il gesto di Maria, sarebbe da contemplare, da imitare. Maria Valtorta ci offre un pagina di grande amore per il Signore nelle sue rivelazioni.

 

In questa cena nessuno dice niente, si registra invece il commento di disapprovazione da parte di Giuda Iscariota, fuori luogo e anche molto interessato allo spreco di denaro. Qui Gesù parla e invita a custodire l’olio per la sua sepoltura

 

Ecco il modo con cui siamo chiamati dal Vangelo a partecipare ai giorni della passione del Signore, il modo di Maria di Betania, che unge i piedi di Gesù, quei piedi che hanno camminato sulle strade polverose della Palestina, per portare a tutti l’annuncio che Dio è amore, che Dio salva e che porteranno la croce fino al calvario e poi verranno trafitti dai chiodi della violenza umana. Se ci è impossibilitato fare lo stesso gesto di Maria, possiamo almeno trasformare quella unzione in una unzione spirituale, quella della nostra preghiera e della fede. Ungo non solo i piedi ma tutto il suo corpo, quello mistico che è la Chiesa con la mia preghiera e la fede. Essa non è abbondate e profumata come l’olio di nardo usato da Maria, ma cerco ugualmente di offrirla stillandola nel suo corpo, la Chiesa , che oggi ha tanto bisogno di questa unzione.

 

 

Oggi, in molte chiese, nei primi giorni della Settimana Santa, si vivono le Giornate Eucaristiche, cosa molto buona per santificare questi giorni e ripetere nella fede nella preghiera e nella liturgia il gesto di Maria Certamente non dobbiamo dimenticare i poveri, che li abbiamo sempre con noi.

 

Ma Gesù Eucaristia e ancora di più con noi, perché come maestro continua ad insegnare come si ama Dio e come si ama il prossimo. Se proprio non riesco oggi ad andare in chiesa, posso almeno con il pensiero e con il cuore mettermi vicino a Gesù e cercando di immedesimarmi con Maria di Betania. Perchè non devo mostrare un segno di amore diretto proprio alla persona di Gesù? Certo questo gesto non deve essere ipocrita, anzi aprirmi ad un amore più sincero verso Dio e verso il prossimo. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it

 

 

Domenica 9 aprile 2017

delle palme e di passione

 

Mt 26,14-27,66

 

 

 

La passione di Dio per l'uomo

 

 

Sappiamo chi ha messo in atto la passione e la morte di Gesù: gli anziani, gli scribi, i farisei e i sommi sacerdoti del tempo di Gesù , tutta la classe politica e religiosa del tempo, con la mano armata dei romani e il coinvolgimento del popolo, che però rimane il più delle volte a guardare , senza fare nulla. Il regista di tutto è però il diavolo, che da lungo tempo si voleva prendere una rivincita su Dio.

 

Il suo piano è semplice: mettere l'uomo contro Dio e portarlo a fare la cosa più odiosa e più violenta: uccidere suo Figlio, per indurre poi Dio a castigare l'uomo e così a negargli la sua amicizia e il suo perdono. In questo modo il diavolo pensava di ottenere la vittoria scatenando l'ira di Dio sull'uomo. Ma il silenzio di Gesù e il suo consegnarsi in mano agli uomini, senza accusarli di nulla, ma solo perdonandoli, annulla il piano di Satana e lo rende nullo.

 

Solo che la passione di Cristo continua anche oggi, dato che Satana vuole convincere l'uomo che Dio non lo ama e non gli perdona nulla, che Dio è un giudice severo, che Dio tiene conto di ogni piccola mancanza. Satana vuole ingannare l'uomo sulla bontà di Dio. Inoltre Satana seduce l'uomo perchè cambi le leggi di Dio e le sostituisca con gli usi degli uomini e si lasci andare ad ogni piacere della carne.

 

Il piano di Satana è fallito perchè Gesù si è consegnato spontaneamente alla morte, per dimostrare fino a dove arriva il suo amore, l'amore di Dio. L'uomo cade nelle trappole e nelle seduzioni del maligno perchè non crede all'amore di Dio. Se c'è una prova dell'amore di Dio sta proprio nella croce di suo Figlio Gesù. Oggi ci viene non solo mostrata, ma donata. E' questo il dono di Gesù la sua croce , chi lo riceve con amore la potrà abbracciare e trovare in essa tutto quell'amore che gli manca e che a causa del peccato mette l'uomo contro Dio. Ecco il vessillo della Croce, venite adoriamo.

tommasonuovo@yahoo.it

Sabato 8 aprile 2017

Quinta settimana di quaresima

 

Gv 11,45-56


45 Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. 46 Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto. 
47 Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest'uomo compie molti segni. 48 Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». 49 Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell'anno, disse loro: «Voi non capite nulla!50 Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!».51 Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell'anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; 52 e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. 53 Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
54 Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli. 
55 Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. 56 Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».

 

COMMENTO di Tommaso Nuovo

La passione di Gesù: il piano di Dio supera il piano di Satana

 

Sappiamo come si svolgerà la drammatica passione di Gesù. Dal punto di vista degli uomini si organizza una congiura per sopprimere un uomo scomodo, perchè attira a se il popolo con prodigi e segni, per cui il popolo non è più sotto il controllo dei capi dei sacerdoti , degli scribi e dei farisei e di conseguenza i Romani possono reagire con la violenza per distruggere il tempio e

disperdere il popolo.

 

Questi uomini hanno perso di vista la Parola di Dio.Essi pur essendo degli studiosi, non cercano Dio e la sua volontà, ma solo stessi e il modo di tenere il popolo in potere, per guidarlo secondo le direttive dei Romani.

 

Invece questi passi così dolorosi di Gesù compiono il piano di Dio per salvare l'uomo, un piano che nemmeno Satana capisce, il quale invece vuole realizzare un suo piano tramite gli uomini. Il ragionamento di satana è questo: io condurrò gli uomini ad odiare Dio, fino anche a sopprimere suo Figlio, perchè in questo modo Dio si scagli sull'uomo e lo punisca come merita e così l'uomo venga a farmi compagnia all'inferno.

 

Questo è il piano di Satana, tutt'ora valido, che continua a presentare al mondo. Questo piano non ha avuto e non avrà mai successo, perchè il piano di Dio e invece quello di dimostrare nella croce di Cristo tutto il suo amore per l'uomo, perchè egli creda in Lui e nel suo amore, si converta, cambia strada e viva. Il demonio vuole , complice l'uomo, portarlo alla morte. Dio invece, attraverso suo Figlio vuole portare l'uomo alla vita. Ecco perchè questi sono giorni di grazia, perchè ci dicono che Dio non ha cambiato ne parere ne modo di fare e comportarsi. La sua passione e morte è per ognuno di noi l'ancora di salvezza su cui fissare la nostra vita.

 

Occorre perciò al di là dei fatti tragici di quelle ore riconoscere il piano di Dio e non renderci complici del piano di Satana, che resta tutt'ora valido ed operante. Questa sera verrà proclamata la Passione Secondo san Matteo, ascoltiamola con fede e facendo attenzione al piano di Dio, che si manifesta nelle poche risposte di Gesù e soprattutto nel suo silenzio, pieno di dolore e di compassione per l'uomo di tutti i tempi, che molte volte segue il piano di Satana, senza sapere quello che fa. Buona Settimana Santa.

tommasonuovo@yahoo.it

 

Sabato 1 aprile 2017

Quarta settimana del tempo ordinario

Gv 7,40-53

 

40 All'udire queste parole, alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». 41 Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? 42 Non dice la Scrittura: Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo?». 43 E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui. 44 Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. 
45 Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?».46 Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». 47 Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi?48 Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? 49 Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!». 50 Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: 51 «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?».52 Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». 53E ciascuno tornò a casa sua.

 

COMMENTO di Tommaso Nuovo

L'interpretazione della Parola di Dio

Gesù suscita un forte dibattito su chi egli sia. Uno dice una cosa, un'altro un altra, i farisei si riservano di dire l'ultima parola e anche tra di loro -vedi Nicodeno - c'è dissenso. Anche le guardie del tempio, mandate ad arrestare Gesù, sono colpite dalle sue parole.

 

Questa gente colta che studia la Sacra Scrittura non riesce a dare un giudizio su Gesù, i loro ragionamenti li accecano, anche rispondendo a Nicodemo cadono in contraddizione, dicono a Nicodemo di andare a studiare e loro stessi non sanno che Gesù chiamato il nazareno è nato a Betlemme e che suo padre Giuseppe è discendente di Davide e che la parola Nazareno ha come significato la parola "germoglio", come dice il profeta Isaia: un Germoglio spunta dal tronco di Iesse, un virgulto dalle sue radici. (cfr. Is 11).

 

La Sacra Scrittura parla di Gesù Cristo, ma solo dopo la sua risurrezione questo sarà più evidente . Però gli studiosi di quel tempo, pur attendendo il Messia, non erano capaci di vedere i segni della sua presenza attraverso la Sacra Scrittura e si fermavano ai loro ragionamenti. Quando si sostituisce lo Spirito Santo con ragionamenti umani, si acceca la ragione e si nega l' evidenza della verità: l'umile umanità di Gesù contiene la grandezza della sua divinità . Ecco perchè Gesù parla del peccato contro lo Spirito Santo: non riconoscevano in Gesù la sua divinità.

 

Eppure la sacra scrittura non è enigmatica. Queste persone leggevano e interpretavano la Parola di Dio senza lo Spirito Santo, trasformandola nei loro ragionamenti, basandosi sulla loro autorità di maestri della legge. Non si lasciavano condurre dalla Parola di Dio, per vedere e riconoscere la sua volontà e la sua presenza tra gli uomini.

 

Nella Parola di Dio va cercato Dio stesso, la sua volontà , le tracce della sua presenza in mezzo a noi, la sua legge che guida l'uomo sulle sue strade. Nella Parola di Dio si trovano anche le parole che l'uomo deve usare per rivolgersi a Dio, come deve essere cercato, come deve essere lodato e pregato. Soprattutto nei salmi, che erano già completi al tempo di Gesù l'uomo è guidato nelle preghiera a diventare una lode di Dio.

 

Ecco perchè il modo di parlare di Gesù colpisce, perchè non solo parla di Dio, ma conduce a Dio: chi ascolta Gesù arriva a Dio. Gesù stesso citando Isaia dice: E' tutti saranno istruiti da Dio(Gv 6,45), citazione di Isaia 54,13: " tutti i tuoi figli saranno discepoli del Signore, grande sarà la prosperità dei tuoi figli. Pur scrutando le Sacre Scritture gli scribi e i dottori delle legge erano accecati dai loro ragionamenti, dai loro pensieri.

 

La Sacra Scrittura è sempre stata oggetto di studio e di interpretazione, ma tra chi studia la Parola di Dio occorre distinguere chi lo ha fatto guidato dalla sola ragione e chi alla ragione ha unito la fede e l'assistenza dello Spirito santo, però con punti di partenza diversi e con conclusione altrettanto diverse. C'è chi ha voluto dimostrare che la Sacra Scrittura è un mito, una invenzione, che Gesù non è Figlio di Dio, che gli evangelisti gli hanno messo sulla bocca parole che Gesù non ha mai detto, oppure che la mentalità di Gesù proveniva dalla cultura del tempo.

 

Chi invece è stato guidato dalla fede e dallo Spirito santo è stato capace di trarre dalla bibbia tesori infiniti si sapienza e di verità a beneficio di tutti gli uomini:

 

Dove sono oggi i San Agostino, San Ambrogio, san Cipriano, san Leone Magno e molti altri. Questi giganti della fede e della Parola di Dio contrastano con i nani di oggi, che per apparire grandi citano a più non posso questi giganti, oppure si presentano come progressisti, contestando la stessa Sacra Scrittura, per soddisfare il prurito del pensiero degli uomini.

 

Oggi per andare incontro all'uomo si va contro Dio, mentre chi parla a favore di Dio sembra che faccia il male dell'uomo. Solo Dio può fare il bene dell'uomo,e Dio non ha parlato a uno in un modo e un altro in un altro modo, non ha detto una cosa e poi ha detto il contrario. Ecco perchè nell'interpretazione della Parola di Dio non si può prescindere dalla fede e dalla tradizione della Chiesa.

 

Per capire allora quali sono i criteri interpretativi della Bibbia ci sono le indicazioni chiare del Catechismo della Chiesa Cattolica dai numeri 101 al 133. Chi esce da questi criteri non può parlare a nome di Dio, non è cattolico e si pone sopra Dio. Dove può condurre questa mentalità? Può solo condurre in bocca a Satana, padre di ogni menzogna. Di solito questi detrattori della verità rivelata attaccano "a più non posso", i credenti, quelli veri, che non seguono le mode del tempo, aprendo la strada a terribili persecuzioni. Chi ci può salvare? Senza dubbio la Beata Vergine Maria, i grandi santi Padri della Chiesa e lo Spirito Santo che non smette di suscitare nella Chiesa veri e santi apostoli di Cristo. Buona giornata.

tommasonuovo@yahoo.it